Frase fatta
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| “Auguri e figli maschi!” |
- - Vecchio saggio a una minorenne violentata e incinta
| “È la vita!” |
Le frasi fatte sono cazzate che vengono pronunciate su un argomento di cui non potrebbe importarci di meno, quando non si può (o non si vuole) restare zitti. Tutti prima o poi ne pronunciano una nella vita, anche chi non avrebbe mai pensato di potersi abbassare a questo livello, perché c’è sempre una prima volta.
[modifica] Storia
Le frasi fatte sono vecchie come il cucco, e questo è quanto.
[modifica] Utilizzo
Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio; in alcuni casi può essere utile servirsi di frasi fatte. Ad esempio, quando si rimorchia, dire a una ragazza "i tuoi occhi brillano come stelle" può provocare una reazione gradevole da parte sua. Meno saggio è utilizzare questa frase con un’astronoma, che può passare tutta la serata a spiegare che le stelle non brillano, ma è solo un effetto dell’atmosfera terrestre.
Nonostante diano alcuni problemi con le persone più intelligenti e/o anticonformiste, molte volte le frasi fatte possono essere di grande aiuto, occorre solo un po’ di cervello per sapere quando utilizzarle al meglio e quando no. Il problema è che chi ha cervello non ha bisogno di frasi fatte e viceversa. Tuttavia, tramite questa piccola guida che anche un gibbone può imparare a memoria, non vi troverete mai più a corto di parole nei momenti cruciali della vita.
- Non si può più andare avanti così: frase fatta per eccellenza. Utilizzabile in qualsiasi situazione, utile per pecoroni, qualunquisti, comunisti, fascisti, sherpa nepalesi in canottiera sull’Himalaya, e persone qualunque sull’orlo di un burrone.
La mamma dei cretini è sempre incinta e sono tutti parti multipli: ho sbagliato elenco, questa è vera.
- Buon Natale/Pasqua/Ferragosto/Carnevale/Kwanzaa/Ramadan/Halloween/San Procopio: da pronunciare quando ci si vuole far perdonare di non essersi fatti vedere per tutti i giorni dell’anno, esclusa quella festività.
- Ti chiamo/ti faccio sapere/mi faccio vivo io: frase di congedo tradizionale rivolta a una persona che non si ha intenzione di rivedere mai più.
- Non ci sono più le mezze stagioni: utile solo per persone di una certa età, o per meteorologi rincoglioniti. Da pronunciare appena il termometro devia di un grado Fahrenheit dalla media stagionale.
- I giovani d’oggi non hanno più rispetto per gli anziani: come sopra, per persone che sono di una certa età, o sembrano tali. Da pronunciare sui mezzi pubblici, se un ragazzo con una gamba ingessata non si alza per fare posto a un sessantenne in tuta appena tornato da una corsetta col cane.
- Chi la fa l’aspetti: modo saccente per dire quello che il filosofo Nelson Muntz ha sintetizzato efficacemente con "haw-haw".
- Non è farina del tuo sacco: per accusare qualcuno di plagio. Funziona sempre perché nessuno è così imbecille da portarsi dietro un sacco di farina.
- L'erba del vicino è sempre più
frescaverde: frase per rosiconi. È passata di moda nel 2007, dopo che, a Erba, i vicini di uno spacciatore hanno sterminato la sua famiglia perché la sua erba era più verde.
- Meglio un uovo oggi che una gallina domani: utile per chi vende uova, meno per chi vende pollame.
- Gallina vecchia fa buon brodo: naturalmente se si è optato per l'uovo ti fai uno schifo di brodo.
- Se ne vanno sempre i migliori: frase pronunciata con più frequenza quando schiatta qualcuno che stava sulle palle a tutti. Si raccomanda l'espressione costernata nel volto.
- Non dire gatto se non l’hai nel sacco: molto utile se un allenatore italiano deve fare un cazziatone a una squadra di calcio tedesca. È anche usato come postulato di prudenza economica.
- Qui una volta era tutta campagna: da pronunciare se ti hanno espropriato il terreno dove coltivavi i tuoi ortaggi per costruirci sopra (cfr. Il ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano).
- (Variante)Qui una volta era tutta campagna elettorale: da pronunciare se non hai vinto le elezioni da buon mafioso o se sei un vecchio rincoglionito che torna nel luogo natio con l' Alzheimer.


