Houston Rockets

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Lo stemma parla chiaro, una R che si scioglie sanguinando...

Quote rosso1.png Huoston, abbiamo un problema Quote rosso2.png

~ Ovvia constatazione dell'allenatore dei Rockets
Quote rosso1.png Quest'anno non ce n'è per nessuno... vinceranno l'anello a mani basse!! Quote rosso2.png

~ Tutti a ottobre di ogni anno sui Rockets
Quote rosso1.png Non vinceranno mai questi sciagurati!! Quote rosso2.png

~ Chiunque a marzo di ogni anno sui Rockets
Quote rosso1.png Ce la potrebbero ancora fare per il titolo. Quote rosso2.png

~ Nessuno a febbraio su Houston
Quote rosso1.png Ma io devo stare zitto Guido... Houston mi illude sempre!! Quote rosso2.png

~ Coach Dan Peterson dopo la prima sconfitta stagionale dei Rockets
Quote rosso1.png McGrady non va, e Rockets eliminati nuovamente al primo turno dei Playoff, ma lo supereranno mai?? Quote rosso2.png

~ Qualsiasi rivista sportiva dopo l'eliminazione dei Rockets dai Playoff
Quote rosso1.png Oh sì... giocheremo contro i Rockets nei Playoff!! Quote rosso2.png

~ Tutte le squadre (poche) che hanno affrontato i Rockets ai Playoff
Quote rosso1.png Se non avrò infortuni o acciacchi... vinceremo l'NBA, ve lo prometto!! Quote rosso2.png

~ Tracy McGrady ogni anno
Quote rosso1.png Ma come cazzo fanno a non vincere mai con quel palo della luce di Yao Minchia sotto il canestro?!? Quote rosso2.png

~ Chiunque sia ignorante di basket

Gli Houston Rockets sono una squadra NBA così idiota che non vince l'NBA da 5679075945978745875 minuti, nonostante essi siano sempre i favoriti numero 1.

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Perché lei lo sa fare e i Rockets no?!? Andrebbe messa in campo...

[modifica] La storia

La squadra più calunniata dell'NBA (Nati Bastardamente Alti), è nata quasi per caso e in circostanze ancora da comprovare. Infatti la prima delle 5 teorie dice che un giorno di qualche secolo addietro, un gruppo di cantanti rock di Houston furono colpiti da un pallone di basket ed ecco che lì... ebbero la brillante idea di fondare questa squadra, e di chiamarla in loro onore Rockets. La 2° tesi dice invece che, a seguito di una trasformazione chimica mai vista sulla terra, si sia formata la parola Rockets, accompagnata dalle lettere NBA, su un meteorite di una sperduta steppa galattica, e che esso incredibilmente sia finito nei pressi dell'odierna Houston quando ancora gli Aztechi vivevano lì. Gli Aztechi allora capirono che dovevano attrezzarsi anche loro di una squadra cestistica e fondarono i Rockets. La 3°ipotesi è quella dell'invasione di popolazioni mongolo-cinesi che varcando lo stretto di Bering e arrivando in Texas, fecondarono una giraffa da cui nacque Yao Ming che fondò la squadra e visse per secoli prima di poter giocare ora in NBA. La 4°teoria Houstoniana dice che i Rockets sono un invenzione dei 7 nani di cui Pisolo McGrady è il più grande sostenitore... tanto che ancora "gioca" con loro!! L'ultima possibilità poco probabile è che Houston sia stata costruita, e con essa la sua squadra NBA, da tutti gli sfigati di San Antonio... così si spiegherebbe l'egemonia degli Spurs su Houston. Fatto sta che, in qualsiasi maniera essi siano nati, adesso popolano i campi NBA e fanno sprecare, ogni anno, miliardi di dollari ai poveri e deficienti abitanti di Houston che si ostinano a seguirli.

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Disperazione Houston...

[modifica] Gli insuccessi

L'NBA a ottobre/novembre è sempre pronta a consegnare l'anello di diritto ai Rockets, ma bastano 3/3,5 partite per capire che non avranno chance. I Rockets non sanno cosa voglia dire la parola vittoria... ecco spiegato perché i dizionari venduti a Houston siano più leggeri, infatti sono sprovvisti dei vocaboli: vittoria, vincere, vittorioso, successo, gioia, esultare, felicità, anello, semifinale, finale, gara 5/6/7 ecc. Inoltre è ormai risaputo e scientificamente testato che le vittorie del 94/95 dei Rockets siano stati illusioni collettive ad ampio raggio ed effetto... effetto infatti ormai svanito.

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Olajuwon in uno dei rari momenti di esaltazione Houstoniana... incredibile!!

[modifica] I giocatori del passato

Risulta inconcepibile come super-stelle del calibro di Olajuwon, Mutombo, Malone, Drexler, McGrady e Barkley abbiano voluto macchiarsi la carriera nonché la vita ai Rockets... eppure questi perdenti sfigati hanno potuto vantarli tra le proprie fila!!

