Ergo Proxy
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“Cogito ergo proxy”
- Cartesio
“Ma Amy Lee degli Evanescence non è più grassottella?”
“Caro m'è 'l sonno, e più l'esser di sasso, Mentre che 'l danno e la vergogna dura: Non veder, non sentir, m'è gran goduria; Però non mi destar, deh! parla basso e levati dai coglioni!”
Ergo Proxy (吸うビッチ, traducibile letteralmente in La cinciallegra di nome Proxy) è un anime giapponese di fantascienza che parla di una bambina robot che per via di un virus chiamato Cogito prende coscienza di se stessa e viene così traumatizzata dalla scoperta del proprio nome, che per la cronaca è Pino (sì, avete capito bene), che parte per un trip mentale da cui non tornerà mai più.
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[modifica] Circa la scelta di chiamare una bimba robot Pino
La fantascienza è davvero bizzarra a volte, soprattutto se a esplorarne gli abissi più remoti è un piccolo giapponese con il pene di dimensioni ridicole, che a casa ha una moglie che mugola quando fanno sesso. Ora immaginate questo povero mentecatto chiuso nella sua stanzetta a pensare a un personaggio per il nuovo anime cyberpunk postapocalittico commissionato dalla rete televisiva per cui lavora.
Una lampadina si accende nel suo cervello, si mette a disegnare ed esce fuori una simpatica robottina batuffolosa: guanciotte rosa e sorriso adorabile in perfetto stile manga pedopornografico che tanto piace agli asiatici giallognoli. Fantastico, il lavoro sembra concluso ma... bisogna trovare un nome originale e futuristico per la nostra creaturina e così il disegnatore si spreme le meningi per trovare qualcosa che non sia già stato utilizzato da altri, qualcosa di originale ma allo stesso tempo che non sia troppo complicato. Pensa e ripensa escono fuori alcuni nomi: Arale? Arale è già preso. Hello Kitty? Hello Kitty c'è già. Barbie? Cazzo centra Barbie? Ellen Ripley? No, troppo poco batuffoloso. Bulma? No, sembra una malattia intestinale... e così via.
Il povero giapponese è allo stremo delle forze. Non sa più che cazzo fare. Ogni personaggio del cartone ha un nome che cita un personaggio o qualcosa del passato, ma il suo robottino deve avere un nome originale. Ormai è una questione di principio e non uscirà dalla sua stanzetta di 2 metri per 2 se prima non avrà trovato un nome alla bambina robot.
Poi però si fa tardi, ricorda che in televisione sta per andare in onda Takeshi's Castle, il suo programma culturale preferito, e tenta l'ultima carta: trovare il nome in internet. La prima cosa che fa allora è cercare i nomi più utilizzati a Tokyo, la capitale. Si collega a Google, digita Tokyo e preme il tasto Cerca. Ma a questo punto esce un elenco di pagine sui Tokio Hotel e qui il nostro amico giallastro si accorge di aver scritto Tokyo senza la Y. Disperato scorre la pagina e trova un video di Youtube intitolato Pino sui Tokio Hotel in cui si vede un italiano pazzo che sbraita in TV contro quattro debosciati. E il disegnatore giapponese, sopraffatto dall'ira e dal senso di colpa per aver mangiato una volta la carne di balena, cosa fa? Semplicemente annota il nome Pino sul foglio, ritira il blocco di disegni e va a guardare la televisione felice.
[modifica] Trama
Nella città-cupola di Arcore, umani e robot (chiamati amichevolmente autogay) convivono in modo pacifico finché un bug di Windows Vista non fa beccare a tutti gli automi un virus chiamato Cogito. Gli autogay iniziano a prendere coscienza di se stessi trasformandosi in una copia spudorata di Bender di Futurama. Ma questo, ai fini della trama dell'anime, non conta un cazzo. Infatti la vera storia riguarda la bella Re-L Mayer, figlia di Sandro Mayer e sosia di Amy Lee degli Evanescence (si scoprirà negli ultimi episodi che è un suo clone in realtà), alle prese con alcune morti misteriose perpetrate da un mostro chiamato Proxy. Durante le sue ricerche si imbatte in Vincent Law, un immigrato rumeno senza il permesso di soggiorno che viene sbattuto fuori dalla città-cupola a calci in culo dal sindaco leghista. Re-L e Vincent insieme iniziano un viaggio totalmente inutile alla scoperta dei misteri del fantomatico Proxy e del perché sono seguiti in ogni dove da una bambina robot di nome Pino.
[modifica] Personaggi
- Re-L Mayer - Re-L ha le tette grosse e le intravediamo appena durante il primo episodio, mentre si sta spogliando per fare la doccia, prima che quel coglione di Vincent Law rovini tutto.
- Vincent Law - Immigrato dell'est Europa senza permesso di soggiorno, Vincent ripara robot e lava i vetri delle macchine al semaforo dell'incrocio di via Vittorio Veneto. Misteriosamente dovunque vada un mostro sanguinario compare all'improvviso dal nulla facendo fuori tutti. Toccherà a Re-L sbrogliare il misterioso mistero.
- Pino - piccola autogay infetta dal virus Cogito. Diventa Emo quando inizia a domandarsi per quale motivo una bambina robot dovrebbe chiamarsi Pino. Data la natura sua instabile, non può far altro che diventare amica di quel maniaco di Vincent Law.
- Proxy - programma che si interpone tra un client e un server: in questo caso il client è la vagina di Re-L e il server è Dio. Con questa scusa, Vincent Law nell'ultimo episodio si porta a letto quella credulona di Re-L. Cosa è costretto a fare un uomo per un po' di sesso...
- Router - il pene di Vincent Law.




