John Adams

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John Adams agli albori della sua "onorata" cariera.

Quote rosso1.png Taratatà, clap clap. Taratatà, clap clap. Taratatà, Taratatà, Taratatà, clap clap. Quote rosso2.png

~ Ritornello scontato, ma inevitabile.
Quote rosso1.png Che cosa dovrei fare io? Quote rosso2.png

~ John Adams l'indomani della sua candidatura a presidente.
Quote rosso1.png Ma, ...io, ...veramente, ...non saprei, ...sì insomma, ...mi faccia un attimo chiamare a casa. Quote rosso2.png

~ Adams temporeggia in seguito alla sua nomina.
Quote rosso1.png Aspettate, sento odore di eroe. Quote rosso2.png

~ John Adams si auto convince che essere Presidente degli Stati Uniti è cosa buona.
Quote rosso1.png Sua Rotondità John Adams. Cioè volevo dire, il Presidente degli Stati Uniti John Adams. Quote rosso2.png

~ Adams viene annunciato.

John Adams (Braintree, 30 ottobre 1735Quincy, 4 luglio 1826) è stato un supercattivo statunitense, divenuto in seguito il secondo Presidente degli Stati Uniti; ancora oggi è considerato uno dei sei supercattivi americani più pericolosi insieme a: John D. Rockefeller, George W. Bush, William McKinley, Magneto e il terribile sindaco di Albuquerque (che per chi non lo sapesse si pronuncia Albetkurki). È diventato famoso anche per il fatto che il suo quartier generale, la Casa Bianca, divenne la futura residenza di tutti i presidenti americani e per il suo pomposo e inutile modo di parlare, che gli valse l'appellativo di "Sua rotondità", che si portò dietro fino alla morte.

[modifica] Biografia

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Come Adams vedeva il mondo.

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La moglie di John Adams: Abigail Morticia Adams, nata Sciuto.

John Adams era il discendente di una pericolosissima setta di assassini psicopatici, nota con il nome di puritani. Da loro il giovane John apprese la contorta visione del mondo e dell'umanità: ovvero "cose" da soggiogare in nome del cristianesimo protestante. Adams era comunque troppo lungimirante per assecondare le volontà dei suoi coetanei, secondo lui infatti soggiogare la Terra e l'umanità in nome di Dio non era una cosa moralmente inaccettabile, era meglio conquistare o eventualmente distruggere tutto per il proprio tornaconto. Per questi motivi abbandonò il suo villaggio appiccandogli fuoco e se ne andò a studiare nella prestigiosa università per supercattivi: Harvard.

Dopo essersi laureato in legge criminale, intraprese la carriera da malavitoso mettendosi ben presto in luce come ottimo falsario ed abile avvocato. Negli anni che precedettero la guerra d'indipendenza americana si avvicinò alla politica di entrambi gli schieramenti, ottenendone dei notevoli guadagni sia in termini monetari sia in termini di amicizie, grazie alle quali mise insieme una certa fortuna e costruì il suo quartier generale. In questo periodo pubblicò alcuni saggi sul tipo di organizzazione sociale e politica che il Nuovo Mondo avrebbe dovuto avere: ovvero dittatura ipermilitarizzata, di cui Adams sarebbe dovuto essere l'indiscusso leader.

L'ascesa dell'impero criminale di Adams si interruppe nel 1778, quando sia gli inglesi, sia alcuni degli indipendentisti scoprirono il suo doppio gioco, obbligandolo a darsi alla macchia; raggiunse Benjamin Franklin in Europa, ufficialmente come rappresentante diplomatico, e con lui escogitò un modo per rientrare entrambi in patria, senza correre il rischio di essere impiccati. Il loro piano consisteva nel negoziare il trattato di Parigi, con il quale mettere fine alla guerra contro la Gran Bretagna e buttare fuori gli inglesi rimasti dal nord America; il piano ebbe successo e nel 1789 rientrato in U.S.A. venne subito eletto primo vicepresidente del paese, a fianco del presidente George Washington. A Franklin invece non andò altrettanto bene, infatti le sue discutibili abitudini di vita lo fecero finire fulminato da un fulmine, ma questa è un'altra storia.

In vero, però, ad Adams non interessava molto la carica di vice presidente, lui avrebbe preferito diventare "giudice capo della Corte Suprema degli Stati Uniti" e in questo modo mettere a tacere le varie indagini che ancora pendevano sulla sua testona; tanto più che Washington raramente gli chiedeva consigli e suggerimenti, vedendolo più come un portaborse che come un vice. Il massimo impegno politico intrapreso da Adams in questo periodo fu la certificazione dell'appellativo con cui il Presidente degli Stati Uniti doveva essere chiamato; secondo lui ci si doveva rivolgere al Presidente con le seguenti formule:

  • "Sua Maestà il Presidente";
  • "Il Regio Premier Statunitense";
  • "Sua Signoria, il Presidente delle Americhe del Nord";
  • "Supremo Potestate, il Vostro e Nostro Presidente";
  • "Sua Elevata Potenza, il Presidente degli Stati Uniti delle Americhe Britanniche liberate dal giogo del colonialismo anglosassone.

Alla fine prevalse il più umano "Signor Presidente degli Stati Uniti". Adams comunque per tutta la durata dei suoi due mandati da vice, tormentava sua moglie lamentandosi del suo ruolo mal pagato e senza possibilità di ottenere sbocchi prestigiosi, arrivando a sostenere che:

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«Il mio paese ha, nella sua saggezza, ideato per me l'ufficio più insignificante che mai l'invenzione dell'uomo o la sua immaginazione abbiano mai concepito. Ma come si può anche solo pensare, dico io, di relegare un uomo dotato di vigore e intelletto superiori alla media, quale io sono, ad un ufficio così meschino e di così basso prestigio? Ohibò!»

