Mission

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La locandina del film, pregna di profondi significati. Primo fra tutti: quello che non è consigliabile fare rafting attaccati ad una croce.

Quote rosso1.png Ma non era Impossible? Quote rosso2.png

~ Uno che se ne intende di cinema
Quote rosso1.png Questa missiva del Papato si autodistruggerà entro cinque secondi. Quote rosso2.png

~ I potenti mezzi di comunicazione dell'epoca


Mission è un thriller del 1986 basato sulla storia vera di un gruppo di agenti segreti inviati dal Papato per sventare le azioni criminose di una tribù di indios del Nuovo Mondo, i quali volevano ribellarsi alla giusta invasione dell'uomo bianco. Nel film sono presenti attori di rilievo, come Robert De Niro, la barba di de Niro (che ha una parte tutta sua), Jeremy Irons e Tom Cruise, il quale non ha ancora capito che non è necessaria la sua presenza in ogni film che contiene la parola "Mission".

[modifica] Trama

[modifica] Fremono i preparativi

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Padre Gabriel mentre cerca di raggiungere la cima delle cascate.

Da qualche parte nel Sud America, seconda metà del Diciottesimo secolo.
Un missionario incauto si appresta a suonare il campanello di una capanna guaranì.

Driiiiiiiiiin

Missionario: "Salve, sono venuto qui per convertirvi alla Vera Religione."
Indio : "No, guardi, non mi interessa, la salu..."
Missionario: "Ma è il Verbo di Dio, la parola del Signore."
Indio: "Senta, io di verbi non me ne intendo, so' ppure analfabbeta."
Missionario: "Ma allora prenda qualcosa, un volantino, una catenina con la croce, un calendario di Padre Pio!"
Indio: "Due ore sono passati i suoi colleghi, lì, i Testimoni di Geova. Mi hanno riempito la casa di volantini."
Missionario: "Ma no, lasci perdere quei miscredenti. Io porto la Luce!"
Indio: "Se non la smette le dò fuoco, così la porta per davvero la luce. Mi spiace, devo andare, ho il mais sul fuoco."
Missionario: "Domenica facciamo una festicciola giù all'oratorio, le va di veni..."

E allora l'indio scende, e prende a calci nel sedere il povero missionario fino alle cascate.

Qualche tempo dopo, in un'ampia sala a San Pietro, il Papa sta discutendo animatamente con alcuni suoi consiglieri sul da farsi. Quei selvaggi impareranno a sfidare la nostra autorità, l'autorità della Chiesa Cattolica, voce in terra di Dio! Qualche risatina soffocata in fondo alla sala. Dobbiamo inviare dei rinforzi. Decine e decine di paffuti bambini abbronzati non aspettano altro che di ricevere il nostro aiuto. Cosa proponete?
Mandiamo l'Inquisizione!
Mandiamo i Corpi speciali!
No, mandiamo Enrico Papi!
No, ci vuole qualcosa di più subdolo, di più sottile...
Kate Moss? chiede la voce di un sacerdote a fondo sala, il quale verrà scomunicato il giorno dopo.
No, manderemo i gesuiti! Un coro di applausi accompagna la decisione del pontefice, mentre in un angolo buio un vecchio e magro omino sussurra Eccellente...

[modifica] Il primo, scomodo approccio con gli indigeni

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Ma che è 'sta roba?! Se devi portarci la musica almeno portaci il rock and roll!

Così viene inviato nel Nuovo Mondo un manipolio di gesuiti agguerriti, capitanato da Padre Gabriel, spietato e crudele, capace di stendere anche il più riottoso fra gli atei con due sole lezioni di catechismo. Insieme a lui il meglio, del meglio, del meglio dei gesuiti, nonché Rambo stesso, scelto per la sua conoscenza della giungla e per le sue spiccate doti sacerdotali.
Il primo a giungere fra gli indios è Gabriel stesso, che, facendo uso delle più abili tecniche di persuasione psicologiche, conquista la loro fiducia compiendo atti straordinari: suona una melodia celestiale con un flauto nasale, balla una mazurka ed esegue pure uno strip-tease facendo arrossire le belle indigene.
Si instaura così un ottimo e solido rapporto di amicizia fra i gesuiti e gli indios, basato sull'amore, sul rispetto, ma soprattutto sul fatto che se essi non faranno ciò che gli verrà detto arrostiranno all'inferno per l'eternità. Questo clima di serenità viene saltuariamente interrotto dalle incursioni di gruppi di assistenti sociali decisi a rapire i bambini per portarli nella civiltà. Un giorno tutti questi sani e allegri bambini saranno adolescenti civilizzati e depressi, come è giusto che sia! urla un assistente durante la fuga, Torneremo! Ahahahaha!

[modifica] Rodrigo, el gran figo

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:- Rodrigo: “Ma non potevamo passare per il ponte, eccheccazzo?!”
- Padre Gabriel: “Su, non ti lamentare; e poi così ti dai una lavata, che puzzi come Galeazzi sudato.”

