La casa dalle finestre che ridono

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Casa dalle finestre che ridono.jpg

La sorridente casa sogno di ogni bambino.

Quote rosso1.png Ah ah ah ah ah ah! Quote rosso2.png

~ Una delle finestre che ridono
Quote rosso1.png Se ne vada! Quote rosso2.png

~ Una delle sorelle del Legnani rivolgendosi ai testimoni di Geova
Quote rosso1.png Se credete di farmi paura con questi scherzi telefonici siete fuori strada! Quote rosso2.png

~ Lino Capolicchio mentre si cambia i calzoni fradici di piscio
Quote rosso1.png Senza Lidio dovrò servire messa da sola Quote rosso2.png

~ Il prete del film scopre di essere ricchione
Quote rosso1.png Sto morendo, sto morendo!! Quote rosso2.png

~ Il Legnani mentre gli schiacciano un brufolo sulla schiena
Quote rosso1.png Pulirsi dentro... Purificarsi... via, via... via tutto... La purezza... Quote rosso2.png

~ Il Legnani seduto sul water mentre prova il suo nuovo registratore a filo


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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente un articolo in proposito. La casa dalle finestre che ridono

La casa dalle finestre che ridono (conosciuto anche con il titolo La stamberga dai pannelli allegri) è un film horror per bambini del regista Pupi Avati.
Originariamente il film doveva essere diretto da Dario Argento, ma il regista era già impegnato sul set di Quattro funerali e un'autopsia e così dovette rifiutare.

[modifica] Trama

[modifica] Inizio del film

Il film inizia con una scena che mostra un tizio tutto nudo che viene pugnalato fino alla morte. Fine.

Questa è l'unica scena paurosa presente in questo film, per il resto vedrete soltanto scene di suspense, di sesso e un idiota con crisi d'identità.

[modifica] Un restauratore padano in un paese terrone (no, non è un reality show)

La scena si sposta in un inquinatissimo e puzzolentissimo idilliaco e bellissimo paesaggio della Terronia. Un battello sta trasportando alcune persone: fra di loro c'è Stefano, un restauratore padano vestito talmente bene che tutti lo scambiano per un testimone di Geova.

Stefano sbarca dal battello, mette il primo piede a terra e subito pesta una merda di cane: il primo infausto presagio non tarda a manifestarsi. Stefano ne è già impaurito.

Dopo la cacca di benvenuto, gli onori di casa glieli fa il sindaco del paese, un tizio talmente basso che a confronto Warwick Davis sembra un cestista dei Lakers. Insieme a lui c'è Coppola, il tassista del paese, famoso per aver soffiato a Boris Yeltsin il Guinness dei Primati per il maggior tasso alcolemico già dalle sette del mattino. Stefano sale sul taxi e il sindaco comincia a fargli una proposta.

- Sindaco: “Stefano, ti ho convocato nel nostro piccolo paesino per un'offerta: dovrai restaurare un'affresco della nostra chiesa
- Stefano: “Mitico! E mi pagherete per questo?”
- Sindaco: “No.”
- Stefano: “Ma c' cazz'...!”
- Sindaco: “Coppola, stai guidando ubriaco?!”
- Coppola: “N-n-no, s-s-scignor sindaco, s-s-s-sono perfet-t-t-tamente sobrio... stonf! (Coppola sviene sul volante)”

Il taxi va a sbattere contro un albero ma fortunatamente non ci sono vittime, a parte il fegato di Coppola.

[modifica] L'affresco della chiesa e Stefano abbatte, letteralmente, la quarta parete

Il nostro amico Stefano si reca subito in chiesa, dove lo aspetta nientepopodimeno che il prete, il quale gli mostra l'affresco da restaurare, che rappresenta il martirio di San Sebastiano, crivellato di frecce da Robin Hood. Stefano, vedendo l'espressione di dolore del santo, commenta:

- Stefano: “Ma che è 'sta merda? Chi l'ha dipinta?”
- Prete: “Buono Legnani, un pittore del nostro paese morto suicida trent'anni fa. Lo soprannominavamo "Il pittore delle agonie"”
- Stefano: “Soffriva di calcoli renali?”
- Prete: “No, cretino, dipingeva la gente che stava per morire!”

Detto questo Stefano comincia il suo lavoro, ma all'improvviso vede un tizio che corre avanti e indietro agitando le braccia per tutto il corridorio della chiesa. Così Stefano chiede alla regia:

- Stefano: “Scusate, regia, ma chi è costui?”
- Regia: “È Lidio, lo scemo del paese”
- Stefano: “Ah, e perché sta facendo quella cosa?”
- Regia: “Ha un'altra delle sue crisi d'identità. Adesso crede di essere un piccione.”
- Stefano: “Ah!”

[modifica] Stefano, la strana telefonata e i paesani

Affresco casa dalle finestre che ridono.jpg

L'allegro affresco della chiesa.

