Gatti di Vicolo Miracoli

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Quote rosso1.png È per merito loro che ho iniziato a bestemmiare. Quote rosso2.png

~ Germano Mosconi su Gatti di Vicolo Miracoli
Gatti di Vicolo Miracoli.JPG

Quel porco di Jerry tenta di slacciare la camicetta alla Mallaby mentre Nini sbircia dall'alto.

I Gatti di Vicolo Miracoli sono stati un gruppo cabarettistico formato, a dispetto del nome, da quattro cani e, in origine, una vacca.

La formazione iniziale era composta da cinque elementi: Jerry Calà, Gianandrea Gazzola, Nini Salerno, Umberto Smaila e il suo colesterolo.
Spray Mallaby, l'unica donna del gruppo, fuggì schifata dopo che Jerry Calà le infilò una mano nelle mutande al grido di:

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«Libidine!»

Anche Gianandrea Gazzola fuggì schifato dopo che Jerry Calà lo aggredì nelle docce eiaculandogli addosso al grido di:

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«Doppia libidine!»

A rimpiazzarli arrivò Franco Oppini, che decise di rimanere proprio perché Jerry Calà gli palpava le palle al grido di:

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«Doppia libidine... coi fiocchi!»

I Gatti si ritrovarono in quattro, la formazione definitiva. Curiosamente erano in quattro gatti anche ai loro spettacoli.

[modifica] Il nome

I Gatti di Vicolo Miracoli si formarono a Verona e presero il nome dall'omonima via cittadina, in cui Calà esercitava abusivamente come ginecologo.
Per la sua responsabilità oggettiva nei fatti la città di Verona andò incontro a sanzioni terribili: fu estromessa dall'Unione Europea e dovette pagare centoquaranta milioni di lire all'Associazione Mondiale delle Vittime dei Comici Tristi.

[modifica] Cabaret

Scena de Arrivano i Gatti.jpg

Ci piace ricordarli così: minacciati da uno spettatore che voleva indietro i soldi del biglietto.

Fin dagli esordi, i Gatti riuscirono a catalizzare l'attenzione dell'intellighenzia nostrana grazie a brani pregni di denuncia sociale e ai capezzoli puntuti della Mallaby.
Negli anni '70 il gruppo proponeva sketch alla Cochi e Renato, una sorta di teatro dell'assurdo sinistroide condito con smorfie e mimica da teatro Kabuki. Tutte cose di cui si avvertiva un disperato bisogno.
Ogni componente, per quanto fosse inutile nell'economia del gruppo, aveva una caratteristica precisa: Smaila era il ciccio ingenuo e bonaccione che suonava ma non poteva cantare a causa dell'esofago innaturalmente dilatato; Nini Salerno era l'intellettuale sessantottino che non poteva fare a meno di aprire dibattiti politici anche mentre si parlava di fica; Jerry Calà l'improbabile playboy del gruppo che interveniva a sproposito con uno dei suoi tre tormentoni che ancora oggi lo fanno campare nei cinepanettoni. Last but also least veniva Franco Oppini, nel fondamentale ruolo di stare alle spalle dei tre a fare la faccia triste.

Dopo una fase di travagliata sperimentazione artistica che li portò a incendiarsi le scorregge a vicenda sul palco del Derby Club, i Gatti pubblicarono il singolo Prova, un tagliente j'accuse nei confronti delle tende da campeggio troppo piccole.

Smaila Salerno Oppini.jpg

Gira voce che di notte Smaila succhiasse con una cannuccia Franco Oppini e Nini Salerno crescendo a loro spese.

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«Prova / a stare in piedi per un mese dentro / una tendina canadese»
(Prova)

Prova vinse la Targa Tenco per la miglior canzone che istiga al suicidio e valse al gruppo i complimenti di un fine intellettuale come Pier Paolo Pasolini, che definì i Gatti La risposta italiana ai bombardamenti al napalm.
Seguì Koppa la vecia, che squarciò il velo di ipocrisia imperante parlando apertamente del più grande problema del XX secolo: gli anziani che non ne vogliono sapere di schiattare.
Nel 1976 telefonarono a Renato Pozzetto fingendosi i Bee Gees e lo convinsero a rivisitare assieme una canzone folk dal titolo L'uselin de la Comare, che divenne in breve la hit più cantata sugli autobus. Pozzetto ancor oggi non si è reso conto della presa per il culo.

Il 1977 segnò per i Gatti la definitiva consacrazione: il gruppo infatti andò a Sanremo. In ferie.

[modifica] Arrivano i gatti: The Movie

Quote rosso1.png Umberto Smaila magro, Franco Oppini bambino e Jerry Calà pettinato coi petardi: un film imprescindibile per i cultori dei reflussi gastrici! Quote rosso2.png

~ Il Morandini
I Vanzina, notando che i Gatti erano all'apice del successo, decisero di stroncar loro la carriera ingaggiandoli in uno dei loro orribili film.
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Una scena del film.

Arrivano i gatti, girato a Verona, narra delle patetiche peripezie dei quattro cialtroni per arrivare al successo e nel caso di Oppini, colto da abbondante diarrea per tutta la durata delle riprese, anche solo per arrivare al cesso.
Nel cast spiccano le presenze di un giovane Diego Abatantuono, che recita la parte dell'oste dell'Anguilla Scotennata sfoggiando l'arcinota parlata da milanes cientopicciento, e di un Flavio Tosi seienne che già parlava di incendiare i campi nomadi.

