Michelangelo Buonarroti

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Giovanni muciaccia
Questo articolo è frutto di un attacco d'arte!

Giovanni Muciaccia e Neil, il grande artista raccomandano di munirsi di abbondante colla vinilica, anime dei rotoli della carta igienica e, soprattutto, di non dimenticarsi le forbici dalla punta arrotondata prima di intraprenderne la lettura... ffatto?

Neil il grande artista
Michelangelo

Michelangelo un attimo dopo aver partorito

Quote rosso1 Perché non parli?! Quote rosso2

~ Michelangelo dando una martellata sul ginocchio del Mosè
Quote rosso1 M'hai fatto male, stronzo. Quote rosso2

~ Il Mosè parla a Michelangelo

~ Michelangelo in un delirio da LSD sulla cappella Sistina
Quote rosso1 A Michelà, c'ho ripensato, metto i parati che mi costano di meno. Quote rosso2

~ Il Papa a Michelangelo che stava ultimando la cappella Sistina

Michelangelo di Lodovico Buonarroti Simoni (conosciuto semplicemente come Michelangelo, codice fiscale MCHLNGLDLDVCBNRRTSMN1475KK millemila), è stato un essere subumano italicese. Come tutti sanno, gli italiani sono un popolo di artisti, santi e navigatori, e infatti il Buonarroti è stato contemporaneamente pittore, scultore, arrotino, architetto, poeta, drag queen, pirata, pirata della strada, dee-jay, attore di fotoromanzi, fotomodello, fotografo, fotone, fotofinish e chi più ne ha più ne metta. E tutto questo mentre frattanto agitava i palmi e urlava: "senza mani! Senza mani!!".

[modifica] Introduzione

Michelangelo è stato uno dei maggiori esponenti della storia dell'arte. Protagonista del Paleozoico, fu riconosciuto già al suo tempo per quello che era: un grande artista con un carattere di merda.
Fu senz'altro un artista a tutto tondo - voci di corridoio parlano di almeno 130 kg per un metro e un pavesino di statura - sicuramente a causa della sua insana passione per le ciambelle di sugna pucciate nell'olio Paraflu fritto.
Il nome di Michelangelo è collegato a una serie di opere che lo hanno consegnato alla storia dell'arte. Alcune di esse - situate soprattutto a Firenze, Roma, Uoscinton Dissì, Città del Vaticano e nei giardini di Villa Certosa, sono conosciute in tutto il mondo e considerate fra i più splendidi esempi di scultura assieme ai nani da giardino.

[modifica] La storia

David di Michele

Il David di Michele Michelangelo.

[modifica] La nascita

Il piccolo Michele Agnolotto nacque nel retro del ristorante "Dar Mignottone" a Caprone, in provincia di Rosignano Bovino. Sua madre era una fiorentina, suo padre un'arista di maiale.
Voci inattendibili dicono che il padre di Michelangelo, tale Susanno Buonarroti, fosse seduto nel locale "dar Mignottone" in procinto di mangiare il piatto tipico del paese, la polenta e osei alla Galeazzi. Volle il caso che proprio in quel momento avvenisse un'ispezione dell'Ufficio Di Igiene. Fu il fuggi fuggi generale e la povera moglie, ingravidata ormai undici mesi prima, non resse all'emozione e partorì testé il povero Michelangelo vicino al forno per le pizze.

