Misirizzi

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Un misirizzi moldavo del 1600, raffigurante la scema del villaggio che tenta di nascondersi sotto un vaso.

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Ercolino sempre in piedi: la versione per bambini degli anni '70 e quella per adulti attuale.

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«Mamma, mamma!... Posso avere un misirizzi?»
(La piccola Gennifer Tortiglione che vuole sempre un gioco nuovo.)

Sciafff!!!!
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«Hai dodici anni e già pensi a queste cosacce! Vergogna!!»
(La signora Maria Addolorata Zolla (in Tortiglione) che è ignorante come un maleppeggio.)

Il misirizzi è un giocattolo di forma ovoidale che se sbilanciato tende a ritornare in posizione eretta, con un principio di funzionamento che potremmo definire alla cazzo di cane (ma sarebbe riduttivo). La base del giocattolo ha forma rotondeggiante, simile ad una semisfera, all'interno della quale è alloggiato un peso che tende a comportarsi come gli pare e per qualche strana ragione, ignota all'opinione pubblica, riporta l'attrezzo nella posizione iniziale (sempre che non gli si passi sopra con un furgone, perché a quel punto perde l'orientamento). Il giocattolo, dopo essere stato colpito, oscilla per il tempo necessario a sbollire la rabbia, quindi torna di nuovo in piedi (senza mostrare alcun segno di acredine).
Esso è diffuso in Europa almeno dal XVII secolo, ma sembra trarre origine dagli Okiagari-koboshi, fastidiosi pupazzetti giapponesi menzionati addirittura in un'opera teatrale del XIV secolo intitolata Manju-Kui (Assolutamente-Odiosi).
Negli anni '60 una nota marca di formaggini regalò un misirizzi chiamato Ercolino sempre in piedi, un energumeno gommoso di ragguardevoli proporzioni in grado di domare anche i monelli più coriacei. Da uno studio effettuato nel 2009 è emerso un dato inquietante: il 47% dei detenuti reclusi, al di sopra dei cinquant'anni di età, avevano da ragazzini un Ercolino, tra gli stupratori seriali la percentuale sale al 78%.
Il nome itagliano deriva dalla frase autoesplicativa[citazione necessaria] mi si rizzi, e non sto scherzando.

[modifica] Cenni storici

Okiagarikoboshi e Daruma.jpg

Due misirizzi giapponesi: l'Okiagari-kobōshi e il Daruma. Stando alle prove in nostro possesso (che distruggeremo al più presto) li avrebbero inventati proprio i musi gialli.

Sull'origine dei misirizzi incombe un alone di mistero, probabilmente perché l'interesse che grava attorno a questo particolare balocco è prossimo allo zero. Questo ci rende moralmente obbligati a fare chiarezza, seppur contrariati da un diffuso ed irritante menefreghismo.
Oggi è opinione diffusa che i costruttori dei primi misirizzi si basarono su un giocattolo cinese chiamato Budaoweng ("il vecchio che non cade"). Tuttavia i cinesi stanno sulla minchia a tutti per vari motivi, quindi nessuno ha testimoniato a loro favore e la paternità dell'invenzione è andata ai giapponesi. Gli Okiagari-kobōshi (起き上がり小法師, "piccolo monaco sempre-in-piedi") è una bambola tradizionale nipponica, considerata un portafortuna e un simbolo di perseveranza e capacità di resistere alle avversità. Questa caratteristica lo rende il gioco più odiato dai piccoli "giapposotti" per un semplice motivo: nella natura di ogni pargolo del mondo c'è la spinta irrefrenabile a smembrare il gioco, col bisogno innato di capire come funziona o semplicemente perché ci troviamo (nel caso specifico) di fronte ad un probabile yakuza del futuro. Un pupazzetto che continua a rimettersi in piedi, e a sorridere quasi in maniera beffarda, farebbe incazzare anche il Mahatma Gandhi. A quel punto, il piccolo "occhi a mandorla", che non difetta certo di inventiva, inizia a strutturare le sue azioni in un crescendo di ferocia da far impallidire anche Jonathan "Jigsaw" Kramer.

Lady Gaga con Okiagarikoboshi.jpg

Cose che non vorremmo mai vedere: Lady Gaga mentre pratica una fellatio a un Okiagari-kobōshi.

  1. Dopo aver fallito con i ripetuti lanci, inizia a colpirlo con un sonaglino;
  2. irritato dalla mancanza di risultati, raggiunge il cassetto più in basso della cucina e si appropria di un pestacarne;
  3. la particolare sagomatura dell'oggetto rende impossibile assestare il colpo risolutivo, a questo punto lo pone al centro della stanza e tenta di investirlo col girello;
  4. l'inesperienza come pirata della strada si palesa in modo evidente, a quel punto il misirizzi viene legato col nastro-carta allo stipite della porta e la stessa appoggiata delicatamente all'odioso pupazzo, la successiva lunga rincorsa col girello rende ottimista il pargolo;
  5. la mamma è entrata nella cameretta richiamata dai rumori, il maledetto okiagari è stato liberato e continua a sghignazzare spavaldo, al bimbo sono stati sequestrati i preziosi accessori per ottenere lo scopo: nastro, pestacarne e girello;
  6. approfittando della madre in bagno, il nano-teppista spinge una sedia fin sotto il microonde e tenta il tutto per tutto.

