James Buchanan

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Buchanan mentre cerca di rimanere sveglio durante un discorso.

Quote rosso1.png E questo chi è? Quote rosso2.png

~ Un americano esasperato commenta l'elezione di Buchanan.
Quote rosso1.png Il fatto che io trovi piacevole che un uomo introduca il suo pene inturgidito lungo il mio sfintere non significa che io sia omosessuale. Quote rosso2.png

~ Buchanan smentisce le accuse di essere gay con il suo linguaggio forbito.
Quote rosso1.png Togliti di torno morto in piedi, adesso tocca a me. Quote rosso2.png

~ Abramo Lincoln invita il suo predecessore a togliersi gentilmente dai coglioni.


James Buchanan (Cove Gap, 23 aprile 1791 – Lancaster, 1º giugno 1868[1]) è stato il 15º Presidente degli Stati Uniti, l'unico nato in Pennsylvania e l'unico a rimanere scapolo e per tanto era gay, o almeno, questo era quello che dicevano i suoi illustri contemporanei.


[modifica] Una vita vissuta per finta

Avete presente quei politici che ogni tanto appaiono al telegiornale mentre vengono intervistati, quelli di cui viene pronunciato il nome, ma le cui parole sono coperte dalle parole del giornalista che ha confezionato il servizio, quelli che li vedi una volta e poi non li rivedi mai più, ma sono sempre li a ciuccuar soldi e la cui unica utilità politica è quella di votare al posto dei colleghi assenti? Ecco, questo era James Buchanan, una perfetta sagoma scalda sedie senza la benché minima capacità politica e soprattutto senza la più pallida idea di come si facesse a tenere in ordine nella propria abitazione, figuriamoci in un intero paese.

La leggenda vuole che Buchanan fosse nato in una capanna di legno e che avesse sei sorelle e quattro fratelli (i quali, probabilmente, devono aver cambiato nome dopo l'elezione del fratello onde evitare ritorsioni), a parte questo la sua infanzia e la sua adolescenza sono completamente sconosciute; è comunque certo che fosse un cazzaro e un totale esaurito, infatti risulta che fu buttato fuori da più scuole a causa del suo carattere da boscaiolo che non ha voglia di fare un cazzo. A tutt'oggi è una delle poche persone al mondo ad aver conseguito i diplomi di scuola superiore, scuola media, scuola elementare, asilo e asilo nido al CEPU. E nell'ordine descritto.

Uomo totalmente apatico e privo di qualsivoglia capacità espressiva e intellettuale, Buchanan era la quintessenza della parola "pelandrone": non faceva sport, non studiava, non lavorava, quando stava in piedi sembrava tenuto su da dei fili, sbadigliava in continuazione e stando a quanto si dice, benché ne avesse la possibilità, non andava neanche a puttane per non faticare; alla fine si comprò pure la laurea al CEPU, delegando la scelta al suo tutor.

Divenuto avvocato (tanto per cambiare) Buchanan iniziò ad esercitare la professione in quel di Pennsylvania[2]; purtroppo per lui la sua inettitudine gli impedì di sfondare nel panorama avvocatesco statunitense e per ovviare a questo problema si scrisse alla massoneria. Grazie all'appoggio dei suoi nuovi amici riuscì a farsi subito un nome e ad aprire uno studio legale dove faceva lavorare una torma di avvocatucci sottopagati che sgobbavano al posto suo, mentre lui poltriva e si godeva la pecunia; riuscì pure a diventare Vice Gran Maestro della Gran Loggia di Pennsylvania a suon di leccaculate.

[modifica] Da poltrone a scalda poltrone

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Il "gabinetto" di Buchanan; che massa di morti in piedi.

Grazie alla sua attività di "avvocato", Buchanan mise insieme un gran bel tesoretto, ma il lavoro stava diventando un po' troppo stressante, anche perché i suoi sottoposti erano stufi di fare gli schiavi per lui, così prima che la patata bollente gli cascasse tra le mani, chiuse il suo studio legale, licenziò tutti e si comprò una poltrona alla Camera dei Rappresentanti della Pennsylvania; in seguito decise di comprarsi un poltrona più comoda al Congresso degli Stati Uniti. Notato dall'allora presidente Andrew Jackson, Buchanan venne spedito in Russia come ambasciatore; il Presidente infatti non sopportava di vederlo dormire durante le assemblee e sperava che l'esilio lo svegliasse un po' (esattamente come fece con Martin Van Buren), ma purtroppo la terapia non ebbe effetto e come se non bastasse al suo rientro il presidente in carica James Knox Polk, non conoscendolo, decise di nominarlo Segretario di Stato. Quando poi si accorse della cazzata che aveva fatto, lo spedì come un missile a fare di nuovo l'ambasciatore, ma questa volta a Londra, sperando che ci morisse del tutto.