[modifica] La crescita

Michelangelo manifestò fin da piccolo una forte inclinazione artistica, ridipingendo il bagno di casa con colori fantasia.
Il padre cercò in ogni modo di ostacolarlo, tentando di fargli intraprendere la carriera ecclesiastica ma non ci fu niente da fare: Michelangelo voleva fare lo scultore, al massimo la rockstar ma di certo non il prete: i bambini non gli piacevano per niente.
Il 28 giugno 1988 entrò nella bottega dei Fratelli Ghirlande e Lucine di Natale, e dal 1490 iniziò la frequentazione del giardino zoologico di Giorgio Mastronzo, dove si studiavano le sculture antiche per desiderio di Lorenzo de' Medici. Fu la frequentazione dell' House Doctor (ovvero di Palazzo Medici) che consentì a Michelangelo di conoscere altri grandi artisti del suo tempo, come Giorgio Vasari, Botticelli, Donatello e le altre tartarughe ninja.
Ebbe modo così di crescere nutrendosi della dottrina platonica e soprattutto dei Big Tasty 180 gr. che andavano di gran moda. Alla tenera età di dodici anni pesava già 125 kg. A diciotto, era talmente grasso che Giuliano Ferrara vicino a lui si atteggiava a Piero Fassino.
Non potendo avere informazioni sicure sulle sue facoltà maturò una cronica insicurezza e prese a chattare sul web usando nick sboroni come 30 centimetri a riposo, momento di vero godimento, cavallo goloso, stallone italiano, stanga, mazza e palle, e simili. E siccome prima di fare l'artista vero doveva fare tanta ma tanta gavetta, Michelangelo era sempre povero in canna. Era così povero che non avrebbe potuto comprare l'amore mercenario neppure da una zanzara, e così disgraziato che neppure una zanzara gli si sarebbe mai concessa. Fu così che s'innamorò del suo amico Pico, e cercò infine di concupirlo. E Pico non disse di no... ma purtroppo per lui, Michelangelo volle stare sopra. Risultato: dopo 35 secondi, orgasmo di Michelangelo e conseguente scossa sismica avvertita in tutta la Maremma; dopo 36, morte per asfissia e schiacciamento del povero Pico.

[modifica] La giovinezza, Savona e Savonarola

David di Michelangelo

Il David di Michelangelo che si frulla il barbagallo.

Uscito dalla fase adolescenziale, Michelangelo decise d'impegnarsi seriamente: fu così che nacque il dj Miky B, altrimenti noto come dj Pakki@no, attivo dalla Capannina al Billionaire e ritorno. Rincasando a Milano Due dopo l'ennesima serata alla console, mentre era in coda da sei ore al casello di Savona Ovest fece un frontale con una Peugeot 205 del 1506, modello Chernobyl. Dall'automezzo scese un energumeno incazzatissimo, che disse con fare minaccioso: Aaaaaaaaòòòòòòh!!", che in savonese vuol dire: "ti spiezzo in due". Michelangelo, però, non sapeva il savonese, e così ritenne che quel gentile signore lo stesse invitando a fare la constatazione amichevole.
In quegli anni la fede di Michelangelo era oltemodo scossa da un tizio vestito come Padre Maronno, che andava in giro dicendo: "mamma, pare che sono santo!". Si trattava di Girolamo Savonarola, il martello di Dio sulle palle dei fedeli.

Savonarola predicava spesso in piazza, sul tettuccio della sua sua Fiat Palio Weekend scassata. Nei suoi sermoni asseriva che era necessario combattere Chiesa Cattolica che si era allontanata dal vero spirito cristiano improntato al rigore e alla miseria. Diceva inoltre che presto sarebbe arrivata l'Apocalisse e che nella Cocacola ci mettevano il bicarbonato.
Al contrario dei media, che vedevano nel Savonarola un fanatico e un portasfiga, Michelangelo rimase profondamente scosso dalla predicazione e dal rigorismo morale del frate, accendendo in lui sia la convinzione che la società dovesse essere riformata, sia i primi dubbi sul valore etico da dare all'arte; nel frattempo sempre a Savona Michelangelo scolpì una Venere di Milo tarocca in simil-peltro e riuscì a venderla come fantasmagorico reperto di scavo ad un antenato dell'attuale Papa Ratzinger, ricavandone 12 scudi e 50.000 lire in banconote del Monopoli.
Sempre di quegli anni è lo stupendo David (venne scelto un nome inglese perché ritenuto più alla moda). Il David rappresenta un uomo completamente nudo, nell'atto di farsi la doccia. Sulla spalla sinistra tiene appoggiato l'asciugamano, mentre nella mano destra tiene ben stretta la saponetta. La torsione del busto e lo sguardo accigliato lasciano trasparire tutto il timore del soggetto rappresentato, che ha paura che l'acqua sia troppo fredda.
L'opera inizialmente doveva essere posta sotto la Loggia dei Lanzi, ma Michelangelo volle metterla all'ingresso di Palazzo Vecchio, per far schiattare d'invidia Leonardo Da Vinci, il quale tentò di vandalizzarla più volte armato di bomboletta spray, ma venne sempre bloccato in tempo.

