Gian Luigi Rondi

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Gian Luigi Rondi a 16 anni. Lo so, è impressionante, ma dovreste vederlo adesso!

Gian Luigi Rondi è un simpatico vecchietto che, piuttosto che spendere il suo tempo seduto alla panchina del parco come farebbero tutti i simpatici vecchietti, si spaccia per critico cinematografico. E tutti gli credono perché quella mistica sciarpa bianca che ha sempre attorno al collo raggrinzito la indosserebbe solo un fine critico cinematografico. E dunque l'equivoco è bello che svelato. In realtà la sciarpa serve per tener calda la gola.


[modifica] Vita

Nasce un giorno non meglio precisato del 1645.

Infanzia e adolescenza scorrono piuttosto normalmente, a parte il vizietto della masturbazione e la cotta morbosa per Ingrid Bergman che lo accompagnerà per tutta la lunga ed estenuante (per il suo prossimo) vita.

Scansa il servizio di leva grazie a un problema cardiaco. Alla luce dei fatti, è evidente che si è trattato di una scusa visto che chiunque avesse avuto un problema cardiaco non sarebbe campato così tanto con l'unico scopo di rompere i coglioni.

Negli anni '50 inizia la leggenda che lo vuole critico cinematografico. Per molti anni tenterà di spiegare l'equivoco ma una serie impressionante di fraintendimenti glielo impedisce. In un tardo pomeriggio estivo prende la decisione definitiva di rinunciare a scagionarsi: da quel momento prenderà il lavoro di critico cinematografico molto seriamente. Molto più seriamente di chi legge le sue critiche.

[modifica] Carriera

Sono talmente tanti i quotidiani, le stazioni radio e le trasmissioni televisive con le quali collabora che non è di nessun interesse ricordarle. È bene riportare, piuttosto, alcune sue famose dichiarazioni tratte dalle sue recensioni cinematografiche.

"È un film emozionante, una precisa e lucida biografia di George W. Bush." (su Forrest Gump)

"Un'indegna zozzeria, recitata da cani, con scene pornografiche di bassa lega" (su un qualsiasi film di Luchino Visconti)

"Una spiritosa commedia sulla religione, con scene davvero divertenti" (su L'Esorcista)

"Un capolavoro di comicità che ha il suo apice nel divertentissimo monologo finale del protagonista, dove è evidente che le comparse trattengono a stento le risate." (su Schindler's List)

"Impressionante il colpo di scena conclusivo: chi se lo sarebbe aspettato che anche il bambino era morto?" (su Il sesto senso)

"Un film pessimo che non avrà nessun peso sulla storia del cinema, ve lo posso garantire." (su 2001: odissea nello spazio)

"Un film di denuncia che andrebbe denunciato." (su Il caimano)

"E chi se lo aspettava che i froci sono capaci d'amare?" (su Brokeback Mountain)

"E chi se lo aspettava che i froci sono capaci di girare un film?" (su Gus Van Sant)

"È un film indegno d'esistere, bisognerebbe reperire ciascuna copia presente sulla faccia della terra e gettarla alle fiamme." (su qualasiasi film di David Lynch che non sia The Elephant Man o Una storia vera, gli unici due film che non richiedono il minimo sforzo per essere compresi)

"Un film noiosissimo." (su Cloverfield)

[modifica] Incarichi prestigiosi

Dal 1993 al 1997 è Presidente della Biennale di Venezia. Tale periodo verrà ricordato come "il buco nero del Festival di Venezia". Da allora, infatti, la rassegna veneta gode di pessima fama e non è più riuscita a riprendersi dal duro colpo.

Forte del successo ottenuto a Venezia, il neo-sindaco di Roma Alemanno lo chiama a dirigere la Festa del Cinema di Roma con la neanche tanto velata intenzione di demolirlo dall'interno. Rondi accetta entusiasta, si cambia il pannolone e corre alla conferenza stampa di presentazione. Scordandosi i pantaloni. Nominato anche commissario straordinario della Siae per mettere a punto un piano di svecchiamento.

[modifica] Vita privata

Nel tempo libero gli piace molestare i piccioni che imperversano nei giardinetti e imbucarsi nelle feste a luci rosse del cardinale Ruini. A volte gli piacciono entrambe le cose contemporaneamente.

È un grande fan di Tim Burton perché si riconosce nei suoi personaggi inquieti e sessualmente segnati dalla vita.

Ha due cani, ma l'uno ignora l'esistenza dell'altro. In verità anche Rondi ignora l'esistenza di sé stesso.

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