Epicuro

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Antichi greci pecorina.png
ΑΤΤƐΝΖΙΏΝƐ: ΠΆΓΙΝΑ ΑΔ ΆΛΤΩ ΚΟΝΤƐΝΟΎΤΟ ƐΛΛƐΝΙΖΖΆΝΤƐ!
Questa pagina tratta argomenti legati al mondo degli antichi greci. Quindi, a meno che tu non abbia fatto il classico, non prenotare una visita oculistica perché vedi lettere strane e non scandalizzarti troppo una volta scoperto il significato del verbo ῥαφανιδόω.
Rocco Siffredi.jpg

Una sua reincarnazione moderna.

Quote rosso1.png Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c'è lei, e quando c'è lei non ci siamo più noi. Se c'è figa però restiamo volentieri. Quote rosso2.png

~ Epicuro in un raro momento di lucidità mentale.
Quote rosso1.png Siamo venuti dal nulla e torneremo nel nulla, nel frattempo... SAMBAAA! Quote rosso2.png

~ Epicuro spiega la propria visione della vita

Epicuro è stato un filosofo greco, fondatore dell'epicureismo e fun degli ABBA.


~ Il motto di Epicuro

Passò la sua vita a meditare sul piacere, scrivere lettere ad amici immaginari e a chiedersi perché i suoi genitori gli avessero dato un nome così di merda.

[modifica] Vita

Nacque nel mese di Gamelione del terzo anno della 109ª Olimpiade sotto l'arcontato di Sosigene sull'isola di Samo[citazione necessaria], che secondo il calendario corrente significa il 12 Agosto a Chiavari. Fin da piccolo dimostrò di avere un carattere leggermente polemico e andò contro le dottrine socratiche, platoniche, aristoteliche, ciniche, megariche, cirenaiche, stoiche e massimogilettiche. I genitori decisero così di farlo vivere in giardino e di dare la sua stanza al cane, che non si lamentava di niente e passava le giornate accoppiandosi con i mobili senza dare fastidio a nessuno. Costretto a dover cacciare per sopravvivere, morì di indigestione dopo aver mangiato una lepre di marmo. Non era un gran cacciatore.

[modifica] Pensiero

Timon e Pumba 1.gif

I suoi due allievi prediletti.

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« Non si è mai troppo vecchi o troppo giovani per essere felici. Uomo o donna, ricco o povero, ognuno può essere felice. Bastano 50 € e una bagasciona.»
(La massima espressione del pensiero di Epicuro.)

La dottrina di Epicuro è detta epicureismo. Epicuro avrebbe voluto chiamarla Fantastilandia, ma i suoi discepoli cambiarono arbitrariamente nome in epicureismo.
Nei suoi trattati sulla fisica, Epicuro prende le mosse dalla teoria atomistica di Democrito e Leucippo. Inoltre afferma che Leucippo è un nome di merda e che Democrito era stato bocciato in matematica. Questo giusto per darsi delle arie dopo aver scopiazzato le loro teorie. Poi, però, siccome era troppo evidente che aveva copiato, introdusse alcune novità nella teoria atomistica:

  • gli atomi hanno varie forme, come i biscotti. Ci sono atomi a forma di elefantino e altri a forma di scimmietta. E sono tutti buoni nel latte.
  • gli atomi sono infiniti e si muovono all'infinito nel vuoto infinito. Ma si possono acchiappare con una retina per gli insetti.

Epicuro riteneva che il piacere può essere raggiunto solo accontentandosi della propria vita di merda, godendosi ogni momento come se fosse l'ultimo, senza preoccuparsi per l'avvenire. In pratica Hakuna Matata.

Per quanto riguarda l'etica, Epicuro riprende concettualmente l'edonismo dei Cirenaici, ma mentre per questi il piacere è dinamico (infatti entra ed esce, entra ed esce senza sosta), per Epicuro è statico. Entra soltanto e non esce più.

Infine, affronta anche la questione degli dei. Secondo Epicuro gli dei non si occupano dell'uomo perché troppo impegnati a giocare a biliardino. Quindi parla della questione del male:

  • Gli dei non vogliono il male ma non possono evitarlo, quindi sono buoni ma utili come una moneta da 3 euro.
  • Gli dei possono evitare il male ma non vogliono, perché sono troppo impegnati a giocare a biliardino.
  • Gli dei non possono e non vogliono evitare il male, perché sono dei bastardi di merda.
  • Gli dei possono e vogliono evitare il male. E infatti hanno fatto sì che Epicuro morisse e la smettesse di rompere i coglioni.

[modifica] Opere

  • La Lettera ad Erodoto in cui esprime il suo pensiero sulla nazionale di curling dell'Etiopia.
  • La Lettera a Meneceo in cui esprime il suo pensiero su Erodoto, che di curling non capisce proprio una sega.
  • La Lettera a Pitocle sull'aglio.
  • La Lettera a Genoffo sull'oglio.
  • La Lettera a Lolollolo sul peperoncino.
  • La Lettera a Paolo Limiti sulla malsana gradazione di rosso dei suoi capelli.
  • Le Massime Capitane, un racconto erotico su delle tardone in divisa.
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