Mao Zedong (1893-其@票!?), "grande rivoluzionario dell'impero della repubblica popolare di Ciaina il grande Mao" (per gli amici), fu un grande sostenitore del comunismo in Cina, che liberò la sua nazione dalla dittatura estera sottoponendola a una doppia dose di sana e genuina dittatura locale. Appoggiò gli ideali del Partito Comunista, ed era così legato a questo movimento che si fece costruire dei gulag nel proprio scantinato, allestì ventidue "rivolte proletarie" (nove delle quali contro se stesso) e rese obbligatorio il consumo alimentare di bambini almeno tre volte al giorno.
Mao Mao era famoso anche per i suoi tantissimi nomi con cui era conosciuto al mondo, citiamo ad esempio le più note denominazioni quali Pucci Pucci Mao Bau, Sua Cinesità Zetang, Mao Tse-tse-tung e il Giallo.
Questa voce è stata punita come Articolo della Settimana dal 23 novembre 2009 al 30 novembre 2009.
Mao da bambino, con le solite sue smanie dittatoriali. Poi è diventato un bambino vero.
Mao Zedong nasce in una piccola cittadina di campagna denominata Kakashen, dalla madre di nome "Falce" e dal padre chiamato "Martello". Mao, per ripudio verso il nome della sua città, abbandonò il suo piccolo paesino all'età di un anno e un mese, appena seppe compiere i primi passi. Tra l'altro lui non era intenzionato né a diventare come sua madre Falce, una mondina sottopagata, né come suo padre Martello, fabbro da 96 generazioni, nonostante l'intera famiglia fosse totalmente negata per questa mansione.
Da piccolo aveva cinque fratelli, ma due di essi non superarono l'infanzia e dovettero soccombere alla fame dei genitori e dell'intera famiglia. In un'intervista del 1960 lo stesso Mao dichiarò che sapevano di gatto, ma meritavano un tocco di origano in più.
All'età di dodici anni inizia i suoi studi: viene istruito dal letterato Vladimir Majakovskij in persona, ma imparò ben poco considerato che Majakovskij aveva la sua stessa età.
A quattordici anni viene arruolato nelle milizie per la rivolta del 4 maggio. Il giovane Zedong accetta solo per marinare la scuola, e parte per la rivolta. In seguito si pavoneggerà con i coetanei mostrando a tutti una collanina di ossi di despota.
Fra i quindici e i sedici anni Mao viene obbligato dai genitori a sposare Yang Kaihui, figlia dello scarparo, nota per avere i baffi più lunghi di tutto il villaggio. Tuttavia egli la ripudiò e non giacque mai con lei.
I genitori non opposero resistenza giacché non erano sicuri che Mao potesse procreare e fornire una prole con quel "coso".
In giovane età lavorò come bibliotecario, ma si appassionò alla lettura di manga e fumetti nipponici piuttosto che a libri più impegnativi, tanto da riservare pochissimo tempo agli studi: dunque precesse sulla scala evolut involutiva i primi otaku giapponesi.
Si diplomò con un 62 stirato all'età di 22 anni, e spese tutti i soldi del papi per fare baldoria con i suoi amici e diffondere i suoi ideali innovativi per tutta la Cina. Se suo padre non fosse morto il giorno prima che Mao ritornasse, gli avrebbe dato di certo una bella tirata d'orecchi, che avrebbe fatto passare a Zedong la voglia di bighellonare.
Mao Zedong da giovane e 40 anni dopo. Non perse mai il suo spirito collettivistico rivoluzionario.
Purtroppo papà Martello non sapeva che fosse sconsigliabile fare bungee-jumping dalla muraglia cinese con uno spaghetto, e si schiantò al suolo nel tentativo.
Mao, ritornato il giorno seguente a Kakashen, accolse con grande dolore la notizia e giurò vendetta nei confronti di tutti gli spaghetti.
A 23 anni assunse il comando del CGIL locale e prese interesse per i diritti dei lavoratori della regione di Hunan. Egli teneva talmente alla loro condizione di lavoratori che aumentò da 12 a 18 ore l'orario medio e dimezzò il salariato al 99% dei manovali. Considerato che lo stesso Mao costituiva l'1% degli appartenenti all'associazione, egli era costretto a riservare per sé tutti quei soldi pur di permettere agli altri un lavoro equo e dignitoso.
Questo gesto di benevolenza e umanità gli valse un considerevole premio in oro da parte della sua stessa associazione.
