Missione di pace all'estero

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Gandhi e tutti i seguaci della nonviolenza disapprovano questo articolo!
Questo articolo è da BOLLINO ROSSO!
Il personaggio o l'argomento descritto può incitare alla VIULENZAAA!
Se ne SCONSIGLIA perciò la lettura ai minori di 14 anni.
Quote rosso1.png Qualcuno pensi ai bambini! Quote rosso2.png

~ Deputato qualsiasi mentre difende le missioni di pace all'estero.
Quote rosso1.png Si vis bellum, para pacem. Quote rosso2.png

Quote rosso1.png Se non ci fossero saremmo tutti disoccupati. Quote rosso2.png

Quote rosso1.png Le nostre migliori clienti. Quote rosso2.png

~ Il sindacato delle pompe funebri.
Quote rosso1.png Come get some. Quote rosso2.png

~ Soldato americano si prepara ad una missione di pace all'estero.
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Tramonto dopo una lunga giornata in missione di pace.

Con la dicitura missione di pace all'estero si intende, in molte nazioni che esportano la democrazia negli altri paesi, una spedizione militare con fini propagandistici umanitari. Nel nostro bel Paese esse sono rivolte a:

  1. Convincere le altre Grandi Potenze, come gli U.Es.Ei, il Bhutan e l'Andokazzostan che ci siamo anche noi nel nostro piccolo (come se il Bhutan si lasciasse infinocchiare così facilmente) e
  2. Convincere l'italiano medio che l'Italia è, dopotutto, una grande potenza mondiale e in quanto tale, può permettersi tranquillamente di spendere cifre folli per mandare i propri eserciti in giro per il mondo.

Questo instilla negli italiani un forte senso di soddisfazione e di orgoglio: ciascuno di noi, pagando un po' di tasse in più, può dare il suo contributo alla pace mondiale!

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

Le origini di tale pratica si fanno risalire al conte Camillo Benso di Cavour, all'epoca ministro per l'avvistamento degli iceberg nel Mediterraneo del Regno di Sardegna; egli insistette presso Francia e Gran Bretagna per poter partecipare alla Guerra di Crimea del 1853, che queste potenze stavano combattendo contro la Gruande Santa Madre Russia. Venne così inviato un corpo di spedizione di 15.000 bersaglieri ed un pacchetto di Krumiri Bistefani che, però, non ebbero occasione di mettere in mostra tutto il loro grande valore. I soliti francesi invidiosi, che temevano che le loro truppe sfigurassero al confronto con le nostre, giocarono un brutto scherzo ai loro alleati e, per indebolirli, misero di nascosto del Guttalax nelle loro borracce, causando un intasamento alle latrine. Nonostante questo, però, l'iniziativa poteva ben dirsi un successo: si era infatti riusciti a far crepare ben 1300 soldati di peste e addirittura 16 (sedici!) in combattimento, ottenendo cosi un gran numero di martiri a sostegno della causa italiana, la quale iniziò così la sua trionfale scalata alla classifica dei paesi che hanno perso il maggior numero di guerre.
A cavallo tra Otto e Novecento si collocano invece le missioni umanitarie in Somalia, Eritrea e Libia; una menzione speciale va all'avventura etiopica, grazie alla quale il nostro amato Paese balzò definitivamente alla prima posizione della suddetta classifica, accrescendo enormemente il prestigio della nazione[citazione necessaria]. Infatti, presso Adua, nel 1896, l'Italia riuscì non solo nell'ardua impresa di farsi sconfiggere in battaglia da una banda di africani scalzi, ma addirittura si fece battere grazie ad armi e munizioni fabbricate e vendute dall'Italia stessa al Negus d'Etiopia.

[modifica] Il Novecento

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Le missioni di pace sono sempre accolte con felicità dalla popolazione locale.

L'8 settembre del 1943 si arrivò all'apoteosi. L'esercito italiano entrò in sciopero dopo una serie di missioni volte a pacificare vari paesi indubbiamente bisognosi dell'aiuto italiano, come l'Albania, la Grecia, la Jugoslavia e la Russia, alla quale non ci si poteva certo esimere dal partecipare[citazione necessaria] vista l'esigua vicinanza geografica tra i due paesi. Gli eserciti che si trovavano in queste zone, oltre che nella Madrepatria, fecero ciò che, per l'inesperienza dell'epoca, non era riuscito a Caporetto: semplicemente si dissolsero, svanirono come neve al sole sotto gli occhi esterrefatti dei tedeschi che cercavano di rastrellarli. Ancora una volta, la superiorità italica era stata affermata.
Negli ultimi decenni le missioni di pace stanno vivendo una nuova giovinezza, con le spedizioni in Kosovo, Vietnam e soprattutto in Iraq: qui i carabinieri si sono offerti di aiutare gli iracheni prestandosi come nemico comune contro cui coalizzarsi abbandonando i propri sanguinosi conflitti interni. Non dimentichiamo infine la missione in Afghanistan, che ha contribuito ad aumentare notevolmente la produzione di oppio nel paese, dopo che quei bacchettoni proibizionisti dei Talebani l'avevano stupidamente limitata.
È così che, a piccoli passi, ci avviciniamo lentamente verso la tanto sospirata pace mondiale... vi piacerebbe eh?

