Farmacia vaticana

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Pubblicità viagra truffaldina.jpg

Probabilmente spediscono da una farmacia vaticana.

Quote rosso1.png Ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare... Quote rosso2.png

~ Chiunque dopo esser entrato nella mitica farmacia
Quote rosso1.png È potente Quote rosso2.png

~ Lapo Elkann su robbe della farmacia
Quote rosso1.png Qui solo medicina preconciliare..... di Trento Quote rosso2.png

~ Avviso all'ingresso della farmacia

La Farmacia Vaticana è uno spaccio, pardon, farmacia all'interno dello stato vaticano. La farmacia ha agito in base agli ordini dei papi, che dalla mattina alla sera la facevano aprire o chiudere in base al loro umore. Momenti di splendore avvennero nei pontificati di Leone XIII, nella quale fu la prima in Europa ad avere la cocaina, e i primi anni di quello di Paolo VI che portò in Europa le droghe sintetiche.
Oggi, con il pontificato di Benedetto XVI, la farmacia continua un'attività limitata, ma per diretto ordine del pontefice, essa si è specializzata nella medicina medievale, secondo i canoni del Concilio di Trento del 1500. Ovviamente bisogna anche rinnegare gli esperimenti di Galilei, e tutto quello che avvenne dopo tale scoperta.
Lo scopo principale della farmacia è sempre stato quello di poter svolgere le sue attività lecite o illecite senza limitazioni, dando in cambio al vaticano una baraccata di soldi. Qualsiasi pontefice che avesse osato limitare le loro attività, sarebbe stato tempestivamente punito.
Oggi, secondo alcuni, sono loro a comandare il pontefice perché, con le loro medicine, possono decidere la durata del pontificato.

[modifica] Pio IX

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Farmacista vaticano con cliente.

Visto che, dopo l'unità d'Italia, il papa si rinchiuse nei suoi palazzi, fu il primo nella storia a boicottare i prodotti della di una specifica nazione. Ovviamente aveva deciso di boicottare prodotti israeliani, ma non essendoci ancora lo stato, a malincuore decise di boicottare direttamente i prodotti ebraici insieme a quelli italiani. Visto che non poteva ricevere medicine, decise di fare una farmacia personale dove c'erano tutte le possibili medicine immaginabili tranne i vaccini, rispettando le volontà del predecessore Leone XII.

Quote rosso1.png Chiunque procede alla vaccinazione cessa di essere figlio di Dio: il vaiolo è un castigo voluto da Dio, la vaccinazione è una sfida contro il Cielo Quote rosso2.png

~ Leone XII sul vaccino

Però come s.p.a. che si rispetti, le medicine vaticane venivano vendute a tutti, tranne a Garibaldi, che al papa stava sul cazzo.

[modifica] Leone XIII

Leone XIII, invece rispetto al suo predecessore, liberalizzò anche i vaccini e diede carta bianca su tutti i tipi di esperimenti possibili. La farmacia divenne laboratorio chimico ed fece campare il pontefice fino a 93 anni. Ma il capolavoro di Leone XIII fu quello di esportare la cocaina in Europa: lo stesso pontefice la pubblicizzò e diede una medaglia d'oro a chi la elaborò. La spinta pionieristica di Leone portò anche la nascita della Coca-cola 1.0, quella con la polvere bianca dentro.

[modifica] Pio X

Nemico del modernismo, Pio X diede freno alle attività della farmacia, ritornando alle disposizioni di Pio IX. Continuò però di nascosto a elogiare la mitica coca.

[modifica] Benedetto XV

Dinosauri antropomorfi dalla voce ambigua 10.jpg

Effetti dei miracolosi medicamenti.

Papa nominato per caso, non seppe nemmeno che esisteva la farmacia, quando lo venne a conoscenza disse:

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«ci penserà il XVI»

[modifica] Pio XI

Ancora oggi questo pontefice venne ricordato per aver tagliato i fondi alla farmacia riducendola a funzioni minime. I farmacisti scioperarono pure, ma al papa interessava solamente la creazione di una radio, visto che voleva diventare un dj da far invidia a Marconi. Ma la vendetta dei farmacisti avvenne nel momento giusto: quando il papa ebbe l'attacco di cuore, le medicine che lo potevano salvare erano "esaurite". Vennero ritrovate casualmente a Piazza Venezia, vicino a una famosa balconata.

