Gerusalemme liberata

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Tasso Poeta.jpg

Torquato il Tasso secondo la Walt Disney.

Quote rosso1.png Canto squadre pietose e 'l capitano
che con gran culo fece goal non visto.
Molto egli oprò co 'l piede e senza mano,
molto soffrí nel glorioso acquisto;
e in van la Lazio vi s'oppose, e in vano
s'armò d'ogni tifoso il popol misto.
Il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi
segni ridusse i suoi compagni infanti. Quote rosso2.png

~ La prima ottava di "Roma Gloriosa", in seguito rimaneggiata per la Gerusalemme liberata

La Gerusalemme Liberata è un celebre romanzetto da signore scritto da Torquato Tasso a cavallo tra il 1573 e il 1573, anno in cui il poeta prese il diploma alla scuola di equitazione. Il manoscritto diede subito scandalo per i suoi contenuti sconci e sensuali. Mentre l'Inquisizione già si stava leccando i baffi, Tasso pubblicò una nuova versione del poema, in cui tutte le battaglie erano state sostituite da dispute teologiche e le scene di sesso erano diventate cene in case private. Quest'edizione più tarda dell'opera, intitolata Gerusalemme Liberalizzata ebbe però scarso successo, perché si sa che le uniche cose che fanno presa sul pubblico sono il sangue e la figa.

[modifica] La trama

[modifica] Capitolo 1

Buttiglione suora.jpg

Goffredo di Buttiglione, detto Goofy, paladino dello schieramento dei cristiano-moderati.

La vicenda prende luogo durante la terribile crisi dei mutui a tasso variabile che colpì Gerusalemme a seguito del crollo della Borsa, nel quale perirono tredici banchieri, due mafiosi e quattro beauty case.

Un intraprendente imprenditore, Goffredo di Buttiglione, tenta la scalata all'impero finanziario del sultano Aladino, re dei pappagalli parlanti e santo patrono dei geni della lampada. Costui governa come un despota su Gerusalemme avendo alle spalle la potenza economica di Satana e dei suoi demoni (perlopiù assicuratori e laureati in scienze politiche). Alle spalle di Goffredo invece, una cordata di altri imprenditori europei interessati alla delocalizzazione, tutti riconducibili alla Paradiso SpA[1], società dedita alla compravendita di indulgenze e al contrabbando di contraccettivi.

Tancredi, uno dei più alti esponenti della cordata cristiana, opera alcune intimidazioni sugli azionisti minori della compagnia dei musulmani, costringendo il povero Antiocchio, re di Antiochia, a riparare a Sant'Antioco, dopo essere stato letteralmente rovesciato dal trono. Subito arriva il contrattacco di Satana che manda avanti il suo avvocato, Clorinda, magistralmente interpretata da Keanu Reeves. Costei si reca nell'accampamento cristiano, un mega attico al quarantasettesimo piano dell'albergo Babel Tower, con un'ordinanza restrittiva emessa da Aladino stesso, che impone alla cordata di levare le tende da Gerusalemme. Quelle stesse tende appena levate sono piantate però nella piana antistante le mura della città e intorno si raduna un vero e proprio esercito. È la prima crociata, così chiamata perché veniva prima della seconda.

Ben presto i cristiani portano le prime offensive: decine e decine di postulanti suonano notte e giorno alle porte della città per vendere aspirapolveri ed enciclopedie. Lo stesso comandante della guarnigione musulmana, Argante, detto l'Errante poiché la erre del suo nome vagava un po' dovunque, è costretto a uscire per sette volte dalla doccia per rispondere al citofono.

Cristiano Ronaldo Madrid.jpg

Il cristiano Rinaldo.

[modifica] Capitolo 2

Ben presto si arriva ai primi scontri in campo aperto: Salatino, figlio di Saladino e cugino di Ciobar, viene tamponato con il suo carretto da Guido di Guidonia, perpetua del parroco dell'accampamento cristiano. Durante la compilazione del CID, si scatena una rissa per decidere chi avesse la precedenza. Il tafferuglio si allarga rapidamente e diventa una vera e propria battaglia.

