Fortitudo Bologna

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La Fortitudo Pallacanestro Bologna è un'associazione umanitaria per ipovedenti che riunisce ogni anno 12-15 sfortunati ragazzi di diverse nazionalità e li addestra nella nobile arte del ping pong, nel braccio di ferro, nell'ancestrale disciplina del "rutto libero" e da qualche anno anche nella nota materia del peto silente.

Indice

[modifica] Le origini

Forti & Tudo (il primo abruzzese, il secondo di origine nipponica) furono due sfortunati orfani della prima campagna d'Africa che, costretti a lavorare in nero nei campi della pianura padana, ingannavano il noioso tempo lavorativo cercando di lanciare i pomodori che raccoglievano in una cesta posizionata su un albero a 3,05 metri di altezza dal suolo (emulando senza saperlo il già noto sport della pallacanestro). Malgrado abbiano passato più di 15 anni a perfezionare le proprie doti fisiche e di mira, ancora nel 1948 nessuno dei due era riuscito nell'impresa, ormai diventata epica. Per consolarsi reciprocamente del continuo insuccesso, impossibilitati ad avere qualsiasi tipo di relazione umana fuori dai campi agricoli, decisero di concedersi amorevolmente l'un l'altro e si abbandonarono al libero sesso, nasceva proprio in quegli anni il concetto di "penetrazione" del basket ed essi lo reintrerpretarono a loro modo. Passando il tempo tra la sodomia, la raccolta degli aranci e i fallimentari tentativi di fare canestro, unirono i loro nomi formando il primo club di agricoltori sodomiti, la Fortitudo appunto.

[modifica] Bologna

Scappati clandestinamente dai campi nei quali erano reclusi per volere del "Dio del Basket" trovarono rifugio solo nella città comunista di Bologna che decise di accoglierli perché si sa che un vero comunista ha a cuore tutti i casi umani del pianeta. Presentarono al Comune di Bologna il progetto ambizioso di riuscire nell'intento di centrare il famigerato cesto col famigerato pomodoro entro i primi 12-18 mesi della loro permanenza in città, il Comune accettò e offrì loro sovvenzioni economiche giustificate ai cittadini come "spese a sostegno dei meno fortunati", nasceva la Fortitudo Pomodorocesto (ribattezzata solo recentemente Pallacanestro) Bologna. Il giorno dell'innaugurazione della nuova attività il povero Tudo morì di "peste del cretino" (rara malattia che afflige solo i beoti) e così fu Forti ad assumersi l'onere o l'onore dell'impresa. Egli adottò come simbolo una F scudata e sopra vi appose un piccione in ricordo di quando, durante i funerali di Tudo fu proprio un piccione a cagare sulla sua tomba imbrattandola.

[modifica] Sviluppo e primi insuccessi

La Fortitudo crebbe negli anni, riuscendo a raggiungere il mirabile traguardo prestabilito dopo solo 9 mesi di arduo lavoro e guadagnandosi la simpatia di zingari, ambulanti, barboni, ambientalisti, sieropositivi, pedofili, papponi, preti, gesuiti, cammelli, Mike Bongiorno e ovviamente dei gay. Solo dopo 20 anni di permanenza a Bologna però Forti si rese conto che in città era attiva un'altra realtà cestistica meglio organizzata e più progredita sotto ogni punto di vista, la Virtus Bologna, e scoprì inoltre che operava da molti anni e aveva un pubblico numeroso e affiatato. Tentando di distruggrere la concorrenza organizzò un attentato terroristico che venne prontamente sventato dalle forze dell'ordine (unica volta nella storia dell'Italia in cui sono state utili), Forti venne incarcerato e condannato a morte, quindi gettato nella Fossa dei Leoni, in sua memoria nacque un gruppo di sbandati sostenitori che prese appunto il nome di Fossa dei Leoni, era il 1970. La Fortitudo giocava decine e decina di partite senza ottenere il benché minimo risultato, nei bagni del PalaDozza (campo di gioco) ogni domenica si impiccavano molti giovani tifosi frustrati dai continui insuccessi. La sconfitta fu il tema dominante per tutti gli anni '70 e '80. Nei primi anni '90 la squadra, che vantava nel rooster il giovane Platinette (ancora magro), Goku, Pippo Baudo, Francesco Renga e il sosia di Kurt Cobain, ristagnava sotto il punto di vista dei risultati e pure sotto quello economico. Lo storico presidente Forti venne a mancare all'affetto dei suoi cari (tra i quali il Gatto con gl Stivali) una piovosa notte di Novembre: appena terminato l'ennesimo amplesso di sodomia con un "Mandingo" della strada cessò misteriosamente di vivere, sulla sua lapide è inciso "Come è venuto se ne è andato". La gesitone passò quindi a un peracottaro nordafricano di nome Seragnoli, noto nel mondo del cinema hard come il "Leccapalle".

[modifica] Sempre Secondi

In effetti col Leccapalle alla guida della società cominciano a maturare i primi risultati e, mentre la sponda virtussina della città festeggia tre scudetti, il popolo fortitudino gioisce del ritorno in serie A1 e del primo Derby vinto nell'era Seragnoli. Nel 1994 Seragnoli comincia una serie di traffici sospetti con un noto imprenditore milanese, gli affari miracolosamente decollano e la formazione diventa di anno in anno più forte e competitiva (memorabile l'acquisto di Winnie the Pooh nel 1995 per il ruolo di pivot). Così dal 1995 la Fortitudo comincia a disputare una serie infinita di finali-scudetto senza riuscire a vincerne una e inseguendo l'invidiabile record di squadra più perdente della storia del basket in Italia. Storica è la finale del 1998 per l'assegnaizone dello scudetto: si gioca alla meglio delle 5 partite e si contendono il titolo proprio le due formazioni bolognesi, a 16 secondi dalla fine la Fortitudo è in vantaggio di 4 punti ma prima un miracolo cestistico del Dio Sasha Danilovic e poi una palla persa da un babbuino schierato incomprensibilmente in campo dal coach fortitudino regalano alla Virtus il suo 14esimo scudetto e alla Fortitudo l'ennesima sconfitta. Il secondo posto diviene quindi l'obiettivo stagionale della squadra, dall'altra parte una squadra nata da dua froci è naturale che lo prenda sempre in culo alla fine. Ad onor del vero vanno ricordati gli scudetti vinti nel 2000 e nel 2005, unici successi in più di 70 anni di storia mostrati con orgoglio da tutti i fortitudini come dei cimeli di guerra, va anche ricordato che in entrambe le occasioni la concorrenza in Italia raggiunge livelli bassissimi. In Europa la Fortitudo non brilla mai, fatta eccezione del 2004 quando miracolosamente riesce a conquistare la finale di Eurolega (la Champions League del basket) contro gli ebrei del Maccabi Tel Aviv, il risultato finale dice +44 punti per il Maccabi, grazie Fortitudo per aver tenuto alti i colori italiani anche nel continente.

[modifica] Conclusioni

Quando siete tristi, quando siete stati traditi, quando vi muore qualcuno di caro, quando Berlusconi vince per l'ennesima volta le elezioni, quando il mondo vi volta le spalle, andate a Bologna, chiedete di poter vedere e parlare con un fortitudino e sappiate che al mondo c'è sempre qualcuno che sta peggio di voi.



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