Fausto Papetti

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ATTENZIONE: QUESTA PAGINA È ROCK!!!
Quote rosso1.png Accidenti, Fausto Papetti è proprio rock. Sì insomma, capisci quello che voglio dire? Non dico punk, metal o house, parlo di rock; e non un rock poco rock, ma vero rock rock. Un rock che ti entra nelle vene e ti penetra nell'anima senza lasciarti andare... proprio rock insomma.
L'house, il metal e il punk sono lenti. Fausto Papetti è rock.
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Fausto Papetti, all'apice della carriera, premiato da Mike Bongiorno alla Sagra del Carciofo di Sezze con la Mentuccia D'oro.

Fausto Papetti (Viggiù, 28 gennaio 1923Sanremo, 15 giugno 1999), conosciuto all'estero come Lucky "Little" Popes, è stato un sassofonista[1] italiano. Si ritiene sia l'inventore del genere Sax & Popp, in cui alle sonorità jazz venivano sapientemente miscelate le poppe. Deve la sua fortuna ad una brillante intuizione commerciale, sulle copertine dei suoi dischi c'era quasi sempre impressa una megatopona a seno scoperto, questo rendeva il vinile particolarmente indicato per una masturbazione con sottofondo musicale.
Una sua musicassetta era praticamente d'obbligo nel mangianastri di un agente di commercio, che accompagnava il suo viaggio con le soavi melodie del sax, finendo spesso per addormentarsi e schiantarsi ai piedi di un cavalcavia. Secondo una stima ISTAT del 1969, il 78% delle vittime della strada erano dovute alla musica di Papetti, il 19% all'alta velocità e il restante 3% a Papetti stesso che metteva sotto qualcuno.
Il suo stile consisteva nel prendere una "canzone evergreen" e sostituire la parte cantata col sax, quindi riusciva a trasformare Imagine di John Lennon in una rottura di coglioni che nemmeno l'enciclica Gravibus ecclesiae di Pio IX.

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«.»
(Frammento del testo di una canzone di Papetti.)
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«.»
(Testo completo di un'altra canzone di Papetti.)
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«Grazie.»
(Testo completo di un'altra canzone di Papetti eseguita dal vivo.)

[modifica] I primi anni

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Papetti era un accanito fumat suonatore di clarinetto.

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Fausto Papetti era fissato con le "pere".

Fausto nasce a Viggiù e, come tutti i ragazzotti del posto, da grande vuole diventare un pompiere. Il padre fa il pompista e canta nel Coro dei pompieri, la madre fa le pomp lavora come estetista alle pompe funebri. Dal primo eredita la passione per la musica, dalla mamma lo stile sobrio ed austero, infatti la sua collezione di giacche multicolore e con le frange è inferiore (seppur di poco) a quella di Elvis Presley.
A sedici anni tenta di entrare al conservatorio, purtroppo il muro di cinta ha sopra i cocci di bottiglia, e comunque ci sono i dobermann, rinuncia. Lo scoppio della seconda guerra mondiale gli tarpa le ali, per sua fortuna suona discretamente la tromba e il clarinetto, viene preso per suonare ai funerali degli ufficiali caduti, deve però rinunciare ad una turné dell'esercito ad El Alamein, per la quale era stato già scritturato. Finito il conflitto torna nella sua terra, freneticamente pervasa dalle nuove sonorità importate dagli americani: jazz, rock & roll, blues e country. Quest'ultimo lo affascina molto, soprattutto per le poppute cantanti che sono solite interpretarlo. La sua carriera artistica inizia nel 1955 quando, dopo aver fatto parte di alcune orchestre jazz, forma il complesso I Menestrelli del Jazz, scartando proprio alla fine la proposta di Pupo De Luca (il batterista) di chiamare il gruppo I Gaudenti Strimpellatori di Banjo, anche perché Lino Patruno era ancora acerbo e non esisteva in Italia un altro deficiente che suonasse quella buffa cosa. Ernesto Villa (contrabbassista della band) aveva proposto Pink Floyd, ma fu ritenuto dagli altri un nome da frocetti e senza futuro. Completano la band Ezio Leoni alla fisarmonica, flauto iperbasso e flatulenze a mantice e Gianfranco Intra al pianoforte e coratella. Il gruppo attrae da subito un grande interesse ed incide alcuni dischi per la Zumpappà Music, Fausto viene notato da Tony Dallara e inizia a suonare nei suoi concerti. Tony Dallara è il precursore del moderno concetto di artista, in cinque anni passa dallo stellare successo di Come prima al dimenticatoio.

[modifica] I primi successi

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Due esaltanti momenti della carriera di Papetti: al Montreal International Jazz Festival nel 1964 e al Comune di Poggio Mirteto (RI) nel 1982.

