Femminismo

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Ominasilvia
Female rules!
Questo articolo va contro la filosofia femminista e ne pagherà le conseguenze il suo stupido autore maschilista e chiunque contribuisca!
Ominasilvia
Quote rosso1 Donna schiava, zitta, lava e chiava! Quote rosso2
~ Pier Paolo Pasolini apostrofando sua moglie ai tempi del '68 mentre cercava inutilmente di bruciare il suo reggiseno
Quote rosso1 Gli uomini sono tutti uguali! Quote rosso2
~ Una femminista su uomini
Quote rosso1 Magari! Quote rosso2
~ Il nostro eroe guardandosi nelle mutande su citazione precedente
Cerchio

Delle femministe peccatrici formano il loro ridicolo simbolo a forma di impronta di gallina capovolta.

Quote rosso1 Maschilista... Quote rosso2
~ Una femminista su chiunque
Quote rosso1 Gli uomini sono tutti uguali! Quote rosso2
~ Una femminista di otto anni su sua approfondita conoscenza della vita
Quote rosso1 They all deserve to die!!! Quote rosso2

Il femminismo è stato un movimento ideologico affiliato a niente, e per questo incorr... inaff.. ineff... ehm... che mirava a una rivolta planetaria atta a far sì che ogni donna potesse sentirsi libera di essere stronza come un uomo, senza esser accusata di stregoneria. Essendo però la causa diretta dell'esistenza del femminicidio, va da sé che il femminismo è stato intrinsecamente antifemministico e autodistruttivo. Sebbene l'anarchico progetto sia fallito, ancora oggi esso ha delle eredi; ma è come paragonare Nichi Vendola a Che Guevara.

[modifica] Gli inizi

Il femminismo nasce negli Stati Uniti, come tutte le grandi disgrazie mondiali, con il truce obiettivo dichiarato di dare il voto alle donne e l'ammissione dei ciechi alle scuole fotografiche. Le suffragette insorsero facendo dapprima richieste assurde, come istituire la festa della donna e lo spogliarello maschile[1], ad esempio. Mentre in Germania chi lottò per l'istituzione di questa festività venne
Suffragette

Delle terribili suffragette pronte a macchiarsi di chissà quali efferati crimini.

punito mediante l'utilizzo di forni e con le loro ossa venne prodotto dell'ottimo sapone alla mimosa, gli americani senza spina dorsale e pieni di Big Mac permisero al movimento di crescere in maniera esponenziale e addirittura alcune donne ebbero l'ardire di diventare scienziate, come Margherita Hack. Il presidente degli Stati Uniti chiese soccorso al Regno Unito, il quale però, ricordando la guerra d'indipendenza, e pensando erroneamente che l'emancipazione nella terra d'Albione non sarebbe arrivata[2], così rispose agli americani:
Wikiquote
«Oh, yes! Prima avete combattuto contro di we, and now vorreste il nostro help? Giammai!»
(Il Sindaco del Regno Unito.)
Intanto il movimento sbarcava fuori dai confini statunitensi e invadeva Canada, Messico e Alaska. Nel sud-America la situazione si fece presto assai
MutandeHistory

Ecco a che terribili peccati ci hanno portato le femministe! Senza più castità!

tragica, specialmente in Brasile, dove molti uomini furono costretti addirittura a diventare donne per non rischiare la vita. Anche questo stato chiese l'aiuto dell'ex-madrepatria europea, il Portogallo, che comunque rispose all'incirca come il Regno Unito:
Wikiquote
«Noi ci rifiutão di darvi nostro aiutão: siete fottutão!»
(Re Portogallese)

Ormai l'ascesa femminista pareva inarrestabile, almeno nel Nuovo Mondo e a Cuneo.

