Lingua morta

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Una lingua viene definita morta (o deceduta, che dir si voglia) quando giunge in età avanzata e comincia a perdere capacità deambulatorie, passo dopo passo (il che è una contraddizione). Se non avete capito una pippa di quanto scritto sopra non preoccupatevi, è semplicemente utilizzata un linguaggio anch'egli vicino all'estrema unzione.

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Persino codesto vocabolario, come invero è piuttosto evidente, contribuisce a mortificare la già mortificata lingua italiana!

[modifica] Esempi di lingue morte

Celate per secoli nei più remoti angoli tenebrosi, solo ultimamente certa gente ha ripescato varie lingue morte per farne materie d'insegnamento scolare o semplici passatempi per cervelloni senza figa. L'esempio più frequente di lingua morta è di certo quella di vostra nonna. No, non la lingua bavosa della nonna, ma il dialetto. Sebbene il dialetto ancora non si possa considerare ancora ufficialmente defunto per cause legali, come il cenone di Natale con i vostri zii o le battute tra amici, esso può veicolamente essere catalogato come linguaggio inutile. Provate infatti ad andare a Bergamo parlando napoletano. Se Bossi non vi farà sbattere fuori dalla Padania con l'accusa di essere extracomunitario e pertanto assassino sarà già tanto.

Se il dialetto costituisce una lingua in decomposizione, d certo non più vive saranno il latino e il greco antico. Almeno fosse moderno, no, antico. È risaputa l'utilità di saper declinare alla perfezione epistula, -æ.

[modifica] Caratteristiche di una lingua morta

Una lingua morta di certo non è gradevole ai sensi, perché nessuno adora ammirare un pezzo di carne rimasto per anni immerso nella saliva altrui. Essa è riconoscibile per alcuni semplici punti guida:

  • Completa inutilità a qualsivoglia attività quotidiana
  • Putrefazione
  • Facilità di coniugazione più o meno quanto l'aramaico antico (che è anch'esso una lingua morta)
  • Riproduzione incontrollata in scuole inutili.
  • Facilità di contaminamento da filosofi o comunque creature che hanno passato la loro vita a comporre versi, chiusi in uno stanzino, sulla bellezza della natura.
  • Ad maiora senatores ad vitam populum fottent, et ad Romam ladronam mortadellæ castrum vido. Kιuσμςτολk ολεκσnμςτ μςτuμς.

[modifica] Voci correlate


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