Nel 1959 lascia il suo gruppo, firma un contratto per la Durium come strumentista e suona con i migliori artisti dell'epoca (residenti nella provincia di Novara). Gli capita l'occasione giusta durante l'incisione di un 45 giri, il tema musicale del film Estate violenta. Mentre la sezione ritmica sta provando il pezzo, lui elabora la melodia col sax e, a loro insaputa, vengono registrati. Artemio Casamiccia, il produttore, ascolta la prova e rimane folgorato, il disco esce con la denominazione di Fausto Papetti Sax alto e Ritmi, l'alternativa sarebbe stata Quattro tizi che stavano provando una roba, ma l'idea di Papetti andava premiata.
Il furbo Casamiccia ha un discreto fiuto per gli affari, il problema sono i suoi soci e allora gioca il tutto per tutto: li convince che la musica ha fatto il suo tempo, fa cambiare il nome della società da Durium a Durex e li manda ad occuparsi di altri "pifferi". Rilevato il marchio e l'attrezzatura per pochi spicci, inizia a produrre Papetti e le sue raccolte.

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«Si è vero, ci ha fottuti... ma almeno era un rapporto protetto.»
(I proprietari della Durex parlano del loro ex socio Casamiccia.)

[modifica] Un nuovo genere

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Papetti vendeva milioni di dischi, nessuno seppe mai spiegare il motivo di tanto successo.

Il suo primo LP contiene una raccolta di celebri brani scelti tra musiche di film e altri del periodo arrangiati in versione strumentale. A questo album fa seguito un secondo, Fausto Papetti - Sax alto e ritmi - Serie ballabili n° 2, per contenere il titolo la copertina del disco viene stampata successivamente a dispense settimanali. Per ovviare al fastidioso inconveniente, dal terzo album i suoi dischi sono intitolati "Raccolta" e contraddistinti da un numero ordinale. Le copertine segnano anche una svolta nel costume[2], si caratterizzano infatti per la presenza di foto di majalone in pose audaci ma di classe. Come succedeva già per il fumetto erotico, che veniva nascosto in mezzo alla copia della Gazzetta, chi compera un disco di Papetti lo occulta all'interno di una compilation di canti gregoriani.
Le versioni strumentali di Papetti si prestavo a un ascolto facile e disimpegnato, costituiscono spesso il sottofondo musicale ideale per ristoranti, alberghi, veglie funebri, negozi, stupri (a volume molto alto) e nei lunghi viaggi in automobile. Uno dei fattori del grande successo è proprio la diffusione della musicassetta e dei mangianastri, Papetti arriva a pubblicare anche sei raccolte all'anno e diventa il vero e proprio capostipite di questo genere. Molte case discografiche tentano la stessa formula, la CBS ha successo con Johnny Sax, la Fonit Cetra incappa invece in una disastrosa avventura commerciale con Carmelo Ocarina.

[modifica] Il declino e la fine

Babbo Natale chiede elemonsina con sax.jpg

Dopo una vita di lusso sfrenato e sperpero, alla fine degli anni '90 Papetti era in rovina.

Dopo aver riscosso un notevole successo all'estero, soprattutto in Germania e a Ventotene, il nostro eroe tenta di conquistare la Spagna. Qui la cosa si fa difficile, siamo nel 1976 ed è appena esploso il mito Julio Iglesias. Il cantante spagnolo da voce ai sentimenti con parole che toccano il cuore, come fa un sassofono a fare altrettanto?! Il mito Papetti vacilla, la sua "Raccolta n.372 bis" si piazza al 29° posto della classifica iberica, addirittura dietro Paco Ibáñez che, per aver cantato le poesie di Pablo Neruda, è stato diffidato dalla corte suprema dell'Aia. Il contraccolpo psicologico è notevole, in sei anni produce solo 62 raccolte.
Nel 1985 (dopo ben 25 anni), Fausto Papetti abbandona la Durium per passare alla CBS. Sono anni difficili, i tempi sono cambiati anche in Italia, l'idolo del momento è Eros Ramazzotti e il peggio deve ancora venire. Papetti decide che è il momento di smettere, magari ancora un centinaio di raccolte e poi basta. Si arriva così al suo ultimo disco del 1997, il fatto che coincida con la vittoria dei Jalisse al Festival di Sanremo è mera coincidenza, forse.

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«Se ai miei tempi ci fosse stato in giro tutto 'sto silicone, avrei fatto copertine esagerate.»
(Fausto Papetti intervistato da Gossip Garbatella News. Roma, 1993.)
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«Mi sento fuori dall'odierno mondo della musica, prima almeno ero in estrema periferia.»
(Fausto Papetti intervistato da Gente. Da qualche altra parte, 1998.)

Fausto Papetti è mancato nel 1999 all'età di 76 anni a seguito di un attacco cardiaco, è sepolto in posizione fetale in una bara a forma di grosso sax.

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ studioso del rumore che fanno i sassi cadendo
  2. ^ ma quale costume?

[modifica] Voci correlate

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