[modifica] Svolgimento

Naturalmente un movimento così potente non poteva restare isolato in America; le suffragette costruirono una bomba atomica con cui tenere sotto controllo gli uomini,
Fuck you nonna

Tipica femminista

presero metà di loro e sbarcarono nel vecchio continente. Non si sa con precisione in quale vecchio continente, ma adesso non importa. Dopo tre giorni di marcia, si trovarono in Libia: ciò appare strano in quanto il giorno prima furono viste depredare diversi negozi con sconti della Prada, a Praga. Dopo una preghiera a Dea nella chiesa di San Giovanni in Sahara, presero una carretta del mare e sbarcarono a Lampedusa, poi in Sicilia e infine su tutto lo stivale [3], fino a varcar la frontiera, in un bel giorno di primavera, e con le stagioni a passo di Giava arrivarono in fondo alla valle, dove c'era un uomo del loro stesso identico umore,
Bill Kaulitz intervistato

La maggior esponente del movimento femminista

ma la divisa di un altro colore[4]: era un eroe maschilista: tale Mr. Jonhson, che disse alla femministe che sarebbe stato il loro peggior incubo. Dopodiché scomparì tra mille fumi avvolgenti, non senza forti colpi di tosse. Intanto (nel Sessantotto) il femminismo dilagava in Europa: anche qui ottennero diritto di voto e festa delle donne e per ottenerli si macchiarono di delitti orribili; si salvò solo la Germania (abbiamo spiegato prima perché). In medio oriente riuscirono a sostituire il burqa con un misero velo, che copriva a mala pena mezza faccia e giusto giusto le "zone proibite"[5], offendendo oltre modo il buon vecchio Allah. Ma le pretese delle femministe crescevano: decisero che Dio era un maschilista e volevano che il Padre eterno diventasse Dea, la loro divinità femminista, arrivando al punto di riscrivere la Bibbia, dove Gesù diventò Gesualda. Costruirono anche una nuova Torre di Babele per sconfiggere Dio, che però si rivelò un avversario più ostico del previsto. Le femministe subirono la loro prima sconfitta: la fine si avvicinava.

[modifica] Il declino e la fine

Battiato Einstein

Le femministe cercano di uccidere il maschilista Einstein con una delle loro atomiche.

La vendetta di Dio non si fece attendere: le condannò alla sfortuna. Ricordate Mr. Johnson? Nel frattempo era diventato un impresario e non aveva abbandonato gli eroici propositi maschilisti: ordinò centinaia di macchine da cucito da Mediashopping e diffuse la notizia che chiunque le avrebbe potute usare: le femministe caddero nella trappola ed entrarono nel capannone per iniziare a cucire orrendi calzettoni neri a strisce terra di siena da regalare a chiunque osasse contrapporsi loro: Mr.Johnson le chiuse dentro e infiammò tutto, uccidendo anche le cape[6] femministe; esse accusarono il colpo e non si ripresero: persero l'organizzazione e finirono negli ingranaggi delle società moderna lasciando il posto a ideologie nuove di zecca come gli hippie e i paninari prima e gli emo, truzzi e compagnia bella poi.

[modifica] Principi del femminismo

Il femminismo è il movimento più equilibrato che l’umanità, pardòn, la femminilità abbia creato. Si contraddistingue per capacità critica e coerenza. Di seguito si elencano alcuni principi a dimostrazione della sua validità.

[modifica] Primo principio

In un qualsiasi libro o discussione che venga mai realizzato, le donne sono superiori fisicamente e psicologicamente all’uomo, che è un mero pagliaccio.

Corollario: in qualsiasi situazione concreta favorevole all'uomo, la donna gli è inferiore fisicamente e psicologicamente, perciò ha diritto immediato di ragione.

[modifica] Secondo principio

L’uomo è un errore della natura, a riprova di ciò il fatto che il suo gene Y sia una X menomata.

Corollario: l’esistenza dell’uomo, essendo un semplice errore, non ha nessuna funzione vitale per la specie umana (scusate: femmina!). Infatti è risaputo che le donne si riproducono per mitosi.

[modifica] Terzo principio

L’uomo è materialista e guarda esclusivamente l’aspetto fisico, è possessivo e violento.

Corollario: la donna non guarda e non giudica mai dall’aspetto fisico un uomo, perché è piena di bontà e altruismo.

Corollario bis: le donne non spendono tempo sull’aspetto frivolo del corpo. Figurarsi poi se insultano le altre in caso esse abbiano un corpo a loro inferiore. In realtà la fissazione del corpo è instaurata dalla società maschilista, non dall’innato senso femminile di competizione in bellezza per accaparrarsi il maschio migliore.

Corollario tris: la donna vecchia che sfama il suo appetito sessuale su schiere di ventenni che mantiene con denaro proveniente dall’eredità del marito, non è una porca materialista, è un segno del progresso dei tempi.

