Giovanni Verga

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Quote rosso1.png Mai sentito nominare, sarà un dilettante di sicuro.. Quote rosso2.png

~ Rocco Siffredi su Giovanni Verga
Quote rosso1.png Beato chi muore nel proprio letto. Quote rosso2.png

~ Autogufata di Giovanni.

È un mistero tutt'ora irrisolto quello della nascita di Giovanni Verga (Giovanni Carmelo & Verga production): sappiamo che è stato scrittore, attore, drammaturgo, giornalista, Senatore del Regno d'Italia e tante altre cose, ma soprattutto pioniere della letteratura erotica senza che lui ne fosse a conoscenza. Non esiste infatti una data esatta di nascita: le uniche notizie certe (ma non troppo) sono il luogo, Catania[1], e la lunghezza del membro, due centimetri. Qualcuno riferisce di averlo visto germogliare sotto un cavolo (i genitori erano proprietari terrieri), altri sostengono che il neonato fosse stato il primo premio nella tombola organizzata dal circolo parrocchiale. È noto a tutti (anche se i libri di letteratura non lo riportano) che Giovanni soffrisse di disturbo bipolare borderline che, curato con troppo Topamax, favorì l'imporsi del lato nascosto (dai pantaloni).

Altre fonti (poi basta, prometto) riportano la versione secondo cui Giovanni sia nato il 31 agosto del 1840 ma, per una dimenticanza o un ingorgo trovato al rientro dalle vacanze, sia stato registrato all'anagrafe due giorni più tardi, il 2 settembre.
Qualcuno ha sollevato dubbi anche sull'identità della mamma, forse perché si chiamava Mauro[citazione necessaria].

Lo stesso Verga provò a verificare il giorno esatto in cui è stato messo al mondo: dopo innumerevoli tentativi falliti con Google, si recò in Comune ma non risolse l'enigma. In una lettera indirizzata al commercialista si legge testualmente:

" Illustre amico, sono stato in Municipio per conoscere la data esatta della mia nascita; pare che io non sia mai nato, che culo! Evaderò le tasse a vita."

Giovanni Verga

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I complottisti mettono in dubbio anche il luogo: Catania sarebbe stata scelta perché in serie A, mentre il paese che ha dato i natali al protagonista (Vizzini) militava nelle categorie dilettanti. Poca roba...

[modifica] Studi e prima fecondazione

Il ragazzo aveva poca voglia di studiare e come se ciò non bastasse i professori lo obbligavano a leggere mattoni opere di autori che portavano nomi quali Dante, Petrarca, Tasso e Mario Monti. Nel pomeriggio però si dilettava con le figure illustrate: Cicciolina e Moana Pozzi le più gettonate. In quegli anni, fra un'epidemia di colera e raffreddore, era usanza traslocare spesso per dribblare i virus. Tant'è che durante una trasferta nelle campagne siciliane, da adolescente compie il primo stupro ai danni di una contadina cubana del Congo. La Verga si era svegliata! Azione talmente veloce che la malcapitata fu fermata da una pattuglia della polizia stradale e multata per eccesso di gravidanza, e il parto avvenne dopo soli nove giorni. La consapevolezza di avere un lato "b" della personalità lo convinse in un primo momento di essere un 45 giri in vinile, in un secondo di possedere uno strumento utile per il futuro (da questa consapevolezza nascerà successivamente il "positivismo"). Tornato lucido, scappa da Catania per non riconoscere il figlio.

[modifica] Esperienze a Catania

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Verga dopo essersi ossigenato. Come al solito quel distrattone si dimenticò di passarsi i baffi.

Dopo la prima performance, Verga comincia ad avere il sopravvento su Giovanni: approfittando dei disordini scoppiati per la reintroduzione dell'Imu dal governo Bersani, dietro lauto compenso vengono sottomesse numerose meridionali donzelle, o, almeno, quelle risparmiate dal colera e dal raffreddore. Il fenomeno negli anni raggiunge livelli tali che il 50% della popolazione di Catania porta il suo cognome (fonte: Pagine Gialle). Toccherà a Nino Bixio dare la caccia a Giovanni che, impossibilitato a dividersi dalla Verga, risponderà con veemenza alla carica della polizia. Sarà arrestato con l'accusa di lancio di racconti, poesie e coriandoli fuori stagione. Anche gli studi in giurisprudenza e le esperienze come giornalista rappresentano un bivio fondamentale nelle future tecniche narrative: le prime non le finì, le seconde affondarono dopo i risultati delle vendite del settimanale da lui creato, due copie.