Purtroppo la pallina metallica contenuta nel misirizzi (che ne permette il funzionamento) è in completo disaccordo con le raccomandazioni della casa produttrice del forno. Il "piccolo monaco" esplode, la sfera viene espulsa a gran velocità attraverso il vetro e finisce per distruggere l'urna cineraria con dentro nonno Ōtomo.
Nonostante l'infausto epilogo, a livello concettuale il bimbo ha appreso la tecnica alla base del gioco, ora è il caso di nascondersi.

[modifica] Funzionamento

Funzionamento del misirizzi.jpg

Il funzionamento del misirizzi è basato sulla dinamica avulsa del baricentro del tetrosaedro, assioma enunciato dal fisico Müller Thurgau.

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«Devi mettere la pallina proprio qua!»
(Trasferimento verbale della tecnica di costruzione di un misirizzi.)

Per secoli il gioco è stato costruito e commercializzato, senza però stabilire una regola fisica che ne giustificasse l'incredibile comportamento. Nel 1964 c'ha pensato il fisico Müller Thurgau che, da quanto si evince chiaramente dal nome, è originario di Catanzaro. Nel corso dei suoi studi sul tetrosaedro, prima di finire al Reparto H del manicomio di Isca sullo Ionio, si prese la briga di formulare l’Assioma Thurgau:

Quote rosso1.png Il baricentro del tetrosaedro è imprevedibile e quindi, fissato un punto a caso, prima o poi passerà da quelle parti. Quote rosso2.png

~ Müller Thurgau, Baricentro e Barivecchia, Ed. Jackson 1969.

Ha tuttavia lasciato una formula approssimata (visibile nella figura a lato) che non serve a nulla ma era tanto per darsi delle arie.

[modifica] Tipi di misirizzi

Misirizzi di vario tipo.jpg

Il misirizzi, nel corso degli anni, si è evoluto per far fronte alle esigenze del mercato.

Nel corso degli anni, in occidente, il balocco è andato pian piano dimenticato. Quelli oggi restati in commercio sono essenzialmente prodotti in Asia.

  • Okiagari-koboshi: sono famosi nella regione di Aizu della Prefettura di Fukushima, dove sono venduti nelle varianti rossa e blu. La gente le compra durante il Tokaichi ("mercato del decimo giorno") che si tiene solo il 10 gennaio. Gli acquirenti di solito buttano giù molti pupazzetti tutti in una volta, quelli che restano in piedi sono considerati i fortunati. Nel 2011 non se ne rialzò nemmeno uno, dopo un paio di mesi si concretizzò il nefasto auspicio.
  • Bambole Daruma: questa rappresentazione del monaco buddista Bodhidharma probabilmente deriva da una leggenda. Essa narra che una volta egli rimase in meditazione per nove anni e gli si atrofizzarono gli arti (o gli caddero del tutto). Viene regalata principalmente ai ciccioni, come monito per convincerli a fare moto.
  • Butt plug: è stato commercializzato solo di recente come misirizzi, contrariamente ai primi due riscuote successi importanti in tutto il mondo e da diverso tempo (però come articolo per depravati).
  • Ovetti pakistani: anche questi vengono mandati giù e tornano su, però non mi è chiaro il meccanismo e comunque non sono legali.

Ne esiste anche una versione prodotta in Serbia, è fatta di cartapesta imbevuta di benzina e, fermo restando l'utilizzo ludico, può essere usata come molotov negli stadi.

Silvio Berlusconi con problema misirizzi.jpg

Quello che per molti è un gioco, per altri può essere un problema.

[modifica] Folklore

Viene riportata una ninna nanna[1] di Matsue (nella provincia giapponese di Izumo) che risale all'inizio del XX secolo ed elenca un misirizzi Okiagari-koboshi come regalo per un bambino:

Nenneko, nenneko nenneko ya! Kono ko nashite naku-yara?
O-chichi ga taranuka? — o-mama ga taranuka?
Ima ni ototsan no ōtoto no o-kaeri ni
Ame ya, o-kwashi ya, hii-hii ya,
Gara-gara, nagureba fuito tatsu Okiagarikoboshi!
Neneko, neneko, nenneko ya!
Traduzione:

Dormi, dormi, dormi, piccolino! Perché questo bimbo continua a piangere?
Gli manca forse l'onorevole latte? - Gli manca l'onorevole riso?
Adesso appena torna papà dal palazzo del grande Signore,
Avrai un Ame, ed anche un dolce, e pure un hii-hii,
E anche un sonaglio, e un okiagarikoboshi
Che tornerà subito in piedi dopo essere stato buttato giù.
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Questo rafforza ciò che medici in tutto il pianeta sospettano da tempo: le ninna nanna sono responsabili del ritardo nell'apprendimento in molti bambini.

[modifica] Un caso balzato alle cronache

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Il diabolico supercattivo Uomo-Misirizzi fermato dal Supremo.

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«Se non vi assoggetterete immediatamente distruggerò le principali capitali del mondo!»
(L'Uomo-Misirizzi minaccia i governi della Terra.)
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«Avete tempo fino alle 24:00 di domani!»
(L'Uomo-Misirizzi impone un ultimatum ai governi della Terra.)
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«Uomo Misiché?! Vabbè, ditemi dove posso trovarlo!»
(Chuck Norris risponde al telefono rosso.)

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Tristemente vera.

[modifica] Voci correlate

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