Il film è famoso per la scena d'apertura in cui i Gatti imboccano contromano un passo carraio e vengono presi a sprangate da una neonata ronda padana. In realtà la scena non era prevista, ma risultò troppo divertente e i Vanzina non solo decisero di tenerla, ma vollero girarla altre quattro volte. La colonna sonora fu la canzone Verona Beat, cantata da Smaila in un falsetto talmente acuto da far esplodere gli apparecchi acustici di tutti i pensionati nel raggio di 3 chilometri.
Arrivano i gatti è l'unico film nella storia del cinema a essere stato giudicato dal sito Rotten Tomatoes non con i consueti voti percentuali ma con un:

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«WTF?»

[modifica] La separazione

Gatti di polvere.jpg

I Gatti durante una delle loro gags più esilaranti.

Nel 1979, durante uno sketch a Domenica In, la pancera di Smaila cedette di schianto e recise di netto il naso di Corrado. Il presentatore, col consueto aplomb, chiamò la pubblicità e solo allora si accasciò a terra dissanguato.
Su richiesta dei vertici RAI, Umberto Smaila fu temporaneamente sospeso e rinchiuso a Guantanamo. Il suo sostituto fu individuato in Benedetto Casillo, un punkabbestia che ciondolava nei dintorni della Stazione di Verona.

Il 1980 vide l'epurazione di Cassillo, inviso al gruppo per la sua inopportuna abitudine di cagare sul palco e chiedere spiccioli al pubblico, e il ritorno di Smaila, rilasciato anzitempo dalla polizia penitenziaria di Guantanamo per evitare che di notte rosicchiasse i piedi agli altri detenuti. Fu in questo periodo che si manifestarono i primi attriti tra Calà, smanioso di intraprendere la carriera solista, e gli altri componenti del gruppo, che gli prospettavano un sicuro futuro come benzinaio.
Nel 1981 Calà si finse morto in un disastro aereo pur di abbandonare i Gatti, ma ebbe scarsa fortuna e ottenne solo flop cocenti intervallati da fallimenti brucianti. Dopo aver divorziato dal proprio cervello si ritrovò a esibirsi alla Capannina di Forte dei Marmi col suo nuovo, frizzante tormentone:

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«Non sono bello... piaccio!»

Oppini, Salerno e Smaila provarono a rimpiazzare Calà prima con Martufello, poi con Pippo Franco e infine con Eduardo De Filippo, sequestrandolo dall'ospizio in cui era internato, ormai preda della demenza senile.
Il gruppo così composto apparve in trasmissioni come Dagli al frocio e Le nostre amiche piattole (in onda su Tele Abkhazia) ma l'improvviso decesso di De Filippo, dimenticato in macchina durante le vacanze estive, spinse i tre gatti rimasti a separarsi e a coltivare progetti individuali. Smaila si stravaccò sul divano e là è rimasto, Oppini divenne temporaneamente gay a causa di un'intossicazione alimentare e Salerno scappò in Cecoslobelgio perché sul suo capo pendeva un mandato di cattura per renitenza alla leva e sfoggio di barba demodé.

[modifica] Discografia

  • 1971 - I Gatti di Vicolo Miracoli
  • 1972 - Verona Beat
  • 1975 - Senza vergogna
  • 1977 - E il bello è che ci pagano pure
  • 1978 - Ehi, mettete giù quelle sedie
  • 1979 - In caduta libera
  • 1980 - Ancora più in basso
  • 1981 - La fine di un incubo (senza Jerry Calà)
  • 1983 - I Gatti cantano i Manowar
  • 1985 - Avevamo ancora bisogno di soldi (contiene la bonus track Trigliceridi e le analisi del sangue di Smaila)
  • 2009 - Le più belle canzoni dei Gatti di Vicolo Miracoli (CD vergine)

[modifica] I Gatti oggi

  • Franco Oppini ha sposato Alba Parietti e ha avuto un figlio di silicone al 72%. Alba, stufa di avere accanto un uomo così inespressivo, ottiene il divorzio. L'Oppini per poter continuare a spiare la ex moglie sposa la veggente Ada Alberti della trasmissione Verissimo in onda su Canale 5. Franco Oppini è attualmente vivo.
Lele Mora Jerry Calà Umberto Smaila.jpg

Considerata la compagnia sembra che Jerry e Umberto se la godranno ancora per un po'; ma chi farà il capotreno stasera?

  • Nini Salerno è riuscito a coronare il suo sogno e lavora con Woody Allen. Gli fa da colf.
  • Spray Mallaby è diventata un'attivista e si batte per l'emancipazione femminile e la castrazione di Jerry Calà.
  • Gianandrea Gazzola, dopo aver capito che uno non può sperare di avere successo chiamandosi Gianandrea, ha cambiato il suo nome in Liutprando Gazzola e oggi è uno tra i più apprezzati riparatori di veneziane del suo condominio.
  • Benedetto Casillo è tornato a fare il punkabbestia per accontentare i genitori, che non volevano che le tradizioni di famiglia andassero perdute.
  • Umberto Smaila ha recentemente dato alla luce uno scrittoio rococò che aveva ingoiato nel 1995, quando scambiò un'asta d'antiquariato per un buffet.
  • Jerry Calà, grasso come un cotechino e praticamente pelato già alla fine degli Anni '80, si è fatto crescere i peli delle orecchie per mitigare almeno la calvizie. Ha continuato a umiliare se stesso in film come I fichissimi, Abbronzatissimi e nell'horror autobiografico Diugà ho sposato Mara Venier!
    Recentemente è stato avvistato in una spiaggia frequentata dai VIP. Vendeva fette di cocomero tentando di lanciare un nuovo tormentone che, per quanto originale, non ha riscosso il successo sperato:
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«Tripla libidine... coi fiocchi e i nastrini colorati!»
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