Korn (album)

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La copertina dell'album. Raffigurati i KoЯn che rapiscono una bambina

KoЯn è il primo album dei KoЯn; il titolo dimostra quanta fantasia creativa la band possieda. Fu rilasciato, dal carcere in cui era imprigonato, nel 1994.

[modifica] Cenni

L'album è ritenuto il primo passo di un percorso concettuale che caratterizzerà tutta la produzione dei KoЯn. In copertina infatti possiamo osservare come una bambina stia per essere rapita. Ne capiremo poi tutta la storia con gli altri album.

[modifica] Le canzoni

  1. Blind: canzone nata dopo che Jonathan Davis aveva sbattuto l'alluce perché si era dimenticato di accendere la luce.
  2. Balla Lingua: canzone scritta dopo un'orgia in cui le lingue facevano un po' quello che volevano
  3. Devo: non si sa ancora cosa si debba fare, la canzone non è altro che un farfugliamento incomprensibile. Si ipotizza che sia un messaggio in ultrasuoni per incitare gli animali domestici alla ribellione.
  4. Pagliaccio: famossisima canzone[citazione necessaria] scritta da Jonathan Davis per vendicarsi su alcuni clown che lo prendevano in giro alla scuola per pagliacci.
  5. Divino: forse il titolo originale era: Di vino, poiché la canzone contiene un esplicito elogio dell'alcol come Dio.
  6. Frocione: canzone commissionata dagli organizzatori del Gay pride, in cui i KoЯn prendono con vigore le distanza dal mondo etero.
  7. Spari e Scale: canzone priva di alcun senso, inizia con le cornamuse e poi continua con canzonacce popolari e ninna nanne per bambini. Si suppone sia stata scritta dalla bambina rapita di cui sopra.
  8. Prevedibile: canzone scritta dopo che Davis fu lasciato dalla sua ragazza[citazione necessaria].
  9. Fake: dedicata a tutti i troll e ai fake che rompevano le balle alla band.
  10. Bugie: canzone riguardante l'inchiesta scaturita dal rapimento. Gli inquirenti stavano giusto investigando sui KoЯn. La canzone li convinse a lasciarli perdere.
  11. L'elmetto di Bush: dedicata alle idiozie in Iraq di Bush padre, ma adattabile anche a Bush figlio.
  12. Papi: pezzo forte dell'album, 14 minuti di pianto ininterrotto.

[modifica] Formazione

  • Jonathan Davis: pianti e scatarramenti (spesso contemporanei)
  • Brian "Testa" Welch: picchiare i bambini con le chitarre
  • James "Scimmia" Shaffer: picchiare i bambini con la chitarra più forte
  • Reginaldo "Campetto" Arvizu: suonare il basso che più basso non si può
  • David Silveria: pestare i piedi per avere un gelato
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