Erasmus sickness

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L'Erasmus sickness o sindrome degenerativa da accoppiamento è una grave patologia che colpisce la maggior parte delle persone che sono in Erasmus.

Indice

[modifica] Sintomi

[modifica] Incubazione

La fase di incubazione inizia durante il soggiorno: il soggetto inizia a sviluppare comportamenti di odio verso la propria terra natia. Sono comuni frasi come "Eh, qui sì che le cose funzionano" o "Guarda come sono civili, lasciano i bambini a giocare per strada", comportamenti come commozione nell'ascoltare l'inno nazionale della nazione ospitante e tifare contro la propria squadra di calcio durante una partita.

Durante questa fase il soggetto sosterrà che si trova all'estero esclusivamente per ragioni di studio e parteciperà a non più di due feste a settimana.

[modifica] Fase acuta

Dopo qualche settimana di incubazione si manifesta la fase acuta vera e propria. Il malato inizia a dichiararsi nato per vivere nel posto in cui si trova. All'interno di qualsiasi conversazione, anche con la nonna ottantacinquenne, inserisce parole in inglese. Tende ad incazzarsi se la nonna non lo capisce e sbraita frasi assurde tipo "Unbelivable! Qua chiunque conosce almeno una seconda lingua!". La giustificazione più comune che il malato adduce a questo comportamento è che ha dimenticato la parola italiana che potrebbe meglio rendere il senso del discorso e che l'unico modo che ha di esprimere i suoi sentimenti è il ricorso a vocaboli stranieri.

Il soggetto partecipa almeno ad una festa (ora denominata "party") a sera, continua a sostenere di essere all'estero per motivi di studio ma il suo rendimento scarseggia a causa di non precisati problemi di inserimento ed un po' di stanchezza: "Probabilmente è il cambiamento d'aria".

Gli accoppiamenti si fanno più frequenti, spesso con il medesimo partner per mantenere almeno una vaga parvenza di moralità.

[modifica] Fase degenerativa

La persona ha quasi completamente dimenticato l'uso della lingua italiana. Rifiuta i suoi amici di una vita e tutta la sua vita precedente. È convinto che l'unico luogo dove potrà vivere e morire è quello in cui si trova. Si sentono pronunciare frasi come "Scusate ragazzi, non posso proprio ospitarvi. Sapete, io ho una vita qui" oppure "Non potete capire. Qui il cielo è più blu". Oramai il suo orologio biologico è stravolto, si sveglia nel primo pomeriggio e va a dormire quando la gente del luogo si alza per andare a lavorare. Il cuba libre ha preso il posto dell'acqua all'interno delle cellule del suo corpo.

Schifa ogni tipo di inviti ricevuti da persone non malate come lui con frasi tipo "Nej, nobody told me. I gotta go to a party now, sorry guys". La sua vita è ormai scandita dai parties a cui non può mancare. Si accoppia con qualsiasi cosa che si muova ed ha ormai perso le più elementari nozioni di pudore e comportamento civile. L'università l'ha espulso, ma lui non se ne cura: in fondo non ricorda neanche più bene come arrivarci.

L'unica musica ascoltata è quella in lingua locale, e comunque solo se di nicchia o meglio se in dialetto, anche se non la capisce.

[modifica] Cure

Al giorno d'oggi non si conoscono cure efficaci a questa malattia.

Ad ogni modo si consiglia lo sradicamento dal luogo di Erasmus ed una terapia a base di alcool. Calci nelle gengive ad ogni parola pronunciata in lingua straniera sembrano ugualmente efficaci nella cura.

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