Guerra del Peloponneso

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La guerra del Peloponneso è stato un conflitto a fuoco cominciato per sbaglio tra Sparta, la superpotenza militare dell'epoca, e Atene, capitale della moda ellenica. Causa della guerra era la supremazia sulla Grecia e stabilire una volta per tutte quale delle due città fosse la più figa.

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Articolo della Settimana
dal 11 aprile 2011 al 18 aprile 2011.

[modifica] La lega delio-attica e i primi scazzi con Sparta

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Cimone mentre si gratta un capezzolo.

Nel 477 a.C., pochi anni dopo il trionfo delle guerre persiane, Atene era sulla cresta dell'onda. Il turismo era alle stelle, erano appena state aperte due linee della metro ed era la prima città d'Europa ad aver sostituito i semafori con le rotatorie. Approfittando del momento di celebrità aveva creato assieme ad altre poleis di mare la Lega delio-attica, con sede a Delo, un'organizzazione no-profit che aveva il malcelato compito di rendere Atene la città più glamour del mondo. Intanto Temistocle, l'eroe di Salamina, era stato ostracizzato per aver indossato i sandali con i calzini e si era dovuto rifugiare - ironia della sorte - alla corte persiana lavorando part-time presso un call-center.

Nel 464 Sparta fu colpita da un violentissimo terremoto e gli Iloti della Messenia, da sempre assoggettati alle angherie di Sparta, ne approfittarono per fare festa, ribellarsi e mettere in vendita t-shirt con lo slogan Gli spartani puzzano!. Sparta era dunque in una situazione talmente disperata da spingersi addirittura a chiedere aiuto ad Atene. Gli Ateniesi, inizialmente riluttanti, furono convinti ad intervenire militarmente dalle lusinghe del brillante uomo politico Cimone, che vedeva nella situazione un'ottima occasione per dare lustro alla città e sfoggiare le nuove armature di Dolce e Gabbana. Fu così inviato un piccolo contingente militare. Sul fronte però, i soldati ateniesi si rivelarono utili come una forchetta per mangiare il brodo, inoltre pare che essi si intrattenessero di nascosto con gli Iloti per scambiare gli ultimi numeri di Vogue. Gli Spartani esasperati rimandarono i soldati a casa rassegnandosi all'idea che l'unica cosa utile fatta dagli Ateniesi in quell'occasione era stata cambiare le tendine del bagno. Naturalmente il gesto fu interpretato dagli Ateniesi come un'offesa mortale, nonché l'ennesima conferma dell'omofobia degli Spartani, e portò alla definitiva rottura dell'alleanza fra le due città.

Cosa succedeva nel frattempo fra le città della lega delio-attica?
Atene stava silenziosamente prevaricando sulle altre poleis usando i fondi della lega per allestire centri commerciali e boutique di lusso, mentre le altre città rosicavano in silenzio senza poter reagire in nessun modo e senza poter uscire dalla lega perché non esisteva una clausola rescissoria.

Quote rosso1.png Come sarebbe a dire che siete contrari all'edificazione di una clinica per lo sbiancamento dei peli pubici nel centro di Atene? Quote rosso2.png

~ Gli ateniesi espongono il loro ultimo progetto alla lega

[modifica] Il conflitto

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Pericle in assemblea.

Due poleis come Atene e Sparta, l'una fiera sostenitrice della ceretta inguinale, l'altra talmente rozza da essere nota in tutta la Grecia come l'unico posto dove le donne erano più pelose degli uomini, non potevano convivere pacificamente. O anche sì, però non successe, e se le diedero di santa ragione. Così nel 431, dopo svariate scaramucce alle quali erano seguite paci raffazzonate, ebbe definitivamente inizio la guerra del Peloponneso, annunciata dalla comparsa dei titoli di testa.
Le truppe di terra spartane erano in numero maggiore e avevano il vantaggio di non essere tipi da porsi il problema della pettinatura durante un combattimento - al contrario degli Ateniesi - , d'altro canto sul mare Atene non aveva rivali e possedeva una flotta ragguardevole. Quel furbacchione di Pericle aveva ben chiara la cosa e sapeva come sfruttarla a suo favore: decise di non avere mai uno scontro campale contro Sparta e rinchiuse tutti i cittadini dell'Attica tra le mura della città. Per persuadere i cittadini a lasciare la loro casa ricorse ad un astuto espediente: finse di organizzare un enorme toga party a casa sua. In questo modo gli Spartani saccheggiarono senza problemi i territori dell'Attica, ma si fermarono davanti alle mura nemiche incapaci di valicarle, dato che il citofono non era stato ancora inventato. Nel frattempo gli Ateniesi si lanciavano in numerose incursioni navali allo scopo di indebolire il nemico e fare rifornimento di beni di prima necessità quali shampoo alle erbe, creme per le mani e smalti per le unghie.

Dopo alcuni anni però iniziarono ad avvertirsi i risvolti negativi dell'idea di Pericle: gli Ateniesi erano infatti noti in tutta l'Ellade per le loro abitudini promiscue; ciò, unito alla necessità di vivere insieme in uno spazio ristretto, portò ben presto alla più grande epidemia di sifilide della storia, nonostante la sifilide non fosse stata ancora scoperta.

[modifica] La pace di Nicia

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Il bombardamento del Pireo.

