Kurt Gödel

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Quote rosso1.png Un grande, è quello di Grosso guaio a Chinatown, no?... Quote rosso2.png

~ Kurt Angle pensando che si tratti di Kurt Russel
Quote rosso1.png Mia mamma mi ha chiamato Kurt in suo onore... Quote rosso2.png

~ Kurt Cobain, noto filosofo pazzo suicida, e cantante nei tempi morti
Kurt Gödel nel suo periodo hipster.
Quote rosso1.png Sì, era un artista, filosofo, genio, pazzo, depresso, paranoico, romantico, anticonformista. Ho fatto sesso selvaggio con il suo cadavere ed ero innamorata perdutamente di lui... Quote rosso2.png

~ Courtney Love riferendosi effettivamente a Kurt Gödel
Quote rosso1.png Ho dimostrato un teorema per cui non esistono liste esaustive. Quote rosso2.png

~ Kurt Gödel sul modo di imbucarsi alle feste

Kurt Gödel (Brno, Cechia, probabilmente all'inizio del 1900, ma Roberto Giacobbo ha prove inconfutabili che sia nato anche nel 4365 d.C. e che sia cugino di John Titor - Princeton, USA, 1978, e questo è sicuro) è stato un logico matematico e filosofo pazzo come un cavallo, di varie nazionalità, incluse quella Austriaca, Krukka, e Statunitense.


[modifica] Infanzia e pubertà

Il giovane Kurt, soprannominato "Herr Warum" (Arvaro) dagli amici, vestiva abbigliamento nerd, occhiali in celluloide e cravatte improbabili. Si racconta che l'artista anglobelga Peyo - durante le sedute di Peyote con gli amici - si sia ispirato a lui nell'ideare Puffo Quattrocchi. In realtà il giovane Kurt era il primo hipster della storia ma nessuno riusciva a capirlo. Per questo si avvicinò alla matematica: voleva dimostrare che il suo stile avrebbe avuto successo. Purtroppo la sua tesi di dottorato "Kleidung aus der Mode ist cool und bringt Fotze" ("Vestire fuori moda fa fico e porta fica") non ebbe molto successo.

Oltre ad aver introdotto la moda hipster Kurt Gödel è conosciuto per la sua amicizia non-omosessuale con Albert Einstein, e per il rapporto conflittuale tra il suo corpo e la sua mente.

[modifica] La sommessa produzione scientifica

In maniera minore, fu anche notabile nel 1931 per aver dimostrato i teoremi più importanti (ma non secondo lui, vedi seguito) della matematica: i teoremi di incompletezza (chiamati così in onore dei suoi due figli gemelli eterozigoti Eugene e Samantha, avuti da una mignotta calabrese di nome Calogera Incompletezza). Il risultato fondamentale delle dimostrazioni di Gödel può essere semplicemente riassunto in:

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«Se un sistema assiomatico può dimostrare la sua stessa coerenza, allora esso deve essere incoerente.»

Erroneamente si crede che i teoremi di incompletezza abbiano distrutto la fede nella matematica, ma invece tutti i matematici concordano che basta ignorarli per non avere problemi. Inoltre, Marianna Wikipedia, figlia di Jimbo Wales, sostiene che:

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«In linea di principio i teoremi di Gödel lasciano ancora qualche speranza: potrebbe essere possibile creare un algoritmo generale che determina, per un dato enunciato, se esso sia indecidibile oppure no, permettendo in questo modo ai matematici di evitare del tutto le proposizioni indecidibili. Comunque, la risposta negativa data all'Entscheidungsproblem mostra che tale algoritmo non può esistere.»
Quale sia la speranza quindi, a parte quella di capire perché Marianna faccia la sborona con la parola Entscheidungsproblem (che significa semplicemente problema della decisione) non si capisce, dato che fu quel culattone di Alan Turing a dare una risposta negativa al problema: Turing disse "no" e poi si fece inculare da un negro prima di essere arrestato (a quei tempi infatti era illegale essere froci) dalla polizia dopo una forsennata fuga in macchina.

[modifica] La vita

Ritornando alla vita di Gödel, dopo questa breve digressione sulla sua minore produzione scientifica, ricordiamo che egli fu amico intimo di John von Neumann (l'inventore delle sonde autoreplicanti Borg e di un metodo matematico alla Rain Man per vincere al Blackjack) e che i due si sfondarono di brutto con superalcolici e prostitute all'Università di Princeton, giocando come dannati d'azzardo nei casinò indiani. Nel 1938 sposò una MILF di sei anni più vecchia di lui, Adele Porkert, famosa ballerina austriaca (e una gran porcona), che gli fu accanto sino alla morte.

Si dice che Gödel ce l'avesse con gli emo, in particolare uno di nome Adolf, e con i dittatori pazzi sanguinari in generale. Un giorno trovò un errore logico nella costituzione americana che avrebbe permesso la trasformazione degli USA in una tirannia tipo quella nazista e prontamente preparò un'accurata trattazione sulla cosa. L'amico Einstein e l'economista Oskar Morgenstern, sotto pressione dell'Office of Strategic Services (ossia la vecchia CIA), riuscirono a convincerlo a distruggere il documento, dicendogli che Dio in persona glielo aveva chiesto per il bene dell'umanità e che lo spirito di George Washington, evocato durante una seduta spiritica assieme al generale Mardonio e a Poppea, era rimasto infastidito da tale dichiarazione.

Gödel nutriva una profonda fede cattolica. Nel 1970 raggiunse il risultato scientifico più importante della sua carriera: il teorema dell'esistenza di Dio, basato sull'ultrafiltro. Tuttavia il teorema non venne divulgato se non postumo. Piergiorgio Odifreddi sostiene che tale teorema è errato, ma per rispetto nei confronti di Gödel ha pubblicato codesto lavoro nel 2006, sotto il nome "La prova matematica dell’esistenza di Dio".

