Highway to Hell

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ATTENZIONE: QUESTA PAGINA È ROCK!!!
Quote rosso1.png Accidenti, Highway to Hell è proprio rock. Sì insomma, capisci quello che voglio dire? Non dico punk, metal o house, parlo di rock; e non un rock poco rock, ma vero rock rock. Un rock che ti entra nelle vene e ti penetra nell'anima senza lasciarti andare... proprio rock insomma.
L'house, il metal e il punk sono lenti. Highway to Hell è rock.
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Copertina australiana dell’album.

Quote rosso1.png A iniziare dal titolo è un cd chiaramente satanista con alto contenuto di messaggi subliminali al suo interno per traviare le menti dei giovani. Quote rosso2.png

~ Prete su Highway to Hell
Quote rosso1.png Ascoltalo e piantala di dire stronzate. Quote rosso2.png

~ Gesù in risposta al prete

Highway to Hell è un abum degli AC/DC. L’ultimo degli anni '70, l’ultimo con Bon Scott alla voce e l’ultimo che valga la pena di ascoltare. Il cd venne registrato nel 1979 con l’aiuto di Satana e di Belzebù nelle viscere del settimo girone infernale. Come raccontato nella title track del disco, il gruppo aveva vinto un biglietto di sola andata per l’inferno ad una gara di bevute all’ultimo goccio di alcool tra Bon Scott e Lemmy tenutosi alla fine di un concerto a Londra.

Bon Scott espresse il desiderio di riuscire a produrre una cosa talmente stupefacente da essere ricordato fino al giorno del giudizio come uno dei più grandi cantanti mai esistiti. Ci riuscì solo che con Satana barattò il successo con la sua anima. Il progetto iniziale prevedeva l’inserimento di 666 tracce nel disco scelta scartata in seguito per la mancanza di tempo per registrarle, così decisero di inserirne solamente 10 che sarebbero comunque bastate ai comuni mortali.

Le chitarre di Angus Young e di Malcolm raggiungono note sconosciute sulla Terra fino al tempo, alla batteria Phil Rudd distrugge centinaia di bacchette per canzone, la voce indiavolata di Bon sembra uscita direttamente da una distilleria di whisky mentre Cliff Williams sta a guardare tutto il tempo tranne per qualche piccola improvvisazione qua e la.

Il disco fu un successone incredibile già un mese dopo la sua uscita in tutto il mondo. Neanche i Pooh ne Mino Reitano potevano contrastarlo. Purtroppo però il diavolo aveva buona memoria e neanche un anno dopo tornò a saldare il suo debito con Bon Scott portandolo per l’appunto da se stesso, cioè andò al diavolo. Tutt’oggi ad anni di distanza il riff iniziale del singolo Highway to Hell viene atteso ad ogni concerto della band, solo che a cantarlo alla bell’e meglio c’è il sostituto temporaneo di Bon, in attesa del suo ritorno, cioè Brian Johnson.

Sul finire degli anni ’70 il ricordo della Guerra del Vietnam, della nascita della moda Punk, del sequestro di Aldo Moro e di un sacco di altre cose inutili vennero offuscati da questa pietra miliare del rock. E per questo possiamo ringraziare una sola persona senza la quale tutto ciò non sarebbe stato possibile: grazie mamma di Bon Scott Satana.

[modifica] Tracce

  1. Highway to Hell. L’autostrada a cui si riferisce il gruppo è la Salerno-Reggio Calabria. Dopo 28 ore di fila al casello per riuscire ad uscirne gli venne l’ispirazione per il titolo.
  2. Girls got rhythm. Canzone scritta dopo che avevano visto una gara femminile di macarena in un villaggio vacanze.
  3. Walk all over you. Una curiosa dedica alle merde di cane sulla quale tutti prima o poi siamo destinati a passarci sopra.
  4. Touch too much. Canzone dedicata alle palpatine date alle fans durante i concerti.
  5. Beating around the bush. Avverte il mondo sul pericolo che avrebbe costituito 20 anni più tardi l’intera famiglia Bush. Bon era capace di prevedere il futuro.
  6. Shot down in flames. Scritta dopo che gli amplificatori delle Gibson avevano preso misteriosamente fuoco durante le prove.
  7. Get it hot. Non pensate male probabilmente il “prendilo caldo” è riferito a un caffè o qualcos’altro sicuramente. Ma chi voglio prendere in giro…
  8. If you want blood (You’ve got it). Racconta delle continue e fastidiose fuoriuscite di sangue dal naso di Angus.
  9. Love hungry man. Il misterioso uomo affamato d’amore. Il cattivone che tormentava le notti insonni di Bon Scott nel dopo sbronza.
  10. Night prowler. Narra la simpatica storiella di un maniaco omicida, stupratore, rapinatore e falsificatore di banconote.

[modifica] Formazione

  • Bon Scott – whisky invecchiato
  • Angus Young – chitarra e sudore
  • Malcolm Young – chitarra (dice lui)
  • Cliff Williams – non pervenuto
  • Phil Rudd – batteria e batteri

[modifica] Curiosità

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Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse ti incuriosisce sapere com'è dormire coi pesci?

  • Alla fine di Night Prowler si può sentire Bon Scott bestemmiare perché gli è caduto il bicchiere di birra.
  • La protagonista di Touch too much è tua madre.
  • È stato inserito dalla rivista Rolling Stones al 101esimo posto tra i “100 album che hanno cambiato la storia del rock”.
  • Nei live Angus indossa un paio di corna donategli dalla moglie in ricordo del favore che era stato fatto al gruppo dal diavolo in persona.
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