Luciano Spalletti

Da Nonciclopedia, l'enciclopedia libera...

Quote rosso1.png Questo non vincerà mai niente Quote rosso2.png

~ Luciano Moggi su Spalletti l'anno prima che quest'ultimo vincesse Coppa e Campionato di Russia con lo Zenit
Quote rosso1.png Confrontato con quello del MIO MILAN, questo non è calcio Quote rosso2.png

~ Arrigo Sacchi sul calcio di Spalletti
Quote rosso1.png Dopo una sosta se hai corso molto, hai sempre qualche dubbio,la strada è ancora lunga, le gambe ti faranno male, e il ritmo non sarà lo stesso, ma comunque vada, offrirai sempre la tua migliore prestazione. Quote rosso2.png

~ Fabio Caressa che commenta il furto della Coppa Italia da parte di Spalletti
Quote rosso1.png Emozione??? Ma quale emozione!!! Quote rosso2.png

~ Luciano Spalletti sulla spettacolarità del campionato russo
Quote rosso1.png Il tacco... La punta... Il numero... Quote rosso2.png

~ Luciano Spalletti in un negozio di scarpe
Quote rosso1.png Brilla di luce propria Quote rosso2.png

~ Astrofisici sulla capoccia di Luciano Spaletti

Luciano Spalletti detto Lucianone, ex raccattapalle e allenatore della squadra Longobarda, è un ex allenatore di una squadra di calcio delle lande desolate della Russia. Attualmente gioca e allena contemporaneamente la Maggica Joma, ma non sa ancora i ruoli e i nomi di tutti i calciatori.

[modifica] Carriera

Luciano Spalletti gladiatore.jpg

Spalletti pronto ad essere linciato dai tifosi dopo ogni partita

Luciano Spalletti bacia la Coppa Italia.jpg

Spalletti dopo aver rubato la Coppa Italia all'inter

Di origini sconosciute, comincia la sua carriera giocando a palla prigioniera alla tenera età di 12 anni presso un centro ludico nelle vicinanze di Firenze, precisamente a Scandicci. La sua bravura in questa disciplina lo porterà ad essere notato da Luciano Moggi, che lo sceglierà come suo personale scagnozzo. Come seconda attività farà da inserviente in un centro sportivo abbandonato della periferia di Firenze, dove, oltre ad essere l'unico membro del personale, è anche l'unico giocatore di calcio, in quanto mancavano i soldi per tesserare altri giocatori. La società, nonostante le condizioni favorevoli per inserirlo nella rosa dei titolari, lo esonera dopo poche partite, un evento traumatico che lo porterà a vagare nelle zone tra la Toscana e la Liguria, elemosinando soldi per sostentarsi. Viene infine preso come panchinaro prima dall'Empoli, e poi dalla Spezia. In queste squadre diventa un uomo bandiera:,non per le sue doti da calciatore, ma per le sue non doti: in 22 partite da titolare riesce a segnare la bellezza di 22 gol, tutti però nella porta sbagliata. A 34 anni conclude la sua carriera all'Empoli, allora guidato da Francesco Guidolin: la squadra infatti, per colpa di un suo autogol, era stata retrocessa in Serie C, dove conobbe il trattamento Ludovico ed il trattamento "Mi raccoglieresti la saponetta". Rimarrà però molto legato alla tifoseria ligure, nella quale ormai si era instaurata la tradizione di legnarlo dopo ogni partita della Spezia. Spalletti arrivò alla Spezia alla fine degli Anni Ottanta, grazie ai suggerimenti dello scout Oronzo Canà. Qui fa la sua peggiore stagione da calciatore, non riuscendo a far retrocedere la squadra. Spalletti rimarrà diversi anni nella squadra ligure, attirandosi sempre più l'antipatia della tifoseria grazie alle sue pessime doti umoristiche e le sue ancor peggiori doti sportive. Poco prima di essere sacrificato agli dei dai tifosi liguri nel vano tentativo di vincere il campionato viene salvato da un impegno improvviso con la Roma, che si giocava la salvezza in Eccellenza. Nel 1993, viene chiamato a dirigere la squadra dell'oratorio del suo paese, Certaldo, arrivata quart'ultima dopo 6 combattutissime partite. Fallì quindi, non riuscendo a farla retrocedere in una serie minore. L'anno dopo lancia invece nel mondo del calcio giocatori di altissimo livello[citazione necessaria] come Vincenzo Montella, il quale rifiuterà successivamente di allenare. Tra il 1995 e il 1996 riesce a conquistare l'importantissimo trofeo della Coppa del Nonno, che vince con il suo Empoli battendo avversari fortissimi come il Monza della Serie C. Nel 1997, grazie a delle cospicue mazzette fatte trovare nei borsoni degli arbitri, riesce a far passare l'Empoli in Serie A, dove, con un gioco noioso e privo di tattica, rimarrà solo un anno per poi tornare a rifugiarsi in Serie B. Dal 2000 riesce a far retrocedere e fallire società come Sampdoria, Venezia, Ancona e Udinese, riuscendo così a conquistare il cuore di tutti i marchigiani[citazione necessaria]. Approda all'Udinese nel 2002, dove sostituisce l'allenatore dalle idee moderatamente estremiste e verso destra Paolo di Canio, il quale ambiva alla retrocessione anticipata. Nel giro di un anno Spalletti riuscirà a distruggere psicologicamente, fisicamente e moralmente questa squadra. Con dei documenti falsi riuscirà inoltre ad iscriverla alla Coppa Libertadores, fallendo anche lì nella conquista del trofeo. Nel 2005 iscrive la squadra al Campionato Dilettantistico Mondiale, entrando nella storia del club come "Quell'allenatore di merda". Fallendo anche nella conquista di questo campionato, verrà spedito ad allenare l'Eccellenza della Roma.