I migliori guerrieri di ambo le parti si fanno presto notare. Tra i cristiani si segnala subito il comandante: Goffredo di Buttiglione, uomo integerrimo, con la forza di un leone e il cervello di un fermacarte. Altri importanti guerrieri sono Rinaldo, Tancredi e Emanuele Filiberto, che però muore dopo due pagine a causa di un frontale con un cammello. Tra i musulmani spicca Clorinda, la vergine guerriera, che armata del suo femminismo massacra senza pietà gli uomini che le guardano le tette, peraltro belle grosse.

Durante la battaglia però, l'aria colma d'amore, il chiaro del Sole cocente nel deserto, lo schizzettio del sangue sulla sabbia che cullava gli animi gentili, fanno nascere vivi sentimenti sul campo, che trascendono religione, eterosessualità e razze. Rinaldo si innamora di Erminia, la quale si invaghisce di Tancredi, che però ama Clorinda, la quale è sposata col suo lavoro, ma lo tradisce con Fulgenzio, che fa il filo a Filostrata, la quale però era solo di passaggio per andare sul set di un altro poema.

Erminia però, per sfuggire alle persecuzioni amorose di Rinaldo, scappa isterica in un bosco lì vicino, dove viene adescata da un vecchio pastore fattone. Costui la ammalia con le storie dei suoi trip nel Paese delle Favole. Rinaldo, nel frattempo, lanciatosi al suo inseguimento, si perde nella circonvallazione est a causa della nebbia e vaga senza meta fino a raggiungere stremato il Mar Morto, che all'epoca aveva solo un po' di mal di testa.

Mamma di Stifler e Pausa Merda da American Pie.jpg

Rinaldo e Armida mentre conversano nel castello di quest'ultima.

[modifica] Capitolo 3

Qui, nel suo castello inespugnabile, vive Armida, pornostar in pensione e strega diplomata. Costei, segretamente al soldo di Satana, ipnotizza Rinaldo e lo imprigiona nelle segrete per usarlo come oggetto sessuale. Il povero Rinaldo, totalmente annebbiato dalle arti di Armida, è così deviato e perduto da perdere completamente ogni volontà e desiderare solamente di rimanere nel castello della milf.

Goffredo invia diversi drappelli di soldati alla ricerca del grande capitano. Grazie a delle intercettazioni telefoniche Rinaldo viene localizzato nel castello di Armida, ma anche i soldati giunti sul posto vengono coinvolti nei festini e nei bagordi. Ben presto tra le legioni dell'esercito cristiano serpeggiano sussurri riguardo a una mistica residenza dove si raggiunge l'estasi totale con rituali oscuri, il cui nome è qualcosa di simile a bunga bunga.

A questo punto appare in sogno a Goffredo il presidente Washington, sotto le sembianze di Capitan Harlock perché al comandante erano sconosciute le fattezze del presidente. Washington chiama Buttiglione a guidare i cristiani alla vittoria, ad ammazzare tutti i nemici e a conquistare Gerusalemme. Così gli risponde Goffredo:

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«E grazie al cazzo!»

[modifica] Capitolo 4

Al campo cristiano giunge tutto trafelato Carlo il Messaggero, che però si dimentica quello che doveva dire e torna da dov'era venuto. Ferdinando e Armando intraprendono una faida per la bella vergine Gonorrea, figlia di Sifilide. Metà del quinto reggimento scappa dal fronte per andare a 'nvedere come ballava Nando, salvo poi scoprire che il malcapitato si era solo fulminato con la presa del forno a microonde.

Ritorna poi Carlo il Messaggero, che si è ricordato cosa doveva dire, ma si dimentica di dirlo. Se ne ricorda giocando a tombola al centro ricreativo e, invece di urlare: Bingo!, urla: Steno, re dei danesi, è stato ammazzato da Sulemani, DJ del Pachà di Persia!. Alcuni ufficiali presenti nella sala smadonnano pesantemente, perché mancava loro un solo numero.

Sul campo di battaglia, Purgante, fratello di Argante, fa strage di cristiani, sempre più a corto di Maalox e Moment Act. A peggiorare le cose, nell'accampamento si sparge la voce del ritrovamento del cadavere di Rinaldo. Giurlande, dalla bocca grande, asserisce che era stato trovato in un pozzo con un cazzo di gomma piantato nel petto. Subito Inetto, indignato, accusa Goffredo di aver fatto uccidere l'eroe da Armida per poter avere la sua collezione di tappi di bottiglia, salvo venir preso per drogato. In effetti il test delle urine lo trova positivo al crack, allo speed e alle Lettere moderne.