Corollario quater: gli uomini anziani che stanno con donne più giovani sono dei porci, anzi dei pervertiti (forse stupratori, nel dubbio meglio denunciarli e sbatterli in galera).

[modifica] Quarto principio

Le leggi di questa società sono discriminatorie perché fatte da uomini allo scopo di distruggere la superiorità femminile rispetto alla grettezza maschile.

Corollario: le varie leggi su separazione e divorzio che impediscono al marito di vedere i propri figli e lo spolpano rendendolo un povero mendicante costretto a fare la fila alla Caritas per un pasto e dei vestiti, sono squilibrate per danneggiare la donna.

Corollario bis: le leggi che danno incentivi alla donna rispetto all’uomo per occupare alcuni settori del lavoro sono evidente segno della prevaricazione maschile sulla donna.

Corollario tris: le quote rosa sono uno strumento giusto (perché premiano il merito, non il sesso) ma anche un piccolo segnale soffocato dal maschilismo. Infatti se fossimo in una società avanzata e non retrograda dovrebbero riservare alle donne l’80% dei posti in parlamento.

Corollario quater: le leggi che danneggiano la donna non sono state votate da alcuna donna in parlamento, e se lo ha fatto è colpa della tirannia maschile che imperversa (come è noto) in ogni luogo di potere e produce male.

[modifica] Quinto principio

Un mondo governato dalle donne sarebbe un mondo migliore, privo di guerre, violenza e prevaricazione.

Corollario: questo è dimostrato dal fatto che i paesi con maggiore composizione femminile al potere siano anche i più pacifici (USA in testa).

Corollario bis: la donna è di indole pacifica e collaborativa con le altre donne. Questo ne determina la superiorità. Anche se nella pratica le donne arrivano sovente a picchiarsi facendo degenerare il dialogo in vera e propria violenza (Mussolini, Carlucci, Santanché e non solo).

Corollario tris: le donne soldato si distinguono per l’animo calmo, riflessivo e mite. A riprova le immagini di Abu Graib dove sono immortalate soldatesse che sodomizzano con manganelli e costringono alla masturbazione detenuti nudi imbrattati di feci, che volentieri sono anche ammazzati di botte. Questo è addolcito da una foto ricordo con cadavere in un sacco di plastica nera e le loro tenere facce sorridenti a fianco. Vale inoltre la pena di citare le kamikaze palestinesi che si fanno esplodere su autobus pieni di ragazzi e bambini. Qui il senso materno prevale alla grande.

[modifica] Sesto principio

La televisione ma in generale ogni mezzo di comunicazione, anche la radio, proietta negli occhi dello spettatore una versione mercificata del corpo della donna, che è vittima.

Corollario: la presenza costante dello stereotipo maschile muscoloso e non senziente (amici, uomini e donne, la talpa, il grande fratello, l’isola, etc.) è una cosa buona. Ciò non crea disequilibrio.

Corollario bis: tutte le donne in televisione devono essere vincenti dottoresse, atlete o manager. Questo messaggio non distorce la realtà perché questa è la realtà. Non esistono donne incapaci o mantenute. Un po’ come nel nazismo il tedesco era la razza prediletta e superiore, quindi è logico l’esclusione di un qualsiasi tedesco incapace e mantenuto.

Corollario tris: l’uomo non ha diritto di lamentarsi se in maniera costante la pubblicità lo bombarda di uno stereotipo negativo e paradossale che a seconda dei casi lo dipinge come: burbero violento o grasso incapace.

[modifica] Settimo principio

La donna è molto avanzata rispetto all’uomo perché oltre a lavorare è anche madre.

Corollario: non esistono donne incapaci che non sanno gestire i figli e li perdono al supermercato.

Corollario bis: non esistono donne che danno una cattiva educazione al figlio maschio perché ne reprimono i naturali istinti vivaci. Esse fanno bene a reprimere quegli istinti violenti tipicamente maschili perché in una società ideale non devono esistere. È risaputo che in una società ideale ogni maschio è un omosessuale, che gioca in tenera età con le bambole, non con quelle schifose armi giocattolo.