Il fatto che Mao Zedong represse con violenza ogni sommossa o ribellione è dovuta ovviamente alla iniquità e irriconoscenza dei lavoratori.
Mao e Chiang durante lo scontro finale. Notare il pubblico entusiasta del combattimento. Sullo sfondo: l'ambientazione esotica di una nave di pesce diretta a Taiwan.
Il giorno del 6 novembre1924 Mao si sedette su un tappeto e non fece nulla tutto il giorno.
Nel 1927 iniziarono i conflitti tra Mao Zedong, alla guida del Partito Comunista Dittatoriale Cinese[1], e Ciansciancato, alla guida del Kuomintang.
La guerra civile cinese fu un susseguirsi di combattimenti fra gli eserciti di Mao Zedong e Chiang Kai Shek, l'uno a capo del Partito Comunista Cinese, l'altro a capo dei "cattivi"[2][3]. Inizialmente Mao e Chiang andavano molto d'accordo, si aiutavano reciprocamente con ausili economici, collaboravano militarmente, condividevano la stessa politica e la stessa linea di pensiero e ogni giovedì sera partivano assieme per il puttan tour.
Il 28 maggio1927 Mao Zedong, probabilmente ubriaco, attacca scherzosamente la casa dell'amico Chiang con molotov e granate. Chian-Kai Shek non prese molto bene lo scherzo, e con questo pretesto tentò non solo di respingere le armate di Sua Cinesità Zetang, ma anche di conquistare l'intera Cina (compresi i possedimenti del comandante nemico), di sottoporre tutti gli abitanti a una dittatura democristiana, di rubare la ragazza a Mao e, qualora avanzasse un po' di tempo, farsi un panino al tonno.
Dunque iniziarono moltissime battaglie sanguinolente fra i due eserciti, che non erano del tutto coscienti del "casus belli".
Mao era solito arringare i suoi soldati sostenendo che si stesse combattendo per la bigamia e per la legalizzazione dell'oppio.
Ecco di seguito riportati tutti gli eventi in ordine rigorosamente cronologico:
Guerra civile cinese
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30 maggio1927: la guerra non è ancora iniziata, ma iniziano a farsi sentire delle tensioni interne. I comunisti tentano di corrompere l'arbitro prima della guerra, mentre Chiang Kai Shek, a capo dell'esercito Nazionalista, investe tutto il denaro in costosissime baionette a pile.
L'Unione Sovietica accoglie la richiesta di aiuto del Partito Comunista Cinese e rifornisce ordinariamente le armate di Mao Zedong con armi potenti e di livello bellico molto avanzato come Kalašnikov, mitragliatori e uova di storione.
Il Tibet sta lì nonostante non sia stato invitato alla guerra.
5 aprile1927: approfittando della fase di stallo un membro del PCC imbratta e vandalizza la bandiera e il territorio del Tibet con una bomboletta spray.
Contemporaneamente Chian Kai Shek si accorge del pacco mollatogli pochi giorni prima e tenta di rivendere le baionette a pile al Pakistan.
7 giugno1927:la Cina conquista il Tibet Il Tibet non è mai esistito, lì c'è sempre stata la villa a tre piani di Mao Zetung. E il Dalai Lama è un ballista ungherese con un gran senso dell'umorismo. Nel frattempo, nell'Est, i soldati del Kuomintang si fanno spazio con armi improvvisate come cazzuole e cannolicchi crudi, riscuotendo un discreto successo.
Piccolo intervento della Russia che si intromette per raccomandare alla Cina di indossare la sciarpa di lana e i guantoni.
8 novembre1934: Dopo anni e anni di battaglie inconcludenti, un membro del Kuomintang propone di rimettere in atto il famoso stratagemma di Ulisse durante la guerra di Troia, approfittando del fatto che i comunisti non avevano una cultura in fatto di storia antica. Dunque il cavallo di legno viene fabbricato e spedito come dono di pace nella città di Chen Hui. Come previsto i soldati del PCC, in festa, si danno all'alcool e allo sbando, perdendo totalmente lucidità.
9 novembre1934: il giorno successivo i cinesi perdono il controllo di molti territori, perché l'esercito di Chiang Kai Shek ha saccheggiato moltissime città durante la notte. Prima che il generale arrivi nell'accampamento di Mao, quest'ultimo riesce a radunare gran parte dei suoi uomini e a scappare. Ha così inizio la "Lunga marcia a casaccio" (segnalata in rosso scuro sulla mappa), la più grande figura di merda ritirata nella storia della Cina.
