Marie Curie

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Marie Curie, estasiata dal fatto di avere una pagina personale su Nonciclopedia.

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L'incontro col suo professore preferito.

Quote rosso1.png Io credo che l'Umanità saprà trarre il meglio, e non il peggio, dalle nuove scoperte. Quote rosso2.png

~ Marie Curie su bomba atomica.
Quote rosso1.png Le devo la vita. Quote rosso2.png

~ Incredibile Hulk su Marie Curie.


Maria Skłodowska o, come è più comunemente chiamata da quelli che non vogliono strangolarsi con la lingua pronunciando il suo nome, Marie Curie (Varsavia, 7 novembre 1867; Chernobyl, 4 luglio 1904) fu una famosa fisica, chimica e rachitica donna polacca, nota per essere riuscita a vincere due premi Nobel, uno dei quali meritatamente e senza troppe corruzioni.

Viene considerata dalle femministe la prova del fatto che la donna sia più intelligente dell'uomo perché è stata lei, e non il marito Pierre, a rendersi conto delle incredibili potenzialità delle radiazioni: il fatto che questa scoperta abbia causato al mondo disastri di proporzioni catastrofiche come Chernobyl e Fukushima è solo un banale effetto collaterale. Come dire che i campi di concentramento non erano tutto questo gran problema perché almeno i treni arrivavano in orario.

[modifica] Biografia

[modifica] Primi anni di vita

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Marie è qui, ma non si vede.

Marie Curie nacque da madre lingua e padre ignoto a Varsavia, la capitale più inutile di tutta Europa, seconda forse solo a Sofia, che infatti non ha nemmeno una pagina su Nonciclopedia.

Da bambina, la piccola Marie non brillò per intelligenza: si dice che a sei anni avesse cercato di catturare il sole arrampicandosi su di un albero con una retina per farfalle; e visto che i genitori non erano interessati più di tanto alla salute della figlia, si degnarono di chiamare i pompieri circa quattro giorni dopo, e solo perché altrimenti sarebbero stati sbattuti in galera per maltrattamento di minore.

Inoltre, quando arrivarono le squadre di salvataggio, Marie si era convinta di essere ad un passo dall'impresa e si rifiutò di scendere. Ormai esasperati dalla durezza di comprendonio della bimba, i pompieri le spararono un tranquillizzante per elefanti e la afferrarono al volo mentre stava cadendo. Secondo recenti teorie, questo potrebbe aver condizionato le già non eccelse capacità mentali della ragazzina, che per il resto della sua vita avrebbe avuto flashback da reduce del Vietnam ogni volta che vedeva una farfalla.

Gli anni della sua adolescenza furono incredibilmente spericolati: quando attraversava la strada guardava da una parte sola e, se doveva scendere delle scale, saltava gli ultimi due gradini in un solo balzo. Di conseguenza, passò buona parte del tempo in ospedale per una frattura all'anca o per una storta alla caviglia, ma così facendo riuscì ad ottenere una grande popolarità nella sua High School tipicamente polacca con la fama di essere una di "quelle giuste", riuscendo persino ad andare al ballo di fine anno con il Quarterback titolare della scuola.

Ma nonostante il suo QI misurabile solo con numeri negativi, Marie aveva dimostrato un incredibile talento nelle materie scientifiche; bisogna renderle merito di essere stata capace di vivisezionare un piccolo e innocuo gattino durante biologia, unica di tutta la sua classe ad avere avuto il coraggio di farlo. Il fatto che la professoressa non avesse mai dato quel compito, e che infierire su degli animali indifesi sia uno dei sintomi che definiscono un potenziale serial killer non sono avvenimenti ritenuti rilevanti in questa sede.

Ma visto che la migliore università scientifica polacca di allora aveva come direttore uno che aveva fatto il liceo classico, Marie Curie intuì l´inghippo e decise di concludere gli studi a Parigi, città della moda, dell´arte e del germe della ricchioneria, almeno secondo l´attendibile opinione di Calderoli.

[modifica] Vita a Parigi

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Un accurato ritratto del marito Pierre.