[modifica] Capitolo 5

Enzo Paolo Turchi.jpg

L'attacco di emorroidi di Tancredi catturato dalle telecamere de Il deserto dei famosi.

Il feroce Purgante, scazzato dalle lungaggini dell'assedio, decide di risolvere tutto con un duello finale e sfida Tancredi. Clorinda apprende intanto delle sue origini cristiane da Tressette, il suo vecchio allibratore, dove si era recata per scommettere sull'esito del duello. A quanto pare ella era figlia di Gigolone di Mezzatacca, mercante di Pomezia che aveva messo incinta ed abbandonato sua madre, Lucrezia.

I due guerrieri si affrontano di fronte alle mura di Gerusalemme, in un duello che ricorda molto quello tra Ettore e Achille nell'Iliade, tanto che per tre paragrafi il soprannome di Tancredi diventa piè veloce.

Dopo una fase incerta Tancredi riesce a colpire Purgante con una sedia approfittando della pausa cicca dell'arbitro, ma viene colto da un improvviso attacco di emorroidi e deve abbandonare il ring. Il duello viene interrotto e Tancredi fugge verso il cesso cercando di stringere le chiappe. La diarrea ha però il sopravvento e l'eroe comincia a scagazzare in modo piuttosto indecoroso un po' ovunque, per poi crollare sullo scudo di Geranio, imbrattandoglielo tutto. Il soldato, offeso, sfrutta il momento di debolezza fisica dell'eroe e lo caccia a pedate dall'accampamento. Per sostituire il campione nel duello contro Purgante è scelto Raimondo di Lourdes, vecchio arteriosclerotico, unico talmente rimbambito da affrontare il tremendo avversario.

[modifica] Capitolo 6

Per aiutare il vecchio nel combattimento, gli viene somministrato del doping e un po' di priming. Tutte queste sostanze hanno però sul vecchio un effetto allucinogeno potentissimo. Infatti, salito sul ring, Raimondo è convinto di aver a fianco Angelo Bagnasco armato di mitra, sicché si scaglia con vigore incredibile sul suo avversario mentre il cardinale impugna quello strano copricapo. Altre allucinazioni colgono però il vecchio: eserciti di demoni e valchirie appaiono alle spalle di Purgante, facendolo indietreggiare atterrito. Legioni di angeli lo soccorrono scatenando una battaglia violentissima e una tempesta tropicale e un terremoto e l'aumento dell'inflazione. Raimondo, in preda al delirio più totale, viene trascinato via mentre Purgante si fa un goccetto nel bar lì vicino. In quel momento irrompono sul campo di battaglia un centinaio di ultras scozzesi nudi, completamente ubriachi e la battaglia riprende con solenni scazzottate.

[modifica] Capitolo 7

Donna brutta con barba incolta e doppio mento.jpg

La perfida e sensuale strega Armida.

Tancredi, per riscattare l'onta della diarrea, si avvia da solo al castello di Armida, per liberare i guerrieri prigionieri nel castello. La maga, vedendolo arrivare, cerca di sedurlo mostrandogli una tetta. L'eroe però, colmo del suo stupido amore impossibile per la vergine guerriera Clorinda, non cade nella rete. Armida, vedendosi perduta, scappa per un passaggio segreto, portandosi dietro Rinaldo. Tancredi così libera gli altri guerrieri e li riconduce al campo con le parole:

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«Abbandonate questo luogo di lussuria e sesso animale. È tempo di tornare a combattere e di morire inutilmente!»

Tancredi irrompe nel bel mezzo della battaglia, perdendo subito tutti gli uomini che aveva riportato al campo, senza riuscire a vincere i musulmani.

[modifica] Capitolo 8

I cristiani costruiscono un carrarmato per superare le difese della città, ma, mentre avanzano, li coglie la notte. Goffredo dà ordine di fare fuoco comunque, ma il proiettile calibro 900 colpisce in pieno la sua Audi, così si decide di rinviare l'attacco al mattino seguente. Nottetempo però, Clorinda e Argante, travestiti da testimoni di Geova, si recano nell'accampamento cristiano e riescono a incendiare il carrarmato, che era fatto di legno e cartonato. Tutto l'esercito cristiano è messo in allarme. Argante riesce a riparare nella città in tempo, ma Clorinda rimane indietro, volendo urinare sulla tenda di Tancredi. Non riconoscendo l'amata, l'eroe cristiano si scaglia contro il nemico che si puliva con i suoi stemmi.