[modifica] Gli anni fiorentini

Dopo aver avuto rapporti sessuali di lavoro con tutta la regione Sicilia (isole comprese), la Verga suggerisce a Giovanni di spostarsi più a nord, nella capitale del regno della libido: Scopeti. In quegli anni la città era meta preferita di tutti i principali editori e scrittori del genere soft core, grazie alle megalomanie sessuali di un politico emergente di nome Renzi (figlio segreto di un certo Pacciani Pietro). Inizia a creare i romanzi che in futuro lo renderanno famoso in tutto il mondo, intervallati solo da una pausa di un anno a causa del colera che evidentemente sentiva la sua mancanza. Da segnalare il grande successo di critica per "Una peccatrice", la storia di un operaio che per festeggiare la vincita al gratta e vinci decide di farsi la escort più cara della città prima di riscuotere il premio, salvo suicidarsi quando scopre che la stessa gli ha rubato il tagliando.

[modifica] Gli anni milanesi

Come ogni VIP che si rispetti non poteva mancare una parentesi milanese: sfilate di moda, festini ad Arcore e frequenti apparizioni a "pomeriggio cinque" non lo distolgono dal lavoro. In questi anni la produzione annovera veri e propri cult, lo si evince anche solo leggendo i titoli (non necessitano di modifiche, il filone erotico è fin troppo evidente):

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Giovanni Verga negli anni milanesi.

  • I Malavoglia[2]
  • Eros
  • La roba[3]
  • Tigre reale
  • Rosso Malpelo
  • Fantasticheria
  • La Duchessa delle Gargantas
  • L'onorevole Scipioni
  • L'uomo di lusso
  • Il marito di Elena

in quest'ultimo Giovanni decide di aggiungere una particolarità che i precedenti romanzi ostentavano, la trama; mentre i precedenti inaugurano il filone del genere "amatoriale" per la naturalezza con cui vengono descritti i protagonisti, (qualcuno lo definirà verismo).
Il 5 dicembre del 1878, o 1788, o 8718 (insomma, fate voi) muore la mamma, stavolta la partita a nascondino l'aveva vinta il colera.
A seguito di questo evento Giovanni passerà un periodo di depressione, superato in fretta grazie a dosi massicce di viagra acquistato su internet. Il successo varcò perfino i nostri confini: dopo essere stato a Parigi da un produttore svizzero che parlava solo il tedesco, firmò un contratto che prevedeva la traduzione di tutte le sue opere scritte in dialetto siciliano.

[modifica] Ritorno a Catania e crisi creativa

Causa overdose di lavoro, e complice l'ennesima crisi d'identità, Giovanni decide di prendere il primo volo low cost per tornare nella sua città natale (anche se non sapeva quale fosse). Verga si oppose naturalmente, anche perché voleva comporre una sceneggiatura per il primo lungometraggio erotico con protagonista una donna (sarebbe stato il primo film del genere nel quale le attrici si preoccupano più di parlare che trombare..). Lo scrittore dovette anche affrontare grossi problemi legati alla mancata retribuzione per i diritti d'autore delle sue opere, ma risolse tutto grazie a un avvocato emergente dell'epoca, un certo Ghedini.

[modifica] Tecnica narrativa

Quando Verga cominciò a scrivere le opere che oggi i liceali debbono studiarsi non pensava certo di lasciare un'impronta nella letteratura italiana. Lui voleva solo i soldi. Per cui non stette troppo a piangersi addosso per il clamoroso fiasco dei "Malavoglia", vicenda fantascientifica sulla quale Giovanni puntava le sue fiches per il successo nazionale: dopo una rapida ricerca tra i popolani e le popolane di Catania, finalmente capì che ciò che la gente veramente voleva non erano favole di navicelle galattiche, iperspazio e creature della notte, bensì storie di vita quotidiana. Fu così che Verga decide di passare definitivamente alle soap-opera.
I primi successi non tardarono ad arrivare e Verga riuscì a sfruttare il consenso popolare per raffinare le sue tecniche, fino ad arrivare ad avere un punto di vista sempre più oggettivo, sempre più coinvolto nella vicenda narrata. Gli riusciva così bene che la gente che lo incontrava era desiderosa di linciarlo, poiché convinta di trovarsi dinanzi a un "malpelo peccatore e senza voglia di fare un cacchio".
Le sue tecniche preferite contemplavano per lo più escamotage atte a invogliare il lettore a traslocare la sua immaginazione nella narrazione e a viverla. Il Verga era un maestro in questo: ci riusciva così bene che spesso i suoi lettori, entusiasti dell'esperienza, acquistavano due o tre volte lo stesso libro, per poi rendersi conto della pataccata e reclamare il denaro. Ma Verga era un maestro anche in questo e prima che nascessero i reclami era già sparito dalla circolazione per rifugiarsi in un'altra città.

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Verga reincarnato in se stesso in tempi moderni, con il suo tipico ciuffo da anticonformista e baffetti in progressione.

[modifica] I discorsi indiretti

Tecnica comune per gli scrittori pigri e tirchi: si abbondava di discorsi indiretti, all'uopo eliminando totalmente quello diretto, per togliersi dalle scatole il dover andare a capo e aprire le virgolette o il trattino. In questo modo si risparmiava tempo e spazio.