I soldati marciano velocissimamente in giro per la campagne, mentre i combattenti del Kuomintang li inseguono con forconi e fiaccole accese.
18 novembre1932: i due eserciti, esausti, decidono di sostare in un centro Emmelunga, per ritrovare comfort e benessere, approfittando degli sconti eccezionali su mobili economici e dal design raffinato.
Una grande occasione di arredare i propri appartamenti e monolocali al modico prezzo di 国共内 ¥.
18 gennaio1934: il Kuomintang, per esser rimasto troppo tempo nello store Emmelunga, perde il possesso dei territori acquisiti precedentemente, che vengono in gran parte riconquistati dalle armate di Mao.
Anche il Tibet ne approfitta ritagliandosi un minuscolo territorio fra due monti sconosciuti dell'Himalaya. Ormai Mao Zedong sembra avere in pugno la situazione.
21 febbraio1949: a causa della grande tenacia difensiva di Chiang Kai Shek, passano ben 15 anni prima che il PCC possa conquistare i territori all'estremo est della Cina. Dunque tutti gli esponenti del Kuomintang si ritirano presso Taiwan, un'isola inventata lì per lì abitata soltanto da donne con le gonne fatte di foglie e con i gusci di cocco al posto dei reggiseni. Ancora oggi qualche soldato cinese attende il ritorno di coloro che sono scappati sull'isola per dargliele di santa ragione. Mao ordina di ricoprire tutta la Cina con enormi bandiere e di circondare (in maniera poco ortodossa) il Tibet.
21 dicembre 2012; ore 18.12: il mondo è finito da quattro ore... vi siete persi un bello spettacolo. Come avrete potuto notare, al posto della Cina si è formata una massiccia dose di nulla.
Dite che sono andato un po' troppo avanti con la narrazione dei fatti?
Mao Zedong portò avanti numerose correnti di pensiero, fino ad elaborarne una propria: in un momento di acuta vanità decise di chiamarla Maoismo. Il Maoismo era una dottrina politica secondo la quale tutti quelli il cui nome fosse "Mao" avevano diritto di governare una nazione d'Oriente.
Quando notò che oltre a lui esistevano altri 500.000 Mao decise di aggiungere una sottoscrizione, secondo la quale solo coloro che erano stempiati e avevano un neo scuro e peloso sul mento avevano il diritto di governare.
Scoprendo che esisteva ancora un altro individuo stempiato e con un neo sotto le labbra di nome Mao (un tale Mao Zaramao) lo uccise, e si impose come unico imperatore re sovrano e, nel tempo libero, zar di tutte le Cine.
Mao Zedong mentre canta al primo karaoke della storia, torturando contemporaneamente quasi un milione di cinesi.
Vi starete chiedendo: "ma questo non era soltanto un pensiero politico? Può un uomo imporre tutto ciò basandosi su un ideale soggettivo?" In teoria sì, ma non è della stessa opinione il comma 1 dell'articolo 1 della Costituzione Cinese. Da menzionare che questa costituzione conta un solo articolo, che autorizza Mao ad esercitare la dittatura sulla Cina e a gironzolare in mutande per le strade senza essere multato.
Oggi il pensiero Maoista è molto diffuso nelle scuole dell'estremo Oriente, e tutti gli studenti sono obbligati a convertirsi al culto Maoista, anche tramite metodi drastici come l'ipnosi cerebrale.
La filosofia di Mao Zedong fu molto apprezzata anche da grandi pensatori del XX secolo:
Un giovane e prestante Mao Zedong punisce un ribelle. Aveva osato dire che in Cina non ci fosse libertà di pensiero, l'insolente!
Il 1 ottobre1949 Mao Zedong fonda la Dittatura del sacro Impero Celeste di Mao.
Poiché questo genere di denominazioni non era più alla moda dalla dinastia Ming, decise di cambiare il nome della Dittatura del sacro Impero Celeste di Mao in Repubblica Popolare Cinese, decisamente più frizzante e illusoria.
Dopo un mese si recò nell'Unione Sovietica per festeggiare il settantesimo compleanno di Stalin e per gestire i rapporti internazionali fra la Cina e la Russia, ma se ne tornò dopo pochi giorni a calci in culo perché aveva tentato di avvelenare il dittatore sovietico con gamberoni radioattivi.
Sembrerebbe un campo di grano dopo la riforma agraria, ma è la chiappa destra di Mao.
