Michael Schumacher

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Mercedes Formula 1

Michael Schumacher nel 2003 quando vinse il suo 14° mondiale con la Mercedes davanti al suo compagno di squadra David Coulthard.

Quote rosso1 Io ezzere famiglia pofera e afere pisogno ti solti per tare ta manciare a cinque mogli, fentisette figli, settantatue cani e otto tartaruche. Quote rosso2

~ Michael Schumacher comunicato pre-donazione
Quote rosso1 Io hamo l'Itaglia e li Itaglianen Quote rosso2

~ Ennesima cazzata di Michael Schumacher
Quote rosso1 Ringrazio la famiglia Mercedes per quello che ha fatto per me in questi anni. Quote rosso2

~ Michael Schumacher prima di prendere 25 milioni di euro per correre con la Mercedes

Michael Schumacher (in italiano Michele Ciabattino, in inglese Michael Shoemaker, in napoletano Michel O' Scarpar) (Crucconia, 1969) è stato un pilota di Formula 1 e un ex-pilota di Formula 1. Attualmente è un ex-ex-pilota di Formula 1 e corre per la scuderia Brawn Mercedes ex-Honda GP. Ha vinto 7 titoli mondiali, uno con la Renault, uno con la Peugeot, gli altri 5 con la Mercedes, di cui è stato il simbolo per anni e che ha riportato alla vittoria dopo decenni di buio. È attualmente il maggiore detentore di record nella Formula 1, tutti ottenuti con la scuderia Mercedes-Abarth, ed è considerato il miglior pilota di Formula 1 di sempre - fino a quando non ha ripreso a guidare.

[modifica] Carriera

[modifica] Gli inizi

La carriera di Schumacher comincia a 4 anni, quando il padre diventa il gestore del circuito di Kart di Kerpen. Ciò consentì al giovane Schumi di allenarsi ogni giorno, mentre il padre chiudeva l'autodromo al pubblico proibendo agli altri bambini di provare. Magicamente a soli 6 anni Michael vince il Mondiale di Kart di Kerpen, una competizione organizzata dal padre che prevedeva 10 gare durante tutta la stagione, tutte sul circuito di Kerpen. Michael vinse tutte le gare, tranne l'ultima, poiché era in gita e aveva già vinto il mondiale da 4 gare. In quella stagione Michael batté tutti i record della categoria e oltre.

Trenino

L'autodromo di Kerpen.

All'età di 9 anni possiede già la patente A1, A2, A3, B e autocarri fino a 7,5 tonnellate. A 13 gareggia e vince in un torneo amichevole contro Jos Verstappen e Antônio Pizzonia, due perfetti sconosciuti.

A 20 anni esordisce in Formula 3, dove ottiene già i suoi primi punti mondiali e infligge batoste a veterani ormai a fine carriera, come Giorgio Pantano, Jarno Trulli e Tazio Nuvolari. Nel '90 la Mercedes avvia un progetto per valorizzare piloti tedeschi emergenti. È proprio così che si brucerà prematuramente la carriera di Gerhard Berger. Schumacher firma un contratto con la Mercedes assieme al connazionale Heinz-Harald Frentzen, un tizio che stava alla Formula 1 come Giuseppe Favalli stava al calcio. Il progetto prevedeva ricerca e sviluppo sui prototipi ed era guidato da Peter Sauber, proprio quello della scuderia Sauber, un tizio che voleva stare a tutti i costi nella Formula 1 nonostante non capisse una mazza di auto e confondesse la deportanza con la dependance.

Schumacher: Peter, ci sono dei problemi al cambio.

Peter Sauber: Quale cambio?

Schumacher: Come quale cambio? Non riesco a inserire le marce!

Peter Sauber: Ah, certo... le marce... Bé è un problema... Hai provato a non cambiare marcia? Magari funziona.

Schumacher: Peter, ma stai scherzando? Il problema è il cambio!

Peter Sauber: Bé, se il problema è il cambio, allora si cambia. D'altra parte si chiama cambio perché si può cambiare, no?

Schumacher: Vabbé (con aria dubbiosa)

Peter Sauber: Piuttosto, hai controllato... mmm... la pressione delle ruote?

Schumacher: Sì.

Peter Sauber: E hai controllato... mmm... i freni?

Schumacher: Certo! Tutto OK.

Peter Sauber: E il tergicristalli?

Schumacher: Non ci sono i tergicristalli sulla vettura.

Peter Sauber: O mio Dio! Allora dobbiamo rifare il progetto da capo.


Grazie alla bravura di Sauber, la Mercedes scaricherà Schumi in una scuderia ancor più sfigata, la Jordan.