Una volta giunta a Parigi, Marie si rese conto che l´università non accettava donne come studenti, anche se, a voler essere onesti, si sarebbe potuta informare prima. Da novella Mulan si travestì quindi da uomo, non avendo la minima intenzione di essere rispedita a casa; ma nonostante il suo tentativo, tutti coloro che la videro prima e dopo affermarono che di fatto aveva un´aria molto più femminile con una barba da vichingo e una camicia da boscaiolo addosso.

Si dice anche che un ragazzo, avendo visto Marie nuda senza travestimento, abbia puntato gli occhi contro il sole cercando di accecarsi da solo, andando contro tutti gli istinti di conservazione del genere umano. Il che è una cosa talmente inquietante che probabilmente, se l´avessimo vista noi, avremmo rimpianto persino gente come Platinette.

Essendo stata quindi subito scoperta, fu ad un passo dal tornare in Polonia, ma caso volle che lei incontrasse Pierre Curie, il quale, oltre ad essere il figlio del direttore della Sorbona era anche gay, come quasi tutti i francesi del resto[1]. Messo alle strette dal padre, che ne aveva piene le palle di ricevere dai colleghi baguette lunghe mezzo metro con bigliettini allusori appiccicati del tipo: "Se non vuoi mangiarle, dalle a tuo figlio, che ne sarà felicissimo", Pierre decise di trovare moglie; e chi più adatta della donna meno donna della Francia?

Si celebrò dunque il matrimonio, che diede inizio alla collaborazione accademica di Marie e Pierre, ma che non pose comunque fine alle voci diffamatorie che il padre di Pierre continuò a subire in silenzio.

[modifica] Scoperta delle radiazioni e premi Nobel

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La tomba di Marie Curie. La quantità di radiazioni emanate dal suo corpo potrebbero ancora causare la creazione di 14 Hulk e di uno Spider Man.

Da quel momento in poi, tutta la vita di Marie si concentrò sullo studiare senza sosta tutti i tipi di radiazioni, pur non avendo in origine la minima idea della loro utilità, ma affermando che quel colorito verde fosforescente che il materiale fissile emanava sembrava "incredibilmente salutare e benigno, e che nulla di male poteva derivare da un materiale simile". Certo, il fatto che al marito fosse spuntato un vistoso terzo occhio in mezzo alla fronte avrebbe dovuto creare qualche dubbio nella mente della scienziata, ma lei archiviò la situazione pensando che, non avendo mai visto per troppo tempo la faccia di Pierre, non poteva essere certa che fosse effettivamente avvenuto un cambiamento.

Fra una modificazione genetica e l´altra, i due coniugi riuscirono persino a inventare qualcosa di utile per l´umanità, ossia il sistema per fare delle radiografie ai pazienti di un ospedale. Entusiasti della loro scoperta, i due furono candidati per ricevere il Nobel per la fisica, ma, francamente parlando, era solo perché quello era un anno di magra per la comunità scientifica. L´unica altra innovazione degna di questo nome era la scoperta dell´effetto serra da parte di un allora giovanissimo Al Gore, ma gli studiosi del tempo la ritennero una "teoria fallace e improbabile", e per ripicca gli fecero perdere le elezioni del 2000.

Quindi, lasciati a competere da soli, i Curie vinsero l´ambito premio, e se lo portarono gloriosamente a casa, con le loro tre braccia. Nel 1906, metà del dinamico duo tirò le cuoia[2], e quindi, attraverso un ragionamento logico quantomeno discutibile, a Marie venne assegnata la cattedra dell´università di Sorbona, alla faccia di tutti gli altri candidati qualificati quanto lei, ma che non avevano sposato il figlio del rettore. Dopo cinque anni dalla tragica dipartita di Pierre, Marie fece doppietta e vinse anche il premio Nobel per la chimica, per essere riuscita ad isolare il Polonio e il Radio, probabilmente lasciandoli da soli in una stanza buia per tanto tempo.

Ormai all´apice della sua carriera, la più grande scienziata di tutti i tempi morì soffrendo le pene dell´Inferno per colpa di una malattia che le era stata causata dal materiale radioattivo grazie al quale aveva ricevuto tutti i suoi riconoscimenti. Evidentemente anche la vita ha un buon senso dell´ironia.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Fonte: sempre Calderoli.
  2. ^ Pierre, se ve lo state chiedendo.
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