F.C. Inter

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Moratti zio Sam.jpg
MORATTI WANTS YOU!
Ehi tu! Sei un calciatore mediocre e non hai mai giocato nell'Inter?
Massimo Moratti ha scrutato in te il talento per diventare un fenomeno e ti ha acquistato per la modica cifra di 20 milioni!
Sei atteso domattina ad Appiano Gentile per gli allenamenti.
FeCi Internazionale Milano
Stemma Inter con scritta WC.png
(Stemma)
Logo più utilizzato
Nazione Italia Argentina
Città Milano
Fondazione 1908
Motto Fozza Inda
Allenatore Boh
Capitano Un Ciulone
NonNews

NonNotizie contiene diffamazioni e disinformazioni riguardanti F.C. Inter.


Quote rosso1.png Inter? No, io avevo detto Intel! Quote rosso2.png

~ Erick Thohir il giorno dopo la sua nomina a presidente
Quote rosso1.png Non vogliamo altri stranieri! Quote rosso2.png

~ Giocatori dell'Inter sugli acquisti di Ranocchia e D'Ambrosio
Quote rosso1.png Mamma, mamma! Un gruppo di immigrati!! Quote rosso2.png

~ Bambino alla mamma vedendo il pullman nerazzurro all'ingresso dello stadio
Quote rosso1.png Mica li abbiamo rubati gli scudetti, ho ancora gli scontrini! Quote rosso2.png

~ Massimo Moratti ai tifosi romanisti
Quote rosso1.png L'Inter sulla carta è imbattibile Quote rosso2.png

~ Moratti prima di spargere fogli di giornale sul campo

Il Football Club Internazio-anale Milano, noto anche come Indà o Inter, è una società clandestina di pompe funebri specializzata nel malocchio e iella. La sua copertura ufficiale è quella di società calcistica. Il nome della società si deve al fatto che l'intera rosa è composta solo da stranieri (a tal proposito è importante ricordare che fra le scelte del nome, il più indicato fu quello di "Extra-nazionale", poi abbandonato, perché l'abbreviazione dei tifosi in "Extra", non faceva abbastanza figo). Può vantare una storia superiore a qualunque altra squadra italiana ed europea, sfoggiando trofei come La scusa d'oro e Miglior terzo posto.

[modifica] La storia

José Mourinho in preda a una specie di nervosismo auto-erotico.gif

L'allenatore più vincente della storia nerazzurra.

[modifica] Nasce

L'Inter nacque per sbaglio (che sta proprio nel nome scelto, Internazionale) il 9 marzo del 1908, da un gruppetto di persone considerate intelligentissime (quarantatré, in fila per sei col resto di uno), le quali avevano capito che il Milan non valeva niente. La prestigiosa cerimonia per la nascita della società avvenne nel Bar del Giambellino un famosissimo locale di Milano, la cui particolarità era di avere le pareti ricoperte di specchi così da simulare la presenza di una moltitudine di gente, tuttavia sembravano lo stesso quattro gatti.

Cerutti Gino, all'epoca presidente della società, come buon augurio decise di organizzare una partitina a calcio nella sala, in undici contro undici dato che giocarono anche le persone all'interno degli specchi. Tuttavia, in seguito a un cross teso verso a uno degli ospiti riflessi, egli ruppe prima i propri coglioni e successivamente l'intera stanza di specchi frantumò, e i conseguenti cocci causarono emoraggie ai presenti. Il pallone, all'impatto, esplose e colpì un cameriere che, inciampando su Bauscia (il gatto nero del padrone del locale), scivolò sotto una scala e fece cascare la giara piena d'olio e sale che stava trasportando, versandone tutto il contenuto sul pavimento e addosso ai membri della neonata società, dando così inizio alla tradizione di sfighe e sfortune che accompagnerà i nerazzurri per tutti i secoli dei secoli.

(amen)

[modifica] Cresce

Moratti III e il furto dello scudetto 2007-2008 (Mancini - Tronchetti - Provera).jpg

Pellicola d'autore per omaggiare una grande stagione dell'Inter. Nessuno infatti era riuscito a rubare così bene.

Dopo aver vinto ben uno scudetto di fila nel torneo dell'oratorio di San Foca, l'Inter scoprì che poteva iscriversi al campionato nazionale: la Serie A. Già dai primi anni si mise in luce finendo spesso nella top 10 del torneo. Un buon risultato considerando che il campionato constava di 8 squadre. A partire dal primo dopoguerra, l'Inter si spinse oltre riuscendo a collezionare tonnellate di secondi posti. Secondo il regolamento vigente all'epoca, ogni 5 secondi posti si poteva avere uno sconto di 300 lire sull'abbonamento, e con 10 secondi posti si poteva ricevere a casa uno Scudetto come l'originale, autografato personalmente da Valentino Mazzola. I dirigenti si trovarono così costretti ad acquistare una bacheca per il palmarès, considerata fino ad allora una spesa inutile.

