Dracula (libro)

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Il Conte Dracula.

Dracula è un libro scritto, diretto e sceneggiato da Bram Stoker. Il libro ha avuto il grande demerito di portare all'attenzione di tutto l'Occidente il mito del vampiro, di cui purtroppo non ci libereremo mai più.

Dal libro sono stati tratte decine di film; tra questi, ricordiamo Dracula di Bram Stoker, di Sofia Coppola, a cui lo stesso Stoker si è ispirato per scrivere il suo libro.

[modifica] Trama

Jonathan Harker, operatore assicurativo, viene inviato nel posto più sculato del mondo per far firmare un contratto al Conte Dracula, personaggio dai curiosi costumi e dal fetore intramontabile, il quale, annoiato dalla vita monotona di quel merdoso posto di vaccari che è la Transilvania, decide di trasferirsi a Londra per fare la bella vita, proprio come Roman Abramovich. Decide così di comprarsi diversi terreni in Inghilterra e una squadra di calcio, il Chelsea. Nella prima parte del libro Jonathan Harker passa il tempo a domandarsi dove diavolo l'abbiano inviato e se non fosse stato meglio rimanere a Londra a tosare i cani nei sobborghi più malfamati della città, ma tant'è.

Giunto al castello di Dracula, dopo gli scongiuri fatti dagli indigeni, apparizioni di fantasmi, lupi e strani fenomeni paranormali, Harker si rende finalmente conto che c'è qualcosa che non va: nel castello c'è una terribile puzza di chiuso. Harker viene tenuto prigioniero dal Conte e seviziato da tre baldracche che cercano di concupirlo in tutti i modi.

La scena si sposta quindi in Inghilterra, dove due fanciulle un po' oche si trovano nella stessa località in cui giungerà la nave che trasporta Dracula. Una delle due ragazze, Mina, è - guarda caso - la fidanzata di Harker. Ci si chiede a questo punto se la famiglia Harker non debba in qualche modo espiare le colpe di qualche vita passata. E la risposta è no, sono solo sfigati. Lucy Westenra, amica di Mina, viene soggiogata dal Conte sotto le sembianze di un pappagallo gigante e prende l'AIDS, poi torna a Londra per curarsi. Mina raggiunge Jonathan, miracolosamente sopravvissuto, a Budapest, dove si sposano, fanno un salto allo Sziget e tornano a Londra. Intanto le condizioni di Lucy peggiorano e il Dottor Seward contatta il suo mentore Abhram Stoker Van Helsing, saggio alter ego dello scrittore che parla come Pico de Paperis e passa la maggior parte del tempo a ricordarci come sono brave e dolci tutte le donne che compaiono nel romanzo.

Gino paoli.jpg

All'interno c'era un vecchio, alto, sbarbato ma con lunghi baffi bianchi. Secondo la Digos la descrizione di Stoker coinciderebbe con Gino Paoli.

In seguito: Lucy muore, Van Helsing e Seward parlano ad Harker, altri due tizi si uniscono alla compagnia e vanno a caccia del vampiro, dopo aver profanato il cadavere di Lucy per puro spirito teppistico. Dracula, ormai circondato, decide di far ritorno in Transilvania, poiché a Londra la sua vita - anzi, la sua non-vita - è in pericolo. Come ci spiega infatti Van Helsing, i vampiri sono soggetti a una serie di gravi limitazioni:

  • devono riposare su un suolo dove sia schiattato prima qualcuno in maniera sconsacrata
  • devono andare in giro con una bara sempre a portata di mano
  • non sopportano l'aglio e le spezie - quindi con tutti i pakistani che ci sono a Londra era praticamente fottuto

Infine stava per scadergli il permesso di soggiorno.

La caccia al vampiro in tutta Londra e nei Balcani è intrisa di luoghi comuni su come le classi meno abbienti siano incapaci di mantenere un segreto e siano facilmente corrompibili, su come i ricchi siano una spanna al di sopra degli altri in termini di civiltà e intelligenza e su come i popoli della Romania siano solo dei poveri bovari ignoranti. Alla fine, il Conte muore proprio perché in fondo è solo un rozzo bovaro e non può nulla contro l'intelletto superiore di un popolo che ha dominato il mondo.

[modifica] Critica

  • Secondo lo stesso Van Helsing, i personaggi del libro sono molto stereotipati: i protagonisti maschili sono tutti coraggiosi e gentili, le donne sono tutte belle, dolci e senza pecca, i poveri sono una merda.
  • Benedetto Croce, che doveva dire la sua su qualsiasi minchiata leggesse, ha definito il Dracula quel libro che ho sul comodino da un sacco di tempo.

[modifica] Adattamenti cinematografici

[modifica] Voci correlate

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