George H. W. Bush
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“Una bomba al giorno toglie il pakistano di torno.”
George H.W. Bush è un uomo di pace a livello cosmico. Odia le guerre, la fame, la povertà , la carestia, le ingiustizie sociali e i corn flakes nella stessa misura. Salito al potere nel 1900, a seguito della decapitazione di suo padre George Bush (grande fantasia in famiglia) ad opera di uno squilibrato feticista al grido di: - O Roma o morte, tu queque George - si mette subito in evidenza perché proclama di non avere a che fare con i fabbricanti di armi e che intende combattere questa barbara usanza anche attraverso l'uso della forza. A conseguenza di tale scelta di alto contenuto politico si trova a far fronte a spese militari ingenti ed è costretto a ricorrere alla donazione di un rene (di Saddam Hussein). In contemporanea decide di esportare concetti preziosi quali la democrazia attraverso leasing ( che in italiano si chiamava affitto) e patto di usufrutto ma è ostacolato da masse popolari mondiali organizzate e molto colorate che si fanno chiamare pacifisti. In seguito a tali azioni aumenta vertiginosamente il valore dei dazi doganali sulla democrazia e il povero George deve a malincuore riconoscere che il tentativo è fallito. Invia truppe militari in Iraq al fine di partecipare al notissimo evento festoso e popolare denominato: "tentativo di innesco della terza guerra mondiale" e per questo motivo è diventato persona molto cara agli Iracheni, agli Europei e al resto del mondo. Quasi a fine mandato, George, sta meditando di innescare una colossale bomba al plutonio nel centro della Terra al fine di mettere a tacere tutte le sofferenze di questo insano mondo.