Clorinda fugge e Tancredi le sta alle costole. I due arrivano in una radura incantata dove scorre un bel ruscello e Bambi trotterella felice. Ben presto inizia il duello, i due si feriscono ampiamente sia nel corpo che nei sentimenti. Clorinda infatti dice a Tancredi che combatte come una femminuccia, mentre Tancredi risponde con uno "Specchio riflesso". Dopo essersi scannati a vicenda per un po' i due prendono una pausa. Clorinda si beve un Gatorade, mentre Tancredi chiede all'avversario il suo nome. Sono Clorinda, risponde quello, ma Tancredi non capisce l'allusione. Il duello riprende e finalmente l'eroe cristiano mette a segno il colpo decisivo, ferendo a morte Clorinda in mezzo alle tette, peraltro belle grosse. Riportiamo ora per intero il dialogo tra Tancredi e Clorinda morente.

Achille e Briseide.jpg

Tancredi e Clorinda ritratti dal Tintoretto sotto acidi.

Tancredi : Quote rosso1.png E ora vediamo chi si nasconde dietro questo travestimento... Quote rosso2.png

(le sfila l'elmo)

Tancredi : Quote rosso1.png Clorinda! Mia amata! Ti ho ucciso, proprio come cantava J-Ax! Non me lo perdonerò mai... eppure qualcosa mi diceva che eri tu... Quote rosso2.png
Clorinda : Quote rosso1.png Idiota... aveva ragione mia madre su di te... Quote rosso2.png
Tancredi : Quote rosso1.png Oh non dire così! Parla, realizzerò ogni tuo desiderio... Quote rosso2.png
Clorinda : Quote rosso1.png Beh sai... con tutta sta storia del femminismo non è che si quagli molto... e io non ho mai provato il Vero amore! Quote rosso2.png

Tancredi la spoglia dell'armi, delle vesti e delle sottovesti, seguono circa trecentoventi pagine che descrivono l'amplesso di questi due, costituendo circa il 70% di tutto il poema. Da questo derivano poi i sospetti di eresia e perversione su Torquato Tasso. La scena si conclude con l'immagine struggente di Tancredi che eiacula sul viso di Clorinda, ormai morta.

[modifica] Capitolo 9

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Rinaldo e Armida, illustrazione presente nella riduzione per bambini del poema.

I gemelli Trucibaldo e Braccobaldo sono mandati da Goffredo alla ricerca di Armida per liberare una volta per tutte quel cazzone di Rinaldo. Costoro si recano dal veggente Mescalina che rivela loro l'ubicazione del rifugio di Armida, nel castello delle fate di Disneyland Paris. I due prodi si recano sul posto, sconfiggono Paperino e il Commissario Basettoni, mentre Paperoga, nel tentativo di fermarli, mette fuori gioco Topolino e Pippo. Entrati nella stanza di Armida, trovano Rinaldo legato mani e piedi al letto, con una carota nel culo e l'uccello preso a frustare da Armida, che nel frattempo è appollaiata sulla spada nella roccia. Approfittando di questo, i gemelli riescono a liberare Rinaldo, che però è ancora preda dell'incantesimo della maga e non vuole fuggire. A quel punto Braccobaldo mostra a Rinaldo un poster di Gasparri, facendogli credere che sia uno specchio. Preso dall'orrore per il suo aspetto l'eroe rinsavisce e scappa lasciando Armida insoddisfatta.

[modifica] Capitolo 10

Nel frattempo a Gerusalemme, per impedire la costruzione di nuovi carri armati, il mago Imene lancia un incantesimo sulla foresta, di modo che tutti i boscaioli siano assaliti da violente allucinazioni e non riescano più a tagliare gli alberi. Tancredi, ancora sconvolto per aver ucciso Clorinda, cerca di rompere la maledizione, ma viene sconfitto da uno scoiattolo.

