NBA All-Star Weekend

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~ Telecronista dell'All-Star Weekend su Carmelo Anthony bendato che schiaccia e fuma una sigaretta con la mano libera

L'All-Star Weekend è una simpatica festività organizzata dall'NBA al solo scopo di svuotare le tasche degli spettatori americani da quei fastidiosi e inutili biglietti di carta colorata, privi di valore intrinseco diretto, comunemente detti dollari.
L'All-Star Weekend è uno degli eventi sportivi più seguiti negli Stati Uniti, al pari del Super Bowl e della ricerca di armi chimiche nei paesi mediorentali. Esso viene disputato ogni anno nel mese di febbraio, o in alternativa quando Shaquille O'Neal dice che si può giocare.

[modifica] Eventi dell'All-Star Weekend

L'All-Star Weekend si compone di una grande varietà di eventi, esibizioni e performance, la maggior parte delle quali perfettamente legali. Andiamo a vederli nel dettaglio:

[modifica] Venerdì

Giocatore di basket che salta sopra la faccia di un altro.jpg

La vita dei rookies è costellata di soprusi.

[modifica] Rising Stars Challenge

Il venerdì è un giorno di scarsa affluenza di pubblico, visto che il grosso degli spettatori è composto da ragazzini, pensionati e comitive di flaccidi turisti arrivati in corriera dal Maine.
Pertanto, se si esclude la tradizionale gara tra mangiatori di hamburger (con il vincitore chiamato a intonare God Bless America senza nemmeno il tempo di mandare giù un digestivo), l'unico evento degno di nota è il Rising Stars Challenge, una partita tra i rookies (giocatori al loro primo anno) e i sophomores (giocatori del secondo anno). Il match, dai contenuti tecnici piuttosto poveri, si è trasformato di fatto in un inno al bullismo, con i poveri rookies che per oltre quaranta minuti vengono presi in giro, malmenati, sottoposti a sparticulo e derubati delle loro merende.
Al termine dell'incontro, tanto per traumatizzarlo in maniera indelebile, il miglior rookie viene vestito da neonato e costretto a ingurgitare un biberon di latte.

[modifica] Sabato

[modifica] NBA Shooting Stars Competition

Al sabato lo spettacolo entra nel vivo con l'NBA Shooting Stars Competition, un'affascinante gara di tiri che vede affrontarsi due squadre composte da giocatori misti, ad esempio:

[modifica] NBA Skills Challenge

Belinelli col trofeo della gara dei 3 punti.jpg

"Ho sempre sognato di possedere un astrolabio!"

Un nuovo evento che vede i giocatori affrontare un percorso a tempo. Interessante quanto ascoltare Legrottaglie che parla di Gesù, infatti durante questa esibizione gli spettatori ne approfittano per andare in bagno.

[modifica] NBA Three-point Shootout

L'NBA Three-point Shootout è una gara in cui si affrontano gli specialisti nel tiro da tre. Nel 2014 ha vinto l'italiano Marco Belinelli, cosa che contraddice quanto detto nella frase precedente.
I partecipanti hanno a disposizione un minuto di tempo per segnare il maggior numero di canestri possibile. In alternativa, possono colpire le minoranze etniche presenti sugli spalti. In base ai canestri realizzati e alla gravità delle ferite inferte agli spettatori, viene designato il vincitore.
Il record attuale è detenuto da Stephen Curry, che il 14 febbraio 2015 ha totalizzato 52 punti su 30. Curry ha dedicato il premio alla madre e al bambino down che teneva i punti.

[modifica] NBA Slam Dunk Contest

Phx.jpg

Bella, ma se l'avesse fatta guidando un'Harley-Davidson avrebbe ottenuto 30 punti in più.

Lo Slam Dunk Contest, o gara delle schiacciate, è uno dei momenti clou dell'All-Star Weekend.
In NBA sanno schiacciare tutti, anche cani, porci e Danilo Gallinari. Ma poiché non si può fare una gara a 250 concorrenti, i partecipanti allo Slam Dunk Contest sono solo quattro: tre giocatori NBA e un ospite d'onore dalle ridotte capacità fisiche (Danny DeVito, Stephen Hawking, Platinette) inserito nel quartetto solo per far risaltare la bravura degli altri.
Più la schiacciata eseguita è bizzarra, pericolosa e irrealizzabile in una partita vera, più punti si ricevono:

Punti bonus
  • Salutare amici e parenti durante il salto: +2
  • Indossare parrucche, mantelli, occhiali da sole o altra roba che sia di ostacolo nell'esecuzione: +5
  • Schiacciata con mani e piedi: +20
  • Colpo di testa: +30
  • Sforbiciata: +50
  • Sradicare il canestro dal tabellone: +100 e sconto del 50% sulla riparazione del tabellone
Punti di penalità
  • Avere la pelle troppo chiara: -2;
  • Non fare canestro: -20
  • Sbattere la faccia contro il ferro: -50 e +20 punti di sutura

Molti sono i giocatori che hanno dato spettacolo in questa mega pagliacciata:

  • Nel 1989 Michael Jordan salta dalla linea del tiro libero, e aiutato da una mega scoreggia (che ha rimbombato per 3 giorni di fila nel palazzetto) schiaccia a canestro con enfasi. I pochi giudici che hanno avuto l'accortezza di indossare delle maschere antigas assegnano il punteggio massimo.
    Fornaio con focaccia.jpg

    Karl Malone mentre realizza una spettacolare schiacciata.

  • Nel 1990 Darryl "The Chocolate Thunder" Dawkins rompe il canestro con una potentissima schiacciata a due mani, dopodiché lo mangia.
  • Nel 1992 Dominique Wilkins schiaccia con i piedi.
  • Quindici anni dopo, LeBron James risponde schiacciando con il pene.
  • Nel 2000 Vince Carter salta apparentemente senza palla, ma a mezz'aria, con grande sorpresa del pubblico, la estrae dal proprio sfintere e schiaccia.
  • Nel 2006 Gerald Green schiaccia la palla spegnendo l'unica candelina sulla torta di compleanno della figlia, posta sul canestro, in modo da impedire alla bambina di compiere l'agognato gesto.
  • Nel 2008 Dwight Howard, vestito da Superman, afferra al volo una donna saltata giù dal tabellone e poi schiaccia.
  • Nel 2011 Blake Griffin solleva di peso il compagno di squadra Chris Paul e lo scaraventa nel canestro al posto della palla.
  • Nel 2013 Nate Robinson, sebbene sia alto all'incirca come un'abat-jour, si fa passare la palla fra le gambe 666 volte prima di schiacciare, compiendo inoltre un giro su sé stesso di 666° (Nate è un noto satanista).

[modifica] Domenica

[modifica] NBA All-Star Game

Michael Jordan Space Jam.jpg

Lo storico All-Star Game del 1998, deciso allo scadere da un tiro in sospensione di Bugs Bunny.

Dopo aver ripulito il palazzetto da cartacce, rifiuti e cadaveri di spettatori stroncati da un'alimentazione a base di grassi saturi, si arriva all'atto conclusivo di questo freak show: l'All-Star Game, evento a cui partecipano tutti i giocatori con un ingaggio annuo superiore ai 50 milioni di dollari.
Essi, a seconda dei loro club di appartenenza, si dividono tra Western Conference (in cui militano campioni come Durant, Harden, Bryant, Parker e Westbrook) ed Eastern Conference (in cui militano Andrea Bargnani e mio cugino Gualtiero, quello zoppo da un piede). Stranamente, negli ultimi anni la Western Conference si è sempre imposta facilmente sulla Eastern Conference.

La selezione è affidata sia ai tifosi che a un coach professionista.
I tifosi, votando sul sito della NBA, decidono i rosters, i quintetti base, le tattiche da adottare, le sostituzioni, le esultanze che i giocatori devono eseguire dopo ogni canestro e anche il risultato finale.
Il coach, invece, decide il colore della propria cravatta. Purché sia rossa.
Al termine dell'incontro il miglior giocatore riceve il titolo di Presidente degli Stati Uniti. Sì, è così che George W. Bush è diventato presidente.
La miglior prestazione di tutti i tempi in un All-Star Game appartiene a Wilt Chamberlain, che nel 1962 fece registrare 42 punti, 26 rimbalzi e 15 assist, a cui aggiunse 13 donne ingravidate durante l'intervallo. Esami medici più approfonditi rivelarono in seguito che una delle donne era in realtà Dan Peterson ma il record di Chamberlain fu comunque convalidato.

[modifica] Eventi cancellati

Tra il 1984 e il 1993 si disputava il Legends Classic, una partita tra vecchie glorie. Fu cancellato nel 1994 per l'alto tasso di infortuni alle ginocchia che i giocatori riportavano al momento di chinarsi per allacciarsi le scarpe.


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