Gibuti

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Gibuti
Bandiera del Gibuti con gibbone di peluche.jpg Gibuti lo stemma taroccato.jpg
(Bandiera) (Stemma)

Motto: Ha da passà 'a nuttata!
Inno: A chi lo do, stasera? (degli Squallor)
Gibuti la mappa.jpg
Non è quello indicato dal puntino, è il puntino!
Capitale Gibuti
Maggiori città

Gibuti e la zona industriale di Gibuti


Lingua ufficiale

Erremoscese e terroristese


Governo Repubblica amatoriale
Capo di stato Gibbutho MButo
Area Davvero pochissima
Popolazione

Scarsanta


Moneta Taniche d'acqua
Religione

Culto delle 72 vergini


Sport nazionale

Tentare di vedere l'alba



Quote rosso1.png In Gibuti non ci sono gibboni, solo gipponi. Quote rosso2.png

~ Una guida turistica che sfata un luogo comune.
Quote rosso1.png Se volete nuotare con uno squalo balena, venite in Gibuti! Quote rosso2.png

~ Pubblicità che fa leva su una delle attrazioni del luogo.
Quote rosso1.png Se non volete nuotare con uno squalo balena, cazzo ci fate in Gibuti? Quote rosso2.png

~ Una guida turistica che non si spiega la presenza di alcuni yankees.

Il Lo Gli La Repubblica di Gibuti (in arabo جيبوتي‎, in francese Djibouti, per gli abitanti questo posto di merda) è uno Stato africano incastrato tra il Mar Rosso e il corno d'Africa. Confina con l'Eritrea, l'Etiopia, la Somalia e altri posti in provincia di Brindisi, il resto è bagnato come la fig dal Golfo di Aden. Lo Yemen, nella penisola araba, è a un tiro di schiop soli 20 km dalla costa del Gibuti.
La popolazione ammonta a circa 800.000 abitanti in inverno, durante l'estate buona parte tira le cuoia a causa della siccità, ma vengono rimpiazzati dall'enorme numero di bambini che nasce. Se non fosse per le numerose malattie letali sarebbero più dei cinesi ma, grazie a queste, la popolazione resta costante. La composizione è multietnica, il 32% sono puttane somale, il 27% arabi ingrifati (e impaccati[1] di soldi), il resto è prole meticcia.
Il Gibuti è un ex colonia francese ma, nonostante questo, gli abitanti puzzano come licaoni fradici. Evidentemente, i profumi francesi sono scarsi quanto la loro cucina. L'indipendenza è stata ratificata nel 1977 all'insaputa dei mangialumache, che se ne sono accorti solo quando la testa del console, portata da un corriere espresso della Bartolini, giunse nell'ufficio di Valéry Giscard d'Estaing che era l'allora presidente francese (e non una spogliarellista del Moulin Rouge come il nome potrebbe far supporre).
Il gibbone presente sulla bandiera era il pupazzo preferito del primo presidente gibutiano Vid Omar Kuantebel, alla sua morte è diventato il simbolo del potere di quel paese, viene consegnato ad ogni successore assieme alla pelliccia di gattopardo e all'osso da mettere al naso.

[modifica] Storia

Corno d'Africa.jpg

Celebrità del Gibuti: la principessa Samia Ndollè (oggi apprezzata cantante Folk Metal), il capotribù dei Foraty Thaidalevà Daebal e l'attuale presidente Gibbutho MButo.

