Elisa di Rivombrosa

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Il primo matrimonio di Elisa col conte Genesio.

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~ Mormorio generale sulla sfregiata

Elisa la "Rivombrosa" (1593 - 1645) è in realtà nata a Certosa. Tutti ci stiamo chiedendo perché allora si chiami "di Rivombrosa", ma ciò è probabilmente dovuto a una calciorotazione della città di Certosa avvenuta nel 1600, il che ha portato a una temporanea mutazione del nome della città.

[modifica] L’inizio disastroso

Come s'è detto, Elisa non nacque a Rivombrosa.
Suo padre, un vecchio ubriacone godereccio, l'aveva messa al mondo fecondando una donna di facili costumi della bassa bergamasca, la quale, non appena partorì la figliuola, la affidò al marito.
La bambina era davvero una visione apocalittica. Elisa era brutta e anzi, brutta era farle un complimento: puzzava di sterco e aveva i brufoli così grossi che diceva in giro che fossero due sue compagne di scuola. I capelli della sventurata invece, pareva che fossero così unti da poter essere spremuti per ricavare un pregiato unguento lubrificante, lo Svitol.
La dolce Elisa aveva anche un cane: si chiamava Gian Pietro Beghelli. L'animale aveva nome e cognome, proprio perché, in confronto ad Elisa, pareva avere sembianze umane. Molta gente spesso chiedeva addirittura al cane di che razza fosse Elisa, ma il cane in quanto cane non rispondeva. Tutto ciò non contribuì affatto all’affermazione sociale di Elisa, che viveva sotto un ponte, triste, sola e abbandonata. La poverina col tempo finì per darsi all’Alcool; non che l’Alcool la volesse, sia chiaro, ma era molto amico del cane e quindi la sopportava.

[modifica] Le scorribande

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Il cane di Elisa di Rivombrosa.

Un giorno, mentre girava per le campagne, Elisa incontrò tre strani individui: Pippo Franco, un truzzo drogato e Ih-oh, il mulo di Winnie the Pooh.
I tre scappavano da una pattuglia di polizia, che li ricercava con l’accusa di stupro, prostituzione, meteorismo molesto, sodomia, e riesumazione di salme al fine di sfogo sessuale. Elisa e il suo cane si fidarono subito di loro e, non avendo peraltro molte aspettative sociali, si unirono alla gang per darsi alle scorribande. Sulla strada per Arcore assaltarono tre diligenze, svaligiarono quattro banche e affondarono il Titanic.
Fino a che un giorno, nei pressi della nota metropoli del Nord Italia, si trovarono al cospetto di un enorme palazzo di marmo. L’edificio era bellissimo, le finestre erano d’oro, il cancello era d’oro, il citofono era d’oro, persino il prato era d’oro. Affacciato a un balcone del palazzo c’era un uomo, il conte Genesio Serbelloni vien dal Mare, ospite quel giorno della famiglia Berlusconi. Era bello il conte, bellissimo, il più bell’uomo che mai Elisa avesse visto, dopo Pupo s’intenda.

[modifica] Al cuor non si comanda

Non appena il conte Genesio vide la fanciulla se ne innamorò perdutamente e tra loro due fu un colpo di fulmine.

  • Ora il lettore si stupirà nel leggere che un conte di siffatta bellezza si sia innamorato dell’orrida Elisa, ciò, dicono gli storici, era probabilmente dovuto a un difetto visivo del signor conte, causato dalla Sindrome di Caps Lock, da cui era affetto.

Per due mesi Elisa si ritrovò ogni mattina ad ammirare l’irraggiungibile conte, che dal canto suo non poteva incontrare Elisa a causa del rifiuto da parte della famiglia Berlusconi di far sposare al bel Genesio un tale sgorbio della natura. La situazione era in fase di stallo, Elisa e Genesio non potevano sposarsi… fu così che ad Elisa sovvenne una brillante idea.
L’imperfettissima si recò presso il noto mago Gennaro D'Auria, un indovino transessuale che si vede ogni tanto su Tele A+, e domandò al Maestro un aiuto per risolvere l’astiosa situazione: era troppo brutta perché la famiglia Berlusconi acconsentisse al matrimonio con il bel conte Genesio Serbelloni vien dal Mare. Il mago/a D'Auria quindi, suggerì una pozione magica che se bevuta tramutasse l’aspetto di Elisa in una splendida donzella.

[modifica] Dal primo matrimonio alla fine

Dopo solo due settimane Elisa si poté sposare con il bellissimo conte Genesio, divenne ricca e potente, possedeva tutto ciò che aveva sempre desiderato, ma la sua immensa bellezza la portarono a desiderare sempre di più. Ben presto si stancò del conte Genesio e dopo solo tre mesi lo lasciò. Pare quindi che seguirono tre anni di sesso sfrenato, incominciò a vendere il suo corpo e si sposò altre sette volte con personaggi del calibro di Enrico Ghezzi, Nonno Fiorucci, Beppe Bigazzi o Barbalunga.
Ma la pozione del fattucchiere D'Auria (come del resto tutti i prodotti del mago) non durò a lungo: dopo quattro anni il viso di Elisa cominciò a cadere e a spappolarsi come crema di merda al sole. Ritornò a essere più orrida di prima, più brutta persino di Margherita Hack. Gli amici la abbandonarono e mai più nulla la penetrò.
Morì a 52 anni per un’overdose di polenta taragna.

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