Festivalbar

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Il girasole simbolo del Festivalbar e dell'olio di semi di girasole.

Quote rosso1.png Belàn, cazzo! Sta sera c'è il Festivalbar. Non vedo l'ora di vederlo. Quote rosso2.png

~ Un giovane nel 2003.
Quote rosso1.png Belàn, cazzo! Ancora con 'sto Festivalbar? Ormai ha rotto i coglioni. Quote rosso2.png

~ Sempre il solito giovane nel 2004.
Quote rosso1.png Belàn, cazzo! Il Festivalbar dopotutto è una cosa importante! Quote rosso2.png

~ Uno dei cantanti all'ultima edizione del Festivalbar.


Festivalbar è stata una manifestazione canora estiva che ha tormentato gli italiani dal 1964 al 2007 e ha avuto il merito di lanciare sul mercato musicale delle carogne del calibro di Tiziano Ferro, Lunapop, Tokio Hotel e tanti altri incapaci.

[modifica] Storia

[modifica] Anni sessanta e settanta

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Una rara figurina di Vittorio Salvetti.

La manifestazione nacque nel 1964 da un'idea di Vittorio Salvetti, un uomo che non avendo un cazzo da fare nella vita passava tutto il giorno al baretto sotto casa ad ascoltare sempre la solita canzone al juke-box. Salvetti a forza di mangiarsi monete per ascoltare con le pinne, fucile ed occhiali, cominciò a domandarsi cosa potessero mai ascoltare tutti gli altri "barettari" come lui, così pensò di inserire dei contatori all'interno di diversi juke-box, al fine di misurare la canzone più ascoltata e premiarne il cantautore con una coppa[1]. Ecco perche il Festivalbar si chiama Festivalbar, il suo nome deriva da neologismo Festival-al-bar, ovvero un festival canoro che si tiene all'interno di un bar, tramite il juke-box ivi posizionato.

Alla fine dell'estate, la somma di tutte le "gettonature", dal momento che il brano partiva inserendo nel juke-box un apposito gettone da 500 lire, decretava il vincitore: tale sistema, tuttavia, presentava inevitabilmente le sue falle poiché, per aggiudicarsi l'edizione del 1971, Demis Roussos derubò i barboni di diverse città per votarsi ripetutamente dal juke-box di un bar di Chioggia. La manifestazione aveva quindi solo una premiazione finale, in settembre, che a partire dal 1968 diventò una vera e propria serata televisiva e venne trasmessa su Rai 2 fino al 1982, anno in cui Mediaset fiuta l'affare e si affretta scippare i diritti di trasmissione alla Rai, la quale giustamente non ci pensa due volte a cedere alla concorrenza una potenziale gallina dalle uova d'oro: tanto hanno già il Festival di San Remo, di che se ne fanno di una manifestazione canora che tiene conto del gusto popolare?

[modifica] Anni ottanta

Dal 1983 in poi, la dirigenza Mediaset attua un pesante intervento di rinnovo del format, da prima licenziando Salvetti e rimandandolo nel bar dove era solito passare le giornate, in seguito trasformando la manifestazione in uno spettacolo televisivo itinerante, ripreso settimanalmente da una diversa piazza d'Italia, inaugurando quella che sarebbe stata una delle più fastidiose consuetudini estive del Biscione milanese. Anche il meccanismo di voto cambia: il vincitore invece che essere deciso in base al numero di passaggi al juke-box sarà stabilito in base al numero di passaggi radiofonici e televisivi ottenuti e dai risultati di vendita: in pratica qualsiasi discografico con un bel po' di soldi in tasca e le giuste amicizie potrà comprarsi la vittoria nonostante l'emerita incapacità del cantante che presenta.

In questi anni il Festivalbar divenne l'artefice di uno delle più insopportabili torture che mente umana potesse concepire: i tormentoni estivi. E oltre a quello, molti artisti emergenti trovarono l'adeguato spazio grazie anche all'introduzione del cosiddetto "premio Rivelazione" per i nuovi talenti; individui come Tiziano Ferro hanno fatto successo grazie a questo brutale sistema.

[modifica] Anni novanta

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Gerry "Cicciolino" Scotti e Susanna "Tuttapanna" Messaggio durante la conduzione del Festaivalbar.

Negli anni novanta il Festivalbar corregge ulteriormente la sua rotta. Invece che trasmettere in diretta, quei volponi della dirigenza Mediaset per cercare di massimizzare gli ascolti e gli introiti derivanti dalla pubblicità, trasmetteranno le varie puntate in differita, spezzettandole in maniera tale da trasmetterle per tutto giugno e luglio. In seguito, dopo aver concesso agli spettatori un mese di tregua, a settembre veniva trasmesso il mega puntatone finale, sempre in differita, naturalmente.

Assume importanza anche il programma satellite Anteprima Festivalbar: un inutile montaggio di varie riprese nei backstage o durante le prove, interviste agli artisti e approfondimenti sulla località ospitante. Questa dannata anteprima veniva trasmessa o alla fine di ogni episodio oppure in tarda mattinata, fino a quando sempre quei volponi della dirigenza Mediaset, non avranno la brillante idea di trasmetterla al martedì pomeriggio, proprio quando avrebbe dovuto andare in onda Dragon Ball. Se a questo aggiungete che in quel periodo i vari episodi venivano trasmessi in alternanza con un altro anime di merda un giorno si e l'altro no, potete immaginarvi quanto questa maledette striscia abbia fatto infuriare le persone.