Kurt mostra ai fan la nuova capigliatura a strisce.
Kurt Gödel (al centro, con le lenti a contatto e la cravatta) al leggendario rave catto-burlesque-hipster con sua moglie Adele appena rifatta da Roy De Vita (a sinistra) ed Eugene (quell'altra), uno dei figli avuti fuori dal matrimonio.

Durante la sua permanenza negli USA, Kurt brevettò la capigliatura a strisce ed il rave party.

Per punire Isacco Asimov, che aveva un look molto più alternativo di lui (dato che Gödel era piuttosto glabro e non riusciva a farsi crescere i basettoni mammuth), aggiunse la postilla "se un robot supera il test di Turing non è un robot" alle leggi della robotica. Questo permetterà nel futuro ai Terminator di sterminare gli umani.

Quando il figlioccio Eugene, diventato travello, si fidanzò con Alan Turing, per festeggiare l'evento Kurt selezionò una cerchia ristretta di sconosciuti. Invitò un numero intero di esseri più o meno viventi pari al più piccolo intero che non può essere descritto con meno di sessantanove sillabe, ma alla fine arrivarono in duecentodiciassei inclusi gli imbucati. La festa, un rave catto-burlesque-hipster in un'ubicazione segreta, venne celebrata il giorno di Pasqua. Fu così estrema da costare la vita a tre agnelli sacrificali, 42 robot, due Isaac Asimov, ed al barbiere di Princeton (che aveva deciso di suicidarsi comunque, dato che per contratto faceva la barba a tutti quelli che non se la facevano da soli e gli era stato chiesto di radersi per l'occasione).

A parte gli eventi mondani, Kurt Gödel era un tipo schivo e bipolare. Considerava gli studenti di materie umanistiche allo stesso livello evolutivo degli scimpanzé (che lui mangiava). A parte le ballerine, le mignotte, gli indiani ubriachi ed i suoi amici cervelloni, tutti gli altri esseri viventi per lui erano inutili. Dio ha confessato di aver ritardato l'introduzione del corso di laurea in scienze della comunicazione per non far schiattare Gödel in anticipo con l'esplosione della bile e permettergli di ultimare la Sua dimostrazione. Einstein raccontò al citofono ai Testimoni di Geova che, se qualcuno telefonava a Kurt per combinare un incontro, Gödel fissava subito un appuntamento nei minimi dettagli, non presentandosi poi mai nel luogo e all'ora concordati. Quando una volta gli fu chiesto perché - se non aveva intenzione di incontrarsi con le persone - prendeva accordi così precisi, rispose che questo procedimento era l'unico che gli garantisse di non incontrarle di sicuro. Ma purtroppo non riuscì ad evitare un'intervista con Maurizio Costanzo e da quel giorno le condizioni di Gödel divennero critiche.

[modifica] Gli ultimi anni

La parte finale della vita di Gödel fu molto noiosa, anche per lui. Difatti egli era ipocondriaco e non trovava più dottori disposti ad assecondarlo. Essendo inoltre paranoico, ad un certo punto si convinse che qualcuno stava tentando di avvelenarlo e si rifiutava di ingerire qualsiasi cosa che non fosse stata prima assaggiata dalla moglie. Quando poi realizzò che anche sua moglie poteva essere un'assassina avvelenatrice, smise di mangiare e spirò al tenero peso di trentacinque chili.

[modifica] Demolizione dell'ultrafiltro

La disprova dell'esistenza di Dio ad opera di Odifreddi ancora è oggetto di accanito dibattito da parte di logici matematici e filosofi, perché è delirante tanto quanto la tesi di Kurt basata sull'ultrafiltro. In sostanza, sembra che Odifreddi non sia riuscito a smontare del tutto la prova ontologica ultrafiltrica, ma solo a dimostrare che:

  1. in realtà la dimostrazione si basa su un assioma molto forte, del tipo "Dio esiste" e la conclusione che ne segue è anologica;
  2. la dimostrazione dell'esistenza di Dio è anomorfica alla dimostrazione dell'esistenza dei dittatori;
  3. Dio esisterebbe solo all'interno dell'universo, quindi la trascendenza si fotte;
  4. si può dimostrare anche l'esistenza di vari dei (compresi Odino, Zeus, ed il Mostro degli Spaghetti Volante);
  5. Dio ed Adolf Hitler sono la stessa persona.

L'ultimo punto tende a generare deformazioni spazio temporali anche solo pronunciandolo (la stabilità di questa pagina infatti non è sempre garantita, anche se usiamo uno stabilizzatore olistico preso in prestito da Dirk Gently). Inoltre fa uscire vomito nero dalle orecchie.

L'unico filosofo logico pazzo ad oggi in vita che potrebbe essere in grado di dipanare la questione è Jean-Yves Girard, inventore della ludica (altresì chiamata logica d'azzardo) e dell'orologio a mostarda (che è in grado di fornire mostarda in quantità desiderata ed ha una precisione di +/- 30 secondi, mentre in assenza di mostarda è preciso quanto un orologio normale). Sotto tortura da parte di Maria de Filippi ha dichiarato: "Ça va être le bordel de merde" (So' cazzi).

[modifica] Bibliografia

  • "La prova matematica dell’esistenza di Dio", dove Gödel dimostra il seguente enunciato: "Le caratteristiche positive formano un ultrafiltro principale". L'esistenza di Dio ne discende come logica conseguenza. Il fatto che Dio, così dimostrato, sia un ultrafiltro, solleva tuttavia delle inquietanti domande...
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