Corollario tris: le madri omicide non esistono. Le madri drogate, ubriache, depresse (sigh!) che gettano i bambini dalle finestre, li squartano, li affogano sono in realtà vittime, perché nessuna madre farebbe una cosa del genere. Sono quindi insane di mente e non devono rispondere di nulla. Ad esse deve essere garantita l’impunità, l'anonimato e la comprensione di tutti.

Corollario quater: gli stupratori che da piccoli hanno subito abusi sessuali sono degli sporchi vermi da sbattere in prima pagina e per i quali bisogna ripristinare la pena di morte e introdurre la castrazione chimica. Ogni persona sensata capisce che essi sono pienamente capaci di intendere e volere.

[modifica] Ottavo principio

Il corpo della donna seminudo in tv è mercificato.

Corollario: se una ragazzina vuole ha il diritto di girare seminuda per la stazione dei treni alle tre di notte o avere rapporti sessuali multipli con sconosciuti maggiorenni o minorenni. Nel caso in cui venga stuprata non bisogna recriminarle una condotta idiota e inappropriata. Invece un ragazzo che gira con la maglietta della sua squadra e la bandiera se viene picchiato è un coglione perché se l’è cercata.

Corollario bis: le veline che volontariamente decidono di andare seminude in un ambiente televisivo sono povere vittime (idiote perché incapaci di decidere per sé) di questa orribile società fallocratica.

[modifica] Nono principio

Gli individui di sesso femminile possono essere chiamate con due appellativi a seconda della convenienza: donne o bambine.

Corollario: una ragazza di diciassette anni che per ripicca denuncia il fidanzato che non la vuole più accusandolo di stupro, deve essere definita bambina.

Corollario bis: una bambina di otto anni che viene chiamata a ricevere un premio in parlamento perché è sarà la donna del futuro deve essere chiamata giovane donna intraprendente.

Corollario tris: l’uomo deve essere chiamato maschietto in ogni circostanza diversa da accusa di stupro. Nel caso di accusa di stupro deve essere chiamato orco o porco (con l’aggiunta della p).

[modifica] Decimo principio

Lo stupro è una piaga sociale costante e inaccettabile, che come diffusione rasenta i mozziconi di sigaretta gettati dalle auto in corsa. Questo perché questa è una sporca società fallocratica.

Corollario: ogni accusa di stupro è vera. Nessuna donna mentirebbe mai su uno stupro, e mettere ciò in discussione equivale a dire che lo stupro è una cosa giusta. È risaputo che le false accuse di stupro non hanno come movente principale la vendetta nei confronti del partner.

Corollario bis: non esistono uomini innocenti accusati e condannati per stupro. Se anche esistessero lo meritano perché essendo nella loro natura lo stupro (la prevaricazione è uomo) questa è un’esperienza di punizione più che giusta anzi terapeutica. Ogni uomo gode nel passare anni in galera e venire poi additato al pubblico ludibrio come stupratore.

Corollario tris: le vittime di false accuse di stupro non esistono. Questo grazie ai mezzi di informazione (spudoratamente maschilisti) che impediscono loro di rivelare la propria esperienza.

Corollario quater: la nostra cultura si caratterizza per il suo essere retrograda e va odiata. Le altre culture, come quelle che consentono lo stupro nel matrimonio, obbligano la donna all’infibulazione o a vestire da capo a piedi veli opprimenti sono innocenti culture diverse, che la nostra cultura fallocratica usa come spauracchio perché in realtà è lei la vera nemica delle donne.

[modifica] Undicesimo principio

Il corpo delle donne è un video istruttivo, non di propaganda che deve essere trasmesso alle elementari per educare i maschietti contro la società fallocratica in cui vivono. Inoltre l’autrice Lorella Zanardo è una persona corretta ed equilibrata che non ha messo in scena questo carosello per salire alla ribalta mediatica.

Corollario: il video non è una mera operazione propagandistica che ha estrapolato solo alcuni secondi da trasmissioni di durata complessiva superiore alle tre ore, in cui è anche diffusa (ma ignorata dal documento di propaganda, ooops, dal documentario!) la strumentalizzazione del corpo maschile (come l’Isola dei famosi). E’ invece la fedele e sconvolgente narrazione degli interi programmi.

