Manuali:Poesia

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“Che coglioni!”

- Pier Paolo Pasolini su sue poesie (dopo averle rilette)
Gli ovvi effetti della poesia sull'uomo
Gli ovvi effetti della poesia sull'uomo

Grazie a questo pratico corso potrete anche voi fare come Leopardi o altri scassamaroni e annientare la felicità delle generazioni limitrofe con poco sforzo. Lo strumento pù adatto a svolgere questo compito è la poesia.

Essa si divide in due filoni:

  • Il poetare su cose astruse e astratte in modo complesso e assolutamente inutile
  • L'esaltare la schifosità dell'universo e dire che tutto fa schifo

[modifica] Il primo filone

Non è difficile scrivere una poesia. Davvero. No, sul serio, puoi farlo. Fidati, no? Allora, innanzitutto devi trovare qualcosa su cui scrivere, che deve essere qualcosa di poco importante, semisconosciuto e dal nome altisonante. Per farlo puoi benissimo aprire a caso il vocabolario e scegliere la prima parola che capita.
Ora lo faccio io per te, e scelgo:

  • Trasferibile
  • Disobbligarsi
  • Virata

Ecco, la nostra poesia parlerà dell'importanza del trasferire le virate e del disobbligarsi. Cosa vuol dire ? Nulla, è qualcosa di forzato e stupido, ma è proprio quello che vogliamo. Magari sarebbe meglio metterci un bel sillogismo, tipo questi:

  • I treni fumano, mia nonna fuma, quindi mia nonna è un treno
  • Ciò che è naturale è sano, quindi meglio la cicuta dell'aspirina
  • L'amore non è bello se la gatta non va all'uovo di oggi.

Ecco quindi il nostro prototipo:

Se la Virata fosse fuoco 
mia nonna sarebbe un cuoco
Se disobbligassi i sassi
trentatré Trentini andrebbero a Trento
tutti e trentatré trotterellando
Ma tu, Amore, mi disobblighi
e quindi che diavolo
fa rima con disobblighi?

La poesia qua sopra è una vera perla. Dopotutto se uno ha scritto una poesia che è "M'illumino d'immenso STOP" noi potremo pubblicare questa, no ?

A questo punto rimane la sintassi, e la presentazione. Avete mai letto un testo di Luigi Giussani? Ecco, provate (con cautela!) e capirete come deve essere la vostra sintassi:

Vi è una immagine
recondita nel nostro Io
che è vera essenza dell'incontro
posto in atto dall'essere.

L'esperienza non è più atto
ma dinamica Comunione che si
rinnova In Lui

Ecco, questo è il significato che dovete dare alla vostra poesia, e anche il lessico che dovete usare.

[modifica] Il secondo, temibile, filone

Eccoci giunti, miei seguaci, al secondo filone della poesia. Per prima cosa dovete essere pessimisti, ma davvero molto pessimisti. Ci sono vari tipi di pessimismo che potete usare:

  • pessimismo personale: Faccio schifo
  • pessimismo sociale: La mia società fa schifo
  • pessimismo antropologico: La mia specie fa schifo
  • pessimismo storico: La mia epoca fa schifo
  • pessimismo cosmico: Tutto fa schifo
  • pessimismo autoreferente: Pure il pessimismo fa schifo
  • pessimismo anale: Ciò che faccio fa schifo

Usate i pessimismi che volete, o magari createne di nuovi, meglio ancora. A questo punto dovete cercare delle immagini un po' emo per descrivere l'universo, tipo La vita è come la scala di un pollaio: breve, ripida e piena di merda oppure Sono così triste che la mattina anziché sbadigliare vomito. A questo punto raccogliete tutte le vostre poesie e pubblicatele. Come avrete intuito, tutti vi diranno: Ma se sei così pessimista, perché non ti spari un colpo in testa? e proprio qui sta l'abilità del poeta: bisogna trovare una scusa per vivere. Leopardi aveva la Ginestra, vi potreste creare, che so, il Ciclamino

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