Intorno all'825 d.C. la regione fu utilizzata da diverse tribù per far pascolare il bestiame, gli afar (dall'Etiopia) con i loro bufali, gli issa (dalla Somalia) con le loro capre, e gli ariccini (dal Lazio) con i loro maiali in un audace, quanto inutile, tentativo di imporre la porchetta al mercato arabo. I sauditi, che controllavano da sempre quei territori in posizione strategica, furono infastiditi dall'impuro mammifero e sterminarono gli infedeli, in quella che passò alla storia come Battaglia del sanguinaccio. Tornata la pace, issa e afar passarono un millennio assolutamente tranquillo, a parte qualche scaramuccia per il pascolo più verde, che finiva puntualmente a coltellate o a colpi di "piattini", strani ornamenti delle labbra lanciati come letali frisbee. Nel 1862 i francesi, che avevano colonizzato l'Etiopia e necessitavano di uno sbocco al mare, comperarono l'intera regione dai sultani di Afar, Obock e Tagiura, per 10.000 talleri d'oro (e non ci trovarono nemmeno il petrolio). Quella che sulla carta sembrava la tipica "stronzata alla francese", pari solo al loro tentativo di allevare lumache in Marocco, si rivelò invece un affare colossale (almeno per qualche anno). Grazie alla straordinaria fantasia transalpina, la regione fu chiamata Somalia Francese. Marie François Sadi Carnot, anch'egli con un nome da mignotta ma presidente nel 1888, voleva però chiamarla Gibuti, come il suo pappagallo cinerino. Per farlo contento, la città che stavano iniziando a costruire ebbe quel nome e, per grazia di Dio, subito dopo lo stolto finì assassinato per mano di Sante Caserio, un anarchico italiano intollerante a queste bravate.
Gibuti divenne ben presto lo sbocco marittimo ufficiale dell'Etiopia e, grazie alla ferrovia Gibuti-Addis Abeba-Mergellina, divenne estremamente importante dal punto di vista strategico e commerciale. La sicurezza dei traffici fu affidata alla Legione straniera, un esercito di uomini con le palle d'acciaio, anche perché la maggior parte di essi non erano francesi.
Nel 1949 i commerci, interrotti dalla seconda guerra mondiale, ripresero a pieno ritmo e la Francia consolidò il suo predominio nel corno d'Africa. Gli issa erano però stufi delle potenze coloniali e chiedevano insistentemente due cose: la riunificazione delle terre somale e venti container di Caffè Borghetti (assaggiato durante l'occupazione italiana). Ovviamente, vista l'impossibilità di avere favori dagli italiani, i francesi provarono a gabbare i somali con bottiglie di Café Chateau, una scialba copia del mirabile italico intruglio. Il tentativo esasperò gli animi e, dopo un comunicato inequivocabile dei rivoltosi, si mise mano ai moschetti.

Moon boot inviati come aiuti umanitari in Africa.jpg

Nel 1983, per un errore sciocco, l'UNICEF inviò in Gibuti generi destinati agli eschimesi Yupik della penisola Chukotka (e ancora ci ridono).

Quote rosso1.png Akkà nisciun èffess. Mo vefam l'cul. Quote rosso2.png

~ Misterioso messaggio dei rivoltosi somali dal tono vagamente minaccioso.

Vista la mal parata, i francesi si accordarono con l'opposta fazione degli afar e gli altri furono cacciati a pedate dal Paese, ma non la presero bene. Il Fronte di Liberazione della Costa Somala e dei territori ivi connessi pure di striscio, rimpinguato nei ranghi dagli espulsi, divenne troppo potente per essere gestito. Il 27 giugno 1977, dopo decenni di selvagge mazzate, la Francia concesse a Gibuti l'indipendenza. Stavolta a farla da padrone furono gli issa, che usarono gli afar come zerbini. Nei primi anni '90 si scatenò una guerra civile fomentata dagli afar, terminata grazie all'accordo di pace raggiunto nel 1994. A dir la verità, la guerra di civile non aveva proprio niente, anzi, si fecero reciprocamente delle bastardate belle e buone. Nel 1996 riprese il conflitto tra le due fazioni, che terminò con la pace del 1999. Se non interveniva l'ONU, tra una pace e l'altra, si sarebbero ammazzati tutti. Oggi il Gibuti è un posto tranquillo, da circa un mese.

[modifica] Geografia

Siccità in Africa.jpg

Le improvvise basse maree sono un grande problema del Gibuti.

La morfologia del territorio è molto irregolare, a cime che raggiungono i 2.000 m s.l.m. si alternano profonde depressioni, dalle quali è molto difficile uscire senza un adeguato supporto terapico. Ciò determina un notevole squilibrio nelle maree, le quali, a causa di qualcosa che non vale davvero la pena spiegare, si alternano a distanza di circa tre settimane. Questo ha impedito ai gibutiani di sviluppare il settore del turismo perché, quando c'è la bassa marea, per arrivare al mare bisogna camminare per due giorni. Il clima è caldo e secco, diciamo arido. I fiumi non sono permanenti, spesso non raggiungono il mare a causa del loro prematuro prosciugamento. Ciò ha messo in difficoltà anche Bear Grylls durante una delle sue scampagnate.

Quote rosso1.png C'è un fiume, la cosa migliore è seguirlo e troveremo la civiltà. Ma prima, costruiamoci una zattera con la pelle di questo elefante morto e questi tubi in PVC che abbiamo trovato casualmente. Quote rosso2.png

~ Bear Grylls come al solito sicuro del fatto suo.