[modifica] L'arrivo in Formula 1

Nel '91 Schumy esordisce in Formula 1 al volante della Jordan, il team di Michael Jordan che, lasciata ormai la carriera nella pallacanestro, decise di comprare una scuderia di Formula 1. Schumacher riuscì ad ottenere alcuni punti con la scuderia nonostante la evidente incapacità del team manager.

Jordan: Allora, se muovi così il braccio, riesci a centrare perfettamente l'abitacolo con il casco.

Schumacher: Sì, ma non sarebbe il caso di provare la macchina?

Jordan: Lo stiamo facendo.

In quella stagione Michael (Schumy, non Jordan) eguaglierà il numero di vittorie in carriera di Ivan Capelli: zero.

[modifica] L'approdo alla Peugeot

Nel '92 Flavio Briatore ingaggia Schumacher e nel '94 Michael vince il mondiale, ballando sulla salma di Senna e dopo aver buttato fuori Damon Hill all'ultima gara in Australia: Schumy fa un fuori pista, la macchina si danneggia irrimediabilmente ma lui riesce a tornare in pista a posta per centrare in pieno Damon Hill. I due sono entrambi fuori e Michael vince il mondiale. Il tamponamento degli avversari diviene una delle migliori tecniche di Schumacher, che mostrerà nuovamente contro Jacques Villeneuve nel '97, contro David Coulthard nel '98 e contro un tassista che gli aveva tagliato la strada nel 2003.

Nel '95 Schumacher bissa il titolo con la Citroen, guidata sempre da Briatore.

[modifica] L'arrivo in Mercedes

Schumacher Coulthard

Schumacher chiarisce con Coulthard le gerarchie di squadra, quando i due correvano assieme alla Mercedes.

Dopo due anni alla Peugeot, Schumacher decide di abbandonare il piccolo team francese per andare a coronare il suo sogno di bambino: guidare per la Mercedes. Dal '96 al 2006 Schumacher porterà dopo 20 anni il titolo mondiale alla casa di Stoccarda, battendo tutti i record e annoiando i telespettatori di tutto il globo per cinque anni con gare in cui lui faceva la pole, lui vinceva e lui faceva il giro veloce. E se non ci riusciva lo facevano passare, come fece Barrichello in Austria nel 2002 perché aveva scommesso su di lui.

La prima stagione alla Mercedes fu abbastanza negativa, Schumacher, in scuderia con il suo migliore amico David Coulthard, ebbe il ruolo di comparsa di lusso e il mondiale fu vinto dal rivale Damon Hill. L'anno dopo le cose migliorarono e vinse Jacques Villeneuve. L'anno dopo ancora le cose migliorarono ulteriormente e finalmente il titolo giunse a Mika Hakkinen. Ma il '99 fu finalmente l'anno magico della consacrazione di Mika Häkkinen, che bissò il titolo vinto l'anno precedente. Alla Mercedes pensarono di scaricare Schumy, visto l'oneroso ingaggio e visto che cominciarono a pensare che portasse anche un po' sfiga.

Di queste stagioni ricordiamo, oltre ai già citati tamponamenti con Coulthard e Villeneuve, l'incidente che lo costrinse ad abbandonare le corse nel '99. Il ruolo di prima guida andò allora ad Eddie Irvine, che perse il mondiale per un soffio, per la gioia dello stesso Schumy che voleva essere lui a vincere il mondiale. Difatti dopo l'ultima gara del mondiale Schumy fu trovato a festeggiare con una parrucca rosa in testa cantando i brani della Rettore mentre a fine stagione Irvine fu cacciato, probabilmente perché Schumy si mise a piangere e costrinse la scuderia a cacciarlo. Oggi Eddie Irvine vende panini in uno squallido pub dell'Ulster.

[modifica] Gli anni della noia

Schumacher Mercedes

Schumacher sul podio nel 2002 con la scuderia Mercedes.