Verso la fine del mandato di Franklin Pierce, James Buchanan ritornò in patria e qui trovò il suo paese sull'orlo della guerra di secessione, il Congresso era diventato una specie di arena per gladiatori al cui interno i vari deputati e senatori se le davano di santa ragione per far valere le loro ragioni; l'argomento della disputa era l'abolizione della schiavitù che da più di vent'anni stava tenendo i vari partiti su posizioni guerrafondaie e nessuno dei presidenti che si erano susseguiti era stato in grado di placare gli animi. Le elezioni del 1857 si svolsero in un clima da guerra civile siriana: il Partito Democratico non potendo più presentare Pierce (che si era dato alla macchia dopo essere stato defenestrato a calci) avrebbe dovuto ricorrere alle primarie per decidere al suo candidato, ma la situazione richiedeva tempi brevi, per questo motivo alcuni capoccia del partito truccarono le primarie per far eleggere proprio James Buchanan, commettendo un grave errore di valutazione. Infatti i vari leader del partito ignoravano chi fosse realmente; loro credevano che avendo fatto l'ambasciatore per così tanti anni, fosse in grado di mettere pace tra abolizionisti e schiavisti, ma già durante la campagna elettorale vera e propria si accorsero del mostruoso errore. Difatti il futuro presidente basò tutti i suoi discorsi sul rispetto della volontà popolare: in pratica fece capire fin da subito che non avrebbe fatto un cazzo per nessuno. Se alcuni americani volevano mantenere schiavi, fatti loro.

[modifica] L'elezione e la presidenza

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Il vide Presidente John C. Breckinridge truccato da Jack Black.

James Buchanan venne eletto 15º Presidente degli Stati Uniti nel 1857, soprattutto grazie agli accordi sottobanco e ai tripli giochi dei vari esponenti politici di quel periodo; in molti infatti credevano che il neo presidente avrebbe potuto tirare l'acqua al loro mulino con la sua incompetenza. E in effetti i primi vantaggi per gli schiavisti non si fecero attendere: due giorni dopo la sua elezione un nero di nome Dred Scott accompagnò il suo padrone in un paese dove lo schiavismo era fuorilegge, pretendendo per tanto che gli venissero tolti guinzaglio e museruola, avanzando pure la pretesa di essere liberato, facendo valere i principi sanciti dal "Compromesso del Missouri". La Corte suprema statunitense però rigettò le richieste e già che c'era dichiarò il Compromesso incostituzionale, con la motivazione che non si possono equiparare le bestie e i negri ai civili, cristiani e democratici uomini di razza bianca statunitense.

La sentenza fece letteralmente detonare la rabbia tra le varie anime della popolazione, tra cui spiccava il signor John Brown un attivista bianco[3] che esortava gli schiavi a ribellarsi alla schiavitù massacrando i loro padroni e usando i loro corpi per farci dei riti satanici, ma Buchanan invece che intervenire se ne sbatté beatamente gli zebedei. Non intervenne nemmeno quando Brown prese cinque sudisti e li scorticò vivi nella piazza di un paese. In seguito scoppiò pure un crisi economica (quelle non mancano mai) a cui il Presidente cercò di rimediare dando la colpa ai governi precedenti, facendo inesorabilmente arrabbiare ancora di più la popolazione che iniziò ad insultarlo con nomignoli tipo: "morto in piedi", "salma ambulante", "marmotta di marmo", "rincoglionito mangia soldi", "culo scalda poltrone" e "cariatide piena di licheni"; per non parlare del fatto che essendo ancora scapolo a 65 anni suonati tutti lo additarono come un gay arrivando a scrivere frasi ingiuriose sui muri dei palazzi ante stanti alla Casa Bianca del tipo:

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«Il Presidente fa le seghe ai morti.»
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«Buchanan ha vinto le eRezioni presidenziali.»
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«L'animale da compagnia di Buchanan si chiama Mandingo.»
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«Il Presidente essendo un avvocato si interessa solo di legge "penale".»
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«James ieri sera è stato bellissimo, tuo Rocco.»
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«Allora James Bocchino, dormito bene questo pomeriggio?»
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«Se volete avere rapporti omosessuali telefonate alla Casa Biancha dalle 22 alle 24 e chiedete di James.»