Corollario bis: le donne in tv che si sottopongono a chirurgia plastica poverine, sono indotte dagli uomini. Si può dire che esse siano quindi totalmente idiote se accettano di rischiare la vita e mutare il loro aspetto fisico solo per l’uomo(entità astratta e intangibile), quindi bisognerebbe interdirle e affidarle a tutore.

Corollario tris: le donne di potere in tv sono come gli uomini, usano le altre donne come merce. Ma sono sempre povere vittime.

Corollario quater: la pupa e il secchione è un programma vergognoso perché le pupe fingono di non conoscere il nome del presidente USA. È irrilevante che le pupe utilizzino come sguatteri, aggrediscano pesantemente e picchino i secchioni perché questi sono dei poveri imbranati (leggasi gentili).

Corollario quinquies: il corpo delle donne è stato creato solo da donne, principalmente Lorella Zanardo, e solo questa deve essere accostata al documento propagandistico. Vi state domandando chi sia Marco Malfi Chindemi? È un uomo.

Corollario sexies: l’unica soluzione logica a questa situazione insostenibile dovuta ad una tv fallocratica che mercifica le donne, è che tutte le donne scendano in piazza a protestare segregando gli uomini e creando una società corretta parallela dove non esiste la fallocrazia. Non si ritiene logico invece andare a parlare direttamente con le veline, sentire la loro opinione (perché sono vittime del maschio e non ragionano) e tentarle di dissuaderle.

Corollario septies: in questo documento di propaganda non deve essere accennato alla pratica frequente tramite la quale le donne raggiungono senza meriti posti di potere sfruttando il loro corpo. Non sia mai.

Corollario octies: l’ONU condanna l’Italia per la sua visione sessista della donna. L’ONU fa bene e siamo convinti che un ammonimento del genere proveniente da paesi come la Cina che fa abortire e costringe all’omicidio delle neonate femmine o alla meglio al pagamento di esorbitanti tasse sia in grado di condannare l’Italia maschilista. Anche la campagna di sterilizzazione forzata e di stupro per indebolire le razze non cinesi è una cartina al tornasole fondamentale. Da menzionare la Russia dove la donna ricopre un ruolo focale nella società tutta.

[modifica] Le femministe oggi

Nonostante abbiano compreso che non devono mai più avventurarsi fuori dai loro due habitat, la cucina e il letto, le femministe tuttavia hanno mantenuto alcuni dei diritti che si erano ingiustamente accaparrate:

  • la possibilità di togliersi il reggiseno
  • l'8 marzo, data in cui tutti i fioristi fanno festa
  • la possibilità di portare mutande di dimensioni ridotte
  • la possibilità di apparire in televisione con ruoli di altissimo valore intellettuale
  • il diritto di voto
  • il diritto di veto (nella coppia, quando lei dice "No" è proprio "No", oppure ha mal di testa)
  • il diritto di peto, anche se non molto utilizzato
  • il diritto di feto

D'altro canto si sono anche tirate un sacco di zappe sui piedi, con la loro voglia di parità dei sessi:

  • l'obbligo di lavorare 8 ore al giorno nonostante poi debbano tornare a casa e lavare, stirare, pulire, cucinare, accudire i figli e scopare
  • Madonna
  • il diritto alla maternità sul lavoro, un periodo di tempo in cui è più semplice venire licenziate
  • la possibilità di dire la propria opinione: abitudine che non ha fatto altro che fugare ogni dubbio riguardo la loro inferiorità mentale
  • la possibilità di protestare nude contro il concetto di donna oggetto

[modifica] Tipologie di femministe

In seguito a tali stravolgimenti storici possiamo raggruppare le femministe contemporanee in quattro categorie:

  • Femminista di sinistra: Sono i residuati bellici degli anni '70. Fra una canna e una manifestazione contro il Governo (che sia di destra o di sinistra poco importa, l’importante è scendere in piazza per far valere i propri diritti), ci infilano anche una critica alla discriminazione femminile attuata in questa società borghese maschilista e fallocratica. Poi, dopo il comizio, tutte a vedere uno spogliarello maschile. Sono un po’come i giubbotti in pelle, i pantaloni a zampa d’elefante o la prostituzione: non passano mai di moda. Vestiario: gonna a fiori lunga fino alle caviglie, maglioncino in lana di pantegana, maglietta a favore dei bimbi poveri del Brembanistan, berretto rubato a un bracciante peruviano, orecchini in legno grossi come dischi da frisbee, collana di coglioni di struzzo.
  • Femminista di destra: Altresì conosciuta come “berlusconiana” o “donna in carriera”. Categoria in continua crescita, il suo scopo è quello di contrastare questa società maschilista bla bla bla combattendola sui luoghi di lavoro. La tenacia che la anima è notevole anche se, per fare carriera, certe volte si presta a dei vantaggiosi compromessi. Bisogna però soppesare i suoi proclami femministi. Ad esempio, una frase come “Bisogna dare più potere alle donne” è da leggere come “Qui comando io e nessuno mi rompa le scatole”. L'abbigliamento tipico si riassume in "Tutto quello che serve per attirare gli sguardi maschili salvo poi esplodere ringhiando: "Cazzo guardi, stronzo?”".
  • Femminista cattolica: Categoria poco conosciuta ma non per questo meno pericolosa; anzi. Specie del genere cattocomunista, persegue la difesa della femminilità tramite i precetti della Chiesa cattolica; un po’ come se Lapo Elkann aprisse un centro di disintossicazione. In base alla sua ottica il maschio non è tanto da annientare come nei casi precedenti quanto da tenere lontano, in quanto visto come l’incarnazione del peccato originale. Solitamente porta i capelli corti e solo i baffi permettono di distinguerla dal marito: quest' ultimo è infatti perfettamente sbarbato. Vestiario: crocifisso o, per le più giovani, croce di legno a forma di t, cilicio, cintura di castità, maglione blu scuro, camicia blu scuro, pantaloni blu scuro e scarpe di camoscio piatte come la loro taglia di reggiseno.
  • Nazifemminista: Queste delicate valchirie si autorizzano a dichiarare le donne razza superiore alla razza umana. Come può spiegare qualsiasi professore di genetica, tale razza non deve mai mescolare i propri geni con quelli altrui ma, al massimo, autofecondarsi come fanno i cavolfiori. Nel caso in cui ciò non fosse possibile, si prefiggono di darsi alla pratica dell'infanticidio selettivo dei propri neonati, eliminando quelli che ereditano il pistolino da papà ed equiparando la cosa a un aborto un po' tardivo. La nazifemminista è, in sostanza, la migliore sintesi tra una fanatica New Age e la nonna di Erode. Vestiario: capelli a zero e parecchi piercing o tatuaggi, camicione di flanella alla boscaiola incapace di contenere la panza alla Galeazzi, anfibi e jeans a vita bassa, taglia 62. Di solito vanno in giro a coppie per cercare camionisti o muratori ai quale fare coccole con la forza.

[modifica] Curiosità

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NonNotizie contiene diffamazioni e disinformazioni riguardanti Femminismo.

  • Qualunque essere che nasce munito di pisello, lo fa per fare un dispetto al genere femminile
  • Femminismo e maschilismo sono anche formule magiche, che servono a bloccare all'istante ogni erezione (o forma di eccitazione in generale) presente nel raggio di millemila metri
  • Ci sono cose peggiori, per una bambina, che avere una madre femminista; ma anche cose migliori.
  • Voi potete anche non crederci, ma a una femminista è consentito diventare professoressa
  • Inoltre ai separatisti è consentito andare al governo.
  • Una statistica americana dimostra che le coppie in cui lei è femminista sono più romantiche e funzionano meglio a letto. Inoltre un'altra statistica dice che quando c'era lui i treni arrivavano in orario
  • Dalla statistica di cui sopra emerge che ci sono uomini che si mettono con le femministe. Quindi esistono uomini femministi ed eterosessuali. Contemporaneamente.

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ E ne avevano ben donde, perché al contrario dei mariti che se la spassavano nella 15-18, loro erano quotidianamente impegnate a respingere le invasioni della polvere nel centrino di Zia Concettina
  2. ^ E la Regina?
  3. ^ Che per tutta la durata dell'occupazione fu griffato Louis Vitton
  4. ^ Si ringrazia Fabrizio de André per la preziosa testimonianza
  5. ^ Che vanno all'incirca dal secondo paio di costole fino a metà polpaccio
  6. ^ Licenza poetica

[modifica] Pagine correlate

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