[modifica] L'impersonalità

Giovanni utilizzava spesso la tecnica dell'impersonalità: pagava un ghostwriter che facesse il lavoro al posto suo, firmava l'opera, poi uccideva il suo collaboratore e si riprendeva i soldi.

[modifica] Gli errori da ignorante

Verga soleva utilizzare un gergo poco raffinato e rasente al dialetto locale ufficialmente per sottolineare il suo stile verista. In realtà almeno il 90% degli scrittori contemporanei sosteneva che Verga, studente fancazzista che non ha portato a termine degnamente nemmeno gli studi all'asilo nido, adottasse quello stile di scrittura perché non ne conoscesse un altro. Il restante 10% degli scrittori era d'accordo con la maggioranza.

[modifica] Lo straniamento

Parola inventata dallo stesso Verga, consisteva nell'eseguire una descrizione "straniata" del soggetto preso in considerazione, ovvero infarcita di termini inventati da lui. Se qualcuno avesse sollevato obiezioni inopinabili su questa insolita tecnica, Verga lo avrebbe stordito, derubato e sarebbe fuggito in un'altra città.

[modifica] Opere principali: tra romanzi, novelle, teatro e melevisione

  • Amore e Patria, romanzo poetico e malinconico cui l'autore versò sudore e lacrime amare. Verga non lo pubblicò mai, anche perché se lo scordò sull'autobus mentre andava in editoria e non lo ritrovò più.
  • Una peccatrice, storia che parla di una stupida sgualdrina viziata e di un deficiente che cerca di filarsela. Nessuno lo cagò, ché fu venduto a un prezzo troppo alto per gli zappaterra che in quegli anni costituivano la maggior parte della popolazione.
  • Storia di una capinera, narrante le peripezie di Maria, sguattera piena di energie e voglia di vivere, che però muore. Nessuno lo cagò, ché fu venduto a un prezzo così basso che tutti pensarono fosse una fregatura.
  • I Malavoglia, a detta dello stesso Verga (ma solo di lui e di nessun altro) un piccolo capolavoro della narrativa. Nessuno lo cagò, ché la popolazione era quasi tutta morta per il colera dell'87.
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"La roba" che si procurava il Verga era micidiale!

  • Nedda, diminutivo di Salvatorica. Il contenuto della novella è, appunto, "il diminutivo di Salvatorica".
  • La roba, dal titolo fin troppo esplicito, parla del periodo hippy del Verga e del suo incontro con i papaveri viola.
  • Rosso Malpelo, novella tragicomica che narra le avventure del ragionier Malpelo, scugnizzo birbone costretto dai colleghi a sbrigare le loro pratiche e dal padrone a risolvere le brighe più noiose o pericolose. Un giorno gli fu affidato un incarico terrificante: riordinare certi incartamenti riguardanti procedure e funzionamento della burocrazia italiana. Prese il taccuino e la stilografica di suo padre, il sacco del pane, la fiasca del vino e la bussola e si inoltrò negli archivi della prefettura di Palermo. Né più si seppe nulla di lui.
  • Mastro-don Gesualdo, mattone indistruttibile e venduto a prezzi vantaggiosi. È il racconto di un povero falegname che si fabbrica un burattino con un pezzo di legno. Poi il burattino prende vita e fa un sacco di casini e poi... No, un momento...
  • Novelle rusticane, raccolta di racconti brevi, così brevi che sembrano stati scritti in quella manciata di minuti che si sta seduti sulla tazza nell'atto di defecare, anche se nessuno l'ha mai potuto dimostrare.
  • La lupa, racconto erotico con protagonista una strega ninfomane. Dal titolo di codesta novella venne in effetti coniato il termine "allupato".

[modifica] Curiosità

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Aci Trezza: un tranquillo villaggio di pescatori.

  • Nella parentesi milanese non si lavò mai i capelli per poter entrare nel ristretto club degli "scapigliati"
  • Per scrivere "Ciclo dei Vinti" si è ispirato alla gestione Moratti dell'Inter.
  • "Drammi intimi" altro non è che la cronaca di una giornata passata con la diarrea.
  • "Amore e Patria" si doveva intitolare con solo uno dei due sostantivi, ma i bookmakers pagavano bene il pareggio.
  • La famiglia Malavoglia possedeva un'imbarcazione chiamata provvidenza, naufragò alla prima tempesta (questa è vera però).
  • Giovanni era convinto che le copertine dei suoi libri create dagli editori servissero per tenere al caldo le pagine.

[modifica] Note

  1. ^ TomTom ci segnala: Catania, Via Sant'Anna 8, accanto al distributore Agip.
  2. ^ La concezione della vita senza sesso: tutti gli uomini sono sottoposti a un destino impietoso e crudele che li condanna non solo all’infelicità e al dolore, ma ad una condizione di immobilismo nell’ambiente familiare, sociale ed economico in cui sono venuti a trovarsi nascendo. Praticamente ricalca il pensiero berlusconiano nel caso la sinistra vincesse le elezioni.. .
  3. ^ Lo sanno tutti che in quegli ambienti gira la droga.
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