L'Unità

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Pagina web dell'Unità manipolata.jpg

La celebre sobrietà delle prime pagine dell'Unità, mai sensazionalistiche.

Quote rosso1.png Le streghe sono delle sporche fasciste. E il Governo non fa niente per dargli la caccia. Quote rosso2.png

~ Classico titolo di apertura dell'Unità.
Comunista 1 : Quote rosso1.png Oggi fa veramente freddo. Quote rosso2.png
Comunista 2 : Quote rosso1.png Ti stai sbagliando, è caldo. Devi ravvederti compagno. Quote rosso2.png
Comunista 1 : Quote rosso1.png Ma se sta nevicando! Quote rosso2.png
Comunista 2 : Quote rosso1.png Non importa, è caldo! La pagina meteo sull'Unità dice che oggi fa caldo, quindi... Quote rosso2.png

L'Unità è stato un quotidiano che trattava della verità assoluta del popolo unito, al pari dei Vangeli o del Corano, ma con più dogmi religiosi. Esso veniva stampato su carta dura a grana grossa, in modo che potesse essere arrotolato e usato come arma contundente durante gli scontri con la polizia. Questo è stato il suo uso principale da parte degli abbonati, ma L'Unità poteva essere anche letto.

L'Unità è stato di proprietà del Partito Democratico, però non è mai stato il giornale ufficiale del partito (infatti quest'ultimo era l'Europa, giornale pacato e ricco di approfondimenti politici talmente sottili, ma così sottili, che nessuno è mai riescito a vederli. Letteralmente. Nessuno ha mai visto l'Europa in edicola).

L'Unità non è stato solo un pezzo di carta, ma anche un grande collettivo di lavoratrici e di lavoratori di sinistra, alcuni dei quali lavoravano per davvero. Prima della chiusura l'Unità è stato il giornale della sinistra più letto, arrivando a una tiratura di quattro copie, che scesero a due dopo la decisione di allegare in omaggio i film esistenzialisti di Michelangelo Antonioni, provocando l'alienazione catatonica irreversibile della metà degli abbonati.

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Articolo della Settimana
dal 23 marzo 2015 al 30 marzo 2015.

[modifica] La storia e la lotta sindacale

[modifica] Fondazione

L'Unità l'inaugurazione dell'autostrada A1 1964.jpg

Sempre l'Unità si è battuta per il primo diritto di ogni popolo avanzato: la non costruzione delle strade.

Il primo numero dell'Unità uscì all'inizio del Creato, pubblicato nelle migliori edicole del Giardino dell'Eden. Il quotidiano esordì con una prima e diretta denuncia del potere fascista:

Quote rosso1.png Compagni, è arrivato il tempo della riscossa proletaria. Questo prepotente che vi opprime non si salverà con le minacce d'inferno e di distruzione, il popolo non si deve lasciare intimidire. Costui vuole tenervi lontano dall'albero dell'Eden, perché vuole tenersi tutto il potere e la ricchezza per lui; mentre voi dovete obbedirgli, come degli schiavi. Non è altro che un tiranno ossessionato dal possesso. Ribellatevi al padrone! Quote rosso2.png

~ L'Unità su Padre Eterno.

La conseguente furia divina portò L'Unità a essere censurato per circa quattro ere cosmiche, nonostante molte edizioni abbiano continuato a essere stampate clandestinamente. Gli archeologi di Voyager hanno rinvenuto tavolette di creta dell'Unità diffuse durante la rivolta degli schiavi di Spartaco.

[modifica] L'infanzia traumatica

Nel 1924 L'Unità apre ufficialmente i battenti, in quanto i tempi per la libertà di stampa sono propizi (Mussolini ha da poco vinto le elezioni, cosa potrà mai accadere). Il quotidiano si rivolge a un pubblico operaio o contadino, apparentemente senza sapere che all'epoca gli operai e i contadini erano per lo più analfabeti. Però potevano vedere le figure, piene di paradisi operai, socialismi reali e maiali volanti. Tanto bastò per vendere le prime copie nelle librerie specializzate in fantascienza. Ma fu solo un successo momentaneo, infatti dopo ben tre anni di approfondite analisi dei testi pubblicati, riletture al contrario, esorcismi e analisi spettroscopiche, il regime fascista si convinse che quel giornale era posseduto da un diavolo comunista. Fu messo così al rogo assieme ai fumetti dei Puffi (altri noti diavoletti comunisti).

[modifica] Gli anni rossi

Prima pagina dell'Unità morte di stalin.jpg

Un'altra pacata apertura di giornale.

Durante la prima repubblica L'Unità risorse come voce del popolo e strumento di partito, o forse era come voce di partito e strumento del popolo. Comunque in entrambi i casi per popolo si intende il partito.

L'Unità inizierà a sfornare a pieno regime (comunista) titoli in prima pagina che faranno la storia della lotta di classe, tra cui:

  • Piove, governo ladro! Annunciata mobilitazione sindacale contro il maltempo e i suoi sporchi complici.
  • La RDT completa il Muro di Berlino, la grande barriera antifascista. Trionfo proletario.
  • Il dollaro precipita al minimo storico. Dall'America in ginocchio, Kennedy si mostra aperto al cambiamento: pronto ad arrendersi a Cuba.
  • La testimonianza di un metalmeccanico: le Brigate Rosse non ci rappresentano più, ormai sono diventate di destra.
  • Michail Gorbačëv: caduta la maschera, è sempre stato un agente della CIA.

[modifica] Il declino

Alla fine degli anni '80 Silvio Berlusconi inventò la televisione spazzatura. Da quel momento in poi i comunisti non avranno più bisogno di comprare L'Unità per vedere paradisi operai e maiali volanti, avendo a disposizione in technicolor la famiglia del mulino bianco e Striscia la Notizia. Rapidamente tutti i comunisti si iscrissero in Forza Italia e si abbonarono a vita a Il Giornale. Altri più nostalgici del passato fondarono i DS, poi PD, ma era solo una facciata. Tutti guardavano Amici di Maria de Filippi ugualmente. L'Unità passò da 4 milioni di copie vendute a 40.000, ma solo perché rifilate in allegato alla pubblicità porta a porta della COOP.

Tuttavia nonostante il tracollo nessun lavoratore venne licenziato, e L'Unità continuò a dare un posto fisso allo stesso numero di stenografi, dattilografi e riparatori di macchine da scrivere fino a oggi. Tanto li paga Pantalone.

[modifica] Temi trattati

L'Unità ha offerto molto spazio a esponenti sindacali, e viceversa, molti esponenti sindacali hanno spesso indetto scioperi a caso, così da aiutare l'Unità a pubblicare buoni scoop. L'Unità del resto era nota per essere un giornale propositivo, aperto al dialogo e accomodante con il governo. Tra i temi di approfondimento giornalistico più costruttivi hanno trovato posto articoli famosi quali No! Senza se e senza ma, e la celebre lettera aperta No, ma anche No!, per arrivare a No TAV, No VAT, No CAV e No VAC; come dimenticare l'editoriale Noooooooooooooo sulle riforme del governo, con l'approfondimento del direttore Io dico No al dire sempre No!; L'Unità conteneva anche una rubrica Noi del No, un oroscopo Nel segno del No, una pagina di cronaca rosa Il triangolo No! e una di sport La Lazio No.

[modifica] L'Unità e la lotta sindacale oggi

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