Tempo dopo, uno di questi individui, tale Rodrigo Mendoza, sta tranquillamente tornando a casa sua dopo una battuta di "caccia grossa" (Ne ho presi ben sette di quei birbantelli, sapesse come sono ignari di ciò che li attende, dirà poi al famelico maestro di scuola della città) quando scopre con orrore che il suo amato fratello ha perso la sua collezioni di lamette da barba durante una violenta partita di briscola. Mendoza perde allora la testa e lo fa a fette come se fosse mortadella.

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«Suvvia, signor Mendoza, uccidere il proprio fratello per una partita di Briscola...Non si fa, eh! Fosse stato almeno poker, avrei capito; ma la briscola! Mi facci il piacere!»
(Il capitano della guardia accompagnando Rodrigo in prigione.)

I giorni successivi Rodrigo non fa altro che fissare con sguardo depresso il muro della cella, incapace di fare nulla e impotente di fronte alla sua barba che continua a crescere rigogliosa. La sua pena viene aumentata ancora quando un secondino, ignaro della condanna, gli chiede ingenuamente di fare una partita a carte; il medico è tutt'ora sconcertato all'idea di quante carte si possano infilare con la forza nel corpo umano.

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Ma che ti ridi, prete? Guarda come mi hai ridotto: ho più fango io di un centro termale.

Caso vuole, però, che Padre Gabriel stesso si ritrovi a venire in città per alcuni affari. Venuto a sapere della brutta faccenda dell'omicidio, decide di buon cuore di andare a consolare il povero prigioniero.

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«HA-HA! Il bambinone ha fatto il cattivello e adesso è tutto triste! Uhè uhè! Beccati questo, tiè!»
(Gabriel tenta di tutto pur di tirar su il morale a Rodrigo.)

Ma il gesuita vuole comunque offrirgli una possibilità, garantendogli che, grazie alle sue conoscenze molto in alto, potrà liberarlo e concedergli un impiego come schiavo bracciante nella sua missione. Rodrigo accetta, ma il gesuita gli impone comunque di raggiungere le cascate portandosi dietro un sacco di ferrivecchi del peso di due quintali.

- Rodrigo, esterrefatto: “Ma perché? Che senso ha?”
- Padre Gabriel: “Perché devi espiare le tue colpe.”
- Rodrigo: “Dai, sii serio.”
- Gabriel: “E va bene. In realtà è perché... mi diverto un mondo a vederti arrancare come un dannato!”

[modifica] La costruzione della prigione missione

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Una delle drammatiche scene della riunione. In alto a destra, nello schermo, si può osservare il perplesso cardinale.

Una volta arrivati al villaggio guaranì, il gruppo di gesuiti, aiutato dal schiavo nuovo compagno, comincia a costruire la missione. Vengono realizzate nuove capanne, ponti, campi per coltivare la soia (Ma perché non coltiviamo la papaya, che è più buona? Zitto! La soia è più trendy.), una chiesa, un perimetro di mura difensive alte dodici metri e una serie di torrette con mitragliatrici per bloccare gli indios fuggitivi.
Gli indios lavorano col sorriso stampato sul volto, consapevoli che il lavoro nobilita l'uomo, ma soprattutto che l'alternativa alle faccende agricole sono le tre ore di catechismo versione "dura" che Padre Gabriel tiene ogni giorni in chiesa.

Ma qualcuno non sembra approvare la creazione di questa vera e propria fortezza: il Regno di Spagna, il Regno del Portogallo, la filiale sudamericana del McDonald's e un clan della Yakuza hanno infatti messo i loro avidi occhi su quel piccolo e verde pezzo di foresta. Nasce subito una tremenda disputa:

  • gli spagnoli e i portoghesi rivendicano la loro sovranità su quel territorio, asserendo che è stato Dio in persona a mandarli laggiù;
  • il Signore stesso smentisce, affermando che non c'entra nulla e che in quel momento stava giocando a braccio di ferro col suo amico Tom;
  • l'azienda statunitense vuole radere al suolo la foresta per utilizzarla per l'allevamento (inutile dirgli che nessuno ha ancora inventato l'hamburger);
  • i giapponesi, invece, stanno zitti zitti, ma ogni tanto, misteriosamente, scompare qualche funzionario europeo.

Viene così inviato per risolvere la contesa un annoiato cardinale, tale Altamurano, irritato perché nel Nuovo Mondo non c'è la corrente e non può guardarsi così le sue amate puntate di Bim Bum Bam. Però il dovere è dovere, ed egli invita ad una pacifica riunione i vari membri della disputa: fa le presentazioni, offre loro da mangiare (si dice che l'ambasciatore spagnolo, un trippone pelato di nome Cabeza, se ne sia andato disgustato per la salsa troppo piccante; le sue ultime sarebbero state Questa non la mando giù!, probabilmente riferite ad una polpetta troppo grossa), e, infine, consegna loro dei lunghi coltelli con cui concludere la faccenda.