[modifica] Corre Gli anni delle grandi vittorie

[modifica] I tempi bui

La raccolta punti scadde nel 1980, e la lega calcio assegnò all'Inter una Coppa Italia un paio di anni dopo come scusa per la cessazione del concorso, al quale, tra l'altro, partecipavano solo i nerazzurri. Il presidente, Ivanoe Friazzoli non riusciva a credere che, per ottenere dei premi, fosse necessario vincere. Durante il ventennio successivo, l'Inter venne insignita più volte della targa "Grazie per aver partecipato", con incisi i nomi di Diego Maradona e Michel Platini. Nonostante la serie di annate negative, l'Inter restò sempre nella massima divisione del campionato.

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«Non abbiamo mica bisogno di andare in B per dimostrare che facciamo cagare.»

In quegl'anni, hanno vestito la maglia nerazzurra giocatori importanti come Lotario Matteo, Bobo Carlo, la brutta copia di Cristiano Ronaldo, Segafredo Zanetti e la Madonna. Tutti quanti entrarono però nello spirito interista e non combinarono un cazzo, a parte nel 2002, anno nel quale l'Inter vinse lo scudetto (o meglio, ho visto fino alla penultima giornata, ma figurati se l'Inter va a perdere con la Lazio!).

[modifica] La venuta di Sua Santità Guido Rossi e lo scudetto di cartone

La prima sorpresa dopo anni di buio arrivò durante la stagione 2005-2006. L'Inter era infatti destinata al 50° terzo posto della sua storia, ma in estate si mise in luce il vero top player dei nerazzurri: il tifoso Guido Rossi, presidente della FIGC e della Telecom. La sua giocata segreta era l'intercettazione telefonica, e, grazie al suo compagno di merende Massimo Moratti, mise a segno due colpi memorabili. Non solo, infatti, permise all'Inter di scavalcare il Milan e la Juventus, facendo retrocedere quest'ultima già che c'era, ma sottrasse anche lo scudetto vinto l'anno prima dai bianconeri. L'obiettivo iniziale era quello di impossessarsene, ma Giudone Rossi aveva finito i punti azione per quel turno. L'Inter ricevette così lo scudetto di cartone, non occupava neanche tanto spazio nella bacheca dato che poteva essere ripiegato.

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«Sono anni che la Roma vince scudetti morali arrivando seconda. Noi ne abbiamo vinto uno vero arrivando terzi, tiè!»
(Roberto Mancini nell'estate del 2006)
Tifosi laziali con striscione Oh Nooo.jpg

Striscione esposto dagli ultras della Lazio, imbestialisti con la squadra per aver perso lo scudetto all'ultima giornata proprio contro l'Inter.

[modifica] La favola del triplete

Mancini iniziò così un progetto, che prevedeva l'inglobazione dei migliori giocatori dell'ormai defunta Juventus e del Genoa, sfruttando i saldi della ditta Preziosi & co. Nei periodi di pausa tra una sessione di calciomercato e l'altra, i nerazzurri rubarono ancora qualche scudetto, tattica che funzionò anche con l'arrivo in panchina di José Mourinho, il tutto mentre la Roma infrangeva ogni record riguardo il numero di scudetti morali vinti di fila. Oltre a fenomeni del calibro di Quaresma e Muntari, arrivarono anche dei brocchi come Wesley Sneijder e Diego Milito, acquisti forzati solo per garantire il numero minimo di giocatori in rosa.

[modifica] Il ritorno alla normalità: lo schifo

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Tifosi nerazzurri mentre assistono impauriti a uno scambio di palloni tra d'Ambrosio e Ranocchia.

I 5 trofei ottenuti nel 2010 erano pesanti, talmente tanto che la fragile bacheca societaria non riuscì a reggerli essendo abituata alla mediocrità dei 100 anni precedenti. L'unico modo per finanziare la ricostruzione della bacheca era tagliare il personale, come per esempio sostituire Mourinho con il salumiere del Liverpool Rafa Benitez. Il trionfo del Milan e la non-vittoria per 2-5 contro lo Schalke consentirono all'Inter di non conseguire niente ma proprio un cazzo. Ma fu una scelta volontaria: due annate buone di fila avrebbero rischiato di procurare uno shock ai tifosi.