[modifica] Presidenza e sepoltura

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John Adams scienziato pazzo incazzato.

In realtà ad Adams non interessava la poltrona di Presidente, a lui interessava un posto poco in vista, ma ben remunerato da cui portare avanti i suoi piani malvagi; quando Washington rinunciò alla sua terza nomina presidenziale l'intero apparato amministrativo dei neonati States andò in parapiglia, nessuno sapeva chi mettere a comandare e come se non bastasse inglesi, francesi e spagnoli non vedevano l'ora di riappropriarsi di quella dannata colonia. In mezzo a quella situazione confusionaria venne fatto il nome di Adams, il quale venne tirato giù dal letto e insignito della carica di Presidente dopo una sommaria elezione svolta tra i vari senatori, all'interno della sala mensa del palazzetto dello sport in cui si riuniva di solito il parlamento (a quei tempi l'aula del Congresso non era ancora stata ultimata).

La nomina e la conseguente elezione al soglio presidenziale fu per Adams un grande vantaggio, ma anche una mezza disgrazia; se da un lato guadagnò una fortuna, dall'altro si ritrovò gli occhi di tutti puntati contro, impedendogli di portare avanti i suoi interessi. Come ulteriore rottura poi, si ritrovò eletto per il partito federalista, una sorta di Lega Nord americana il cui unico scopo nella vita era quello di buttare fuori dall'Unione quei terroni della Virginia. In ogni caso la nomina a presidente ebbe effetti nefasti sulla psiche di Adams, il quale passò per i terribili sette stadi del dolore del cattivo costretto a diventare "buono", che sono:

  • smarrimento: all'inizio Adams credette di essere su Scherzi a parte;
  • incredulità: continuò a chiedere ripetutamente per 7 giorni filati se quello che stava succedendo fosse vero;
  • panico: cominciò ad aver paura di tutto e chiunque, persino di Gerald Ford;
  • accettazione: divenne apatico ed accettò la nomina, accettò anche di sposarsi con un uomo e di farsi tatuare una svastica sul mento;
  • euforia immotivata: diventò euforico come uno sotto morfina, facendo finta di ignorare le rotture di coglioni a cui un presidente è tenuto a rimediare;
  • complesso di inferiorità: si rese conto delle rotture sopra citate e iniziò a pensare (a ragione) di non essere all'altezza del compito;
  • isteria: venne colpito da crisi di panico isteriche, durante le quali urlava, piangeva e si andava a raggomitolare sotto la scrivania dondolando avanti e indietro.

Oltre a queste sindromi, il continuo stato di stress a cui Adams era sottoposto lo portò a sviluppare una grave forma di alopecia, che lo fece diventare completamente pelato; la sindrome divenne talmente tanto grave che iniziò ad attaccarla ai coetanei: suo figlio J.Q. fu quello che ne fece le maggiori spese. Nonostante questi gravi problemi, riuscì a stipulare un trattato di pace con la Francia, considerato ancora oggi l'unica cosa decente che fece per tutta la durata del mandato (e della vita): va comunque sottolineato che l'unica ragione per cui i francesi accettarono l'accordo di Adams era che il Presidente gli faceva troppo pena e dunque non se la sono sentita di infierire ulteriormente sulla sua amministrazione. Ma questa vittoria fu solo una scintilla in mezzo al mare; i continui sbalzi di umore e gli attacchi isterici portarono Adams a promulgare tutta una serie di leggi-cazzata: si andava dalla legge che proibiva agli stranieri di camminare nelle strade i giorni dispari, a quella che limitava la quantità di erba che i bisonti potevano mangiare al giorno; quando poi questi ultimi continuarono a fare la loro consueta vita, lui ne ordinò lo sterminio in tutti i territori dell'Unione.

Alla fine del suo mandato John Adams era ridotto peggio che un truzzo appena uscito da una discoteca; passò da super criminale in giacca e cravatta a scienziato pazzo in camicia di forza e pantofole; le sue pessime condizioni non solo gli preclusero la nomina a un secondo mandato, ma fecero implodere l'intero Partito Federalista facendolo sparire dal panorama politico statunitense. Oltre a tutto questo, l'ulteriore beffa che si vide costretto a subire fu il sequestro, con conseguente sfratto, del suo quartier generale che divenne la dimora dei futuri presidenti americani. Fisicamente stremato e moralmente distrutto, Adams abbandonò definitivamente sia la politica, sia i suoi piani di conquista globale, passando il testimone a suo figlio J.Q., ma suo figlio era troppo viziato per darsi da fare, dunque Adams senior fu obbligato a raccomandarlo in giro senza sosta. Quando poi J.Q.Adams venne eletto sesto Presidente degli U.S.A., a John senior non gli restò altro da fare che rassegnare le sue dimissioni dalla pubblica vita e rendere l'anima a Mr. Universo; la sua salma venne deposta in uno di quei mausolei alla Dungeons & Dragons, dove in seguito venne deposto pure suo figlio, la cui presidenza fu tale e quale a quella di suo babbo, confermando l'antico adagio: tale padre tale figlio.


Preceduto da:
La corazzata Washington,
che è anche una città e uno stato

1789 - 1897
Stati uniti delle americanate.png
John Adams
Presidente di qualcosa.
1797 - 1801
Succeduto da:
La seconda faccia sul monte Rushmore
1801 - 1809


Presidenti degli Stati Uniti Sigillo del Presidente degli Stati Uniti d'America
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