I Ciuvaru: Atto II: Ritorno a Ellis Island

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La locandina italiana del film
La locandina italiana del film

“Quando scappa, scappa”

- Johnny Amato su diarrea

I Ciuvaru: Atto II: Ritorno ad Ellis Island (Once Upon A Time in Ellis Island, spesso abbreviato in I Ciuvaru 2 ed Ellis Island) è un film di mafia diretto da Stanley Rubik, con Johnny Depp, Danny De Vito, Maccio Capatonda, Riccardino Fuffolo e Will Smith.

Il film è il secondo della "saga dei Ciuvaru", riguardante una delle più note famiglie mafiose giunte a Ellis Island nei primi del Novecento, che era divenuta famosa con il boss Johnny Amato per il franchising di pane e panelle e pane con la milza in tutto il mondo.

Rubik prese spunto dal romanzo Memorie di un carcerato rinchiuso in galera l'undici maggio del 1933 e mai uscito di Bernardo Provenzano, divenuto un best-seller dopo l'uscita della trilogia.[1]

[modifica] Trama

Johnny Amato (John Glover) è uscito dall'ospizio, recuperato dai suoi uomini, Black "Kill Machine" (Will Smith), Ol' Boy (Billy Boyd), Mr. Shotdown (Willem Dafoe) e Blood Spert (Bruce Willis). Dopo la sparatoria con i Cinesi, la cricca va a rifocillarsi all'Autogrill di Vincenzo Cagnoli, interpretato magistralmente da Luca Giurato. Vincenzo Cagnoli cura le ferite di Blood Spert, che però non ce la fa' e muore lì: le sue ultime parole al boss sono «Papà, non ti preoccupare, ho solo fatto indigestione» (ritenuta la frase più drammatica della storia del cinema successiva solo al «Sono morto, ma sono contento» del ladro del Natale[1]).

Perduto Spert, Johnny Amato inizia la sua riscalata al potere, organizzando con l'aiuto di Joe Panellaro (Danny De Vito) e Darkiller (Johnny Depp) una retata al supermarket dei Coreani a Chinatown.

Ma anche i Coreani hanno un asso nella manica, cioè l'astuto e sempre più tremendo Doctor Glasmoke (Val Kilmer) e il serial killer schizofrenico Mt. Rogers (Michael Rosenbaum). Sul sottofondo del tema principale, Glasmoke e Rogers si dirigono ad Ellis Island, covo dei Ciuvaru e stuprano la figlia di Johnny, che il boss non ha ancora raggiunto, su ordinazione dei Coreani.

Al supermercato, Johnny uccide otto donne e sei relativi bambini («Non ballare, ah, bimbominchia) e ruba l'incasso della giornata. Shotdown, Ol' Boy e Kill Machine coprono il boss dalla polizia, ma proprio in quell'istante, Johnny Amato ha un attacco di diarrea, per cui non si può trattenere. Presi dalla fretta, Shotdown, Ol' Boy e Kill Machine scappano all'esterno e decidono di dirigersi verso Ellis Island.

Ad Ellis Island, la figlia di Johnny Amato è morta. Sul tavolo c'è un bigliettino, che recita: Ti è piaciuto fare lo scaltro, firmato con una macchia di sangue della ragazza. Johnny Amato convoca allora le cosche contro i Coreani, non sapendo che in realtà questi sono manipolati dai Pagnotta Bros, una delle mafie invitate alla riunione.

Si prepara allora la resa dei conti contro i Pagnotta, resa dei conti a Ellis Island, al cui centro c'è il dominio della via della droga di New York e una misteriosa valigetta dal contenuto luminoso e sconosciuto.

[modifica] Bibliografia

  • Gordiano Abulli. 2001: odissea nel cinema. Roma, 2005, Edizioni Rubikette. ISBN 009-221-98-X.

[modifica] Note

  1. 1,0 1,1 "Rubik inverte la classifica: il libro di Provenzano sulla vetta", articolo pubblicato sul Corriere della Sera n° 191 dell'11 maggio 2006.
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