In questi anni il Festivalbar ha spesso condiviso il palcoscenico con le selezioni italiane del concorso di bellezza europeo The Look of the Year, che si proponeva di eleggere una miss che rappresentasse l'Italia nelle finali che si sarebbero tenute alla fine dell'estate, dove avrebbero partecipato ragazze provenienti da tutti i paesi europei. Una cosa del tutto puerile e che non centra un cazzo con la musica, ma che farà da apripista ad una pessima abitudine dei programmi Mediaset: infilare culi anche dove non dovrebbero stare.

[modifica] Anni duemila

Il nuovo millennio non sembra intaccare la popolarità del programma, tanto che nel 2002 venne per la prima volta accantonato il playback e tutti gli artisti iniziarono ad esibirsi dal vivo, specialmente dopo che Elio e le Storie Tese hanno protestato platealmente per il fatto che in una manifestazione canora i cantanti non cantassero.

Nonostante questi aggiustamenti sembrino incontrare il favore del pubblico e il programma sembri assestarsi su dei tranquillizzanti numeri in termini di share, la formula inizia ad accusare il peso dei suoi anni e l'impietosa ombra del flop comincia insidiosamente a manifestarsi dietro l'angolo.

Noncuranti del primo e del secondo principio dei programmi televisivi, che recitano testualmente:

  1. un programma TV trasmesso da più di 10 anni alla lunga stufa;
  2. un programma TV trasmesso da più di 10 anni necessita di aggiornamenti costanti;

i dirigenti Mediaset insistono a portare avanti un canovaccio che oramai sembra uno di quei frutti belli fuori, ma tarlati dai vermi dentro. L'anno del misfatto è il 2006, quando gli ascolti sono bassi e l'interesse del pubblico scema. Come succede sempre in Italia, quando scoppia un casino si da sempre la colpa a qualcun altro, cercando di pararsi il culo, nello specifico: i produttori imputeranno l'innegabile insuccesso ai Mondiali di calcio di quell'anno (poi vinti dall'Italia[2]), le cui partite si trovavano inevitabilmente a coincidere con le messe in onda delle puntate. I detrattori, di contro, punteranno il dito contro un trio di presentatori impreparato e male assortito:

  • Mago Forest - Cristina Chiabotto - Ilary Blasi; ancora oggi ci si domanda come sia stato possibile piazzare questi tre alla conduzione di un programma di musica; è vero che anche il Festival di San Remo ha avuto i suoi idioti, ma quello alla fine è un programma Rai per vecchi ebeti che non capiscono nulla di musica, il Festivalbar in teoria avrebbe dovuto essere un programma per giovani ebeti che non capiscono quasi nulla di musica.

Oltre a questo verrà anche accusata la stessa formula della manifestazione, giudicata obsoleta e poco attenta ai reali gusti del pubblico (esattamente come il Festival di San Remo), più orientata verso scelte di marketing e per questo "manovrata" dalle case discografiche che propongono i propri cantanti; una cosa che in seguito diventerà una drammatica consuetudine a livello mondiale.

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Sarkozy e Berlusconi riaccompagnano a casa Medvedev ubriaco dopo un serata al Festivalbar. Medvedev è ubriaco per davvero.

Per cercare di correre ai ripari l'edizione del 2007 ridusse il numero delle tappe toccando solo due città, Milano e Catania, oltre alla finale di Verona. Oltre a questa mossa tutt'altro che intelligente (tagliare i costi per le serate invece che migliorare il repertorio), per dimostrarsi al passo con i tempi, la produzione incluse anche internet e il web tra i mezzi per "misurare" il gradimento del pubblico; naturalmente questa manovra non servirà proprio a una beneamata mazza, dato che internet in quel periodo ce l'avevano soltanto il 20% della popolazione, i quali avevano pure il famigerato 56kp, che ci metteva 3 ore solo a caricare l'immagine di una donna nuda, figuriamoci caricare un video.

Venne aperta una pagina MySpace in cui i risicati utenti con la connessione a 100kp avrebbero potuto, ma che di fatto non fecero mai, dialogare direttamente con lo staff, il cast e visionare contenuti audio e video esclusivi; venne anche istituito il premio Digital al pezzo più scelto e scaricato dai navigatori virtuali, vinto dai dannati Tokio Hotel; il ché dovrebbe fugare ogni dubbio sul fatto che il sistema era "manovrato". Ma neanche queste manovre[3] bastarono a risollevare le sorti del programma, anzi, fu la botta finale ad una trasmissione ormai definitivamente morta assassinata, anche grazie ad un'ulteriore trio di conduttori assolutamente impresentabili e improponibili per un programma simile: Enrico Silvestrin, Giulio Golia[4] ed Elisabetta Canalis.