Arrivati a questo punto Buchanan si diede una svegliata, realizzando finalmente come l'America fosse sull'orlo del baratro e soprattutto, rendendosi conto dell'importanza del suo ruolo istituzionale, ma ahimè il suo mandato era ormai scaduto e il massimo che riuscì a fare fu agghindare il vice Presidente John C. Breckinridge come Jack Black sperando di attirare il favore dei giovani, peggiorando ulteriormente la situazione; alla fine alle elezioni del 1861 il candidato repubblicano Abramo Lincoln stravinse, decretando nel contempo la fine di quello sciagurato e straziante mandato.

[modifica] Dopo la presidenza

Nonostante la sconfitta, Buchanan cercò di rimediare ai suoi errori scongiurando la guerra, mostrando una grinta che non aveva mai dimostrato in vita sua, ma purtroppo la sua figura era irrimediabilmente compromessa: tutti lo vedevano come un inutile vecchio cialtrone che aveva usato la sua carica per farsi i cazzi suoi e per di più ricchione; i vani tentativi di pacificare gli animi sembrarono agli occhi della popolazione e della politica gli ultimi ridicoli spasmi di un mangiasoldi che non vuole togliersi di torno. Alla fine deluso e amareggiato, senza più l'appoggio di nessuno, né del suo partito, né della massoneria, si ritirò a vita privata nella sua villa in campagna fino a quando non venne rinvenuto carcassa e seppellito.

[modifica] Valutazione storica

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Buchanan vecchio e rincoglionito tenta ancora di fermare la guerra (ormai conclusa) sfoggiando una cresta punk.

Gli storici sono concordi nel valutare James Buchanan uno dei peggiori presidenti d'America: il suo modo di fare, anzi, di non fare, ha di fatto inasprito una situazione già di per se critica, portando tutto alle estreme conseguenze. Anche il giudizio popolare non è lusinghiero con il Presidente Buchanan, ancora oggi viene considerato come un "finocchio che avrebbe fatto meglio a rimanere dove stava prima" (anche se nessuno sa di preciso dove stava o dove fosse stato); Giulio Andreotti che lo vide uscire dalla Casa Bianca commentò così:

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«Sfilò tra due ali di gente inferocita, che ad ogni passo lo ingiuriava con parole cattive e lanciandogli Kleenex smoccicati; quando tentò di parlare il frastuono degli urli lo zittì subito, la sua faccia era terrea, le mani gli tremavano. Verso la fine della strada era ormai una figura patetica, un uomo stanco, avvilito, fischiato dalla folla che con insistenza gli rinfacciava la sua presunta predilezione per gli appartenenti al suo stesso sesso.»

Per quanto concerne la sua presunta omosessualità, non sono mai state rinvenute prove a sostegno di questa tesi, a parte alcuni cazzi di gomma rinvenuti dal successore Lincoln sotto il materasso del letto presidenziale. L'ipotesi più probabile (ma comunque mai dimostrata) è che Buchanan li posizionasse sulla poltrona di camera sua per poi sedercisi in cima, perché era troppo sfaticato per usare le mani.

Un'altra considerazione riguarda la data della morte che viene fatta risalire al 1º giugno 1868, in realtà quella è la data in cui venne rinvenuto il cadavere dell'ex Presidente; Buchanan venne rinvenuto già scheletro, il ché fa presumere che fosse morto già da diverso tempo, probabilmente già da prima dell'elezione, spiegando dunque la sua innata apatia, in ogni caso Roberto Giacobbo sta già indagando.

E oltre a questo, se andate su Google e digitate il nome Buchanan, salteranno fuori una caterba di siti e immagini attinenti a James M. Buchanan[4] premio Nobel in economia nel 1986, il quale ha offuscato in via definitiva la memoria dell'ex Presidente, consegnandolo nell'umiliante dimenticatoio dei peggiori Presidenti americani.

Dalla sua discendenza nacque quel bell'imbusto di Neil Buchanan.


Preceduto da:
L'inutile
1853 - 1857
Stati uniti delle americanate.png
James Buchanan
Non-Presidente degli Stati Uniti
1857 - 1861
Succeduto da:
"Abramo Baccano"
1861 - 1865

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Ma probabilmente anche prima.
  2. ^ Da non confondere con la più nota Transilvania.
  3. ^ Un bianco di nome Brown che fa gli interessi dei neri? Ma porco ###!
  4. ^ Più altri 2-3 Buchanan non omonimi.


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