George H. W. Bush

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George H. W. Bush

George H. W. Bush
Presidente degli Stati Uniti a Cazzo di Cane
George 20Bush.jpg

"Che mi venga un colpo se quello non è un comunista!"

Gli amici lo chiamano Papi, Eic Dabliù, Poppy (usato da sua moglie, durante le sessioni di bondage)
Mandato presidenziale 1989-1993, 2001-2009 (sotto lo pseudonimo di George W. Bush)
Parentele Nessuna. Non è assolutamente imparentato con Abraham Lincoln, Theodore Roosevelt, Gerald Ford o Winston Churchill, è arrivato dov'è arrivato solo grazie alle sue forze. La politica americana mica è un circo, è una cosa seria.
Amici Charles Montgomery Burns, il Conte Dracula, Gesù.
Nemici Ronald Reagan (perché non riusciva a scrivere correttamente il suo cognome), i comunisti, Saddam Hussein.
Il suo motto: "Non sono stato io."
Quote rosso1.png Ancora non capisco perché ne abbiano addirittura fatto un sequel. Quote rosso2.png

~ Pier Paolo Pasolini su George Bush
Quote rosso1.png Che gli altri abbiano il carisma o la classe. Io sono pieno di soldi. Quote rosso2.png

~ George H. W. Bush su modi per rimorchiare le donne
Quote rosso1.png Com'è cambiato il mondo rispetto a ora. Quando sono entrato in coma c'era Bush presidente ed eravamo in guerra con l'Iraq. Quote rosso2.png

~ Americano entrato in coma nel 1990 e risvegliatosi nel 2003


George Herbert Walker Texas Ranger Bush è stata una figura di spicco nel panorama politico internazionale, ricoprendo il ruolo di "padre dell'anno 1946" e venendo anche insignito del prestigioso premio "Presidente degli Stati Uniti", titolo che spetta di norma solo a persone molto famose o a casi umani patologici.

Durante il suo trascurabile mandato, Bush si trovò a essere involontariamente testimone della caduta del muro di Berlino e del successivo crollo dell'Unione Sovietica. E, da bravo paraculo qual era, si prese il merito di entrambe.

Nel 1992 l'America gli voltò le spalle, preferendogli il democratico Bill Clinton, che era palesemente più figo. Ma Bush non si perse d'animo e decise di impossessarsi nuovamente del potere che gli era illegittimamente stato tolto creando un robot con le sue fattezze il quale, nel 2001, vinse le elezioni presidenziali e si insediò alla casa Bianca con il nome di George W. Bush.

Famiglia bush.jpg

Un giovane George Bush in un ritratto di famiglia.

[modifica] Biografia

La vita di George H. W. Bush è stata talmente noiosa e insignificante, che perfino lui non ne parla mai volentieri, preferendo inventarsi dei fatti a caso per fare bella figura.

Di certo si sa che il piccolo George I nacque per immacolata concezione (presso la destra cristiana statunitense il sesso è proibito anche per fini procreativi) nella sede centrale del Partito Repubblicano in un anno a scelta tra il 1753, il 1924 o il 2006. In seguito c'è un grande buco narrativo, da fare invidia agli sceneggiatori di Lost, in cui presumibilmente il giovane e smaliziato George Bush si dedica alle tipiche attività di ogni ragazzo americano, quali, ad esempio, laurearsi in una rinomata univeristà grazie alle amicizie influenti di papà, o cercare di farsi la mamma di Stifler.

Nel 1976 fu nominato dal presidente Geraldo Alfaromeo direttore generale della CIA, ma rimase in carica solo un anno perché negli anni '70 gli hippie si erano estinti e non c'erano ancora terroristi islamici. Annoiato dal tran tran della quotidianità, George Bush decise di dare una svolta alla sua vita tentando di conquistare il mondo. Lasciata la CIA in mano a Jack Bauer, partecipò dunque alle primarie del Partito Repubblicano.

Sebbene fosse il favorito per diventare il candidato repubblicano alla presidenza, la segreteria di partito decise che George Bush fosse troppo di basso profilo per poter ricoprire tale incarico e decisero di affidare la nomination a un attore di Hollywood. Scoperto che tutti gli attori più famosi presi in esame, tra i quali vale la pena di menzionare Clint Eastwood, Angelina Jolie e Homer Simpson, erano in realtà dei pericolosi democratici, le alte sfere del partito ripiegarono sul semisconosciuto Ronald Reagan, il quale scelse comunque Bush come suo vicepresidente. Quando George Bush lo seppe commentò: "Pazienza, me ne starò buono per quattro anni e poi mi ripresenterò." Sfortunatamente per lui, Reagan fu il presidente repubblicano rimasto più a lungo alla Casa Bianca dai tempi di D. Dwight Eisenhower, dovette quindi attendere otto lunghi anni prima di ottenere il potere che tanto bramava.