[modifica] La tomba di Giulio II

Nel 1505 Michelangelo ebbe un’ideona di quelle ganze: costruire un monumnento funebre a Giulio II. Idee simili gli venivano di notte e il mattino seguente andò subito a comunicarlo al pontefice:

- Michelangelo: “Santità, ho pensato ad un monumento in Vostro onore”
- Giulio II: “Ah bene Michelangelo. E che cosa? Una statua, un ponte, un parcheggio, una rotatoria?”
- Michelangelo: “Una tomba.”
- Giulio II: “Tiè...!!”

E facendogli le corna se ne andò via cercando invano di trovarsi le palle in mezzo ai lunghi abiti papali.
Ma Michelangelo aveva in mente qualcosa di straordinario: quaranta statue, otto archi, sei vittorie alate, quattro corsie di marcia, due vigili urbani e un passaggio a livello, tutto scolpito in marmo. L’opera secondo i piani dell'artista avrebbe dovuto impegnarlo per circa 76 anni e ci sarebbe voluto tanto di quel marmo che quando Michelangelo si recò a Carrara non scelse i blocchi, scelse direttamente la montagna.
Nel 1513, vista l’impossibilità di completare il progetto per gli infiniti impegni di Michelangelo (doveva ancora finire un San Petronio, un San Bartolomeo e presenziare a una Prima Comunione) si decise per un progetto più sobrio. Venne così ridotto il numero di statue ed eliminata la camera mortuaria, l’angolo bagno e il piatto doccia.
Anche in questo caso però Michelangelo non riuscì a tenere fede agli impegni presi col Papa, un po’ per la mole di lavoro, un po’perché sperava che il Papa schiattasse prima. Intanto di lì a poco il Papa morì davvero, e approfittando biecamente del fatto che non poteva più opporsi si giunse così ad un terzo progetto detto “Progetto Sobrietà”, perché riduceva ulteriormente le statue ed accorciava il viale d’ingresso, eliminando la piscina col trampolino, giudicata eccessiva.
Michelangelo si applicò comunque controvoglia e in tre anni scolpì soltanto un prigione e un Re magio.
L’artista propose così agli eredi del Papa un quarto progetto, del 1526, che prevedeva la rimozione delle nicchie laterali e delle luci stroboscopiche, giudicate eccessive.
Nel 1532 Clemente VII ebbe pietà per l’artista e gli propose un quinto progetto, detto "Progetto al Vero Risparmio", accettato di buon grado da Michelangelo perché prevedeva solo tre statue di marmo e sette nani di cartongesso. L’artista voleva inserire per quest’ultima versione i suoi famosi Prigioni: lo Schiavo giovane, lo Schiavo barbuto che è sempre piaciuto, l'Atlante e l’Atlante Illustrato, ma anche in questo caso non riuscì a portare a termine la commissione per Clemente VII, che finalmente lo mandò a cagare e si finì di scolpire la tomba da solo.

[modifica] Arte

[modifica] Scultura

  • La Pietà: ritratto di una vittima di Freddy Krueger poco prima di morire.
  • Madonna col bambino: raffigura la nota cantante gospel Louise Veronica Ciccone nell'atto di cullare il figlioletto Rocco.
  • David: da non confondere col David di Donatello, ignoranti! Vi boccio tuttiiiiiii!
  • Mosè: Michelangelo intendeva in realtà rappresentare il MOSE di Venezia, ma era in anticipo di secoli sui tempi e nessuno lo capì.

[modifica] Pittura

Flying Spaghetti Monster

La versione originale de La Creazione di Michelangelo.

  • Cappella Sistina: l'opera più bella di tutti i tempi. Forse non tutti sanno che... quella bigottona della Chiesa ritenne che ci fossero troppe immagini di nudo e chiamò un altro artista per "ricoprirle". Costui passò alla storia come Il Braghettone. Scusate se per una volta ho detto una cosa vera, ma non ho potuto farne a meno! Giurin giurello non lo faccio più.
  • La Crocifissione: raffinato metodo di suicidio di un giovane emo.
  • Un fottìo di tondi, tondini e rotondetti. Ma non aveva altro da fare 'sto ciccione?!

[modifica] Archittettura

Fece di tutto e di più, tra cui la ristrutturazione di Piazza Grande per adattarla alla mole di Giancarlo Magalli dopo il cenone di capodanno 1508, ma non è nulla in confronto al Ponte sullo Stretto di Messina. Tiè Tiè Tiè.

[modifica] Scrittura

[modifica] Curiosità

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[modifica] Voci correlate

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