[modifica] Pio XII

Pio XII recuperò gran parte delle attività che erano state eliminate dal predecessore. Durante la guerra si fece lo sconto a chi voleva comprare farmaci e soprattutto i tedeschi ne approfittarono acquistando alcuni gas speciali. Privo di fondamento, invece, il negazionismo delle medicine agli ebrei; la farmacia, su ordine papale, vendeva le medicine agli ebrei, ma con prezzi aumentati al 100%. Il vaticano si oppose ai nazisti per la deportazione degli ebrei, perché non avrebbe più potuto lucrare e arricchirsi. Dopo la guerra invece proibì la vendita ai comunisti che gli stavano antipatici. In più i medicinali non vennero venduti a De Gasperi e al futuro Papa Paolo VI, che anni dopo si vendicherà con le famose tesi sul negazionismo di Pio XII.

[modifica] Giovanni XXIII

Il Papa Bono, che odiava le farmacie, ridusse le attività della farmacia, preferendo l'ampliamento della cucina vaticana. Quando il papa si ammalò, la farmacia si vendicò dando medicinali totalmente sballati che accorciarono l'agonia dello stesso pontefice.

[modifica] Paolo VI

Paolo Brosio prega.jpg

Prima di cominciare a curarsi con i prodotti di una farmacia vaticana, Paolo Brosio era una persona normale[citazione necessaria].

Con il suo pontificato, la farmacia ebbe il suo massimo splendore, ed è ancora ricordato con grande amore e affetto. Il papa diede slancio a tutte iniziative progressiste, e la farmacia fu la prima in europa ad procurare tutte le droghe sintetiche, leggere, e creò una prima forma di eroina. Riportò in auge la cocaina, ed fu la prima produttrice in europa di LSD. I migliori gruppi del momento comprarono tali droghe in Vaticano. Lo stesso Papa benedì migliaia di pasticche LSD ai Pink Floyd. I farmacisti avevano pure creato i primi preservativi vaticani, che in realtà non saranno mai portati in commercio, perché un giorno il Papa decise di essere conservatore e rinnegare tutto ciò che aveva fatto. I farmacisti erano talmente tristi che chiusero a lutto la farmacia e iniziarono scioperi. Alla fine si trovò un compromesso: la farmacia poteva continuare a fare tutte le cose tradizionali clandestinamente, ma l'intero incasso andava allo IOR, lucrando su tutto ciò possibile e immaginabile.

[modifica] Giovanni Paolo I

Durante quel breve pontificato non avvenne niente di speciale, ma dichiarò che la farmacia faceva troppa attività di lucro. Casualmente, il giorno dopo, il papa morì e la farmacia era chiusa perché erano stati venduti tutti i medicinali a un prelato, con accento americano, mai individuato dalle guardie svizzere.

[modifica] Giovanni Paolo II

Nel corso degli anni del suo lungo pontificato, il Papa ebbe così tanti malanni (ferite da attentato, parkinson e febbre del gioco), che la farmacia stessa si dovette trasferire nella stanza del Papa e chiudere l'accesso al pubblico. In quel periodo non ci fu molta attività lucrosa, ma i farmacisti erano contenti perché potevano creare tutto ciò che volevano, quasi come il periodo d'oro di Paolo VI.

[modifica] Benedetto XVI

Il nuovo Papa volle ritornare subito ai vecchi tempi, facendo della farmacia la solita vecchia attività di lucro. Proibì tutto ciò che era progressista, ritornando a utilizzare le medicine antiche definite lecite dal concilio di Trento del 1500. La medicina più venduta è quella che cura il trauma post cilicio (chiedere alla Binetti). Per festeggiare il ritorno dei lefrebiani nella chiesa, agli ebrei si vende con un sovraprezzo del 10%, ricordando i bei tempi antisemiti. I farmacisti, di nascosto, preparano tutto ciò che sia illecito, basta che l'incasso vada allo IOR.

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