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"Soldati, vi prometto solennemente davanti a Dio che, dopo la liberazione del Kuwait, nessun americano sarà più mandato a morire in Iraq."

[modifica] Politica estera

Una volta eletto presidente, George Bush mostrò una spiccata predilezione per la politica estera, anche perché di politica interna non capiva una sega e cominciava a sbadigliare fragorosamente se solo gli nominavano parole come tasse, debito pubblico, abolizione dell'ICI sulla prima casa o, peggio ancora, diritti civili.

[modifica] La guerra in Iraq

Dato che aveva molto cari gli ideali di libertà e sovranità nazionale, quando l'Iraq invase il pacifico staterello del Kuwait, Bush non ci vide più e ingaggiò contro il regime giudoplutomassoislamocomunista di Saddam Hussein quella che gli storici concordano essere la versione beta della Guerra del Golfo. Fu quindi tutto a causa dei forti sentimenti di amore per la libertà che l'America entrò in guerra non perché George Bush era anche il proprietario di un importante compagnia petrolifera quotata in borsa. Assolutamente.

[modifica] L'invasione di Panama

Non sapendo cosa fare mentre sua moglie preparava il tradizionale tacchino, il giorno del Ringraziamento del 1989, ordinò l'invasione di Panama. L'esercito panamense, composto da una vecchietta armata di scopa, sebbene difese strenuamente il territorio, dovette infine soccombere alla possenza dei reparti scelti dell'esercito, aviazione e delle Tartarughe Ninja inviati a combattere.

[modifica] Politica interna

George Bush Senior si suicida con una pistola.jpg

La reazione di George Bush all'elezione di Barack Obama.

Quote rosso1.png Leggete le mie labbra: nessuna nuova tassa. Quote rosso2.png

~ George H. W. Bush poco prima di tassare l'aria, il possesso di epidermide e l'utilizzo dell'ano

George Bush, totalmente estraneo a un concetto quale crisi economica, si trovò a governare in un periodo in cui l'America si affacciava alla più profonda recessione dai tempi del dopoguerra. Quando si dice la sfiga.

Purtroppo, durante la campagna elettorale, aveva solennemente promesso di non aumentare le tasse a nessuno, promessa che non poté logicamente mantenere. Tentò di farsi perdonare introducendo una serie di riforme che toccavano i diritti inalienabili dell'uomo e del cittadino così come sanciti dalla Costituzione, come, ad esempio, la liberalizzazione delle squillo d'alto bordo, del gioco d'azzardo e il famosissimo progetto "Più pistole per tutti", ma non fu sufficiente. Nell'estate del 1992 la popolarità di Bush era calata del 200%, record tutt'ora imbattuto, perfino da suo figlio, che pure si è sforzato parecchio di raggiungere il padre.

[modifica] Progetti futuri

BUM! Questa voce o sezione potrebbe soffrire di recentismo (...e di aerofagia).
Nel modificarla considera gli eventi recenti in una prospettiva storica, poi fai un respiro, fregatene, e continua a scrivere; meglio ancora se assurdità totalmente false.

Attualmente, George Bush partecipa a numerosi eventi benefici mondani, come le cene in favore della figlia di Sarah Palin. Pratica attività sportive rilassanti e tipiche di ogni ottantaquattrenne, tra queste meritano di essere ricordate il paracadutismo o l'headbanging. Nel tempo libero suona il basso nei Kiss.

Fonti giornalistiche interne alla Casa Bianca sostengono che Bush si stia preparando a riconquistare nuovamente il potere nel 2016, con la tecnica del candidato androide già usata in precedenza, facendosi eleggere con il nome d'arte di Jeb Bush.

[modifica] Voci collegate


Preceduto da:
Ronald McDonald
Stati uniti delle americanate.png
George H. W. Bush
Primo Petroliere degli Stati Uniti
1989 - 1993
Succeduto da:
Il marito di Monica Hillary
Presidenti degli Stati Uniti Sigillo del Presidente degli Stati Uniti d'America
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