Jules Verne

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L'autoritratto che Giulio fece a scuola per i suoi settordici anni di età.

Jules Francoise Verme (spesso italianizzato in Giulio Francesca Verme), noto interista, nacque una notte in un campo di golf e morì come molti un pomeriggio di primavera di qualche anno fa. Fu un grande autore di romanzi di fantascienza, di fantacalcio e di religione (fantasia per definizione) ed è considerato al pari di Dante nelle migliori scuole ugandesi.


Indice

[modifica] Vita

Per via del lavoro del padre, famoso portiere di calcio noto col nome di Marcel Marceau, il giovane Verme trascorse la sua infanzia nelle giovanili del PSG, giocando ben pochi minuti in tutta la stagione. Per tutto il tempo in cui si ritrovò in tribuna scoprì l'amore per la scrittura (nel senso che imparò a scrivere proprio a 11 anni). Ben presto abbandonò la capitale: in una notte passata alla storia come la notte dei cristalli diede fuoco al campo di gioco e scappò con l'incasso della partita della sera precedente (PSG 0-150 Holly&Benji): si stabilì a Amiens, città di pescatori che da generazioni accoglieva ogni Verme. Lì si sposò con una sconosciuta in grado di mantenerlo economicamente in cambio di occasionali prestazioni sessuali, fatto che gli permise di cazzeggiare per il resto della sua vita. Nel corso della sua carriera infatti pubblicò più di ottantasedici tra romanzi, fumetti, sceneggiature teatrali e lettere ricattatorie, con le quali si arricchì ulteriormente.

[modifica] Stile, tematiche eccetera

Si parla spesso di Verme come anticipatore dei più moderni romanzi di fantascienza. E in effetti nei decenni successivi alla sua morte (fanculo ai diritti d'autore) un'installazione governativa supersegreta americana trasse spunto da quei deliri da alcolista per costruire potenti cyborg con cui tra un paio d'anni conquisterà il mondo. Ancora a proposito di questo, recentemente un suo pronipote, tale Lombert Ricodeme Verme, avrebbe trovato un manoscritto del famoso avo in cui viene usata la parola Enterprise per dare il nome all'astronave con cui tutti i comunisti sarebbero stati spediti sul Sole nel lontano 2011.

Un aspetto negativo della prolificità di Verme fu il suo costante tentativo di plagiare altre opere e di creare le sue avventure sulla base di fatti storici (nel gergo degli scrittori "Fantasia zero").

Si pensi alle molteplici somiglianze tra Cristoforo Colombo e il capitano Nemo, tra Michele Strogoff e Roman Abramovich e tra me e Rocco Siffredi.

[modifica] Morte

Come detto, morì di infarto causato da un attacco di cuore, a sua volta dovuto da un ictus. Quello che ancora non è stato detto è che Giulio non aveva pagato il biglietto: morì infatti non all'ultimo minuto di partita, ma a metà del primo tempo, sorpreso da uno steward a occupare abusivamente il posto di un altro. Il medico legale che eseguì l'autopsia trovò all'interno del suo corpo svariati metri di stelle filanti, un coniglio ancora vivo, 10 euro, una racchetta da tennis, una quattro di picche, un phon e il peluche che quello stesso medico aveva perso da piccolo.

[modifica] Interessi alternativi

Oltre alla fantascienza, Verme si occupò di zoofilia, di geografia, di ricettari di cucina cinese e di guide turistiche cambogiane.

[modifica] Precursore della fantascienza (seconda parte)

Interessato quant'altro mai a nuove, più mirabolanti avventure, Jules Verne tentò varie e difformi strade come scrittore. Dopo il tenue insuccesso della commedia erotica Le paglie rotte, passò all'horror con Zaccaria, un'anima a orologeria (precursore di Kubrick), al mefistofelico (e impronunciabile) Frrrrrlliccc-flllacc (che precede di un secolo Stephen King), e, colpito dallo spettacolo offerto da una mongolfiera (uno dei sacchetti di sabbia, per la precisione, dal cui impatto uscì peraltro senza danni visibili), comprese che le nuove tecnologie gli avrebbero fornito dei nuovissimi spunti!, alla faccia dell'Ecclesiaste.

Così cominciò a scrivere romanzi ambientati sui palloni, come "5 settimane nel pallone", il racconto "Un dramma nel pallone", "Il mondo nel pallone" e molti altri.