D'ora in poi Michael Schumacher vince tutto e c'è poco da aggiungere. Nel 2000 vince il mondiale piloti, il mondiale costruttori e terminò il campionato con più punti del fratello Ralf, obiettivo principale della stagione. Nel 2001 gareggiò da solo vincendo tutto e lasciando le briciole ai brocchi che correvano contro di lui. Il 2001 è ricordato anche come una delle stagioni più noiose della Formula 1, la prima di una lunga serie. Nel 2002 Schumacher continua a gareggiare da solo, gli unici "avversari" furono il fratello Ralf, Barrichello, e Juan Pablo Montoya, un tizio che era entrato in Formula 1 con il dichiarato compito di uccidere Schumacher. In quell'anno Michael ottiene il monopolio delle vittorie, nonché la candidatura a Valchirio del Bahrain, a generale dell'armata d'Africa e a commissario tecnico della nazionale di calcio delle Fær Øer. Nel 2003 Schumacher vince ancora, davanti al ferrarista Raikkonen, in un campionato spumeggiante perso dal finlandese a causa di depressione. Nel 2004 ancora noia: Michael vince il campionato piloti con 150 punti di distacco dal secondo e 270 dal terzo, vince il campionato costruttori senza l'aiuto della seconda guida e vince il titolo di capocannoniere della Bundesliga. Schumacher arriva così a 7 titoli mondiali eguagliando Valentino Rossi. Nel 2005 Schumacher si prende una pausa: difatti, data la schiacciante superiorità, in scuderia decisero di lasciar vincere le prime quattro gare agli altri, tanto per divertirsi un po', ma sbagliarono i conti e il campionato andrà a Fernando Alonso, che sconfiggerà Raikkonen grazie al suo culo immane. Culo che gli permetterà di vincere anche nel 2006, anno in cui Schumacher si ritira perché stanco di vincere, o perché stanco di abbuscare da Alonso. Lascia così la Mercedes, rimanendo però nell'orbita della scuderia come consulente e uomo immagine.

Dopo aver vinto 59 campionati, 63 gare e un torneo di burraco, Michael Schumacher si ritira e per ricordare il suo passato da campione investe un passante con un Fiat Ducato e rapisce un tassista. La gente, a seguito del suo ritiro, ha ripreso a guardare la Formula 1, nella speranza che cambiasse qualcosa. La speranza è stata prontamente disattesa e la Formula 1 resta tuttora una palla tremenda.

[modifica] Il ritorno dopo il ritiro

Negli anni successivi al ritiro Michael decide di dedicarsi a sé stesso e alla famiglia. Corre così sulle moto, nei Rally, sui pattini, rischiando più volte la vita e divertendosi a investire i passanti. Nel 2009, dopo tre anni di astinenza, Michael viene invitato a correre per la Mercedes per tappare un buco di un pilota che nel frattempo si era stroppiato. Michael annuncia così il suo ritorno, torna su una monoposto, illude milioni di fan e poi annulla tutto per un torcicollo. La delusione è forte, ma Michael voleva tornare. E così a fine 2009 Michael annuncia il vero ritorno alle corse nella scuderia che l'ha lanciato e consacrato, la Mercedes, grazie anche all'intervento del suo amico scimmione Ross Brawn. Michael ha annunciato che tornerà per un breve periodo, firmando un contratto di tre anni, da interrompere in caso di torcicollo persistente, gotta o emorroidi. Tuttavia, per non rendere le cose troppo difficili per gli avversari, ha dichiarato che correrà in bermuda e con gli zoccoli ai piedi. Attualmente però non ha ottenuto i risultati sperati, per cui ha deciso di cambiare i suoi obiettivi e di puntare al record di "Primo pilota con artrite e problemi di prostata ad arrivare sul podio". E infatti ci è riuscito.

Schumacher a cavallo

Tra i record di Schumacher c'è l'aver vinto un Gran Premio a cavallo (Montecarlo 2004).

[modifica] Curiosità

  • È stato il primo pilota a vincere un Gran Premio guidando senza mani.
  • Dopo aver deliberatamente causato l'incidente con Jacques Villeneuve, ha trovato un secondo lavoro serale come istruttore di guida sicura.
  • Ha recentemente scoperto che le moto non stanno in piedi semplicemente sedendocisi sopra. Ma lui si ostina a riprovarci.
  • Ha un fratello minore, Ralf, decisamente sfigato per certi versi, ma molto fortunato per altri: è un pirla in quanto ha trovato lavoro come pilota di Formula 1 servendosi della fama del più acclamato fratello maggiore (peraltro senza mai riuscire a dimostrare una cippa in quanto a bravura); ma la sua fortuna sta nel fatto che lo hanno riempito di soldi pur essendo un coglione.
  • Nel 2004, all'apice del suo successo, ha provato a guidare con un volante a forma di pollo di gomma. Beh, ha vinto 10 Gran Premi di fila, poi si è rotto le scatole ed è tornato al volante tradizionale.
  • L'enorme display sul volante della sua vettura e tutta quella miriade di pulsantini non sono altro che il display e i comandi del Tetris che ha fatto installare, sostenendo "nei rettilinei mi annoio".
  • Durante un test di velocità su un circuito tedesco raggiunse una velocità talmente elevata che per un momento si ritrovò avanti nel futuro.

[modifica] Voci correlate


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