John Carpenter

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Quote rosso1.png Nonna, devo girare la scena dello sbudellamento! È pronto il ragù? Quote rosso2.png

~ John Carpenter su come girare un film a basso costo

John Carpenter è il Giovanni Muciaccia della cinematografia horror.
È noto per la sua capacità di realizzare film convincenti in condizioni di estrema indigenza: uno dei suoi capolavori, La cosa, è stato girato in tre giorni usando soltanto uno scantinato ammuffito, un secchio di vomito finto e un gruppo di studenti Erasmus ubriachi.

[modifica] Carriera

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Per risparmiare i soldi delle bobine Carpenter ha imparato a imprimere i suoi film direttamente su retina.

Membro originario del trio Carpenter, Boldi e De Sica, John Carpenter abbandona il gruppo dopo il film Vacanze di Natale a causa di divergenze inconciliabili con la produzione, colpevole di aver eliminato il personaggio da lui interpretato, un mostro alieno mutaforma, in fase di montaggio. La convivenza con i più alti epigoni della commedia all'italiana distrugge Carpenter nella mente e nell'anima e lo porta a sviluppare quell'attrazione morbosa per il male che diverrà il tratto più caratteristico del suo cinema, assieme agli insistiti primi piani sulle tette di Nancy Brilli.

Fin dagli esordi alla regia si caratterizza per una fotografia e un'illuminazione minimalisti, una maniera carina per dire che è costretto a lavorare con budget che risulterebbero imbarazzanti anche in Uganda.
La sua opera prima, The Resurrection of Broncho Billy, gli spalanca le porte del campo del cinema indipendente. Per i non addetti ai lavori: il cinema indipendente è praticamente uguale a Hollywood, solo che la gente che ci lavora mangia poco e male, puzza di sudore e indossa gli stessi vestiti da una settimana.
Il film seguente, Dark Star, è un'ambiziosa opera di fantascienza che non sfigura affatto in un confronto con 2001: Odissea nello spazio, anche se la penuria di effetti speciali (due miccette e un sintetizzatore rubato a Elio e le Storie Tese)[1] la penalizza lievemente sotto il punto di vista tecnico.

Da lì in poi gira un sacco di film che si collocano mediamente tra "molto pezzente" e "pezzentissimo" sulla scala di pezzenteria cinematografica Mario Bava. Tra essi ricordiamo:

  • Distretto 13 - Le brigate della morte: una banda di teppisti stringe d'assedio una stazione di polizia abbandonata a se stessa. Girato a Scampia per risparmiare sulle location.
  • Halloween - La notte delle streghe: un serial killer mascherato evade dal manicomio e accoltella più o meno l'intera popolazione del Minnesota, poi però commette l'errore di attaccar briga con Ellen Ripley.
  • Fog: fermo immagine di centoventi minuti su un campo di Orio al Serio immerso nella nebbia novembrina. Operazione commerciale non del tutto riuscita.
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Chiedere a Carpenter di offrirvi un caffè può avere conseguenze spiacevoli.

  • 1997: fuga da New York: Kurt Russell guercio spacca culi in maniera invereconda. What else?
  • La cosa: un convincentissimo alieno realizzato con tutto quello che stava per scadere nel frigorifero di Carpenter semina il panico in una base di ricerca antartica. Un successo ma anche no, visto che nello stesso anno Steven Spielberg esce nelle sale con E.T.
  • Grosso guaio a Chinatown: ancora Kurt Russell, ancora problemi di produzione, ancora flop al botteghino. Quando si dice la coerenza.
  • Il signore del male: filmino della cresima modificato in post-produzione.
  • Essi vivono: lucida e feroce critica al capitalismo. Il pubblico però preferisce quel documentario sulla colonscopia di Bombolo.
  • Il seme della follia: detective pazzi che inseguono scrittori pazzi, citazioni a caso e metacinema lanciato a secchiate in faccia allo spettatore. David Lynch sta ancora sburrando.
  • Il villaggio dei dannati: la tranquillità di una cittadina di provincia è sconvolta da un gruppo di bambini dai capelli canuti e dalle terribili capacità telepatiche. Immensa prova attoriale di Beppe Bigazzi, che in un cameo d'eccezione interpreta TUTTI i succitati bambini (compresa la bambina con le trecce).
  • Fuga da Los Angeles: Kurt Russell e il suo diabete contro tutti!
  • Vampires: James Woods col chiodo in pelle ammazza vampiri in New Mexico. Che curiosamente è anche il titolo di un album dei Baustelle.
  • Fantasmi da Marte: palese e spudorato plagio di Fascisti su Marte, accolto a pernacchie sull'italico suolo.
  • The Ward: ultima opera del Maestro, che pur di riuscire a finirla ha venduto entrambi i reni e mangiato sardine in scatola per sei mesi. Flop roboante nei cinema europei dove è stato presentato in anteprima, nel mercato statunitense è stato distribuito direttamente nei cassonetti della plastica.

[modifica] I dieci comandamenti di John Carpenter

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"Come sarebbe a dire che mi paghi con i voucher, John?"

  1. Il tuo protagonista sarà Kurt Russell e dovrà dire al massimo tre battute.
  2. Nei tuoi film non spiegare niente. Le cose succedono e basta. Se la gente non capisce che si fotta, non gliel'hai mica ordinato tu di guardare il tuo film!
  3. Onora Debra Hill e David Cronenberg.
  4. Perché pagare un compositore quando puoi usare il sintetizzatore?
  5. Ambientare i tuoi film di notte è un ottimo modo per risparmiare sulla bolletta della luce.
  6. I gambi di sedano da spezzare per ottenere il suono di ossa rotte costano veramente uno sproposito. Rompere per davvero le ossa agli attori è più semplice ed economico.
  7. Lovecraft sta bene un po' dappertutto.
  8. I remake dei tuoi film fanno cagare. Soprattutto se hanno incassato più degli originali.
  9. Sfrutta ogni occasione mondana per accusare le major di non aver mai avuto il coraggio di puntare su di te.
  10. I flop al botteghino fanno curriculum.

[modifica] Progetti incompiuti

John Carpenter ha recentemente affermato di voler comprarsi un paio di calzini nuovi ma di dover aspettare i soldi della pensione per farlo. Vi terremo informati sulla vicenda.

[modifica] Curiosità

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  • I suoi non sono baffi, ma parassiti extraterrestri che hanno preso possesso del suo corpo.
  • Mangia alla Caritas di Poggio Bustone ogni mercoledì sera.
  • Ha il vezzo di rubare la carta igienica dal set.
  • Appena sente la parola Shyamalan secerne bile dal naso.
  • Una volta ha girato un piano sequenza di 12 ore con una macchina da presa giocattolo Fisher Price.
  • Ha recentemente dichiarato che non gli piace riguardare i suoi film.
  • Neanche agli spettatori.

[modifica] Note e annotazioni

  1. ^ E non dimentichiamo l'alieno di bordo, realizzato con un pallone da spiaggia dipinto a colori!


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