Ma i dirigenti Mediaset, come ogni medico che si accanisce su un malato terminale, non ci stanno a donare una definitiva morte indolore ad un programma che loro stessi hanno contribuito a ridurre in condizioni ancora più penose di quando ci hanno messo le mani sopra, così decidono di accantonare l'edizione del 2008 (che di fatto non si svolse a causa della mancanza di denari), per organizzare una maxi edizione per il 2009. Ma anche qui i cervelloni del Biscione commetteranno l'errore micidiale di proporre ai vari finanziatori che avrebbero dovuto metterci i soldi, lo stesso palloso programma che avevano abbandonato nel 2007, drogato di cantanti incapaci imposti suggeriti dai discografici e ulteriormente aggravato dalla conduzione di quel frantumapalle di Teo Mammucari e una sconosciutissima Lucilla Agosti. Alla fine della fiera anche dell'edizione del 2009 non se ne fece nulla (per fortuna), ma nonostante la sua assenza come programma ufficiale, i vari avvoltoi delle case discografiche faranno ugualmente pubblicare la tradizionale compilation del Festivalbar che raccoglie i successi dell'estate, i quali come al solito erano composti da canzoni da strapazzo, cantate da cantanti da strapazzo, che dopo essere stati opportunamente spremuti sono stati rispediti nell'anonimato più assoluto.

In seguito anche la compilation non venne più pubblicata, dato che ormai la gente aveva imparato a scaricarsi la musica gratis, decretando la morte definitiva del Festivalbar, la quale sarebbe anche potuta sopraggiungere più tardi e in modo più indolore se solo chi di dovere avesse gestito le cose come si deve, ma ormai i canoni televisivi imposti dalla deriva Barbaradursiana avevano definitivamente preso il sopravvento sulla TV pseudo-normale, impedendo il proseguo intelligente di un programma come il Festivalbar.

[modifica] I cambiamenti del Festivalbar nel corso degli anni

  • 1964: nasce il Festivalbar, come manifestazione canora estiva che raccoglie tutte le hit del momento, che finiranno nel dimenticatoio la stagione seguente.
  • 1967: il Festivalbar viene trasmesso per la prima volta su Rai 2. Viene istituito il premio DiscoVerde, da usare in caso di semaforo rosso prolungato nelle tratte stradali su cui si stanno facendo dei lavori.
  • 1975: grazie al continuo successo che riscuote il Festivalbar, si decide di spostarlo dall'Altopiano d'Asiago all'Arena di Verona, onde evitare sovrapposizioni con il locale raduno degli Alpini.
  • 1977: Prima edizione del Festivalbar trasmessa a colori, anche se quasi tutti gli italiani hanno ancora la tv in bianco e nero.
  • 1978: il Festivalbar, con lo slogan «Festivalbar ha la tua età», si apre anche ad artisti internazionali oltre a quelli italiani, tanto il livello è sempre il solito.
  • 1983: Silvio acquista i diritti, e la manifestazione verrà trasmessa su Canale 5, venendo trasmessa in differita e spalmata per realizzare dodici puntate. Verrà cambiato il Regolamento e format ancora troppo legato a delle logiche di gusti musicali reali e non veicolati dalle case discografiche.
  • 1986: nasce il Festivalbar 33' , la sezione del Festivalbar che premia il 33 giri (poi l'album) dell'anno, con conseguente aumento di introiti per le case discografiche.
  • 1989: dopo sei edizioni del Festivalbar trascorse su Canale 5, il format passa su Italia 1, un canale molto più ggggiovine.
  • 1995: durante un'esibizione Gianluca Grigani cercando di fare il figo si mette il microfono in tasca e fa vedere a tutti che c'è il playback inserito, la gente si incazza e gli tira dietro una valanga di pomodori, che il cantautore raccoglierà prontamente e utilizzerà per farcisi un'insalata.
  • 1999: Elio e le Storie Tese fanno il diavolo a 4 perché i cantanti cantano in playback.
  • 2002: dopo tre anni di figure di merda, la dirigenza Mediaset obbliga i cantanti in gara a cantare dal vivo, ma questo non diminuisce il numero di incapaci sul palco, ne le manipolazioni dei discografici.
  • 2003: visto il grande successo, la CNN International registra tre puntate special al Festivalbar, poi si rendono conto della reale qualità del programma e se la squagliano per non tornare mai più.
  • 2007: viene introdotto il premio Digital per il brano più scaricato dal web, perché oggettivamente pagare per certa musica è da emeriti coglioni.
  • 2008: viene annunciato che non ci sarà l'edizione 2008 a causa della mancanza delle risorse economiche, si opta per un anno di pausa sabbatica.
  • 2009: il Festivalbar muore definitivamente, ne danno il triste annuncio il figlio di Salvetti, i dirigenti Mediaset e i discografici in lacrime, come faranno a propinare la loro merda alle persone adesso?

[modifica] Curiosità

[modifica] Note

  1. ^ Il salume, si intende.
  2. ^ POOO-PO-PO-PO-PO-PO-POOO!
  3. ^ Illecite.
  4. ^ Quello de Le Iene.

[modifica] Voci correlate

Sindrome da oblio musicale

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