Guerra di Corea

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Soldati coreani.jpg

Soldati della Corea del Nord e Sud a confronto: da notare le evidenti differenze etniche

Quote rosso1.png Domani mattina attaccheremo quei maledetti musi gialli! Quote rosso2.png

~ Kim Il-sung, capo supremo della Corea del Nord.
Quote rosso1.png Generale, i nostri informatori ci riferiscono di strani movimenti al confine: 150.000 uomini, 300 carri armati e l'intera zona è sorvolata da 200 aerei da combattimento; quei maledetti musi gialli ci vogliono invadere!! Quote rosso2.png

~ Acuta osservazione di un ufficiale sudcoreano.
Quote rosso1.png Ma va? Quote rosso2.png

~ Rassegnata risposta del generale.

La guerra di Corea, detta anche guerra dei chicchi di riso o guerra Scotti, altro non è stata che una scaramuccia tra compaesani verificatasi nell'intervallo fra la seconda guerra mondiale e il conflitto in Vietnam. L'unico motivo che spinse i libri di storia a ufficializzarne l'esistenza risiede nel fatto che uno dei due schieramenti possedeva la bomba atomica, pazientemente ricostruita dopo aver raccolto i frammenti di quelle scoppiate a Hiroshima e Nagasaki: art attack evidentemente a qualcosa era servito.

[modifica] La penisola che non c'è

Coreani al mare.jpg

Se non è un buon motivo per farsi la guerra questo....

Le guerre, come tutti sanno, rappresentano un'eccezionale opportunità per scambiarsi porzioni di territorio: una specie di Monopoli, ma un po' più cruente. Scoppiano generalmente per motivi molto seri come una scoreggia fuori confine, un incidente stradale (preferibilmente con un capo di Stato a bordo) o per un colpo di sonno di qualche addetto al lancio di missili terra-terra. Nel caso della Corea no, niente di tutto questo! Poco prima della fine della seconda guerra mondiale, i giocatori di Monopoli si ritrovarono tutti in un residence di Yalta per definire a chi toccasse Parco della Vittoria piuttosto che Vicolo Corto. Dopo estenuanti trattative raggiunsero un accordo nel quale però si dimenticarono di inserire quella insignificante penisola chiamata Corea. Quest'ultima, essendo terra di nessuno, fu presa in considerazione solo da un cartomante nel corso delle previsioni del tempo; bastarono due frasi per far scoppiare il casino:


Quote rosso1.png Questa estate sarà la più calda degli ultimi cinquanta anni. Quote rosso2.png

~ Trisavolo di Giugliacci alla televisione russa.
Quote rosso1.png Questa estate sarà la più calda degli ultimi cinquanta anni. Quote rosso2.png

~ Trisavolo di Giugliacci alla televisione americana.

Nel giro di poche settimane migliaia di famiglie russe cominciarono a occupare la Corea da nord verso sud per trascorrere le ferie, altrettanto fecero le famiglie degli americani coinvolti nel conflitto partendo dalla parte meridionale. All'altezza del 38° parallelo il fattaccio: megacoda di vacanzieri senza neanche una pattuglia di ausiliari del traffico a dare una mano, inaccettabile per l'intera comunità internazionale. L'unico a guadagnarci qualcosa fu il trisavolo di Giugliacci che intascò i soldi due volte per la solita previsione.

[modifica] Il conflitto

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Truppe della Corea del Sud in movimento.

Gli indigeni della penisola, che noi chiameremo per comodità coreani mangiacani, non gradirono molto l'invasione di tutti quei turisti. Quest'ultimi però furono ben presto conquistati dai nuovi ospiti: quelli del sud con sigarette e cioccolata, quelli del nord con la promessa di non mangiare i loro bambini. All'inizio tutto sembrava filare liscio come l'olio, ma dopo un breve periodo di apparente e pacifica convivenza gli spazi cominciarono a scarseggiare, dando il via alle prime scaramucce fatte di gavettoni con acqua radioattiva. E dando fuoco all'olio.

Kim Il-sung, chiamato "il bruttaio" per le evidenti problematiche fisiche, si autoproclamò santo protettore degli abitanti del nord dopo aver vinto un concorso da bagnino indetto trentotto anni prima. In gran segreto cominciò a radunare e addestrare migliaia di reclute per mettere in pratica il suo piano di invasione meglio conosciuto come "strategia del cazzo". Fra una esercitazione e l'altra imparò perfino a nuotare. Nel sud del paese invece la popolazione, ignara dei propositi bellici dei vicini di casa, continuò allegramente a prendere il sole guardando tutte le puntate di Baywhach. Ma gli americani, che notoriamente sono molto furbi, e grazie ai droni acquistati dalla Lego, tennero sotto controllo il confine.

Quote rosso1.png Possiamo anche andarcene, qua non scoppierà nessuna guerra! Quote rosso2.png

~ Comandante delle truppe americane poco prima dell'inizio del conflitto.

Alle quattro del mattino del 25 giugno 1950, dopo colazione, le truppe nord-coreane oltrepassarono il confine. Dopo dieci minuti il conflitto poteva essersi già dato per finito, visto che a quell'ora dormivano tutti. Solo alle undici arrivò un comunicato ufficiale di Kim:

Sto caricando i dati... Attendere! " Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr."

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L'esercito sudcoreano, addestrato come i vigilantes di Milano 2, non riuscendo a contrastare l'avanzata dei cugini di campagna, chiamarono le Nazioni Unite per avere rinforzi. Che non mancarono, come si evince dalla seguente tabella riassuntiva:

Stato Aiuti
Stati Uniti Soldati da uccidere pronti all'uso
Colombia Droga
Sudafrica Negri
Etiopia Maratoneti negri
Thailandia Transessuali pronti a tutto
Olanda Fumo
Francia Testate Zidane
Canada Orsi
Grecia Cerchi olimpici originali, prima edizione
Italia Ombrelloni
Australia Canguri kamikaze
Turchia Cessi
Regno Unito Sex Pistols

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La superiorità numerica e bellica dei nordcoreani era evidente, ciononostante i due schieramenti per diversi mesi si fronteggiarono alternando successi a disfatte. Furono le differenze somatiche però a giocare un ruolo chiave, tanto che a un certo punto i soldati furono costretti a indossare casacche colorate per distinguersi. Tutte gialle ovviamente. Ma il conflitto del Vietnam era alle porte: le scadenze andavano rispettate; inoltre cominciava a scarseggiare lo spazio per sotterrare i defunti. Fu così deciso di fare la pace e dividere temporaneamente il paese in due là dove tutto era iniziato, con la promessa di riprovare seguendo il calendario bellico mondiale.

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