Mario Merola

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Quote rosso1.png Oi carceriere, ohi caaarcerieeeeee miiiiiiiooooooooo!!! Quote rosso2.png

~ Mario Merola dedica una canzone al secondino
Quote rosso1.png I' stong' carcerato... E mamma moreee!!! Quote rosso2.png

~ Mario Merola sulla madre
Quote rosso1.png Agginocchiat'... E baciam' stù cazz'! Quote rosso2.png

~ O' Zappatore, versione censurata


Mario Gennaro Ciro detto Merola (Napoli, 1934 - ambulanza dell'ospedale, durante una cantata, 2006) è stato il re dei piagnistei. Le sue sceneggiate, sceneggiate da lui stesso, attiravano folle di devoti da tutto il mondo (come per la Madonnina che piangeva o il San Giuseppe che vomitava) ed hanno contribuito a renderlo un simbolo di Napoli assieme al babà, a Pulcinella, al Vesuvio e alla camorra.

Mario Merola & Gigi D'Alessio.jpg

Ecco spiegato il perché della morte di Mario Merola: invece di farsi portare all'ospedale si è messo a cantare con Gigi D'Alessio.

[modifica] La Vita

Mario Merola nasce a Napoli il 6 giugno del 1934 da una famiglia di 29 figli. La sua voce potentissima come la sirena di un porto gli fece subito trovare un posto come antifurto per le navi. Era sicuramente un lavoro di grande prestigio ma Marione voleva di più. Così dopo anni e anni di studi riesce finalmente a coronare il suo sogno e a diventare contrabbandiere.

[modifica] La Carriera

Tra gli anni 60, 70 e anche un po' 80 perché no, Mario Merola rilancia e butta addosso al pubblico il genere della sceneggiata, una specie di musical dove tutti piangono, molti urlano e lui finisce in carcere ingiustamente. In questi drammoni disperati Mario Merola è l'eroe buono, dall'animo grande e dal cervello piccolo, che osa sempre mettersi contro i potenti di turno (rapinatori, contrabbandieri, camorristi, testimoni di Geova) finendo sempre in carcere al posto loro. A questo punto la mamma di Merola, quasi sempre Regina Bianchi, ha l'immancabile attacco di cuore per il dolore di sapere il proprio figlio carcerato. A Mario Merola portano la notizia che sua madre sta con un piede nella fossa e lui che fa? Canta. Giustamente da dietro alle sbarre cosa può fare? Della serie: "canta che ti passa".

Ma facciamo un altro esempio. È la festa per la comunione del figlio di Mario Merola, c'è una grande tavolata piena di buzzurri e Mario Merola al centro della tavolata leva il calice a suo figlio. Entrano i cattivi e partono raffiche di mitra che durano per mezz'ora. Alla fine sono tutti illesi salvo il figlio di Mario Merola che, crivellato come una grattugia, giace adesso al centro della sala (teletrasporto?) in agonia. Mario Merola si avvicina, gli alza la testa, lo guarda negli occhi e si mette a cantare. I soccorsi nei film di Mario Merola non esistono, se ti hanno colpito devi morire, punto. Prima di morire però il moribondo di turno parla per ore, si fa una chiacchierata con Merola in un arco di tempo durante il quale sarebbero potute arrivare dodici ambulanze e un elicottero della Protezione Civile ed infine schiatta tra le braccia del nostro eroe, doveva andare così. A questo punto la domanda è leggittima: ma chi l'ha ucciso a questo poveraccio, le raffiche di mitra o la canzone di Mario Merola?

[modifica] O' zappatore

Ma la sua definitiva consacrazione la ottiene con quella che è considerata la pietra miliare nella storia del piagnisteo: ò zappatore.

In questo struggente film (in cui figura anche Mara Venier cinquant'anni e cinquanta chili fa) Mario Merola è uno zappatore che si guadagna il pane tutti i giorni col sudore della sua fronte e la saliva del suo sputo. Mario Merola ha un figlio avvocato e il figlio avvocato si vergogna di avere dei genitori così trappani. Così fugge negli Stati Uniti con la sua squinzia americana senza neanche passare per casa. Ecco quindi che arriva l'immancabile attacco di cuore, che questa volta riguarda non la madre bensì la moglie di Mario Merola (interpretata indovinate da chi? Esatto da Regina Bianchi). Anche in questo caso i soccorsi non vengono neanche presi in considerazione e l'anziana madre ha un solo desiderio da chiedere: rivedere suo figlio prima di morire. Detto fatto: Mario Merola trova più facile andare fino a New York per riportare il figlio a casa piuttosto che chiamare un'ambulanza per salvare la moglie, ma come abbiamo detto in questi film c'è una specie di fato immutabile che non può essere capovolto.

Mario ò zappatore arriva dal figlio dopo un volo intercontinentale, si ferma davanti a lui, lo guarda negli occhi e cosa fa? Canta. Si è fatto 12 ore di volo apposta per cantargli una canzone. Tuttavia le canzoni di Mario Merola hanno la capacità di smuovere gli animi e le coscienze di chiunque e così dopo la cantata il figlio si redime, torna di corsa alla fattoria dei genitori e al capezzale della madre che adesso può schiattare in pace, lascia la ragazza americana per una burina campagnola e si mette a fare il contadino pure lui, insomma una rivoluzione. Dovrebbero usare la sceneggiata anche per risolvere le questioni diplomatiche nel mondo, ha degli effetti miracolosi.

[modifica] La Morte

Mario Merola carta Magic.jpg

Il tributo dei giochi di ruolo a questo superbo artista.

Dopo altre sceneggiate con Gigi D'Alessio in cui la solita formula subisce notevoli variazioni (stavolta l'infartuato è lui) Mario Merola viene colpito davvero da un infarto ma nessuno lo prenderà sul serio pensando che si tratti della sua ennesima sceneggiata:

Wikiquote.png
«Guarda come si contorce! È davvero un grande artista!»
(passanti su Mario Merola)

I funerali si svolgono nella Basilica dell'Assunta e poi Licenziata e per questo Addolorata di Napoli. Il prete reciterà l'omelia cantando e verrà allestito un karaoke per l'occasione.

[modifica] Sceneggiatografia

  • Sgarro alla camorra
  • L'ultimo guappo
  • Napoli... serenata calibro 9
  • Il mammasantissima
  • Napoli... la camorra sfida, la città risponde, io mi faccio i cazzi miei
  • Da Corleone a Brooklyn, passando per Frattamaggiore
  • O' Zappatore
  • O' Zappatore due - facimmc' nata cantata
  • O' Zampugnaro nnammurato
  • Carcerato... e con la mamma infartuata
  • Lacrime napulitane
  • Napoli spara... è Capodanno
  • Il guappo dei guappi
  • I figli so' piezz' 'e core
  • I figli so' piezz' 'e mmerda
  • Guapparia portami via
  • Cient'anne... senza la condizionale


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