[modifica] La telenovela infinita

Recentemente tutto il nord Africa, ovvero l'Egitto, la Libia e Rosarno, sono stati teatro di violenti scontri di piazza tra immigrati ed i rispettivi dittatori che li governavano, cioè Mubarak, Gheddafi e Francesco Schiavone[1]. La NATO inizialmente si era offerta di aiutare questi paesi ma, a causa della crisi economica, ha dovuto dichiarare bancarotta ed è stato possibile intervenire solo in Libia che, casualmente[citazione necessaria], è l'unica a possedere qualche pozzo di petrolio ancora attivo. Il consiglio di sicurezza dell'ONU ha fatto notare tuttavia che la strada per la pace è ancora lunga: i perseguitati di Cina, Iran, Siria e della Negreria attendono ancora di essere salvati dalla censura e dall'oppressione; il presidente Obama ha tranquillizzato tutti e dalla Casa bianca sta discutendo un suo progetto per risolvere la situazione. Ad occuparsene, è stato scelto Cetto La Qualunque, ma il contenuto del suo progetto è ancora top-secret.

[modifica] Benefici delle missioni di pace all'estero per l'occidente

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Ecco quello che rimane dopo le missioni di pace degli Americani.

[modifica] Benefici delle missioni di pace per gli altri paesi (quelli invasi)

[modifica] Modalità di svolgimento di una qualsiasi missione di pace all'estero

  1. Qualcuno bestemmia davanti ad una chiesa/Moschea/Sinagoga/Kebabbaro.
  2. La popolazione si incazza e fa qualche ronda per ripristinare la legge della savana[3].
  3. Ci scappano alcuni milioni di morti.
  4. L'ONU manda gli ispettori a sculacciare sul sedere i governi responsabili.
  5. L'America, seguendo la filosofia del "Qui comando io e questa è casa mia", minaccia rappresaglie.
  6. Berlusconi racconta qualche barzelletta per sdrammatizzare.
  7. Qualche sergente maggiore dei Marine viene incaricato di addestrare della massa organica informe invertebrata per un eventuale intervento armato.
  8. Viene avvertito Michael Bay che sta per scatenarsi un conflitto. Cominciano i preparativi per gli effetti speciali.
  9. La Russia, la Cina ed il Liechtenstein protestano, ma a nessuno importa.
  10. Ha inizio l'invasione la missione: generalmente nel giro di qualche mese la resistenza viene annientata, a parte rare occasioni.
  11. I soldati fanno amicizia con i ribelli e si attaccano alla schiena un adesivo-bersaglio fosforescente, per essere visti anche di notte.
  12. Nei paesi soccorritori[citazione necessaria] cominciano le pacifiche proteste contro codeste missioni.
  13. Ci scappa il morto.
  14. Torna al punto 4 e ricomincia a leggere.

Come si capisce, una volta entrati in missione di pace, non se ne esce più, un po' come il lavoro che fa mio cuggino per conto di certa gente.

[modifica] Curiosità

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Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse vuoi veder crescere le margherite dalla parte delle radici?

  • I capi di stato americani, per decidere se avviare o no nuove missioni di pace, si affidano al caso, lanciando un dado a una faccia.
  • La durata media di una missione di pace è di poco più piccola del tempo necessario alla mia ragazza per parcheggiare. Certe cose richiedono tempo.
  • Secondo un sondaggio condotto da La7, il 90% degli italiani si mostra favorevole a che l'Italia prenda parte a missioni di pace, lo 0,9% è favorevole solo a patto che non sia coinvolto il ragazzo della propria famiglia, ma solo lo 0,009% è disposto ad accogliere i rifugiati provenienti dai paesi in via di pacificazione.
  • Per addestrare i soldati a conquistare obiettivi militari sensibili[4] e a mantenerne poi il controllo, vengono sottoposti ad intensi LAN Party di Counter Strike. I generali invece, per simulare tutti gli scenari di guerra possibili, giocano a Command & Conquer: Generals.

[modifica] Missioni correlate


[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Peccato che la rivolta a Rosarno sia stata stroncata nel sangue.
  2. ^ http://www.disarmo.org/rete/a/29981.html.
  3. ^ Tienti stretto la banana.
  4. ^ Quali possono essere scuole, asili-nido, biblioteche, centri per anziani...
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