Fortunatamente Rinaldo ritorna all'accampamento più forte che mai. Dopo un periodo di purificazione sul monte Uliveto che stimola la diuresi, ammazza Imene e sconfigge la sua magia. I crociati ricominciano quindi a costruire Panzer VI Tiger. Armida, che si era innamorata del suo schiavo d'amore, lo ha seguito con l'intento di vendicarsi per essere stata lasciata. Si unisce quindi alle truppe del re egizio Emireno. Questi si congiunge alle truppe di Sulemani e attacca alle spalle gli assedianti. Anche Purgante esce con i suoi uomini dalle mura, di modo che i cristiani sono accerchiati e tutto sembra nuovamente perduto.

[modifica] Capitolo 11

Dio si sveglia dalla sua pennichella del settimo giorno e scopre tutto il casino che sta succedendo a Gerusalemme. Con nonchalance apre un baratro sotto i piedi delle truppe musulmane, consegnando la vittoria ai cristiani.

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«Che cazzo!»
(Purgante)

I pochi superstiti si rifugiano entro le mura di Gerusalemme, nella torre di David. A quel punto i cristiani sferrano l'attacco alla città con tutte le loro forze, facendo velocemente breccia nelle difese e dilagando al suo interno come un'orda di quindicenni in cerca dell'ultimo iPhone.

[modifica] Capitolo 12

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Lo scontro finale tra Tancredi e Purgante, immortalato da Paul Gauguin nel film Assassinio sull'Orient Express.

Tancredi, invece di restare tranquillo in mezzo al suo esercito, bighellona da solo per le vie del centro, osservando le bancarelle e occasionalmente sventrando qualche soldato nemico in fuga. Qui lo trova Purgante e i due ingaggiano un duello tremendo. Dopo un paio di pagine di soli swish swish e clan clan Tancredi uccide Purgante, colpendolo con un souvenir di Gerusalemme che aveva sgraffignato poco prima. Le ferite che ha riportato però sono troppo profonde e l'eroe si accascia al suolo morente. Il suo ultimo pensiero è per l'amata Clorinda, tant'è che il suo cadavere sarà ritrovato con una bella erezione.

Nel frattempo l'esercito, guidato da Goofy, avanza verso la torre di David. Lo stesso generale si scontra con Salatino e Salamino, figli di Aladino, e ne fa un sol boccone. Armida si avventa su Rinaldo cercando di succhiargli l'uccello, ma questi è inorridito dalla donna e la prende a calci selvaggiamente. Costei allora scoppia in un pianto isterico e tenta il suicidio. Rinaldo però la ferma con un sorriso riconciliante, la carezza, le sussurra parole dolci, e poi le pianta la sua spada nella pancia. Aladino, vedendosi perduto, fugge con Sulemani dalla città. Emireno invece resiste stoicamente, salvo poi essere ucciso da Goffredo, che si stava chiedendo per quale motivo i personaggi importanti non venissero mai uccisi da soldati semplici.

Gerusalemme è finalmente conquistata e Goffredo, dopo anni e anni di guerre, può finalmente piantare il suo vessillo sulla città, pronunciando le storiche parole:

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«Non mi ricordo nemmeno più perché stavamo combattendo.»

Dopodiché i soldati cristiani si abbandonano a violenze, saccheggi e stupri, minuziosamente descritti dal Tasso.

[modifica]

In uno spin-off a fumetti apparso nelle edicole alcuni anni dopo allo svuotarsi del conto in banca di Torquato Tasso, si apprendono i destini dei personaggi della Gerusalemme liberata.

  • Goffredo di Buttiglione: tenterà la carriera politica facendosi eleggere sindaco di Gerusalemme, ma verrà spedito a dirigere il traffico per inettitudine dal neo sindaco.
  • Rinaldo: cambierà sesso, memore delle belle esperienze con le carote.
  • Carlo il Messaggero: morirà per essersi dimenticato di respirare.
  • Trucibaldo e Braccobaldo: metteranno su un'agenzia investigativa e venderanno la storia della loro vita alla FOX.
  • Aladino: inventerà la lampada e metterà su un centro di bellezza.
  • Sulemani: finirà in galera per plagio di David Guetta.
  • Dio: tornerà a dormire.
  • Giurlande: finirà vittima della lupara.
  • Erminia: verrà schiavizzata dal vecchio pastore e scapperà nel Paese delle Meraviglie, ma perderà la sua scarpetta di vetro e diventerà una sirenetta.

[modifica] Note

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  1. ^ Società per Anatemi.
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