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Il Toyota Center popolato da illusi che credono fermamente che i Rockets possano battere qualcuno...

[modifica] L'arena

Per cercare di ottenere l'annessione di Houston alla Cina, i Rockets hanno tentato pure di uccidere tutto il proprio staff per dare posto di lavoro a 4 disgraziati lontani parenti di Yao Minchia, ma poiché il piano è stato sventato grazie all'unione di FBI, NCIS, BAU, NASA e Intelligence, i Rockets hanno cercato di ingraziarsi i cinesi facendo tappezzare l'arena di sponsor Toyota... con tanto di super scritta sul tetto!! Il Toyota Center, come viene chiamato, è un posto molto strano, dove accadono cose veramente ambigue ai sostenitori dei Rockets. Infatti in questa arena non è difficile essere vittima di ripetuti déjà vu, ovvero di situazioni che i tifosi sentono di avere già visto o sentito, ecco che qui ne elenchiamo alcune:

  • Le luci buie a fine partite ti fanno rivivere sempre una sconfitta;
  • Il suono molto sgradevole dei ferri dei canestri colpiti ripetutamente dai Rockets ti costringono a vedere e rivedere tiri sbagliati;
  • Le grida gioiose ed esultanti degli avversari (lo farebbe pure il Barletta Team) che significano sconfitta;
  • I rumori delle testate che Yao Minchia rifila ai tabelloni evocano e rievocano la sconfitta;
  • Le grida di dolore di McGrady significano sempre infortunio.

Abbiamo quindi visto molti déjà vu che colpiscono i decrepiti sostenitori degli Houston Chinese, ma altre stranezze li bersagliano e attanagliano come ad esempio la presenza straripante di cinesi che affollano le tribune del Toyota Center, il fatto che i seggiolini siano macchiati dalle sostanze che di tanto in tanto alcune persone vi rovesciano in seguito all'ennesimo Ko o il dover schivare pallonate (che i Rockets spacciano per tiri) durante il match. Si stima infatti che, in ogni partita di Houston, finiscano 67 palloni in tribuna, i quali tutti per mano di Artest che odia tutti o di McGrady che si svegliava di soprassalto mentre possedeva il pallone. Tutto ciò dovrebbe bastare per comprendere come sia meglio tenersi lontani, almeno a un raggio di 3500 miglia, dal Toyota Center... non un arena qualunque, ma l'arena dei Rockets!!

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Continuo a pensare che le cheerleader siano quanto di migliore riguardi i Rockets...


[modifica] Sei un tifoso dei Rockets se...

  • Ogni anno sei convinto che Houston vinca l'NBA;
  • Per la convinzione di ciò punti 4000 dollari sulla vittoria;
  • In primavera ti scoraggi visti i risultati... ma non molli;
  • Hai visto giocare McGrady sì e no quattro volte all'anno;
  • Hai ritenuto Artest l'arma decisiva per vincere il titolo;
  • Vorresti che Yao Ming entrasse dentro al canestro accompagnando il pallone;
  • Giustifichi la tua squadra dopo ogni batosta, dicendo che hanno influito gli infortuni;
  • Sei idiota;
  • Sei credulone;
  • Esulti quando i Rockets vincono contro le piccole come se avessero vinto l'NBA (ma quello è impossibile!!).

[modifica] Curiosità sul roster dei Rockets

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Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse vuoi veder crescere le margherite dalla parte delle radici?

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Ecco Mutombo che fa la cheerleader della panchina insieme agli altri idioti in maglia Houston!!

  • Yao Minchia, alto 6 metri e due mele e poco più;
  • Brom Brom Artest, litiga anche con il pallone... con lui forse in particolare;
  • Rafer Charleston Alston, è un giocoliere che sarebbe più adatto al circo di Moira Orfei;
  • Wafer Loacker, risulta croccante e dolce al gusto... ma di basket non se ne parla;
  • Martin Lutero Head, è un giocatore inutile;
  • Luis Scolapasta, è un giocatore a differenza dei 4 sopra citati... ma è bianco e argentino;
  • Brant Barry, fa continui viaggi alla posta di Houston per ottenere la pensione;
  • Shane Battier Defense, se tutti difendessero come lui... i Rockets quasi sarebbero una squadra;
  • Dikembe Mutombo, fa la CheerLeader dopo ogni raro canestro importante di Houston;
  • Chuck Hayes, è un Ufo e fa numero in panca;
  • Carl Landry, giovane di belle speranze ma a Houston si è macchiato la carriera;
  • Aaron Brooks, gioca in mezzo ai cadaveri... quindi ne risente negativamente.
  • James Harden, gran bel giocatore... ma tra pochi anni si ritirerà per la sua barba troppo lunga: ha deciso di non tagliarla finché i Rockets non vinceranno il titolo.


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