Ma tutti i partecipanti, nonostante le numerose ferite da taglio, concordano su almeno due cose: che la missione dei gesuiti deve sparire; e che la Bellucci è proprio un gran pezzo di topa.

[modifica] Il crescendo finale: cannoni, archibugi e Kung Fu

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Una scena del movimentato scontro.

L'offensiva parte: spagnoli, portoghesi, americani e giapponesi uniti contro il nemico gesuita. Vengono impegnate forze di tutti i tipi: plotoni di fucilieri, cannoni arrugginiti, tiratori a cavallo mongoli e ninja specializzati nello strangolamento. I gesuiti rispondono come possono: inviano come risposta gruppi di indios kamikaze imbottiti di boccette d'acqua santa acida, scagliano ostie rotanti dalla lama affilata e installano addirittura dei mega ripetitori, che cominciano a suonare a volume assordante un remix della Toccata di Bach, letale per i mongoli.
Laddove Rodrigo opta per la soluzione più diretta e guerriera, Gabriel si preoccupa di rimanere vicino ai fedeli fino alla fine: prepara per loro un ultimo rito religioso, officia tre comunioni, un battesimo e qualche centinaio (in aumento costante) di funerali. Ma non è così che vuole finire:

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«Mi sono sbattuto tanto per tenere a bada 'sti selvaggi, e mo' questi rischiano di scapparmi nella foresta? Eh no, adesso crepano con me.»
(Una scelta da vero servo di Dio.)
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Venite, bambini; andiamo a giocare al fiume.

Così, seguito da suoi fedeli, comincia la sua ultima processione, dirigendosi verso il fuoco nemico e attirando l'attenzione con un simbolo religioso luminoso con disegnato sopra un bersaglio lampeggiante. Viene ucciso malamente, crivellato di colpi, mentre intorno a lui i fedeli si rendono conto troppo tardi di dove diavolo sono finiti.
Rodrigo, morente, ha la possibilità di rivolgere uno sguardo sofferto al prete, maledicendolo di avergli consegnato una pistola a salve la mattina precedente. Scherzetto! sembra dire l'espressione dipinta sul volto di Gabriel.


Qualche tempo dopo, il funzionario portoghese comunica al cardinale la notizia del macello.

- Cardinale: “Ma non avevo detto di lasciar vivi donne e bambini?”
- Portoghese: “Eh, ma sa, Eccellenza, son tutti alti un metro e sessanta, ci si confonde a volte.”
- Cardinale: “Ma era proprio necessario?”
- Portoghese: “E lasciare che sopravvivano per poi venire a rubarci il lavoro nei nostri paesi fra due secoli? No, meglio farli fuori da subito.”


Nella scena finale, il cardinale, seduto alla scrivania, volge uno sguardo penetrante verso l'obiettivo della telecamera e pronuncia le fatidiche parole:

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«John, guarda che puoi spegnere, il film è finito. E smettila di riprendermi!»

[modifica] Premi, riconoscimenti e pacche sulla spalla di consolazione

Il film ha vinto la Palma d'Oro della 39° edizione del Festival di Cannes, e ha ricevuto ben sette nominations all'Oscar, vincendone però solo uno, quello più inutile: l'Oscar alla fotografia. Infatti che c'entra la fotografia col cinema?
A seguito delle fallimentari premiazioni il compositore Ennio Morricone avrebbe dichiarato sconsolato Ed io avrei composto le musiche di un film così sfigato? Ma piuttosto una collaborazione con Cristina d'Avena!, mentre il celebre critico Nelson Muntz si sarebbe limitato ad un conciso ma significativo HA-HA!.

[modifica] Musiche

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La prossima versione della colonna sonora verrà suonata con un oboe anti-gravitazionale.

Le musiche sono composte dall'onnipresente Ennio Morricone, che poco manca che finisca a fare le sigle dei Pokémon. Il tema principale della colonna sonora è Gabriel's Oboe, un celestiale brano che come pochi riesce a trasmettere la sofferenza di chi lo sta suonando, il quale rimpiange la scelta di uno strumento così triste.
Il mondo della musica e dello spettacolo ha reso più volte omaggio al tema di successo, realizzando numerose cover e versioni particolari, fra le quali:

  • Gabriele era gay e suonava l'oboe, canzone di Povia dai molteplici doppi sensi;
  • Gabriel's Chihuahua, un remix di Dj Bobo;
  • The power of the glory of the steel of the Gabriel's Oboe, dei Manowar.

[modifica] Curiosità

  • Nel cast sono ovviamente presenti molti indios guaranì nella parte degli indios guaranì, i quali, per tener fede allo spirito colonialista del film, non sono stati pagati. Anzi, è già tanto che il regista non gli abbia dato qualche bella frustata sulla schiena.
  • Ray McAnally, l'attore che interpreta il cardinale, è sfortunatamente morto tre anni dopo le riprese del film. In molti però sostengono che abbia solo perso una lente a contatto nella giungla, e che la stia ancora cercando al giorno d'oggi.

[modifica] Se non ti è bastato un Mission, eccone altri



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