[modifica] Alla Roma

Manchester-roma-7-1.jpg

Il miglior risultato di Spalletti

Spalletti alla squadra della Capitale, ridotta sul lastrico dopo lo scoop fiscale che riguardava i Sensi, porterà un desaparecidos emigrato qui in Italia di nome Pizarro. Luciano, nella Roma, aveva ancora una volta l'ingrato compito di centrare in anticipo la retrocessione. Comincia però subito nel peggiore dei modi l'inizio del campionato per Spalletti, poiché riuscirà a compiacere il presidente Rosella Sensi con diversi colpi di mercato, come la svendita di Antonio Cassano al Real Madrid e l'acquisto di un profugo transalpino per la difesa. Riuscirà a vincere il derby a biliardino con la Lazio, mancando di un soffio la retrocessione nonostante gli immani sforzi per perdere con altre grandissime squadre, come l'Inter. Quest'ultima squadra sconfigge la Roma 4-3 in Supercoppa Italiana, un partita che diede il colpo finale per affondare la società romana.

L'anno dopo, dalle orme del suo maestro Oronzo Canà, riprese lo schema della B-zona, che lo riporterà a essere sconfitto per l'ennesima volta dall'Inter. Grazie lo scandalo Calciopoli, gli viene regalata la Champions League, dove ha vittoria facile con squadrette come il Valencia, una squadra cretese e quella di Rifondazione Comunista in Ucraina. Battuto anche il fortissimo Lione, il grandissimo Manchester United non può contrastare questa potenza emergente ed è costretto a limitarsi ad un modesto 7-1.

Spalletti e la Roma riescono a vincere la Coppa Italia rubando la finale all'Inter e battendo grandi squadre come la Triestina e il Parma. Vincono anche la Supercoppa, con un rigore regalato a De Rossi, che poverino, a Natale aveva ricevuto solo un maglione. Per la stagione 2008 viene riconfermato sulla panchina giallorossa, più per mancanza di soldi che per altro. Ruberà, anche quest'anno, il passaggio in Champions al Real Madrid, ma solo per venir violato analmente da parte del Manchester United. In campionato è costretto di nuovo a leccare le scarpe all'Inter, anche se gli ruberà, con un fallo di Cassetti, la finale di Coppa Italia all'Olimpico.

[modifica] I migliori risultati di Spalletti in video

Original video

[modifica] Trofei vinti


Strumenti personali
wikia