Hypokrites

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Hypocrites, qui mostrato, è stato un famoso oppositore della barba, come spesso "meglio somigliare a un leone che a un cane", ma benché pensasse questo, su lui stesso, la barba stava bene.

Hypocrites (450-339 AC) era un influente filosofo Greco del quinto secolo A.C., e il fondatore della scuola di fisolofia Ipocrita. È forse più noto per avere dedicato l'intera vita a insegnare la filosofia dell'onestà, della virtu, dell'umiltà e della sobrietà, mentre nello stesso tempo praticava l'arroganza, il ladrocinio, lo stupro e la disonestà. Hypocrites è poi anche noto per la sua maggiore opera, il trattato in sei parti Fa’ come dico, Non come faccio, che continua a influenzare numerosi pensatori quali Silvio Berlusconi, Marco Masini e Michele Santoro, per non parlare della società calcistica meglio nota come Chiesa Cattolica. Il Reverendissimo Santissimo Padre Benedetto XVI, patron della suddetta società, è un noto seguace di Hypocrites, al punto da essere considerato il principale erede del pensatore greco.

[modifica] Primi anni di Hypocrites

Nato nella città di Agrigento, figlio di un padre banchiere e di una madre snaturata, crebbe imparando la sottile arte della retorica. Ha studiato nelle migliori accademie della Magna Grecia, sotto la tutela di eminenti filosofi come Idiocrates.

Una volta, quando aveva 16 anni, gli venne presentata da un altro studente più anziano una critica alla teoria dello schiavismo:

- Studente: “Non è vero che gli schiavi sono solo persone come tutte le altre, private della loro libertà?”
- Hypokrites: “Si.”
- Studente: “Bene, ma allora non dovrebbe la tua famiglia liberare tutti i suoi schiavi?”
- Hypokrites: “No, perché se lo facessimo dovremmo cucinare il nostro cibo e riordinare da soli la nostra bibioteca.”

Per molti secoli questa è stata considerata una risposta arguta e ironica al problema dello schiavismo.

Hypokrites ha avuto il suo primo lavoro come segretario, dove si è fatto un nome per la diligenza e la probità in ufficio. In seguito ha fatto una rapida carriera, attraverso la corruzione e il ricatto nonché diffondendo alcune calunnie sul suo principale rivale, un tempo suo maestro, Giulio Andreotti, tra le quali la voce che Giulio non fosse affidabile, e denunciando come questi desse parere contrario ad azioni poi segretamente appoggiate quali la Seconda guerra mondiale.

[modifica] Hypocrites sul Mangiare

Hypocrites riteneva che il corpo fosse un tempio per l'anima, e dunque bisognasse consumare solo cibi sani come frutta, vegetali, e grano duro. Lui stesso mangiava rognone, trippa soppressata e pancetta avvolta in morbidi strati di burro, il tutto imbevuto per ore in una pinta di olio bollente onde rafforzarne il sapore. Spiegò questo osservando come l'apparente contraddizione tra il mangiare sano e ciò che lui ingurgitava in realtà rafforzasse il dualismo tra ∑omats e πsykes, ferendo la sua salute ma rafforzando la sua mente.

Si considerava un buon modello per giovani, che incitava con questo motto: "Io mi faccio queste cose terribili, in modo da poter dimostrare l'errore degli altri".

[modifica] Vita Politica

Hypokrites è stato, non sorprendentemente, uno dei più grandi statisti della Grecia antica. Campione instancabile di giustizia e pace, com'è evidente dal suo mandato come Arconte, in cui la corruzione e il crimine sono cresciuti febbrilmente, e Atene si è recato in guerra quattro volte.

Si impegnò a liberare tutti gli schiavi, mentre era in carica. Quasi tutti gli schiavi sono stati successivamente rimossi dalla proprietà dei privati cittadini della Grecia, e invece trasferiti da Hypocrites in un 'paese dei balocchi" una sorta di scuola, per educarli e renderli membri utili della società. Ci sono stati schiavi educati nelle belle arti, come raccogliere delle olive, lavare i panni e servire i pasti.