Dopo aver esaurito i palloni, si ricordò che non c'era solo l'aria: c'era anche l'acqua, e così scrisse "Ventimila leghe sotto i mari"; c'era anche la terra, e scrisse "Viaggio al centro della Terra". C'era anche il fuoco, cercò di scrivere Il paese del fuoco ma gli venne Il paese dei ghiacci. Allora provò con dei romanzi ambientati nei vulcani (Il vulcano d'oro); ma chi se li ricorda? Fuoco per fuoco, Jules passò agli artiglieri e ai cannonieri (gli uomini deformi presentati all'inizio di Dalla Terra alla Luna), ma alla fine riscrisse Viaggio dalla Terra alla Luna, inserendo il personaggio di Michelle Ardan, ispirato al suo amico Nadar, e lo lanciò negli spazi siderali, in orbita intorno alla Luna, per farlo finalmente precipitare a Terra. Incredibilmente, il personaggio sopravvisse a tutto (come Roger Rabbit, ma senza Jessica), ed entrò nell'Olimpo dei più avventurosi personaggi mai esistiti.

Così Verne scrisse dei romanzi ad alta tecnologia, con incredibili sottomarini, macchine volanti con un milione di eliche, scienziati buoni e scienziati pazzi, geografi incapaci di vedere i propri piedi, rapimenti alieni, macchine per controllare il moto planetario, e duelli con spade elettrificate.

  • Previde anche il futuro mondo multimediale e scrisse "Il castello dei Carpazi", il primo episodio della serie Scooby-Doo, dove come avete già capito i vampiri, le piovre e le streghe volanti sono il solito trucco elettronico, come si scopre alla fine.
  • Ne "Il padrone del mondo" (BWA HA HA HA!) il protagonista è uno scienziato pazzo che inventa un'automobile in grado di fare duecento all'ora e comincia a scorazzare su tutte le strade del mondo violando tutti i limiti di velocità, mentre le stradali di tutto il mondo sono incapaci di fermarlo. Il cattivone verrà ucciso solo dal fulmine. (BWA HA HA HA! AAAARGH!)
  • Ne "Il Mondo Sottosopra" un'altra associazione di scienziati pazzi tenta di raddrizzare l'asse terrestre, realizzare il Third Impact e perfezionare l'umanità. La storia ispirerà Hideaki Anno, chissà perché.

Per questo e altri motivi, Jules Verne è ritenuto uno dei padri fondatori della fantascienza, anche se tentò pure di scrivere storie di pirati, come l'episodio di One Piece intitolato Le mirabolanti avventure di Mastro Antifer, con il motivo dell'Isola-Va-e-Viene[1] e Un Capitano di Quindici Anni (questo, un precursore degli anime harem più avventurosi).

[modifica] Opere

  • Viaggio al centro della Terra
  • Viaggio al centro della Terra II: il ritorno
  • Dalla Terra alla Luna
  • Dalla Luna alla Terra
Strano come riuscisse a scrivere romanzi sempre nuovi e originali: sembra quasi Dan Brown con Il codice da Vinci e Krypto o Ken Follett con I pilastri della Terra e Mondo senza figa.
  • "Ventimila seghe sotto i mari": e, naturalmente, compare Atlantide.
  • "I figli del capitano Grunt" (alla fine, la rivelazione: il capitano era un capitone!)
  • "L'isola misteriosa" (alla fine, la rivelazione: il capitano Nemo non si chiamava Nemo! Si chiamava Victor von Doom).
  • "Il giro del mondo in 80 giorni con 80 euro e 80 passeggeri": guida al turismo low cost
  • Michele Stronzoff
  • "Le tribolazioni di un cinese in Cina": fin dal titolo, questo vasto romanzo precorre le più titaniche peregrinazioni psicanalitiche dell'animo umano, il dolore, l'introspezione catafurgica, l'esotismo antanico, l'orientalismo prematurato ben cinquant'anni prima del Siddharta di Hesse, la passione per la storia e la geografia, i boxer, le bare!
  • Un italiano in America
  • Un italiano in Italia

Questi ultimi due sono stati successivamente remixati da Beppe Severgnini.

Infine, rovistando tra i bidoni di immondizia alla ricerca di cibo (la moglie era già morta e non gli aveva lasciato nulla in eredità), trovò un altro romanzo incompleto dello zuzzurellone sopracitato, e lo terminò.

