Marco Nappi

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Capparella1
Capparella dixit:
Questo calciatore è un bidone!


E se lo dice lui vuol dire che sta inguaiato! Se sei Marco Nappi sei destinato a vagare nei campi della SERIE Piedi a banana a giocare contro Scapoli o Ammogliati. Meglio che ti dedichi a qualcos'altro.

Bidoneimmondizia
Quote rosso1 Mi piace giocare a Genova, sento che qui sarà la mia vera casa. Quote rosso2
~ Nappi prima di cambiare altre 74 squadre
Quote rosso1 Era ora! Quote rosso2
~ Giornalisti alla conferenza stampa dell'addio di Nappi

Marco Nappi è un ex attaccante italiano, noto anche con i soprannomi Nippo, Nappo e quello scarpone biondo. Pur avendo militato all'incirca nel 75% delle squadre di serie A e serie B, è riuscito comunque in molti casi a diventare una bandiera dei club in cui ha giocato: quella del calcio d'angolo.

Uno dei maggiori exploit della sua carriera avvenne durante una semifinale di Coppa UEFA tra Fiorentina e Werder Brema, quando brevettò il suo caratteristico numero della foca percorrendo circa 50 metri palleggiando con la testa, eludendo gli interventi dei difensori tedeschi e correndo esultante verso i tifosi viola, dimenticando la palla al limite dell'area piccola.

[modifica] Prima parte di carriera

Nippo muove i primi passi da bambino nella Polisportiva San Vito in Fuorigioco, una squadretta talmente malridotta che come divise aveva delle magliette della salute col numero scritto a pennarello: in trasferta, invece, indossava casacche grigie, ottenute trascinando sull'asfalto le maglie bianche lungo tutto il percorso. In quella squadra, inoltre, nessuno poteva permettersi gli scarpini, dal momento che costavano quanto il reddito medio annuo delle famiglie dei giovani calciatori: fu per questo che il buon Nippo si contraddistinse fin dall'inizio per il palleggio di testa, smentendo le voci secondo cui avrebbe mutuato questa tecnica dalla visione di Holly e Benji in un'intervista a Panorama, nella quale dichiarò:

Wikiquote
«Nel nostro quartiere si faceva talmente la fame che la televisione ce l'aveva solo il bar, e noi non potevamo mai entrarci perché mio padre non saldava il conto da vent'anni.»

Grazie alla sua abilità di testa fu notato dalla Lazio, che lo mise sotto contratto senza sapere che prima della firma non aveva mai preso a calci nemmeno il culo del fratellino rompiballe: i tecnici delle giovanili biancocelesti se ne accorsero solo quando gli fecero battere un calcio di rigore, che Nippo provò a battere lasciandosi scivolare a pancia in giù dal cerchio di centrocampo. Segnando, fra l'altro, perché il portiere durante l'esecuzione del tiro ebbe una violenta crisi respiratoria a causa delle risate.

Marco Nappi figurina

Nappi interviene in scivolata su un avversario.

Fu quindi ceduto al Cesena in cambio di due risme di fogli per la fotocopiatrice, che giocarono più partite di lui nella prima squadra biancoceleste. I bianconeri romagnoli lo cedettero quindi in prestito per due stagioni al Ravenna e per una terza alla Vis Pesaro, sia per tenerlo lontano dalla prima squadra sia per cementare la storica rivalità con queste due società: da questi episodi iniziò inoltre ad affermarsi come uno dei pezzi più scaricati pregiati di ogni sessione di calciomercato.

Passò quindi all'ambizioso Arezzo, che puntava decisamente alla promozione. Il suo acquisto fu caldeggiato dall'allenatore dei toscani, Corrado Orrico, che lo riteneva un elemento centrale nei meccanismi della squadra. Centrale difensivo, per l'esattezza, incurante del fatto che avesse sempre giocato da ala. Fu per questo che l'Arezzo concluse ultimissimo in classifica e Orrico finì per essere chiamato alla guida dell'Inter. L'anno successivo finisce al Genoa, dove contribuisce in modo decisivo alla promozione in serie A saltando per infortunio l'intero girone di ritorno.

In estate passa al Brescia, ma viene nuovamente ceduto dopo due sole apparizioni, dopo che l'allenatore delle Rondinelle si rese finalmente conto che il nuovo attaccante biondo che il presidente gli aveva comprato non era Klinsmann. Passa quindi alla Fiorentina, dove rimane per ben due anni a fare da spalla a campioni del calibro di Dunga, Roberto Baggio e Stefano Borgonovo come cono da allenamento, prima di trasferirsi all'Udinese e conquistare di nuovo la promozione grazie ad alcuni gol decisivi come quello realizzato contro l'Avellino, quando calciando perse lo scarpino che venne parato dal portiere mentre il pallone rotolava dentro.

Nella stagione seguente è ceduto nel mercato invernale alla Spal, unendosi però alla nuova squadra solo a primavera inoltrata perché non riusciva a trovare la città di Spal sulla cartina.

[modifica] Ritorno a Genova

Nel 1993 ritorna nella sponda rossoblù di Genova, riuscendo a stabilirsi per qualche anno dopo aver trascorso stagioni intere a cambiare casacca più spesso di Scilipoti. Appena tornato afferma di aver ritrovato la squadra che più gli è rimasta nel cuore e il suo annuncio di voler restare a lungo è salutato da un'ovazione dei tifosi. Della Sampdoria.

Al Genoa rimane per cinque anni, durante i quali il Grifone retrocede e poi perde in più occasioni la promozione per un soffio, vale a dire per colpa di talmente tanti suoi errori sotto porta che se al suo posto ci fossero stati Pancev o Calloni il Genoa sarebbe stato promosso a gennaio. Trascorre in prestito solo la stagione 1994-1995, quando vive un altro ritorno, questa volta al Brescia, in un campionato che vede i lombardi retrocedere già alla quarta giornata.

Malgrado le buone intenzioni, tuttavia, Nappi si ritrova di nuovo costretto a emigrare nel 1999, braccato dal padrone di casa cui non pagava l'affitto da quattro anni. Passa quindi all'Atalanta, dove in breve riesce a ritagliarsi un posto sulla fascia sinistra della tribuna.

[modifica] Un saggio della bravura di Nippo

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[modifica] Curiosità

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Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse ti incuriosisce sapere com'è dormire coi pesci?

  • Non sarà stato quel granché di calciatore ma di sicuro era più utile di Coco.
  • Al Fantacalcio per scaramanzia non si comprava mai. Mica scemo.
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Utente:Mufufu/Diario di bordo