Un certo numero di questi schiavi hanno preso parte ad alcune delle famose aste di Hypokrates, che raccoglievano genti da ogni luogo per acquistare oggetti preziosi, che avevano perduto.

Un uomo in particolare, Stefanos di Agrigento, racconta della sua fortuna a una di queste aste "I soldati di Hypokrites sono giunti in casa mia con lance e scudi, hanno preso i miei schiavi, la mia famiglia, le mie inestimabili ceramiche. Mi hanno lasciato una nota dicendo che li avrei potuti recuperare a un asta il giorno seguente. Sono riuscito a ottenere la maggior parte dei miei beni indietro, anche se spesi migliaia di dracme" Storie come questa abbondano durante gli anni di Hypokrites come governatore, esattore, e imperatore.

[modifica] Hypocrites riguardo all'etica

[modifica] Hypocrites sull'umiltà

Uno dei suoi più famosi insegnamenti fu quello dell'umiltà, infatti spesso è stato definito come "il più umile uomo che abbia mai camminato sulla terra". Questo venne detto la maggior parte delle volte da Hypocrites stesso, durante i suoi viaggi per il mondo antico nei quali spiegava come con la sua straordinaria umiltà aveva salvato dal peccato le misere masse, termine col quale si riferiva alla gente comune.

[modifica] Castità

È stato anche fautore e sostenitore della castità, da lui ritenuta la più nobile e pura delle virtù. È stato cosi legato a questa idea da predicarla quasi ogni notte presso i bordelli ateniesi. Insegnava la virtù della castità a due o tre prostitute alla volta, spesso fino alle prime ore del mattino, quando l'immane sforzo lo portava ad assopirsi nel letto delle sue studentesse.

L'amore per la purezza sessuale di questo filosofo si capisce anche dal desiderio di avere sempre intorno vergini e ragazzi: spesso egli richiedeva la loro presenza, a volte soli a volta in gruppo, per insegnare educazione filosofica e ricreazione dell'animo. Si conosce poco di ciò che accadde durante quelle conversazioni, ma molti avanzano l'ipotesi di stupri, raccontando degli urli provenienti dai suoi appartamenti. Come sempre ha lasciato un aforisma a riguardo, scritto al tempio di Delfi Un gruppo di vergini e un barile di olio d'oliva sono ciò di cui ho bisogno a questo mondo.

[modifica] Morte

Forse l'unica altra virtù alla quale si dedicò cosi fortemente era la difesa di chi viveva onestamente i propri ideali. È stato un irrefranbile critico di chi professando un ideale agiva diversamente, etichettandoli come disonesti e depravati. Tuttavia, sovente si esentò da tale critica affermando che agendo come loro poteva comprenderli. Per esempio, ha attaccato senza sosta Mediokrytes e il suo indossare vesti di lino sebbene allevasse pecore, e criticò pure Platone che promuoveva l'Etica e la Giustizia, ma una volta mangiò un grappolo d'uva senza pagare. Notevole è il modo in cui riuscì a trovare numerose incongruenze nel comportamento di tutti gli statisti e i filosofi della Magna Grecia. Un altro settore in cui è stato un leader era la condanna della violenza. Instancabile pacifista, Hypokrites sosteneva che rifiutare la violenza significava aiutare chi la perpetrava. Spesso, pressato dai creditori di alcune case da gioco che freguentava, decise di mostrare il suo sprezzo della violenza spaccandogli una sedia in testa, e rimarcando veloce La depravazione, orrore! Si ritiene che solo impressionando con la violenza i suoi connazionali poté mandare il suo messaggio nobile e puro nei loro ottusi, cupi cuori.

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Utente:Mufufu/Diario di bordo