[modifica] I cinesi

Il 35 ottembre duemilacredici, Erick Thohir acquisì la quota di maggioranza della società, che consisteva in 5 Goleador e tanti buoni propositi.

No aspettate Thohir è indonesiano.

Vabbè, 'sti asiatici si assomigliano tutti.

Ad ogni modo, il grande rapporto di amicizia fra Thohir e Moratti permise di non alterare la linea societaria, e infatti l'Inter, per i successivi 3 anni, continuò a essere presente alla visione collettiva della Champions League, che veniva trasmessa ogni settimana dal bar di Appiano Gentile perché Thohir era troppo tirchio per pagare Sky. Neanche il ritorno del tecnico Mancini aiutò la squadra a risollevarsi, in quanto Roberto era troppo occupato ad organizzare i festeggiamenti per l'8 marzo.

Nel 2016 il signor Suning, vecchio amico d'infanzia di Thohir, andò in visita a Milano per trascorrere un po' di tempo con Eirck. Vedendoli insieme, Moratti non riuscì a distinguerli e affidò per sbaglio a Suning la carica di nuovo presidente della società. Come souvenir, a Thohir andò una riproduzione su carta da ufficio dello scudetto del 2006.

[modifica] Gli intertristi

InterLadri.jpg

BAUSCIA PWNED

Può sembrare strano, ma l'Inter è una delle squadre più tifate dagli italiani, un record per una squadra straniera. Tuttavia, questo dato può essere fortemente alterato dal fatto che l'ultimo censimento è stato svolto nell'estate del 2010.

L'interista medio ha una vita difficile, consapevole del fatto che, svegliandosi il mattino, aprendo un qualunque social network troverà qualche sfottò sulla sconfitta per 5-0 in casa contro il Poggibonsi, oppure leggerà la notizia del ritrovamento del pallone crossato da Candreva qualche settimana prima su Marte. L'interita medio viene coinvolto facilmente in accese discussioni calcistiche vista la grande quantità di argomentazioni in favore degli oppositori, tra le quali troviamo il 5 maggio 2002, lo scudetto in amianto del 2006 o il fatto che Ranocchia sia stato ceduto soltanto in prestito. Il nostro amico interista può ricorrere a vari strumenti di difesa contro questi affronti, tra i quali troviamo:

Mai in B - L'interista è convinto che ogni anno non passato in Serie B valga un punto sulla fidelty card della Lega Calcio sulla quale, ogni 10 punti, si ottiene uno scudetto e un caffè in omaggio. Purtroppo la raccolta punti si è conclusa nel 1980, come già detto prima. Inoltre i nerazzurri non sono gli unici a detenere questo primato, in quanto anche il Gavorrano, l'Hinterreggio, la Mezzolara e il Tor di Quinto non hanno mai preso parte alla serie cadetta.
Triplete - L'interista è così modesto che gli basta ricordare di aver vinto 3 trofei nel 2010 per sentirsi superiore, quando in realtà ne ha vinti ben 5! Il problema sono tutti gli anni intorno al 2010.
Gabigol - Chi?
Bin Laden con maglia Inter.jpg

Un tifoso interista pronto a festeggiare il ritorno di Raocchia dal prestito.

Tuttavia la vita da interisti non deve essere vista solo come una tortura esistenziale, in quando ci sono anche dei pregi nel tifare il biscione. Si risparmia molto sui gadget, in quanto sarà necessario acquistare una sciarpa commemorativa dello scudetto solo una volta ogni 20 anni (e una volta ogni 50 per quanto riguarda le coppe europee). Inolte ti presti molto bene alle relazioni sociali, in quanto non hai motivo di partecipare ai fastidiosi caroselli con le auto e, quando sei in compagnia di altre persone, non le infastidisci parlando sempre di calcio come gli altri tifosi. Anzi, cerchi di deviare l'argomento. Per un interista è più rilassante anche l'esperienza allo stadio in quanto al terzo gol subito, o comunque a partire dal 75' minuto in poi, si può tornare a casa passando inosservati ed evitando la bolgia che normalmente si forma a fine partita.