Dopo tre chilometri di navigazione il fiume si era esaurito in una zona desertica, solo il tempestivo intervento di un commercialista di Alghero, in vacanza con la famiglia, ha permesso al nostro eroe di salvare la pelle[2]. I mesi più caldi sono da settembre ad agosto (45-59 °C circa). Dopo un'ora passata sotto il sole è molto probabile che si inizi a parlare cambogiano, il curioso fenomeno è tuttora in corso di studio.

[modifica] Fauna

Gatto selvatico commestibile.jpg

Il gatto della Dancalia è molto tenero (cucinato alla somala).

A dispetto dell'enorme varietà della fauna marina, gli animali sulla terra ferma sono davvero pochi. I fattori che impediscono il proliferare delle specie terrestri sono fondamentalmente due:

  1. scarsa presenza d'acqua,
  2. enorme presenza di fame.

La domanda che tutti si stanno facendo è: "Perché non mangiano pesce?"
Ah! Beata ignoranza. Il motivo è semplice: le acque del golfo di Tagiura pullulano di squali balena, che sono giganteschi aspirapesci[3] in grado di ripulire, da ogni forma di vita, sei miglia di costa in circa due minuti. La caccia a questa specie dannosa è libera, ma pescare un esemplare adulto richiede un dispendio di mezzi che sono in pochi a potersi permettere. Si ricorre allora alla pesca con la dinamite, ma questo comporta due grossi inconvenienti:

  • la maggior parte del prodotto va perso,
  • i sommozzatori, che si ostinano a farci la foto assieme, pure.

[modifica] Economia

Il Gibuti è un paese povero, l'economia ha registrato un tasso di crescita del PIL del 4,8% nel 2012 e su livelli analoghi negli anni immediatamente precedenti. Questo dato non deve indurre il lettore italiano a comprensibili tendenze suicide, il governo attuale sta per varare una serie di provvedimenti per favorire la ripresa, con l'unica pecca di non servirsi di una soluzione a portata di mano.

Gibuti attività economiche.jpg

Le principali risorse economiche del Gibuti.

A dispetto di questa crescita economica, in Gibuti si denota una cattiva qualità della vita in cui versa la maggior parte della popolazione, questo testimonia essenzialmente che "tutto il mondo è paese". Le principali risorse economiche del Gibuti sono:

  • il commercio di taniche vuote, indispensabili per l'approvvigionamento di acqua, che arrivano a costare (in periodi di elevata siccità) anche un rene o due;
  • lo sterco di gnu, utile per fare i barbecue ma, considerato che non hanno nulla da cuocere, viene esportato tutto all'estero come pellet;
  • i filetti di squalo balena, da cui vengono ricavate scatolette spacciate per pregiato tonno pinna gialla, quando l'unica cosa di giallo nella lavorazione era il boccaglio del sub finito per sbaglio nella mattanza;
  • i sandali di Frate Indovino, modello ricercatissimo dal Jet set internazionale, molto in voga sugli yacht e negli esclusivi locali della Versilia. Uno degli estimatori del prodotto era Lele Mora, la sua collezione privata ne conteneva anche un paio in pelle di Nusbari; purtroppo, nella sua nuova residenza non aveva abbastanza spazio e ha dovuto disfarsene.

[modifica] Sport

Attività sportive in Africa.jpg

Due sport molto praticati in Gibuti: il calcio all'uovo di struzzo e il sollevamento sassi.

Come nella maggior parte dell'Africa orientale, lo sport più praticato è l'atletica leggera, anche perché fa troppo caldo per fare quella pesante. Hussein Ahmed Salah, detto "gazzellone", è l'atleta più noto e premiato della storia del paese. Saleh si aggiudicò la medaglia di bronzo nella maratona alle olimpiadi di Seul nel 1988, fatto che passò inosservato per il concomitante, quanto assurdo, esito della partita Zambia-Italia 4-0.
Lo sport più popolare è però il calcio truzzo che, per un errore nella traduzione del regolamento in vigore alla Garbatella, viene praticato calciando uova di struzzo. Ci sono molte squadre di calcio, conosciute a livello locale e regionale: la più famosa di esse è la Dinamo Yoboki che il 12 agosto 2013, durante un incontro amichevole, si impose per 7-0 col Barcellona di Lionel Messi. L'episodio fu tenuto segreto, la collocazione sul mercato dei fuoriclasse gibutiani avrebbe scosso le fondamenta stesse del calcio mondiale. Il loro beniamino Ismail Moussa Kadar dopo aver fatto tre sombreri ad Iniesta, ed ubriacato con le finte di corpo Piqué, ha calciato il pallone da 37 metri. La sfera, dopo aver abbattuto Xavi, l'arbitro e un paio di giraffe, si è insaccata all'incrocio dei baobab.
Altre soddisfazioni vengono dalla pesistica, l'attuale campione nazionale Marzouq Al-Otaibi ha un record personale (strappo + slancio) di un sassone grosso così, "oh! dico davvero". È praticato molto anche il basket, ma è una frottola.

