Letteratura italiana

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~ Immancabile risposta dei truzzi


La letteratura itagliana (o come qualche ignorante continua ostinatamente a chiamare "italiana") è tra le più vaste dell'intero globo. Oltretutto, è anche la più bella in assoluto, checché ne dicano quei froci dei Francesi.

[modifica] Origini

Le origini letterarie italiane vanno ricercate in uno spiritoso indovinello inciso in un bagno pubblico di Napoli il ventisei settembre del 1234 a.C., che segna il passaggio dall'uso del latino all'uso dell'italiano:

omnia move et omnia puote,
la fulva porta verticale.
 Chi la vole asta percuote
com'io che piscio all'orinale.
Orsu, avventor di tali lidi
la sai, o compri una vocale?

Scritta secondo alcuni dal famoso filosofo (più comunemente detto spaccamaroni) Mike Bongiorno, è il primo esempio di composizione in lingua italiana. Ben presto seguirono altre composizioni simili, come il famoso epitaffio di Verona che annuncia con enfasi la fine dei lavori pubblici per la liberazione del fiume Adige da Platinette che vi si era incastrata prosciugandone il corso. La prima opera poetica scritta in vulgare fu sicuramente il "Cazzoniere" di Francesco Pietrarsa, di cui citiamo una parte:

Ed ella rise a me con gran risata,
ma quando l'ebbe visto ergersi fiero
di primo assai stupita, poi interessata
capì che trai bastoni era primiero.

Comprese alfine il vero, e detto fatto,
si mise in terra come un bel cavallo
e prima che capisse a cos'ero atto
le misi nel suo culo il mio bel fallo.

Nello stesso periodo Giovanni Boccaccia scrissela sua opera Il De Camerone in cui sette ragazze e tre ragazzi per ammazzare il tempo si descrivono le loro camere arredate con mobili ikea.

[modifica] Diffusione

La letteratura Italiana (o Itagliana, secondo la traduzione Truzza) ebbe maggior diffusione a Firenze e nel meridione, mentre nel resto d'Italia si parlava ancora dialetti africani appena appena più evoluti dei gerghi fanciulleschi. Soprattuto Firenze, famosa per i suoi bordelli, divenne la culla della letteratura italica; es i più grandi esponenti delle lettere Italiane ebbero i loro natali proprio in questa città, da Dante Alighieri a Tonio Cartonio.

Le maggiori opere le si ebbero durante il XV secolo, grazie soprattutto a quel pazzoide di Torquato Tasso (o Puzzola, fa lo stesso) e Matteo Maria Boiardo (inventore del famoso motto "Boia chi molla"). Grandi pensatori del sud diedero alla luce opere indimenticabili, da De altrium cogliones roptura di Gigi Marzullo al Un giorno a Napoli di Gigi d'Alessio, che fu anche prolifico cantante prima di uscire fuori di senno appresso alla Tatangelo.

[modifica] Stili più diffusi

Durante il periodo che va dal XV al XVII secolo, indiscutibilmente il periodo più prolifico per i letterati italiani, ci si ispirò principalmente a due filoni letterari:

  • La scuola di Palermo uscita est caratterizzato da un continuo evocare empirico del sesso in soggetti complessati;
  • Il dolce Stil culeo sicuramente più diffuso, in cui un linguaggio aulico si univa al messaggio semiserio e dissacrante. Artisti di spicco di tale movimento furono Dante Alighieri, Giovanni Boccacciamiaperchénontestaizitta e Luca Laurenti, di cui ricordiamo L'ombra di San Paolo e La bavosa liberata.

Ben presto anche i poeti stranieri cominciarono a studiare l'alfabeto e a capire che se riuscivano a sforzarsi abbastanza potevano inventare storielle piacevoli. Tuttavia la letteratura italiana continuò a surclassare quelle straniere, mentre le più grandi menti della penisola sfornavano versi e sonetti a iosa. Vanno ricordati i due illustri poeti calabresi Primo Tacente e Bonifacio Maipentito, famosi per le loro poesi futuristiche che già prevedevano un ampio uso della parola fine a sé stessa, senza badare al concetto concreto da esprimere. Un esempio lampante sono i versi composti da Tacente:

 Nulla seppi mai e nulla saccio,
 nè nulla mai saprò, perciò non rompere il sasiccio!

.

Ancora oggi lasciano trasparire tutta la drammaticità espressiva e la modernità linguistica. Tale poetica si diffuse in maniera impressionante nella vicina Sicilia, per poi espandersi a macchia d'olio in tutto il meridione. A Genova invece andava formandosi una scuola letteraria di ampio respiro e dal braccino corto. Opera simbolo del movimento fu De usque a ossum Risparmiando, manuale scritto secondo alcuni da Zio Paperone e ancora oggi diffusissimo tra i Liguri.

[modifica] Illuminismo

Durante il secolo dei lumi si capì che non era vero che il diavolo aveva le corna (infondo non era mica sposato, quindi non si capisce chi mai avrebbe potuto mettergliele) e che altre verità millantate dalla Chiesa in realtà erano delle emerite cazzate, buone per i truzzi ma non per gente con un po' di cervello. Così, mentre in Francia il gatto Diderot, quello de La Gabbianella e il gatto, iniziava a scrivere una enciclopedia del sapere universale, lavoro che si rivelò oltremodo lungo per un tizio privo di pollici, in Italia ci si cominciò a interrogare sul se fosse giusto o meno fare l'amore al secondo appuntamento. Su tale controversia si espresse il famoso poeta Giacomo Leopardato, un esperto di moda e tendenze affetto da una rara malattia definita "Ricchionismo cronico". Nel suo Zibaldone egli afferma:

Il tutto sta a capire se ella vole; se durante passeggiate troppo spesso le cade il fazzoletto, al che ella si china come capra in calore, è ovvio che il secondo appello alle ore notturne è palese e corrisposto, ed ella anela al cazzo come me!

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