Svolgendo un'indagine, inoltre, si è riuscito a capire l' anno tipo di un tifoso interista, suddividendo il tutto nelle quattro stagioni. Estate: acquisti mirati, direi ottimi, e l'allenatore è competente. A proposito, chi è quel João Màrio che abbiamo pagato un tozzo di pane? Obiettivo: Scudetto. Autunno: la mano dell'allenatore si vede, i giocatori lo seguono e giocano bene, nonostante qualche risultato non ottimo, come ad esempio una sconfitta in casa contro il Cagliari. Vabbè, dai, sono bazzecole. Obiettivo: Champions League. Inverno: giocatori e allenatore sono tutti sotto esame, e arriva il primo esonero, nonostante risultati eclatanti, come una vittoria per 2-1 al 92' contro una corazzata, qual è il Pescara. Obiettivo: Europa League. Primavera: non è stato centrato neanche mezzo obiettivo, ma poco importa, perché: "Il prossimo è il nostro anno!". Il povero tifoso nerazzurro, ancora non ha capito che questo circolo si ripete di anno in anno. Confidiamo che una mattina si sveglierà e lo capirà. Amen.

[modifica] Lo Stadio

L'Inter gioca a San Siro (cioè, San Siro è il nome del quartiere dove sta lo stadio, che in realtà si chiama Giuseppe Meazza. Vabbe, ci siamo capiti).

Lo stadio era inizialmente di proprietà del Milan, ma l'Inter chiese di trasferirsi lì negli anni quaranta, in quanto la società era stufa di spendere tre quarti del budget in palloni, in quanto andavano continuamente persi a causa delle ciabattate degli esterni, e uno stadio con gradinate più alte avrebbe sicuramente aiutato a perdere meno palloni.

San Siro è considerato tra gli stadi più belli d'Europa, il palcoscenico ideale per assistere alle grandi vittorie del Milan. Per preservarlo al meglio, gli interisti vi si recano saltuariamente e in piccoli gruppi, tanto che, degli 80.000 posti disponibili, almeno la metà resta libero per non usurare i seggiolini. Quando la squadra passa dei momenti complicati, inoltre, i tifosi che assistono alla partita sono ancora meno, per evitare di spaventare i giocatori in campo, o di mettere loro troppa pressione.

[modifica] Albo d'oro

Cassonetto sede dell'Inter.png

La sede di Appiano Gentile dopo i recenti lavori di ammodernamento

  • 18 scudetti made in China.
  • 32 premi della critica.
  • 3 Champions League (le prime due quando la competizione si chiamava "Coppa del Dinosauro").
  • 3 Coppe Uffa.
  • 24 Trofei Tim.
  • Tanti trofei Birra Moratti.
  • 5 edizioni di Giochi senza frontiere.
  • 1 pacchetto di figurine dei Pokémon.
  • Un treno di gomme (in ritardo).
  • 5 Titoli di coda.
  • Un buono da 10€ da utilizzare su una spesa minima di 800€ presso il Milan store.

[modifica] Curiosità

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L'abuso della sezione «Curiosità» è consigliato dalle linee guida di Nonciclopedia.

Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse vuoi veder crescere le margherite dalla parte delle radici?

  • Alcuni studiosi di settore affermano che l'aumento spropositato del prezzo della benzina in Italia sia dovuto alle fallimentari campagne acquisti del Presidente dell'Inter e della SARAS (la più grande raffineria in Europa di proprietà del Presidente).
  • È in edicola il nuovo DVD "I migliori rinvii dal fondo dell'Inter", dato che se ne avessero dovuto fare uno sulle vittorie sarebbe bastato un floppy.
  • L'Inter è l'unica squadra del pianeta ad aver vinto uno scudetto, quello del 2006, solamente via fax.
  • Ridere delle disgrazie dell'Inter è l'unica cosa che riesce a unire, veramente, il popolo calcistico italiano.
  • Si dice che i dittatori moderni cerchino di convincere la popolazione a tifare l'Inter, in modo da far cadere i cittadini in depressione ed evitare così che si formino rivolte popolari.
  • Dopo lo scudetto 2005-2006 Moratti ha chiesto alla FIFA che vengano assegnati all'Inter gli scudetti del '15-'18 in quanto sarebbe fatta giustizia contro l'Austria-Ungheria che ci ha fatto entrare in guerra non permettendo cosi all'Inter di vincerli onestamente.
  • Il loro giocatore idolo era Zlatan Ibrahimovic, il quale era talmente attaccato alla maglia da aver più volte annunciato sarebbe andato via dall'Inter se solo avesse trovato una squadra che gli offrisse lo stesso stipendio più un casco di banane. Alla fine è andato al Barcellona con l'aumento di una sola banana.
  • Se l'Inter volesse schierare una formazione tutta italiana, dovrebbe scendere in campo con il modulo 0-0-1 (con Antonio Candreva in attacco).
  • Nello spogliatoio si parla una lingua non ancora identificata.

[modifica] Allenatori celebri

[modifica] Voci correlate

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