Dopo aver esaminato l'affresco che doveva restaurare e dopo essere sfuggito allo scemo del paese che si crede di essere un piccione, Stefano decide di affittare una camera d'albergo. Appena entrato, il restauratore riceve una strana telefonata:

- Stefano: “Pronto?”
- Voce: “Sette giorni... fra sette giorni morirai...”
- Stefano: “Ma chi parla?”
- Voce: “Ops! Scusi, ho sbagliato film...!”

Stefano riattacca. Ma il telefono suona ancora:

- Stefano: “Pronto?”
- Voce: “Se ne vada! Non tocchi quel quadro!”
- Stefano: “Pronto? Ma cosa volete?”
- Voce: “Non ha capito? Ho detto di andarsene!”
- Stefano: “Me lo paghi tu il biglietto del treno?”
- Voce: “Eccheccazz...! E va bene, razza di pidocchio!”

La voce riattacca e Stefano rimane molto confuso, talmente confuso che va a sbattere contro tre pali della luce.

Poi decide di andare a mangiare in una classica trattoria terrona chiamata "Trattoria Poppi", dal nome del tizio con il nome più stupido del mondo che costruì la trattoria. Comunque, appena arrivato, Stefano incontra il suo amico Antonio Mazza. I due amiconi cominciano a parlare di stupidaggini, ma quando Stefano comincia a parlare dell'affresco, ad Antonio Mazza gli viene uno "stupone" e sviene.

Dopo mangiato, Stefano va a far visita alla sua vicina di camera, che non è altri che la maestra dell'unico asilo del paese. La donna comincia a sedurre il giovane restauratore ma quest'ultimo, stranamente, non è stupido e sa che quella che ha davanti a lui è una vecchia racchia, e quindi se ne va dopo aver letteralmente steso la maestra con un cartone.

[modifica] Si comincia il lavoro

Il giorno dopo, Stefano e il suo inseparabile amico Antonio Mazza cominciano ad analizzare accuratamente con metodi scientifici che nessuno può capire i frammenti dell'affresco, finché non arriva nientepopodimeno che il sindaco, che ordina a Stefano di andare a restaurare l'affresco.

Appena arrivato in chiesa, il restauratore comincia il suo lavoro, aiutato da uno degli aiutanti migliori che gli abbiano mai dato: Lidio, lo scemo del paese. Mentre Stefano lavora e Lidio bighellona, il restauratore dice allo scemo che aveva recentemente ricevuto strane telefonate, ma Lidio è troppo occupato a prendersi a padellate in testa da solo per ascoltare Stefano.

Dopo un po' Stefano va a mangiare nuovamente in trattoria, però stavolta entra anche Coppola ubriaco che canta Barbie Girl e viene subito arrestato dalla polizia. Dopo questo stupido e insignificante episodio, il proprietario della trattoria invita il giovane Stefano a casa sua, dove mostra la sua collezione di quadri del Legnani, e Stefano rimane affascinato dalla bravura del pittore.

[modifica] La misteriosa morte di Antonio Mazza

Improvvisamente squilla il telefono, Stefano va a rispondere e sente che dall'altro capo del filo c'è il suo buffo amico Antonio Mazza, che era molto preoccupato e ordina al restauratore di raggiungerlo a casa sua.

Quella notte Stefano si avvia verso la casa del suo amico e dopo essere arrivato davanti all'abitazione, vede con orrore che il suo amico si è buttato dal balcone dell'ultimo piano, ma vede anche che c'era l'ombra di qualcuno dentro l'abitazione. Arriva la polizia e Stefano chiede al maresciallo:

- Stefano: “Senta, maresciallo, ho visto Antonio che si era buttato dalla finestra di casa sua! Secondo lei qual è la ragione?”
- Maresciallo: “Le ipotesi sono due: o in quel momento Antonio credeva di volare, oppure si è suicidato”
- Stefano: “Maresciallo, a parte che il mio amico non è imbecille come Lidio”
- Lidio: “Ehi!!!”
- Stefano: “...comunque ho visto un'ombra spingere Antonio fuori dalla finestra.”

Il maresciallo fa finta di credere alle parole del giovane restauratore e se ne torna a casa.

Il mattino dopo Stefano ritorna in albergo, dove squilla nuovamente il telefono e dall'altra parte del filo c'era nientepopodimeno che la solita voce catarrale della rompicoglioni che gli dice di andarsene e di non toccare quell'affresco, ma stavolta Stefano la riempie di bestemmie e poi riattacca. Dopo la telefonata, la proprietaria dell'albergo dice a Stefano di trovare un altro alloggio perché l'albergo è stato prenotato per un meeting sulla proctologia dal titolo "Esploriamo il culo umano". Stefano accetta, ma da quel giorno cominciò a maledire tutti i proctologi.

[modifica] La nuova casa di Stefano

Il giorno dopo Stefano e Lidio girano in bicicletta per le campagne del paese cantando allegramente Sotto questo sole, in cerca di una nuova casa per Stefano. Sfortunatamente il restauratore non si accorse di quanto lui e Lidio apparissero cretini in quel momento. Mentre l'intonatissimo duo canoro astava attraversano la campagna, Stefano vede in lontananza

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