[modifica] Trasporti

Gibuti trasporto aereo.jpg

I piloti gibutiani non studiano l'atterraggio perché ritenuta "pratica da infedeli".

La rete ferroviaria è una delle più efficienti al mondo, il loro TGV raggiunge i 472... "no scusate, stavamo parlando del Gibuti". Il trasporto su rotaia è adeguato alle esigenze del paese, non serve a nessuno e quindi è praticamente inesistente. Il tentativo di ampliare il servizio si è infranto contro le necessità reali della popolazione: si rubavano il rame, i binari, le traverse di legno, i bulloni e qualche capostazione. La velocità dei furti era tale che per ogni chilometro costruito ne sparivano due, alla fine rubavano il materiale direttamente sul treno merci che lo portava. Nonostante le succose mazzette intascate dai politici, si lasciò perdere. Con questo non vogliamo suggerire niente ai NO TAV, parola di Giovani Marmotte. Il trasporto aereo è invece il loro fiore all'occhiello, solo che è appassito e su una giacca che non mettono da anni. Lo stato di abbandono è dovuto a motivi religiosi. Secondo il versetto cinque dell'ottava sūra il tentativo di avvicinarsi ad Allah da vivi è ritenuto blasfemo, la punizione prevista è finire all'inferno con 72 superdotati imbottiti di viagra. Quasi tutti i piloti dei velivoli decidono quindi di schiantarsi al suolo, al termine del viaggio, per redimersi. I passeggeri, a seconda della loro destinazione, ricevono in dotazione un paracadute oppure una muta da sub con grosse pinne. Le tariffe sono tra le più care del pianeta e, per ovvi motivi, sono permessi solo i piccoli bagagli a mano.
Dal 2012, il governo ha obbligato la popolazione (per tratte sotto i dieci chilometri) a servirsi dei piedi. I risultati sono stati incoraggianti, l'inquinamento è diminuito del 12% e gli infarti sono aumentati del 48%, con un risparmio sulle pensioni di svariati milioni di dollari. Il successo ha galvanizzato l'esecutivo, dal prossimo anno sono previste altre due iniziative:

  • dare uno zainetto di Dora l'esploratrice al posto del paracadute;
  • nelle zone in cui sono previsti gli sbarchi costieri, pasturare gli squali una mezz'oretta prima.

[modifica] Curiosità

Gibuti le scuole.jpg

La Lager High School, una delle scuole più prestigiose di Gibuti.

  • Per ottimizzare le risorse, le scuole del Gibuti condividono le strutture con gli zoo. Durante la ricreazione si possono tirare le noccioline ai bambini.
  • In Gibuti gli abbonati sull'elenco telefonico non sono in ordine alfabetico, ma in ordine di girovita.
  • Il problema immondizia è stato risolto brillantemente. L'innovativo sistema, importato dalla Palestina, è chiamato "discarica a frombolaFionda palestina.JPG", ogni 100 tonnellate di rifiuti scatta e li lancia in territorio etiope.
  • Le pecore del Gibuti producono un'ottima lana vergine, perché sono la razza più brutta della terra.
  • Il 6 marzo 1964, un gruppo di ragazzi affermò di aver visto un Mokele Mbembe nel lago Assal. L'episodio fu subito etichettato come bufala per due motivi: l'elevata salinità delle acque, superiore dieci volte quella del mare, non permetteva nessuna forma di vita; l'elevata concentrazione di LSD nel loro sangue, superiore dieci volte i valori accettabili, non permetteva che fossero lasciati a piede libero.

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Impaccato: individuo che gira direttamente con le mazzette
  2. ^ la sua, non quella dell'elefante
  3. ^ ibridi ottenuti incrociando una balena con un Folletto Vorwerk

[modifica] Voci correlate

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