Eolo

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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente un articolo in proposito. Eolo
Eolo mentre gioca coi soffioni
Quote rosso1.png Il nano che nessuno si ricorda mai! Quote rosso2.png

~ Chiunque su Eolo
Quote rosso1.png Eolo, la devi finire di alzare le gonne delle dee! Quote rosso2.png

~ Zeus a Eolo dopo l'arrivo dell'ennesima denuncia per stalking

Secondo una diffusa opinione di non si sa bene chi, Eolo era il re dei venti della mitologia greca. Voci di corridoio, però, suggeriscono che si potesse trattare anche del venti della chiave di sol.
A volte confuso con un nano da giardino e altre con un monopattino ad aria compressa, Eolo fu anche un famigerato serial killer e un poco fortunato feticista delle tuniche femminili.

[modifica] Il mito

Zeus pollon.jpeg

Il dio Zeus: socio in affari, avvocato, garante e compagno a poker di Eolo

Nato da uno stupro attuato da un tal Poseidone, pescatore di telline part-time, a danno di un mulino a vento, Eolo nacque in una catacomba assieme al gemello beota Beoto.
I genitori, a causa della vergogna che provavano per la stupidità di quest'ultimo, decisero di liberarsi di entrambi i figli, cedendoli al mandriano di Castelliri in cambio della sua omertà.
La vicenda sconvolse a tal punto i due neonati che c'è poco da meravigliarsi se il periodo successivo lo passarono tra un paio di omicidi, notti brave sulla costiera tunisina, concerti di scacciapensieri e qualche stupro qui e lì.
Solo dopo una lunga terapia familiare e una miriade di inviti a Chi l'ha visto?, i due fratelli recuperarono la salute mentale e si separarono.
Beoto si trasferì in Albania, avviando una fruttuosa attività operante nel settore del turismo sessuale per pedofili. Eolo, invece, si lanciò nel mercato dell'immigrazione clandestina fondando una propria società con sede ad Atlantide, da quel momento in poi chiamata Lipari.
Il suo ascendente sui governi mondiali crebbe talmente tanto che Luke Skywalker volle diventare suo luogotenente in Tunisia e Zeus gli affidò il controllo dei commerci marittimi con il Burundi, nonché la chiave della sua cassetta di sicurezza, il dominio sui venti e un abbonamento a Disney Channel. Eolo, che era un tipo riservato, trasformò Lipari in un'isola galleggiante, per meglio seguire le sue attività ed esentarsi dal pagamento delle tasse, si fece una famiglia[1] e iniziò ad andare a messa tutti i frantedì.
Alla fine morì, o forse anche no.

[modifica] L'incontro con nessuno

Maschera dio Eolo.PNG

L'espressione di Eolo durante il racconto di Ulisse

Secondo la leggenda tramandataci da un vecchio cieco inesistente, durante la sua crociera nel Mediterraneo a bordo della Costa Crociere, Ulisse e i suoi compagni si erano imbattuti in un'isola piuttosto misteriosa.
Il prode re di Itaca, senza tener contro del fatto che mancava da casa da venti anni e che sua moglie poteva anche non star lì a pettinare le bambole come promesso, decise di scendere e andare in esplorazione.
La sua solita fortuna volle che quell'isola fosse Lipari, sede centrale della "Eolo & figli SPA".
Il dio dei venti, che nonostante le maldicenze erano un tipo molto ospitale, accolse amabilmente quel gran ciarlatano di Ulisse e si fece raccontare tutte le imprese eroiche di cui il mona si vantava di esser stato protagonista.
Quando giunse il momento di partire, cioè venti giorni dopo vista la logorrea di Odisseo, Eolo gli regalò un otre chiuso da una fibbia d'argento che conteneva tutti i venti, raccomandandogli di non aprirlo per nessun motivo al mondo, e pregandolo di non farsi vedere mai più, vista l'emicrania che gli aveva causato.
La flotta di Ulisse partì e navigò tranquilla per un bel po', senza che Ulisse si staccasse mai dall'otre regalatogli da Eolo né che spiegasse ai compagni cosa ci fosse dentro, solo per farli schiattare di invidia.
Molti marinai iniziarono a pensare che tra i due ci fosse del tenero vista la fama, stavolta meritata, del loro comandante.
Quando ormai erano in vista di Itaca, Ulisse decise di schiacciare un pisolino pensando che il più ormai fosse fatto.
I compagni, che non avevano di certo l'acume di un'aquila, aprirono il misterioso vaso, convinti che contenesse oro, gioielli e Nutella.
E fu così che riebbe inizio il loro viaggio per l'ennesima volta.
Non è dato sapere quale sia stata la reazione di Ulisse al suo risveglio ma si suppone che la ciurma abbia visto scendere drasticamente il numero dei suoi componenti.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

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  1. ^ Non è chiaro nei manoscritti cosa si intenda dire
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