Joe DiMaggio

Da Nonciclopedia, l'enciclopedia libera...

Joe DiMaggio.jpg

DiMaggio è quello in decima fila, sulla destra, appena sopra Darth Vader. È venuto un po' sfocato, lo so.

Quote rosso1.png Ho sempre sognato di fare un film sulla vita di Joe DiMaggio. Ho studiato, mi sono documentato, e ho finalmente capito che era come voler cavare il sangue da una rapa Quote rosso2.png

~ Martin Scorsese esalta la favola di DiMaggio

Joele Joe DiMaggio (Miraggio 1914 - Formaggio 1999) è stato uno dei campioni americani di baseball più amati dagli appassionati del golf.
Di chiare origini italiane, se ne vergognò sempre sostenendo di non poter considerare suo un paese che avesse a capo Mussolini e conservasse il barbaro costume di non mettere il ketchup sulla pasta.
Per svariati anni detenne il record del maggior numero di Home run in una sola stagione, del maggior numero di Hit in un Inning e del maggior numero di Cazzate sparate in un minuto. Poi nel baseball venne introdotta la pallina e la sua stella cominciò a tramontare.

[modifica] Biografia spiccia

Joe Di Maggio.jpg

Il piccolo Joe allo Zecchino d'oro presenta la canzone che lo renderà celebre: 44 gatti in fila per sei col resto di due. La foto lo immortala felice ma dubbioso sul fatto che sulla A non ci sia il puntino.

Figlio di Rosolino DiMaggio e Maria Rosaria OMaggio, entrambi originari di un paesino della Sicilia chiamato Trento, Joe nacque a Kansas City nel Kansas o ad Arkansans City nell'Arkansas, a seconda delle fonti. La sua nascita è avvolta nel mistero in quanto i genitori erano ferventi cattolici e praticavano l'astinenza sessuale.
Quarto di tre fratelli nati dopo di lui, già da bambino mostrò una certa confidenza con la mazza che il padre gli dava in testa tutti i pomeriggi, dalle tre alle quattro, per educarlo ai sani valori cristiani e prevenire eventuali derive verso il relativismo.
Il padre, che non si era mai integrato completamente negli Stati Uniti, lo iscrisse all'Istituto per Geometri di Palermo, ma Joe si stufò presto di fare il pendolare da Kansas City[1] e decise che il suo futuro sarebbe stato negli USA, alla ricerca del sogno americano: avrebbe fatto il parrucchiere a San Francisco.
La Grande Depressione, il Proibizionismo e la sconfitta della Cavese nel derby con la Juve Stabia furono le scuse che s'inventò per non lavorare e dedicarsi anima e corpo al baseball. Era alto, forte, atletico e gli puzzava l'alito come se nella sua bocca ci fosse una colonia di topi morti: tutte caratteristiche che fecero di Joe un grande giocatore e un idolo per le folle bramose di campioni a cui puzzasse l'alito.
Fu ingaggiato dai San Francisco Seals (Le Foche di San Francesco), una squadra che nonostante il nome ridicolo sul campo si faceva rispettare eccome[2]. Nei quattro anni a San Francisco, DiMaggio collezionò una serie impressionante di record la cui utilità sfuggiva ai più e divenne così popolare che le migliori squadre fecero a gara per accaparrarselo perché, avere DiMaggio in squadra, significava avere gli stadi pieni e i gabinetti sempre tirati a lucido.
Joe DiMaggio bacia Manson.jpg

Nel 1954 Joe sposa Marilyn.

Vinsero l'asta i New York Yankees che gli consegnarono la maglia numero 5, le chiavi degli spogliatoi e lo scopino del cesso.
Furono anni gloriosi nei quali Joe trascinò gli Yankees di vittoria in vittoria, fino alla conquista del titolo di Reginetta al Ballo delle debuttanti 1937; da allora in poi fu la bandiera indiscussa dei Newyorkers e lo restò fino al 1946, quando decise di averne avuto abbastanza di sventolare con un'asta ficcata in mezzo alle chiappe e si ritirò dalla carriera agonistica.

Oltre che per il baseball, Joe DiMaggio fu popolarissimo per via dei suoi molteplici matrimoni con le dive di Hollywood, da Antonellina Squaquaroni a Marilyn Monroe, da Liz Taylor a Maria Sung. In realtà non furono tutti matrimoni d'amore, ma piuttosto delle trovate pubblicitarie, come dimostra quello con Marilyn dove lui si presentò vestito da Ronald McDonald e lei agghindata con una collana di yogurt Activia.

[modifica] I rapporti con la mafia

Per tutta la sua vita DiMaggio fu assalito da due dubbi:

  • Come cacchio si scrive il mio cognome? DiMaggio, Dimaggio, Di maggio, di Maggio o Di Maggio?
  • Per quale misterioso arcano il mio nome viene associato alla mafia?

Mentre sul primo quesito non si trova risposta nemmeno su Yahoo! Answers, sul secondo è facile immaginare come la retrograda società americana, ignorante fino al midollo, facesse il semplice sillogismo:

  1. DiMaggio è italiano
  2. In Italia c'è la mafia
  3. DiMaggio è mafioso
Joe DiMaggio da giovane.jpg

Curiosità: da ragazzo era fratello di Ronaldinho.

Il tutto senza tenere conto del fatto che Joe fosse un cittadino americano irreprensibile e che il suo andare in giro con coppoletta e fucile a canne mozze in spalla per chiedere il pizzo ai commercianti fosse solo un modo per arrotondare lo stipendio e aumentare i consumi per alimentare l'economia statunitense.

[modifica] Il cinema

Anche il cinema approfittò della celebrità di Joe DiMaggio facendolo recitare[???] in numerosi film degli Anni Quaranta e Cinquanta. Non essendo un attore di professione, Joe interpretava sempre se stesso, vale a dire un comodino.
Memorabile un suo cammeo[citazione necessaria] in A qualcuno piace caldo di Billy Wilder nel ruolo della A del titolo.

[modifica] Curiosità

  • Joe DiMaggio viene citato nella memorabile canzone di Simon & Garfunkel Mrs Robinson, ma per pudore gli autori non lo nominano.
  • Innumerevoli donne hanno perso la testa per Joe DiMaggio, la più famosa fu Maria Antonietta.
  • Il suo matrimonio con Marilyn Monroe durò soli quattro giorni, e in quei quattro giorni Marilyn stette in un motel con Kennedy.


[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ O Arkansas City
  2. ^ Ad essere onesti le Foche, oltre al nome, erano ridicoli in tutto, a cominciare da come andavano in campo: vestiti da Village People.


[modifica] Voci correlate

StellaWoSArticoli.png

Questo articolo è entrato nella
Walk of Shame Articoli
in data 5 dicembre 2011
con 12 voti a favore su 15.

Strumenti personali
wikia