Gli incauti spettatori che decidono di vedere il seguente film sappiano che esso è stato VIETATO dalla Convenzione di Ginevra per la sua inguardabilità!
Into the Wild è un film diretto da Scionno Penna nel 2008. Narra della breve ma sfolgorante vita di Christopher McCandless, il quale nel 1990 decise di abbandonare la comoda vita di studente universitario pluribocciato e mantenuto dai genitori e di andare a vivere nel bel mezzo della natura incontaminata dell'Alaska. Proprio da questa scelta ha origine il titolo del film, che significa "La storia del barbone matto che mangia le bacche velenose e poi muore a causa della dissenteria". Ops, temo di avervi rovinato il finale. E vabbè, non vi siete persi niente.
Christopher McCandless ha tutto quello che desidera: è mantenuto, fa la bella vita fingendo da sette anni di essere in procinto di laurearsi in Legge, ha un padre violento, una madre zoccola e sua sorella non lo assilla chiedendogli di portarla al concerto dei Blue. La sua insofferenza al consumismo e ai vincoli imposti dalla società, ma soprattutto la sua balzana convinzione che i senzatetto rimorchino di più, lo spinge tuttavia a compiere una scelta estrema: liberarsi di tutte le cose materiali e mettersi in viaggio. Come prima cosa nella nuova vita Christopher decide di cambiare anche il nome e si fa chiamare Alexander Supertramp (in onore alla sua pornostar preferita). Il viaggio però non inizia nel migliore dei modi perché appena uscito di casa pesta una merda di cane (sullo zerbino) e la sua auto viene sommersa durante la piena di un fiume.
Facendo l'autostop Alexander Supertramp incontra una coppia di hippie, Jan e Rainey, che gli fanno un mucchio di domande e lo trattano come un figlio (cioè lo rimproverano per i brutti voti presi a scuola e gli tolgono la paghetta per un mese). L'arrivo di Christopher riapre nella coppia una crisi da tempo superata, sicché i due roulottari, dopo aver litigato fra loro inutilmente, capiscono che la colpa è del loro ospite e lo mandano via a calci in culo.
Rainey e Jan, la coppia di girovaghi che aiuta Christopher nel suo lungo viaggio.
Di nuovo solo, Christopher non trova di meglio da fare che andare a trebbiare fieno nel South Dakota. Qui stringe un forte rapporto d'amicizia con il contadino-contrabbandiere Wayne, il quale gli insegna a lavorare la terra e a bestemmiare la Madonna. Nel periodo trascorso in Dakota il giovane barbone matura la decisione di andare (chissà poi perché) in Alaska. Decide infine di ripartire dopo che Wayne è stato arrestato per ricettazione di gameboy tarocchi e dopo aver accidentalmente ucciso con la mietitrebbia tredici lavoranti.
Christopher riesce a barattare un kayak in cambio delle sue scarpe e della sua anima: con questo affidabile mezzo di locomozione intraprende l'attraversamento delle rapide del fiume Colorado con l'obiettivo di arrivare in Messico e bersi un tequila. Il viaggio si rivela molto pericoloso (se si chiamano rapide ci sarà un motivo) ma alla fine Christopher raggiunge la sua meta. Dopo mezzora però si ricorda che lui voleva andare in Alaska, non in Messico e, visto che lì non trasmettono Controcampo, decide di tornare indietro.
Mentre segue un pakistano nella speranza che sappia dover poter trovare del cibo, Christopher si imbatte in una baraccopoli abitata da soli roulottari, tra i quali spiccano i suoi vecchi amici Jan e Rainey e la giovane Tracy (così vogliosa che si farebbe persino un paletto della recinzione). Qui si riposa e s'ingozza a scrocco (che novità!) e rifiuta le estenuanti avance di Tracy che, in un raptus di follia, cerca di stuprarlo. Scosso dalla vicenda, Christopher preferisce abbandonare l'accampamento tra l'indifferenza il dispiacere generale.
Un momento della vita di Christopher McCandless nella natura incontaminata dell'Alaska.
Mentre si allena a scalare le rocce del deserto, Christopher incontra Ron, un vecchio reduce di guerra odiato da tutti che ha scelto di vivere da solo dopo la morte di moglie e figlio (tragicamente deceduti nel tentativo di stappare una bottiglia di champagne a Capodanno). Ron prova subito una forte attrazione verso il giovane viaggiatore, e lo invita a casa sua dove lo inizia alla lavorazione del cuoio e alle pratiche omosessuali. Dopo aver raccolto saponette per sei mesi Christopher capisce che forse è meglio cambiare aria e se ne va in Alaska, spezzando il cuore di Ron che da quel momento in poi si dedica con costanza e dedizione all'alcolismo.
Alexander Supertramp in un autoscatto realizzato in Alaska poco prima di morire.
Christopher corona finalmente il suo sogno: vivere come un eremita in un bosco dell'Alaska (che, per chi non lo sapesse, è famoso per il suo clima un po' freddino). Come prima cosa il baldo giovane trova e ristruttura un vecchio autobus, dopodiché si dedica alla caccia e alla classificazione delle numerose piante selvatiche lì presenti. Poi basta, perché non è che un posto del genere offra chissà quali svaghi. Per ingannare il tempo Christopher si mette a incidere frasi strambe sul legno, riempie di nuovi buchi la sua cintura e si dedica a passatempi solitari tipici di un uomo solo. Un giorno la routine quotidiana viene interrotta dalla comparsa di un alce. Il nostro eroe riesce a ucciderlo ma non a mangiarlo perché la carne va a male [1] e, reso folle dalla fame, egli si ciba di bacche velenose senza accorgersi del pericolo. Agonizzando a causa dell'intossicazione e del freddo, Christopher ha comunque tempo di scrivere un'ultima, toccante frase ("Ma chi cazzo me l'ha fatto fare!") prima di tirare le cuoia in mezzo ai suoi stessi escrementi.
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Christopher McCandless quando era ancora un ragazzo perbene.
Christopher McCandless brucia tutti i soldi in suo possesso, dopodiché dimostra la sua estrema coerenza e comincia a lavorare per guadagnare soldi e poter andare in Alaska.
Tutta la gente che Christopher incontra nel suo viaggio è più strana di lui (e questo è tutto dire), ma soprattutto lo aiuta molto volentieri, facendogli un sacco di regali, ospitandolo e nutrendolo. Del resto chi non vorrebbe avere in casa un adorabile senzatetto che non si lava da mesi?
Nel corso del suo viaggio Christopher gira mezzo mondo, ciononostante non gli capita mai di venir aggredito, derubato o minacciato da nessuno. Ciò è possibile solo perché la storia si svolge in America, che come tutti sanno è un paese dal tasso di delinquenza bassissimo.
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