Nel frattempo la guida dell'esercito spartano era stata assunta da Brasida, un valoroso guerriero, sei volte campione regionale alle olimpiadi di lancio della vacca, che decise di spostare il fulcro della guerra in Tracia per provocare la defezione degli alleati di Atene, i quali, inutile dirlo, ne avevano già le palle piene sia degli Ateniesi sia della guerra. Sotto le mura della città di Anfipoli si consumò una dura e risolutiva battaglia che fu vinta faticosamente dagli Spartani, ma che provocò la morte di Cleone, l'effeminato condottiero Ateniese che aveva preso il posto di Pericle.

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«Chi cazzo mi ha smerdato tutto di sangue! guarda che schifo, sono tutto ricoperto! la mia bellissima armatura di Pradaaaaaa...»
(Cleone poco prima di morire)

Si giunse così alla pace di Nicia, un accordo di cinquant'anni durante i quali le due potenze si impegnavano a non combattere fra di loro e a difendersi vicendevolmente in caso di invasioni esterne. Anche se non si capisce bene chi avrebbe dovuto invaderli.

[modifica] Seconda fase: Alcibiade la merda

Agli Ateniesi la pace non piacque, poiché volevano continuare ad espandersi per esportare la democrazia. Il partito democratico, favorevole alla guerra, fece quindi vincere Alcibiade, guerrafondaio incallito, truccando le primarie.

Alcibiade trovò quindi il pretesto per entrare in guerra nello scontro tra Segesta e Siracusa, protetta da Sparta. Ma la sera prima della partenza, si scoprì che i biglietti per il traghetto erano stati tutti rubati. Alcibiade allora occupò il traghetto con l'esercito e partì ugualmente. Arrivato in Sicilia, ricevette un avviso di garanzia che gli imponeva di tornare in patria per presentarsi al processo che lo vedeva colpevole per l'occupazione dei traghetti e per aver abbinato i sandali rosa con una tunica bianca. Alcibiade, incazzato nero, passò dalla parte degli Spartani, mentre l'esercito ateniese fu lasciato nelle mani del vice di Alcibiade, Toby il cane parlante. Come prevedibile, le truppe ateniesi furono sconfitte in attesa di ricevere ordini dal cane: i prigionieri furono umiliati, mentre i loro generali furono costretti a non lavarsi i piedi per due settimane.

[modifica] Terza fase

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Questo articolo contiene dettagli che potrebbero rovinarti la "sorpresa", come per esempio il fatto che

Sparta vince e Atene perde!
Beh, ormai che l'ho detto puoi anche leggere tutto...

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Poiché Sparta voleva subito avvantaggiarsi della sconfitta ateniese, attaccò repentinamente la città nemica senza dare nemmeno un po' di intervallo tra la fine della seconda fase e l'inizio della terza, cosa che provocò le proteste del pubblico, che sperava di poter andare un attimo in bagno. Gli Spartani, pur di battere Atene, chiesero aiuto a chiunque per costruire una flotta, persino agli acerbi nemici Persiani. Ma nonostante ciò, vennero comunque sconfitti, poiché non avevano esperienze sulle battaglie navali e pensavano che le triremi si spostassero dando ordini come i cavalli.

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«Probabilmente non si muovono perché non riconoscono il padrone.»
(Generale spartano alle prese con una trireme)
Muro di Berlino1.jpg

Gli Spartani assediano le Lunghe Mura.

Ma gli Ateniesi non si diedero per vinti e, nonostante la situazione già precaria, decisero di peggiorarla ulteriormente. I comandanti della flotta ateniese furono accusati di non essere froci abbastanza. Per l'opinione pubblica ateniese era troppo, e sei dei dieci comandanti furono giustiziati mentre i rimanenti furono condannati ai lavori forzati come pedicuristi. L'intervento persiano al fianco degli Spartani fu pagato a caro prezzo da parte di tutto il mondo greco: il re Dario II (pron. Darioii) pretese l'egemonia su tutte le poleis greche dell'Asia Minore, che si ritrovarono di colpo piene di persiani, venditori di tappeti persiani e di pakistani che quando piove tentano di venderti un ombrello. In un attimo fu così reso vano tutto ciò che era stato ottenuto tramite sangue e sudore con le guerre persiane: essere assoggettati ad Atene o Sparta anziché dai Persiani.

La battaglia finale si ebbe alla foce dell'Egospotami, un ruscello su cui gli Spartani costruiranno un'autostrada. La flotta ateniese fece acqua da tutte le parti e, dopo la sconfitta, i membri della Lega fecero finta di non aver mai sentito parlare di Atene in vita loro. La città, difesa dalle mura, resistette all'assedio spartano per ben due giorni, fino a quando cioè non terminarono le scorte di crema solare in città.

Per ripicca di tanti anni di rompimento di coglioni, gli Spartani presero duri provvedimenti contro la capitale attica:

  • abbatterono le Lunghe Mura e le fortificazioni del Pireo, lo stadio e il circuito di Formula 1
  • vietarono ad Atene di avere più di 12 triremi nel porto; tali triremi dovevano poi essere tutte femmine per evitare che si riproducessero
  • vietarono agli Ateniesi di andare in giro senza mutande
  • vietarono agli Ateniesi di lavarsi i piedi
  • imposero un governo presieduto da 30 Spartani, rigorosamente ubriachi, passati alla storia come i Trenta tiranni trentini che andarono a Trento tutti e trenta trotterellando

Terminò così la guerra del Peloponneso, una guerra fratricida con cui ebbe fine l'era glaciale.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

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