Colpito dalla sindrome di Robin Hood, Mao Zedong avviò una fase di collettivizzazione: neanche lui sapeva cosa significasse, ma i comunisti sovietici usavano spesso questa parola, il termine era fico e i poveri erano contenti.
Sostituì al linguaggio tradizionale, che si atteneva a millenarie regole grammaticali, un linguaggio più moderno. Questa nuova lingua, che fu chiamata cinese semplificato, prevedeva l'utilizzo di soli due simboli (® e ) correlati con numerose smorfie facciali.
Questa innovazione incrementò l'alfabetizzazione e l'uso della parola da parte dei cinesi, che prima dell'intervento di Mao non riuscivano a comunicare tra di loro.
Ma soprattutto fu intrapresa una riforma agraria: i terreni furono bonificati e fertilizzati. Dunque nelle risaie, oltre ai cereali, fu imposto di coltivare anche cavolfiori, barbabietole, angurie, more, carote, kiwi, astici e gatti persiani.
La grande Rivoluzione Culturale Proletaria (nome ufficiale "Glande Livoluzione Cultulale Ploletalia"), fu una campagna di educazione lanciata da Mao Zedong nel 1968.
Il piano prevedeva che venissero presi 600.000 contadini dell'Hunan, 400.000 operai del Guangdong e 350.000 massaie del Sichuan; ammassati in una sala di 20 metri quadrati mentre un chirurgo italiano tentava di insegnare loro la metafisica.
È ovvio che il piano fallì, ma risolse diversi problemi: ad esempio quello della sovrappopolazione, considerato che parte di coloro che avrebbero dovuto "inculturirsi" morirono soffocati.
Inoltre la rivoluzione fornì a Mao il pretesto di mettere a tacere un paio di sovversivi e di facinorosi, o qualcuno in particolare che gli stava sui coglioni[citazione necessaria].
Celebre la condanna a morte di Yang Kaihui, sua prima moglie, che fu impiccata all'insegna del nuovo anno del Dragone. Alla sua impiccagione seguirono festeggiamenti e banchetti, e anche i genitori di Yang Kaihui furono costretti alle danze.
E tutto ciò in nome della revolution![citazione necessaria]
La quarta edizione del libretto rosso, con scene tagliate e commenti del regista, andò a ruba.[citazione necessaria]
Beh, di sicuro un opera molto interessante e caratteristica, oserei dire trascendentale. Chiaramente un riferimento esplicito alla filosofia politica e governativa di Mao Zedong, uno specchio della sua personalità.
~ Critico che, ovviamente, non ha letto libro
Il libretto rosso fu l'opera letteraria più importante di Mao Zedong, dal quale fu poi ricavato un film di successo, "Dalla Cina con furore".
Questo fu redatto dallo stesso Mao, ed ebbe un grande successo: fu ristampato un considerevole numero di volte e fu tradotto in 810 lingue diverse[4].
Nella sua prima edizione del 1966 questo libretto era completamente vuoto, poiché Mao Zedong era analfabeta. Avrebbe potuto farselo scrivere da qualcun altro, come fanno i calciatori, ma sosteneva di avere una dignità.
Nell'edizione del 1967 il libretto rosso fu ristampato con una caricatura di Mao in copertina, il nome di Mao Zedong in codice binario e qualche scarabocchio ogni 10 o 15 pagine.
Questo libro ebbe un grandissimo successo per sette motivi:
Era l'unico libro in circolazione, gli altri erano considerati eretici, sovversivi o V.M. 18;
La sua pubblicizzazione fu massiccia e tartassante: ogni rete televisiva trasmetteva 24h su 24 le immagini di Mao Zedong che conquistava gnocche grazie al suo libretto rosso;
Dal 1964 lo sguardo di Mao, dal ritratto in piazza Tienanmen, si posa su tutti i cinesi mefistofelico e nello stesso tempo caritatevole, ma soprattutto mefistofelico! Ma non è stato sempre così, e in molti hanno osato attentare il grande ritratto di Mao Zedong che si eleva dalla terra per ascendere al cielo.
Per mantenere un punto di vista neutrale non infieriremo contro i vandali imbrattatori: diremo soltanto che sono dei pezzi di merda.
La vandalizzazione più celebre risale senz'altro al 1989, anno in cui un giovane rivoltoso infierì contro la tela lanciando una dozzina di uova. Fu condannato a 12 anni di carcere, durante i quali i secondini gli lanciavano a loro volta migliaia di uova marce.
Nello stesso anno un ribelle tirò un pacco di banconote da 100$ contro il ritratto, sperando in una condanna analoga.
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