Giorgio Almirante
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“Mettiamola in frigo!”
- Giorgio Almirante su la destra che avanza
Giorgio Almirante è stato un politico italiano, degno rappresentante della tradizione dei leader fascisti pelati. Per anni è stato il custode della fiamma tricolore, che teneva nascosta sotto il lettino in quanto i fascisti a quell'epoca non avevano scoperto come accendere il fuoco (oggi hanno imparato e ne sono talmente entusiasti che spesso vanno in giro a dimostrare la loro abilità).
Indice |
[modifica] Vita
Rampollo di una umile famiglia,[1] nacque già pelato, e con i baffi bianchi folti e pronti all'uso. Da ragazzo si rivelò subito molto abile nelle arti oratorie, diplomandosi al liceo classico e laureandosi brillantemente in Retorica Patafisica Soporifera Scappellata (a destra, ovviamente) con una tesi sull'uso della frittura dell'aria nella circonvenzione di masse ignoranti. Durante gli anni dell'università conobbe l'affascinante Donna Assunta Almirante (chiamata così per distinguerla dal fratello Assunta Almirante, a cui somigliava in tutto a parte i baffi, che quest'ultimo non portava), e la sposò con rito fascista (in cui la sposa può entrare in chiesa solo alla fine della cerimonia, per pulire il pavimento).
[modifica] Carriera
Divenne da subito il segretario di redazione della più autorevole rivista di divulgazione scientifica dell'epoca, La difesa della razza,[2] e vi rimase per anni, finché non dovette partecipare alla missione di pace dell'esercito italiano in Africa del nord. Una volta tornato in Italia si accorse con orrore che il suo paese era stato invaso, così dovette riprendere in mano le armi e combattere per la libertà. Durante questi giorni duri diventò il migliore amico di Junio Valerio Borghese, detto JVB, con cui si sollazzava andando a tirare petardi contro i malvagi alieni che avevano invaso il suo paese. Alla fine le soverchianti forze nemiche sconfissero i patrioti, e sia JVB che Giorgio dovettero nascondersi temendo per la loro vita. Qui inizia la seconda parte della vita del nostro, la più triste; infatti, mentre JVB utilizzava con scarso successo il suo colpo preferito, il colpo di stato, Almirante fondò un partito, l'MSI (sigla ignota che secondo alcuni starebbe per Movimiento Sexy Italiano, secondo altri, soprattutto gli elettori meridionali, per Maria Santissima Immacolata), affiancato da numerose associazioni giovanili, come Fare Verde, associazione dei giovani ecologisti fascisti e Fare In Culo, i giovani gay in camicia nera. Così si fece eleggere in parlamento e tentò di abbattere i nemici con la sua robusta dialettica. Purtroppo, però, questa strategia non ebbe successo né con i molli democristiani né con i malvagi comunisti, perché i primi erano abituati agli angelus domenicali del Papa, mentre i secondi invece iniziavano a fare "bla bla bla bla non ti sento non ti sento" non appena apriva bocca.
[modifica] L'eredità
Intristito e invecchiato, passò i suoi ultimi anni ad addestrare il suo successore, Grisoux Musolesi; ma, dopo che questi si rivelò il fallimento che tutti conosciamo, passò al presidente di Azione Giovani, Gianfranco Fini, perché secondo lui nessuno avrebbe potuto dare del fascista a uno nato dopo la guerra e con tanti bei capelli.[3] Nonostante tutti i suoi insuccessi, non smise mai di cercare di traghettare il fascismo verso la democrazia,[4] con il suo MSI che, evolutosi dal PNF si sarebbe poi trasformato in PDL, in perfetta continuità e coerenza di idee. Morì nel 1988, il giorno dopo un altro capo del MSI di cui a nessuno importa, e sulla sua tomba si recarono a pregare pogare anche i comunisti Nilde Iotti e Giancarlo Pajetta.
[modifica] Note
- ↑ E ci credi pure? Secondo te le famiglie umili hanno i "rampolli"?
- ↑ Autorevole come Voyager oggi, ma meno politicamente corretta.
- ↑ Se avesse vissuto qualche altro anno avrebbe potuto scegliere un candidato molto più pelato e anche molto più fascista.
- ↑ O era il contrario? Mi sa che era il contrario...
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