[modifica] Il finale mancante

Prologo: una principessa si spaccia per uomo - la chiameremo Platinette per associazione di idee - e viene eletta re, anche se la legge vieta che le donne vadano al potere, pena la morte. Questo trans ha un bambinetto di dieci anni che un giorno le succederà al potere. Un giorno un ventenne, che per rispetto della privacy chiameremo F.P., si presenta a corte e afferma di essere figlio suo e di una contadina e di essere il vero erede al trono: che farà Platy?

  • Opzione A: fa finta di niente e si fa fregare da quel lurido bugiardo;
  • Opzione B: rivela la verità e lo fa condannare. Controindicazione: verrà impiccata.

Come andrà a finire?

Ebbene, appena ascoltato quello che il giovane aveva da dire, Platinette fece convocare quella contadina. Lei naturalmente confermò la versione del figlio, causando un principio di ulcera nella nostra beniamina. Dopo una notte insonne passata a masturbarsi e a trovare una soluzione a quel problema, Platy convocò in gran segreto un esponente della camorra e gli commissionò l'omicidio del baldo giovane. Il giorno dopo, mentre si recava in palestra, tre persone a bordo di una Ford Ka targata MI 078856 gli spararono ripetutamente, uccidendolo sul colpo. A quel punto il problema era risolto alla radice, e vissero tutti felici e contenti. Il romanzo si conclude con l'enigmatica frase: "Ogni riferimento a persone (ex-)esistenti e/o fatti realmente accaduti è puramente voluto".

[modifica] Le versioni cinematografiche, ovvero vermi al cinema aaaah! "Verne al cinema"

Quando uno scrittore scrive così tanto e ha tanto successo, viene il momento del film.

Molti dei libri di Giulio Verne sono stati trasformati in film, o riscritti da capo, e quindi trasformati nuovamente in film.

  • Il caso più famoso è la versione dell'Isola Misteriosa della Disney, dove i protagonisti devono lottare contro i granchi giganti.
  • Le avventure di Ettore Serdavac è stato trasformato in un cartone animato cecoslovacco (sottotitolato), noto per la scena della legione straniera che combatte le mosche spaziali giganti.
  • I 500 milioni della Begum è stato depredato da Ian Fleming per realizzare il rifugio del suo scienziato pazzo (il dottor No, nel primo film di James Bond) derubandolo della serra, delle armi, del laboratorio mefitico. Fleming ha lasciato al povero vecchio Herr Schulze solo due guardie idiote armate di baffoni, senza neanche uno dei suoi amati congegni di fine-di-mondo.
  • Viaggio al centro della Terra è stato riscritto almeno una decina di volte, in un film dove hanno aggiunto una donnina & un'oca; in un altro film dove un emulo di Dan Brown legge il libro di Giulio Verne e decide di farne un film dove uno scienziato legge il libro di Giulio Verne un'altra volta, e decide che il mondo è cavo e lui ci porterà il figlio della moglie divorziata nel fine-settimana; ne Il Core, dove l'imminente distruzione della Terra è un pretesto per fare un altro viaggio al centro della Terra, dove incontrano i dinosauri e i diamanti giganti, eccetera.

[modifica] L'indimenticabile Meliés

Come dimenticare Meliés? L'inventore del cinema a effetti speciali realizzò, nella preistoria del cinema, una versione del Viaggio dalla Terra alla Luna dove gli intrepidi astronauti venivano sparati sulla Luna e incontravano una marea di principesse spaziali, che poi facevano un balletto per i loro ospiti. Poi arrivavano i mariti, furibondi e armati di clave. Fortunosamente gl'intrepidi astroclasti scoprivano che i cornuti Seleniti erano solubili in acqua e tornavano sulla terra, pieni di principesse. Il film durava solo dieci minuti.

Il film è in bianco e nero e la scena più famosa è quella della torta in faccia, che, come tutto il resto, non è presente nel libro.

[modifica] Notes

  1. È un po' complicato. Dopo essere caduta dentro una sorgente maledetta, l'Isola del tesoro poteva esistere solo una volta in cento anni. Il tesoro era un milione di milioni di lingotti d'oro, da trovare in quel giorno misterioso. La storia comincia proprio così, su una nave misteriosa, diretta da un capitano misterioso, su una rotta misteriosa, in un mare misterioso, alla ricerca del mistero misterioso del tesoro misterioso...


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